31/07/2026
Immagina di accendere la TV e leggere questo punteggio: Sinner 57 - Alcaraz 31.
Probabilmente faresti spallucce e cambieresti canale.
Se il tennis usasse un sistema di punteggio lineare e cumulativo come quello della pallacanestro, guardarlo sarebbe incredibilmente noioso.
Il motivo è matematico: in un sistema cumulativo, chi subisce un forte svantaggio si trova subito davanti a una montagna insormontabile di punti da recuperare. Sapendo di non avere più alcuna speranza, il giocatore smette di impegnarsi e la partita finisce molto prima del fischio finale.
Il punteggio del tennis risolve questo problema con un vero e proprio capolavoro di Game Design, basato su tre meccaniche:
🧱 Compartimenti stagni
La partita non si vince accumulando più punti in assoluto, ma vincendo singole unità (i "game" e i "set"). Vincere un set sudando per 7-5 o dominando per 6-0 porta allo stesso identico risultato finale: 1 set vinto.
🔄 Il tetto massimo allo svantaggio
Se in un sistema cumulativo fai una prestazione disastrosa, accumuli decine di punti di deficit che ti condannano. Nel tennis, il danno è limitato. Anche se perdi malissimo (6-0), non ti porti dietro una zavorra di punti: all'inizio del set successivo il contatore riparte da 0-0. Questo "reset" frena l'emorragia e mantiene viva la speranza di farcela.
Questa idea, nel game design, ha un nome preciso: si chiama Elastico, ed è la carta numero 14 delle Playable Cards. Mario Kart la applica in modo più sfacciato, regalando le armi migliori a chi sta ultimo, mentre il tennis la ottiene per via strutturale, senza penalizzare nessuno. L'obiettivo però è lo stesso: impedire che il distacco spenga la partita prima della fine.
📈 Tensione variabile
In un sistema lineare, il punto numero 12 ha lo stesso peso del punto numero 45. Nel tennis, la posta in gioco cambia continuamente. Un servizio sul 30-0 genera poco coinvolgimento, ma un "break point" fa trattenere il fiato a tutto lo stadio.
💡 La lezione per chi progetta
Spesso, quando si inserisce una classifica in un'app, in un programma fedeltà o nella formazione aziendale, si commette l'errore di usare un sistema cumulativo infinito.
Il risultato? L'utente storico ha 50.000 punti, il nuovo arrivato ne ha 10. Il nuovo utente vede una montagna insormontabile, capisce di non poter vincere e abbandona subito il sistema.
Per mantenere alta la motivazione nel lungo periodo, è molto più efficace strutturare l'esperienza "a set". Creare classifiche mensili o stagionali che si resettano regolarmente permette di arginare lo svantaggio, facendo in modo che tutti possano ricominciare da zero e competere ad armi pari.
💬 E tu? Il tennis ti annoia comunque o guardando qualche partita hai apprezzato queste meccaniche? Racconta cosa ne pensi nei commenti :D
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