20/01/2026
👉 La pace comincia dal corpo. Da come tocchiamo, da come ci avviciniamo, da come impariamo a stare in relazione.
✨20 gennaio – Giornata del Rispetto
Il 20 gennaio si celebra la “Giornata del Rispetto”, istituita dalla Legge n. 70/2024 per prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo, promuovendo una cultura della non violenza e della lotta a ogni forma di discriminazione.
Il rispetto non è solo una parola: è tutela.
In occasione di questa giornata di sensibilizzazione, la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Daniela Höller, sottolinea l’importanza di adottare comportamenti rispettosi come base delle relazioni umane.
Il rispetto è un valore fondamentale che guida le interazioni sociali. È un atteggiamento di considerazione e cura verso l’altro, che ne riconosce l’autonomia, i diritti e le diversità. Promuove armonia e reciprocità, perché spinge a trattarsi con dignità ed evita comportamenti che possono ferire o danneggiare.
Nella pratica, il rispetto si esprime attraverso gesti concreti, come:
• ascoltare senza interrompere
• evitare giudizi affrettati
• riconoscere i meriti altrui
• dimostrare empatia e gentilezza
Nei contesti sociali, il rispetto implica anche l’accettazione delle differenze culturali, religiose e personali, riconoscendo il diritto di ciascuno a essere se stesso.
Il rispetto della persona si fonda sul riconoscimento del valore intrinseco di ogni essere umano, strettamente legato al concetto di dignità, che è inviolabile e deve essere sempre preservata. Rispettare significa vedere l’altro non solo per ciò che appare, ma per i suoi diritti, le sue opinioni e i suoi bisogni.
Nel sistema di sviluppo umano della Biodanza, questo si esprime nel Principio Biocentrico: un assioma secondo cui la vita di ogni essere vivente è degna di protezione e rispetto.
Non si tratta solo di un principio pacifista, ma di qualcosa di profondamente radicato nell’istinto di sopravvivenza e di protezione della specie, a sostegno della continuità della Vita e dell’Intelligenza affettiva, base fondamentale per relazioni umane felici e compiute.
Le conseguenze della mancanza di rispetto sono profonde. Possono compromettere la salute mentale e il benessere sociale, generando rabbia, frustrazione, ansia e depressione. A livello collettivo, la mancanza di rispetto deteriora la fiducia, rompe le relazioni e, nei casi estremi, porta alla disgregazione delle comunità. Nei contesti lavorativi riduce motivazione e produttività, aumentando conflitti e turnover.
Sebbene il rispetto sia un diritto fondamentale, farci rispettare è anche una nostra responsabilità. Riconoscere le mancanze di rispetto, stabilire confini chiari e comunicare in modo autentico le proprie emozioni è parte di un percorso personale. Rispettare se stessi è il primo passo per costruire relazioni basate su un rispetto reciproco autentico.
Nelle scuole, programmi educativi mirati possono contribuire in modo significativo alla prevenzione del bullismo e alla creazione di ambienti inclusivi. In questo processo, gli insegnanti hanno un ruolo centrale.
Come afferma il Ministro Valditara:
“Per effetto della legge 17 maggio 2024 n. 70, il 20 gennaio 2025 sarà celebrata la prima ‘Giornata del Rispetto’, quale momento specifico di approfondimento delle tematiche del rispetto degli altri, della non violenza psicologica e fisica e del contrasto di ogni forma di discriminazione e prevaricazione.”
La Giornata è concepita in memoria di W***y Monteiro Duarte, ucciso nel 2020 per aver difeso un amico in difficoltà, e vuole essere per le scuole un’occasione di riflessione e approfondimento sul valore del rispetto, per prevenire e contrastare ogni forma di violenza.
Una scuola “costituzionale”, che pone la persona al centro dell’azione educativa, è una scuola che educa al rispetto dell’altro.
La “Giornata del Rispetto” si inserisce pienamente negli obiettivi dell’educazione civica e rappresenta un’opportunità concreta per formare studenti e cittadini consapevoli, responsabili e capaci di contribuire allo sviluppo sano della società civile.
👉Dal 2020, la Scuola di Educazione al Contatto propone nelle scuole e nelle famiglie il progetto “Il Rispetto del Corpo con il Buon Contatto tra Bambini”, attualmente in partenza.
Il progetto ha una finalità chiara: ridurre aggressività e disagio relazionale e sviluppare un’etica affettiva e un’affettività sana attraverso esperienze concrete tra pari, basate su gesti di cura, attenzioni rispettose, tocchi che narrano storie e brevi massaggi di reciproco sollievo.
Ma il contatto, da solo, non basta: serve un buon contatto.
Il Buon Tocco è quello che rispetta: non invade, non possiede, non usa. Riconosce l’altro come persona.
Quando il contatto diventa consapevole, nasce un’etica affettiva capace di educare a relazioni sane, a una sessualità non violenta, a legami che non feriscono.
Credo profondamente che la pace cominci dal corpo.
Da come tocchiamo, da come ci avviciniamo, da come impariamo a stare in relazione.
Educare al buon contatto significa umanizzare le relazioni.
E ogni relazione umanizzata è un seme di non violenza.
SandraSalmaso
autrice del libro Le mani che Nutrono