13/05/2026
Oggi in studio C. mi ha posto questa domanda, voleva capire se fosse adhd e cosa fosse questa sigla.
Come parlare ai bambini o ai ragazzi dei loro disturbi, quando ne prendono coscienza?
Premetto che non è semplice per nessuno, nemmeno per me che di lavoro faccio questo. Ci si sente colti alla sprovvista e si ha paura di non usare le parole giuste (che poi, chissà quali sono le parole giuste). Ci sono però delle indicazioni che secondo me possono essere utili a chi si trova a dover vivere questo momento.
❤️ Siate limpidi. Non girate intorno, non divagate nè evitate la domanda. E' importante che i bambini o i ragazzi percepiscano che è ok parlare di queste cose e che sono domande lecite. La trasparenza, inoltre, trasmette fiducia.
🩵 Nessuno spiegone f***e. Il bambino o la bambina ci stanno comunicando che sono pronti a capire e scoprirsi (ma non è necessario che capiscano e scoprano tutto con una spiegazione approfondita tutta d'un fiato!).
E' l'inizio di una presa di posizione: quella di voler scoprire se stessi. Hanno tutta la vita per farlo, quindi anche noi possiamo non avere fretta nè dobbiamo sommergerli di parole 😊✌️.
💙E' successa una cosa bella! 🍀 Viviamolo come momento magico, in cui possiamo condividere qualcosa di intimo con un bambino o una bambina che ce lo sta chiedendo.
💚 L'inclusione riguarda la vita di tutti i giorni. I bambini si sentono accettati se ogni giorno noi ci mostriamo aperti verso la diversità, se la normalizziamo in tutto e per tutto.
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