Il mio viaggio pedagogico a Eureka

Il mio viaggio pedagogico a Eureka Eureka è lo studio Psico-pedagogico e didattico di Elisa Fabemoli.

Disponibile per consulenza pedagogica (anche online), formazione per insegnanti e genitori, psicomotricità, tecnologie per l'inclusione, didattica, Giftedness, DSA, ADHD e altri BES. Valutazione e trattamento del disagio scolastico
Valutazione e trattamento dei disturbi di apprendimento
(dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia)
Disprassia
Screening scolastici
Valutazione e potenziamento

requisiti per l'apprendimento della letto-scrittura
Progetti di psicomotricità
Motivazione allo studio e potenziamento delle funzioni cognitive
Valutazione degli stili di apprendimento
Attenzione a bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali complessi, che richiedono risposte adatte a soddisfare le necessità
Supporto/assistenza preparazione esami universitari (area psico-pedagogica)
Valorizzazione della plusdotazione cognitiva
Orientamento Scolastico
Prevenzione della dispersione scolastica
Prevenzione dei DSA attraverso la didattica
La didattica in situazione di DSA
Consulenza/Formazione/aggiornamento per insegnanti
Consulenze bibliografiche per l'educazione e la didattica speciale
Consulenze per la realizzazione di progetti individualizzati e personalizzati
Osservazioni e supervisioni in ambito scolastico
La socializzazione nell'ambiente classe
Progettazione, realizzazione e valutazione di percorsi di educazione psicomotoria inclusiva che si fonda sull'integralità corporea, affettiva, cognitiva e sensoriale, con attenzione alle forme di disagio relazionale
Consulenze ai genitori
Metodologie prevalentemente utilizzate:
Pedagogia della mediazione - Metodo Feuerstein
(Programma di Arricchimento Strumentale P.A.S.)

🌀🌀🌀 𝗕𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗘𝗜? Nel PEI si descrive come la scuola può diventare un ambiente...
13/09/2026

🌀🌀🌀 𝗕𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗘𝗜? Nel PEI si descrive come la scuola può diventare un ambiente che permetta a ciascun alunno di partecipare e apprendere.
👉🏼 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗯𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲?
Sono tutti quei fattori che ostacolano l’apprendimento, la comunicazione, l’autonomia o la partecipazione.
👉🏼Possono essere:
- 𝗕𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗵𝗲 (spazi non accessibili, arredi non adeguati)
- 𝗕𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 (materiali troppo complessi, consegne non chiare, assenza di mediatori).
- 𝗕𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 (aspettative basse, scarsa collaborazione tra adulti, dinamiche di classe non inclusive).
- 𝗕𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 (tempi rigidi, routine non adattate, mancanza di coordinamento).
👉🏼 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶?
Sono i fattori che sostengono la partecipazione e valorizzano le potenzialità dell’alunno.
Possono essere:
- 𝗙𝗮𝗰𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 (spazi flessibili, arredi modulabili, strumenti compensativi).
- 𝗙𝗮𝗰𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘁𝗶𝗰𝗶 (mappe, schemi, materiali semplificati, UDL, scaffolding).
- 𝗙𝗮𝗰𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 (clima accogliente, cooperative learning, attivi in coppia o piccolo gruppo).
- 𝗙𝗮𝗰𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 (tempi distesi, routine chiare, co-progettazione tra docenti).
👉🏼👉🏼👉🏼𝗟’𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗯𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗶:
- leggere i bisogni senza etichette;
- ️️progettare interventi realmente personalizzati;
- ️rendere l’ambiente più equo per tutti;
- ️️ monitorare i cambiamenti nel tempo;
- ️costruire una responsabilità condivisa tra tutti i docenti.
👉🏼👉🏼👉🏼 𝗨𝗻𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝘃𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝗹𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮̀: 𝗲𝗹𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗴𝗹𝗶 𝗼𝘀𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗶. Quando il contesto cambia, anche le possibilità dell’alunno cambiano e il PEI diventa uno strumento vivo, non un documento burocratico.

🌀🌀🌀 "Gli 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 sollevano l’alunno o lo studente con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal distur...
13/09/2026

🌀🌀🌀 "Gli 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 sollevano l’alunno o lo studente con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, s̲e̲n̲z̲a̲ ̲p̲e̲r̲a̲l̲t̲r̲o̲ ̲f̲a̲c̲i̲l̲i̲t̲a̲r̲g̲l̲i̲ ̲i̲l̲ ̲c̲o̲m̲p̲i̲t̲o̲ ̲d̲a̲l̲ ̲p̲u̲n̲t̲o̲ ̲d̲i̲ ̲v̲i̲s̲t̲a̲ ̲c̲o̲g̲n̲i̲t̲i̲v̲o̲.
L’utilizzo di tali strumenti non è immediato e i docenti avranno cura di sostenerne l’uso da parte di alunni e studenti con DSA" (Linee guida DSA).
👉🏼 Vale a dire che gli strumenti compensativi non avvantaggiano l’alunno con DSA rispetto ai compagni, ma lo mettono nelle condizioni di svolgere una prestazione che, senza, sarebbe sproporzionata rispetto al suo profilo di funzionamento.
👉🏼👉🏼 Gli strumenti compensativi non facilitano il compito cognitivo, ma riducono la fatica e l’ansia.
Il docente:
- rassicura: “Puoi usare la tabella, è prevista per te”;
- evita commenti svalutanti;
- crea un clima in cui lo strumento è percepito come legittimo e necessario.
👉🏼 Il supporto dei docenti trasforma lo strumento da “oggetto” a vera strategia di apprendimento.

13/09/2026

🌀🌀🌀 𝗣𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗗𝗢𝗣: 𝗰𝗼𝘀'𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗗𝗶𝘀𝘁𝘂𝗿𝗯𝗼 𝗢𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗣𝗿𝗼𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼?Spesso sentiamo parlare di ADHD, ma conosciamo altre for...
13/09/2026

🌀🌀🌀 𝗣𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗗𝗢𝗣: 𝗰𝗼𝘀'𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗗𝗶𝘀𝘁𝘂𝗿𝗯𝗼 𝗢𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗣𝗿𝗼𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼?
Spesso sentiamo parlare di ADHD, ma conosciamo altre forme di disturbo del comportamento che possono interessare i banchi di scuola? Tra questi rientra il DOP (Disturbo Oppositivo Provocatorio), recentemente classificato tra i disturbi dirompenti.
Le stime parlano di circa 10 alunni ogni 100 in età scolare. 𝗜 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝟱 𝗮𝗻𝗻𝗶, ma è d̲u̲r̲a̲n̲t̲e̲ ̲l̲a̲ ̲s̲c̲u̲o̲l̲a̲ ̲s̲e̲c̲o̲n̲d̲a̲r̲i̲a̲ ̲d̲i̲ ̲p̲r̲i̲m̲o̲ ̲g̲r̲a̲d̲o̲ ̲c̲h̲e̲ ̲i̲l̲ ̲q̲u̲a̲d̲r̲o̲ ̲s̲i̲ ̲f̲a̲ ̲p̲i̲ù̲ ̲c̲o̲m̲p̲l̲e̲s̲s̲o̲, mettendo a dura prova la capacità dei ragazzi di costruire relazioni appaganti.
👉🏼 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮? (Criteri DSM-5)
Il manuale diagnostico riconosce tre macro-aree di comportamenti osservabili:
- 𝗨𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗿𝗿𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗶𝗿𝗿𝗶𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲: il ragazzo si rabbuia facilmente, è suscettibile, collerico o rancoroso.
- 𝗖𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗲𝗺𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮: litiga con chi ha un ruolo di autorità, rifiuta le regole, infastidisce gli altri di proposito o tende a dare la colpa agli altri per i propri errori.
- 𝗖𝗼𝗻𝗱𝗼𝘁𝘁𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲: assume atteggiamenti dispettosi o orientati alla vendetta.
👉🏼👉🏼👉🏼 Attenzione a non fare di tutta l'erba un fascio: 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶𝗮𝗴𝗻𝗼𝘀𝗶. Affinché si possa parlare di DOP, questi atteggiamenti oppositivi devono essere presenti spesso, oltremisura e in maniera persistente.
👉🏼 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗲̀ 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗹𝗼 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼?
Per insegnanti ed educatori è essenziale saper cogliere questi segnali per attivare interventi tempestivi. Se non monitorato adeguatamente e in presenza di contesti sfavorevoli, il quadro può aggravarsi, aumentando l'intensità dei comportamenti e l'impatto sul benessere del minore.
👉🏼👉🏼👉🏼 Conoscevi già le caratteristiche specifiche del DOP o hai avuto modo di affrontarlo nel contesto scolastico o professionale? Scrivilo nei commenti

🌀🌀🌀 Congratulazioni per essere tra le 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 e per aver ottenuto un posto nella lista delle intera...
08/09/2026

🌀🌀🌀 Congratulazioni per essere tra le 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 e per aver ottenuto un posto nella lista delle interazioni settimanali! 🎉 Antonietta Riccio, Letteria Amo, Priscila Fava Cricci, Carla Guardascione, Monia Adele Petrone, Ercolina Bertoni, Simona Marola, Angela Aurora Di Vita, Lella Prestigiovanni, Amahoro Imana

🌀🌀🌀 Un grande ringraziamento ai 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗳𝗼𝗹𝗹𝗼𝘄𝗲𝗿!Sono felice di avervi tra noi! Marialucia Pace, Marika De Luca, Marilena ...
08/09/2026

🌀🌀🌀 Un grande ringraziamento ai 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗳𝗼𝗹𝗹𝗼𝘄𝗲𝗿!Sono felice di avervi tra noi! Marialucia Pace, Marika De Luca, Marilena Bloise, Katia Cannatella, Ida Romeo, Giusy Mattina, Maria Domenica Corrado, Beatrice Burdisso, Elena Vitiello, Arianna Beltramo, Emilia Prata, Valentina Cicatelli, Germana Polizzotto, Giuliana Caselli, Jose Infantino, Salvatore Paviglianiti, Alfonsina Citro, Domenico Ventrella, Patrizia Fazio, Donatella Molfese, Loretta Scarino, Caterina Defilippo, Lia D'isidoro, Daniela Papasidero, Mattia Ruozzi, Claudia Franco, Giorgia Di Domizio, Mariella Bruno, Renata Gullo, Anna Tosatto, Marianna Pedditzi, Patrizia Scarselli, Pinella Sanfilippo, Elena Petrazzuolo, Simona Tomeo, Imma Catapano, Tina Hayday, Beatrice Primerano, Serena Ribechini, Maurizio Ardagna, Jenny Emme, Martina Miccichè, Maria Loredana Lafata, Teresa Lombardi, Nina Pellegrino, Nadia Maccarrone, Daniela Vicenzutto, Giuseppe De Luca, Roberta Atlante, Floriana Novelli

🌀🌀🌀 𝗦𝘁𝗶𝗺𝗺𝗶𝗻𝗴: 𝗶𝗹 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝘀𝗶 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮.👉🏼 Partiamo subito da cosa non è: lo stimming non è un...
07/09/2026

🌀🌀🌀 𝗦𝘁𝗶𝗺𝗺𝗶𝗻𝗴: 𝗶𝗹 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝘀𝗶 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮.
👉🏼 Partiamo subito da cosa non è: lo stimming non è un “vizio” né un comportamento da correggere; non nasce per attirare attenzione, non indica regressione, non è un comportamento “infantile”.
👉🏼 È una strategia di autoregolazione che appartiene a tutti, ma per alcune persone è fondamentale.
Lo stimming è un insieme di movimenti o azioni ripetitive (dondolare, tamburellare, manipolare un oggetto, muovere le mani, fissare luci o pattern) che il sistema nervoso utilizza per ritrovare equilibrio.
È 𝘂𝗻 𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: il corpo cerca un ritmo per calmarsi, concentrarsi, proteggersi da stimoli intensi.
👉🏼 Per molte persone, soprattutto autistiche, lo stimming genera piacere sensoriale:
- riduce l’ansia
- offre prevedibilità
- crea sicurezza
- aiuta a restare presenti
In questo caso, il 𝗽𝗶𝗮𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ “𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼”, 𝗺𝗮 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗳𝗶𝘀𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼.
👉🏼 Chi fa stimming?
Tutti, ma alcune persone ne hanno più bisogno:
- Persone autistiche: per regolare stimoli e emozioni.
- Persone con ADHD: il movimento sostiene l’attenzione.
- Persone ansiose: il corpo cerca un ritmo calmante.
- Bambini e adolescenti: quando le emozioni sono intense.
- Chiunque in situazioni di sovraccarico: rumore, attesa, stress.
👉🏼👉🏼👉🏼 Interrompere lo stimming significa interrompere la regolazione, quindi la domanda non è “come faccio a farlo smettere?”, ma:
- l’ambiente è troppo pieno?
- la persona è sovraccarica?
- posso offrire un’alternativa più sicura?
Lo stimming è un comportamento funzionale: aiuta, protegge, sostiene.
👉🏼 Una scuola inclusiva non chiede di “stare fermi”, ma di stare bene; riconosce che la regolazione non è uguale per tutti e che il movimento può essere parte dell’apprendimento

06/09/2026

🌀🌀🌀 Giocare e sperimentare con le frazioni

06/09/2026

🌀🌀🌀 ️Conta e gioca

🌀🌀🌀𝗔𝘂𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶.👉🏼 Cosa sono le storie sociali e a cosa servono?Le storie sociali sono uno strumento prezios...
06/09/2026

🌀🌀🌀𝗔𝘂𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶.
👉🏼 Cosa sono le storie sociali e a cosa servono?
Le storie sociali sono uno strumento prezioso per supportare bambini e ragazzi nello spettro autistico o con disabilità complesse nell'apprendimento di regole di comportamento, abilità quotidiane e convenzioni sociali.
Spesso, ciò che per molti risulta intuitivo attraverso la semplice osservazione, per le persone neurodiverse richiede una maggiore esplicitazione.
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗻𝗼?
- Unione di testo e immagini: attraverso racconti visivi e scritti, vengono descritte situazioni reali e i comportamenti adeguati da tenere.
- Anticipazione: aiutano a preannunciare eventuali criticità, mostrando in anticipo come affrontarle.
- Applicabilità pratica: possono essere impiegate per routine quotidiane (come lavarsi le mani o rientrare da scuola) o per momenti di interazione sociale e gioco.
👉🏼 𝗟𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝗮 𝗰𝘂𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼
Una storia sociale ben strutturata offre chiarezza su punti fondamentali:
- Cosa sta succedendo?
- Chi è coinvolto e cosa fa?
- Perché accade una determinata situazione?
- Quali regole sociali o culturali guidano quel contesto?
- Quali reazioni e risposte sono socialmente adeguate?
👉🏼 La personalizzazione è fondamentale!
Non esiste un modello unico: ogni racconto deve essere su misura; è essenziale adattare la complessità del testo e delle immagini alle reali capacità comunicative e cognitive del bambino, verificando che il contenuto sia comprensibile e vicino alla sua quotidianità
Hai già avuto modo di utilizzare le storie sociali nella tua esperienza o nella pratica educativa?

Indirizzo

Via Roma 28
Orzinuovi
25034

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