31/03/2026
Questa mattina, 31 marzo alle ore 09:30, agenti delle forze dell'ordine, in accordo
con l'Università degli Studi di Padova, sono entrati in Aula Studio Pollaio, in
orario di consistente affluenza di studentesse e studenti.
In nessuna fase dell'intervento è stata data alcuna comunicazione ai presenti e
al Comitato di Autogestione dell'Aula Studio, né da parte degli Uffici
dell'Università, né da parte delle stesse forze dell’ordine.
Con metodi di indagine giudiziaria gli agenti hanno raccolto prove fotografiche
nelle aule durante il normale svolgersi delle attività di studio.
Al termine, le forze dell'ordine hanno requisito uno dei cartelli affissi sui muri
dell'Aula Studio Pollaio, inserendolo con guanti in una busta sigillata.
Troviamo l’appoggio da parte dell'Ateneo all'intervento delle forze dell'ordine un
atto intimidatorio inaccettabile nei confronti della comunità studentesca.
Questo atto repressivo di censura nei confronti della libertà di espressione
studentesca evidenzia l'inadempienza dell'Ateneo nel garantire la sicurezza e il
libero pensiero, valore su cui l’Università si fonda.
La comunità studentesca si trova ad affrontare la gravità di un'operazione di
polizia all'interno degli spazi universitari e il suo impatto su coloro che esercitano
il proprio diritto allo studio nella forma della propria libera espressione all'interno
delle aule di Ateneo.
L'antifascismo è un valore costituzionale condiviso da tutta la comunità
studentesca che rivendica la libertà di pensiero, sapere ed espressione critica
che non possono e non devono essere messi in discussione all'interno di uno
spazio libero come quello universitario.
Troviamo futile condannare dei graffiti su muri di bagni, atti di singoli, verso cui
la Comunità Studentesca del Pollaio non ha responsabilità, tanto meno
controllo.
Ci dissociamo fermamente dalle accuse di anarchia, di odio e di eversione
dell'ordine democratico mosse nei nostri confronti nelle ultime ore.