Franceschelli Davide Pedagogista

Franceschelli Davide Pedagogista Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Franceschelli Davide Pedagogista, Scuola, via 8 febbraio 2, Padua.

Insegnante di sostegno e pedagogista
🧘‍♂️ Fondatore M B S Evolution It e Pedagogia Contemplativa Italia
📚 Formate 200+ persone nelle Marche sulla mindfulness e le pratiche contemplative.

𝟓 𝐅𝐀𝐋𝐒𝐈 𝐌𝐈𝐓𝐈 𝐄 𝐅𝐑𝐀𝐒𝐈 𝐅𝐀𝐓𝐓𝐄 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐈𝐍𝐃𝐅𝐔𝐋𝐍𝐄𝐒𝐒 𝐀 𝐒𝐂𝐔𝐎𝐋𝐀Ne ho visti tanti di progettini mordi e fuggi fatti per il semplice...
28/08/2026

𝟓 𝐅𝐀𝐋𝐒𝐈 𝐌𝐈𝐓𝐈 𝐄 𝐅𝐑𝐀𝐒𝐈 𝐅𝐀𝐓𝐓𝐄 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐈𝐍𝐃𝐅𝐔𝐋𝐍𝐄𝐒𝐒 𝐀 𝐒𝐂𝐔𝐎𝐋𝐀

Ne ho visti tanti di progettini mordi e fuggi fatti per il semplice fascino delle parole inglesi. Ma la differenza sta tra chi crede di utilizzare una tecnica e chi vuole costruire una proposta pedagogica seria.

Quando la mindfulness entra nel contesto scolastico, può accadere che venga interpretata attraverso alcune semplificazioni che ne riducono la portata educativa.

𝟭. «𝗟𝗮 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗲 è 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮: 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗺𝗶𝗻𝗱𝗳𝘂𝗹𝗻𝗲𝘀𝘀.»

Come se la mindfulness fosse uno strumento per ottenere rapidamente silenzio, calma e controllo.
Una classe movimentata non è necessariamente una classe “da calmare”. Prima di proporre una pratica è necessario comprendere cosa sta accadendo: nelle relazioni, nel gruppo, nella situazione didattica e nel contesto.

𝟮. «𝗛𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗶𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁à: 𝘃𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗻𝗱𝗳𝘂𝗹𝗻𝗲𝘀𝘀 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮.»

La mindfulness non è una risposta generica alle difficoltà attentive o comportamentali.
Il rischio è utilizzare una pratica che ha una sua metodica, come tecnica correttiva, senza interrogarsi sulla complessità della situazione e sui bisogni specifici dello studente.

𝟯. «𝗟𝗮 𝗺𝗶𝗻𝗱𝗳𝘂𝗹𝗻𝗲𝘀𝘀 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗮 𝗻𝗼𝗶 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗻𝘁𝗶.»

Può certamente rappresentare una risorsa anche per chi insegna. Ma attenzione a non trasformarla in uno strumento per rendere il docente più adattabile, resistente o performante.
La pratica personale non può diventare il modo per compensare individualmente criticità che appartengono anche all’organizzazione scolastica e al contesto professionale.

𝟰. «𝗗𝗼𝗽𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗻𝗱𝗳𝘂𝗹𝗻𝗲𝘀𝘀 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗴𝗶à 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼.»

Anche questa è una conclusione da osservare con cautela.
Una modificazione immediata dello stato soggettivo non dimostra, da sola, l’efficacia educativa della pratica. Possiamo confondere una sensazione momentanea di calma con un cambiamento più stabile.
È necessario distinguere l’esperienza percepita nell’immediato dagli effetti che possono essere osservati nel tempo.

𝟱. «𝗕𝗮𝘀𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗺𝗶𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗺𝗶𝗻𝗱𝗳𝘂𝗹𝗻𝗲𝘀𝘀 𝗮𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼.»

La pratica non coincide con la semplice esecuzione di un esercizio.
Quando viene inserita a scuola, richiede una progettualità, una formazione adeguata e una chiara definizione delle finalità educative.
Il punto, quindi, non è chiedersi soltanto se la mindfulness “funziona”.
Occorre chiedersi come, per chi, in quale contesto e con quali finalità viene proposta.

19/08/2026

Nell’ambiente dei praticanti di meditazione, mindfulness, ma più in generale, di chi intraprende percorsi di consapevolezza, posso assicurarvi che si trova davvero la qualunque.

Si incontrano persone capaci di parlare di presenza, accettazione, compassione, non giudizio, impermanenza e apertura all’altro. Eppure, proprio all’interno di questi contesti, emerge talvolta un paradosso che meriterebbe maggiore attenzione.
Uno dei bias più comuni - e forse anche più pericolosi - è quello per cui ci consideriamo spirituali, consapevoli e disponibili al dialogo finché ciò che accade non entra realmente in conflitto con il nostro sistema di valori, con i nostri interessi o con la nostra esperienza personale.

È relativamente semplice dichiararsi aperti quando l'argomento non ci coinvolge direttamente. È più facile parlare di accettazione quando non siamo noi a sentirci messi in discussione; di non giudizio quando non siamo noi a essere giudicati; di dialogo quando l'altro non mette realmente in crisi le nostre convinzioni.

La questione diventa molto più complessa quando qualcosa ci solletica dentro. Quando viene messa in discussione un'idea alla quale siamo profondamente legati. Quando incontriamo una posizione politica, culturale, pedagogica o sociale che non condividiamo. Quando qualcuno interpreta un fenomeno in modo radicalmente diverso dal nostro. Quando, soprattutto, percepiamo che quella posizione minaccia una parte della nostra identità.
È proprio in quel momento che la consapevolezza dovrebbe smettere di essere un concetto e diventare una pratica.

Attenzione che meditare non significa necessariamente diventare persone immuni dal conflitto, dalla rabbia, dalla paura o dalla polarizzazione. Significa, piuttosto, sviluppare la possibilità di riconoscere ciò che accade dentro di noi prima di trasformarlo automaticamente in una posizione sull'altro.

La consapevolezza non coincide con l'avere sempre ragione, né con il mantenere una postura apparentemente pacificata. Non coincide nemmeno con l'evitare il conflitto in nome di una presunta superiorità spirituale.
Si assiste anche a come il linguaggio della consapevolezza può diventare una forma di difesa: "io sono ho fatto questo lungo percorso, io non giudico, io vedo oltre, io non mi faccio coinvolgere".

Se la nostra pratica ci permette di sentirci consapevoli soltanto quando il mondo conferma ciò che pensiamo, forse non stiamo ancora osservando realmente i nostri meccanismi.
Stiamo osservando ciò che ci piace di noi.

Riusciamo a riconoscere la nostra reazione senza identificarci completamente con essa ?

Occhio, che la consapevolezza che funziona soltanto quando tutto ci è favorevole rischia di essere soltanto un'altra forma, più raffinata, di autoreferenzialità.

Un recente cartellone pubblicitario a Milano ha raffigurato una bambina in tenera età con uno smartphone in mano, accomp...
14/08/2026

Un recente cartellone pubblicitario a Milano ha raffigurato una bambina in tenera età con uno smartphone in mano, accompagnata dal claim "Tutto ok, è iPhone". La presente riflessione non intende esprimere un giudizio sull'azienda, bensì analizzare l'immaginario educativo veicolato da tale rappresentazione.

L'espressione "ciuccio digitale", già diffusa nel dibattito pedagogico italiano, trova conferma in un solido impianto di ricerca clinica: uno studio longitudinale su JAMA Pediatrics (Radesky et al., 2023) ha rilevato che l'uso frequente di dispositivi mobili per calmare un bambino tra i 3 e i 5 anni è associato a un aumento della disregolazione emotiva, sottraendo occasioni di apprendimento autonomo dell'autoregolazione.

Tali evidenze risultano coerenti con le raccomandazioni istituzionali di AACAP, AAP e SIP, tutte concordi nello sconsigliare l'uso degli schermi come strumento di gestione comportamentale in età prescolare.

Il caso milanese ha trovato anche un riscontro istituzionale: l'Autorità Garante per l'Infanzia ha trasmesso una segnalazione ad AGCOM, AGCM e IAP, rilevando il rischio di normalizzazione del "baby-sitting elettronico". Il cartellone è stato successivamente sostituito.

Il rischio non risiede nel singolo gesto pubblicitario, ma nella capacità delle logiche di mercato di rendere invisibile, attraverso la ripetizione, un comportamento che la ricerca clinica considera problematico. Occorre interrogarsi su quale immaginario educativo venga trasmesso quando tale uso del dispositivo viene rappresentato come normalità condivisa.

📚 Fonti:
Radesky et al. (2023). JAMA Pediatrics, 177(1), 62–70.
American Academy of Child and Adolescent Psychiatry (2026).
World Health Organization (2019). Guidelines on screen time for children under 5.
Società Italiana di Pediatria (2025). Raccom. infanzia e digitale.

Selezione e verifica delle fonti bibliografiche condotta con IA.

Prima di noi, il mare. Con noi, il mare. Dopo di noi, il mare. 🌊L'incontro di questa settimana ha proposto un'introduzio...
04/08/2026

Prima di noi, il mare. Con noi, il mare. Dopo di noi, il mare. 🌊

L'incontro di questa settimana ha proposto un'introduzione esperienziale alla mindfulness attraverso alcune pratiche contemplative rivolte agli adulti. Dopo una breve cornice teorica sui principali fondamenti della mindfulness (Kabat-Zinn, 2003; Bishop et al., 2004), abbiamo sperimentato semplici pratiche di consapevolezza del corpo, del respiro e dell'ascolto, valorizzando l'esperienza diretta come dimensione fondamentale dell'apprendimento.

La riflessione conclusiva ha preso forma a partire dal titolo dell'iniziativa: "Prima di noi, il mare. Con noi, il mare. Dopo di noi, il mare." Attraverso un momento di condivisione, il mare è diventato metafora di una realtà che ci precede, ci accompagna e continuerà a esistere oltre noi, richiamando la prospettiva dell'inter-essere proposta da Thich Nhat Hanh (2016).

In una società caratterizzata da ritmi sempre più accelerati e da una crescente frammentazione dell'attenzione, la pedagogia delle pratiche contemplative offre un contributo significativo nel promuovere la qualità della presenza, dell'ascolto e della relazione. Non si tratta di allontanarsi dalla realtà, ma di imparare ad abitarla con maggiore consapevolezza, sviluppando competenze attentive, relazionali e riflessive.

Un sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno preso parte all'incontro. Ogni esperienza condivisa conferma come anche pratiche essenziali possano trasformarsi in autentiche occasioni di crescita personale, educativa e comunitaria.
M B S Evolution It

Un nuovo articolo per la rivista Kukà Magazine !!! Nato a Civitanova Marche, questo magazine contiene molti articoli di ...
03/08/2026

Un nuovo articolo per la rivista Kukà Magazine !!! Nato a Civitanova Marche, questo magazine contiene molti articoli di rilievo su diverse aree tematiche !!!

Buona lettura.

Fermarsi

Mindfulness, la lentezza che va reimparata Viviamo, nelle Marche come altrove, dentro un ritmo che sembra non prevedere soste. Camminiamo verso l'auto parcheggiata, un supermercato, un ufficio, una fermata dell'autobus e spesso non percepiamo più l'ambiente che ci circonda come qualcosa di vivo. Le...

01/08/2026

L’incontro inaspettato. Un dialogo tra scienza, fede e ricerca del senso.

Lunedì 3 agosto alle 21.30, Tanto è Lunedì ospita Gianfilippo Giustozzi per una serata dedicata al pensiero di Pierre Teilhard de Chardin.

📖 “L’uomo, il cosmo e la coscienza” sarà il punto di partenza per un confronto aperto, in dialogo con il Prof. Davide Franceschelli, su uno dei pensatori più originali del Novecento.

📍 La Petite
Via Vittorio Veneto, 19 – Porto Sant’Elpidio (FM)

Un appuntamento per chi ama le idee, il confronto e le storie che lasciano spazio alla riflessione.

E' CONFERMATO l'incontro di meditazione per questo pomeriggio presso la spiaggia libera della pineta di Porto Sant'Elpid...
28/07/2026

E' CONFERMATO l'incontro di meditazione per questo pomeriggio presso la spiaggia libera della pineta di Porto Sant'Elpidio zona centrale. h. 18:30. - VI ASPETTIAMO per praticare insieme !!!!

22/07/2026

Ancora una volta insieme al Centro Giovanile Casette di Casette d'Ete 🧘🏻‍♂️🙏🏻🎉

PRATICHE DI RICONNESSIONE

Un laboratorio educativo di mindfulness e pratiche embodied

A chi è rivolto
L'iniziativa è rivolta ai bambini e ai ragazzi del Tempo Estivo del Centro Giovanile Casette.

Quando e dove
📅 Lunedì 27 luglio 2026 – ore 15.00
📍 Centro Giovanile Casette – Casette d'Ete (FM)

Conduttori:
Davide Franceschelli – Pedagogista e insegnante specializzato
Leonardo Iacopini – Operatore olistico sportivo

Pratiche di riconnessione è un laboratorio educativo esperienziale che, attraverso pratiche di mindfulness e attività embodied, invita bambini e ragazzi a esplorare il rapporto con il proprio corpo, l'attenzione e la relazione con gli altri.

L'iniziativa si colloca nell'ambito della pedagogia contemplativa e propone un'esperienza educativa fondata sull'esplorazione delle risorse endogene della persona. Attraverso pratiche di mindfulness e attività embodied, bambini e ragazzi saranno accompagnati a sperimentare in prima persona strumenti di attenzione, presenza e autoregolazione, favorendo la progressiva scoperta delle proprie potenzialità e la loro trasferibilità nei contesti di vita quotidiana.

21/07/2026
Lunedì sera... direzione Hogwarts! 🚂✨Chi l'ha detto che il lunedì è il giorno più grigio della settimana? Il 20 luglio a...
16/07/2026

Lunedì sera... direzione Hogwarts! 🚂✨
Chi l'ha detto che il lunedì è il giorno più grigio della settimana? Il 20 luglio alle ore 21:30, la rassegna "Tanto è Lunedì" vi aspetta alla pasticceria La Petite per una serata speciale all'insegna dei libri e delle grandi storie.
Avremo il piacere di ospitare lo scrittore Paolo Percy Morbidoni, che presenterà il suo affascinante libro:
📖 “Potremmo fare in modo che l'espresso per Hogwarts arrivi domani”.
A conversare con l'autore ci sarà il prof. Davide Franceschelli, pronto a svelare insieme a lui i segreti, le ispirazioni e le suggestioni di questo viaggio letterario.
Segna in agenda:
📅 Lunedì 20 luglio | 🕒 Ore 21:30
📍 Pasticceria La Petite
☕ Un'atmosfera unica, ottima compagnia e tanta cultura. Non mancare!

Indirizzo

Via 8 Febbraio 2
Padua
35122

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