26/09/2025
Domani mattina a partire dalle ore 10:00 :) Hospitalis Sancti Antoni, ingresso via Cagliari,
Aspettando la 3° Edizione di 𝐀rcheoeventiaOristano :)
Sessione Mattina:
• Ore 9:55; Saluti istituzionali
• Ore 10:20; Presentazione della 3° Edizione di ArcheoeventiaOristano e apertura lavori.
• Ore 10:35-11:30; 1° Relazione; Prof. A. Soddu, introduce la Prof.ssa P.F. Simbula
• Ore 11:35-12:00; 2° Relazione; Dott. L. Deriu, introduce il Dott. Giovanni Meloni
• Dibattito
Chiusura sessione mattina ore 12:25
Titolo sessione mattina:
"Oristano nelle tracce del profilo bibliografico di due uomini del passato" 👉
🌍 A Oristano - Sala conferenze Hospitalis Sancti Antoni
🗓️ Sabato 27 settembre 2025 | ore 10:00 fino a fine lavori.
INGRESSO LIBERO
Prof. Alessandro Soddu. Professore di Storia medievale presso Dipartimento di Storia, Scienze dell'Uomo e della Formazione dell'Università degli Studi di Sassari. Università di Sassari.
Introduce e dialoga col relatore
Prof.ssa Pinuccia Francesca Simbula
Professoressa di Storia Medievale e Storia della navigazione e del commercio medievali presso Dipartimento di Storia, Scienze dell'Uomo e della Formazione dell'Università degli Studi di Sassari. Università di Sassari.
“Filippo Mameli: un gigante della Sardegna medievale”
Il saggio di Alessandro Soddu intitolato “Il decretorum doctor Filippo Mameli tra Papato, Regno di Ungheria e Giudicato di Arborea (XIV secolo)” ci parla dell’autorevole figura di Filippo Mameli. La figura del Mameli, molto nota tra gli studiosi di storia della Sardegna medievale, trova memoria nelle sue spoglie conservate all’interno della cattedrale di Santa Maria, dove in una ca****la è ben visibile la lapide recante l’iscrizione in sardo «Iobia ad dies VIII de maiu de MCCCXLIX morivit messer Philipo Mameli dotore de decretu et de lege et canonicu d’Arbaré et iaghet cughe s’ossa sua», ossia «giovedì 8 maggio 1349 morì messer Filippo Mameli, dottore in decreto e in legge e canonico di Arborea, e qui giacciono le sue ossa».
Nonostante il suo indubbio rilievo storico, di Mameli non c’è traccia nel Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna (1838) di Pasquale Tola, né nel Dizionario Biografico degli Italiani edito dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani. Gli unici studi specifici in merito erano finora quelli di Dionigi Scano e Francesco Artizzu.
Il saggio di Alessandro Soddu (docente di Storia medievale presso il Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari) giunge così a colmare questa lacuna, ricostruendo l’origine e lo sviluppo della vita e della carriera di Filippo Mameli.
Attraverso un paziente lavoro di raccolta e analisi delle notizie già edite e la ricerca di nuovi dati, resa possibile grazie anche all’accesso a risorse digitali (archivistiche e bibliografiche) che fino a pochi anni fa avrebbe richiesto tempi e costi improponibili, Soddu è riuscito a tracciare un approfondito profilo biografico che rivela tutta la straordinarietà di questo personaggio.
Originario di Tramatza, Filippo Mameli nasce intorno al 1280 da una famiglia protagonista di una formidabile ascesa sociale e politica, dai ranghi della servitù al vertice delle gerarchie del Giudi¬cato di Arborea e di quelle ecclesiastiche. Nell’arco di quarant’anni diventa decretorum doctor (cioè, dottore in diritto canonico), poi diacono e canonico arborense e sulcitano; assume quindi l’incarico di uditore e ca****lano del legato pontificio Gentile da Montefiore, col quale compie un lungo viaggio in Europa orientale dal 1308 al 1311, guadagnando i titoli di preposito e di arcidia¬cono in alcune chiese del Regno di Ungheria; infine, di nuovo in Sardegna, è rettore delle chiese di Santa Chiara e di Santa Lucia di Iglesias e di quella di Solanas. Durante tutta la prima metà del XIV secolo, fino alla sua morte, appare costantemente impegnato al servizio dei giudici di Arborea, dell’archidiocesi dell’omonima provincia ecclesiastica sarda, del Papato e del re d’Aragona.
La vita e l’attività di Mameli si inquadrano dunque in un ampio contesto che spazia da una dimensione locale, legata alla Chiesa sarda e al Giudicato di Arborea, ad una internazionale connessa alla Sede apostolica. Un duplice piano indagabile quasi esclusivamente nei suoi aspetti politici ed economi¬co-patrimoniali, mentre rimangono in penombra quelli di carattere cultura¬le, che pure costituiscono il presupposto della carriera del Mameli, al quale in passato è stata anche attribuita la redazione della prima versione della Carta de Logu di Arborea. A questo proposito, se la cosa appare insostenibile su un piano pura¬mente cronologico, è plausibile che il giurista sardo abbia perlomeno avviato il processo di raccolta statutaria delle consuetudini arborensi.
Filippo muore l’8 maggio del 1348 (è questo l’anno corretto rispetto a quanto riportato nella lapide) a Oristano, durante l’infuriare della peste e forse proprio a causa della malattia che avrebbe colpito in quell’anno anche Costanza di Saluzzo, moglie del giudice Pietro, sepolta nella stessa città, nella chiesa di Santa Chiara.
La statura e mobilità internazionale assunta da Mameli coronano una carriera della quale sfuggono le fonda¬mentali tappe formative ma che affiora con grande nitidezza nelle fon¬ti ponendo all’attenzione della storiografia il caso di una personalità di rilievo proveniente da un’area, quella della Sardegna nel basso Medio¬evo, sostanzialmente periferica ma niente affatto isolata.