Accademia Equestre San Paolo

Accademia Equestre San Paolo Scuola di Equitazione
no scuola bambini - no passeggiate - no agonismo

Scuola di Equitazione e di perfezionamento, di indirizzo Caprilliano-Accademico, specializzata alla formazione di principianti, appassionati e operatori del settore equitazione.

Mi trovo sempre più spesso persone che m***ano a cavallo, dando sempre le gambe, o tirando le redini oppure a fare movim...
06/09/2026

Mi trovo sempre più spesso persone che m***ano a cavallo, dando sempre le gambe, o tirando le redini oppure a fare movimenti inconsulti con le mani, in poche parole parlo di dare inconsapevolmente duecento ordini in pochi istanti e tra l'altro a volta contraddittori tra di loro.
L'Equitazione moderna sembra per la maggior parte, insegnare come se si dovesse continuamente dare aiuti e direttive, incitare o stabilizzare il cavallo con le gambe e la mano.
Ma se ogni minimo movimento del cavallo è controllato o forzato, perde non solo la motivazione all'apprendimento e il piacere del lavoro, ma anche la fluidità dei suoi movimenti e del suo rilassamento.
Se vogliamo raggiungere una vera leggerezza e flessibilità, dobbiamo instaurare una comunicazione alternativa che sia più di dialogo che di dominio e quindi imparare a “sentire”,”ascoltare” “fare a meno”, “semplificare”, ovvero “sentire di più e interve**re meno”.
Il principio fondamentale dell'Arte Equestre è che l'assetto e la postura sono il nostro primo dovere e aiuto nel condurre il cavallo, perché questi impara a concentrarsi su come si sente e a rispondere al minimo cambiamento nella posizione del cavaliere regolando la propria postura, l'equilibrio o il movimento.
La mano e la gamba sono aiuti secondari perché devono interve**re quando servono.
Più il cavallo progredisce nella sua educazione, e meno avrà bisogno che si intervenga con mani e gambe.

Raffaella Scelsi Istruttore Capo dell'Accademia Equestre San Paolo

A proposito di imboccatureDritte, snodate a tre pezzi, cannoni pieni, vuoti, rivestiti, in rame, caucciù, corda.Cultura ...
06/09/2026

A proposito di imboccature
Dritte, snodate a tre pezzi, cannoni pieni, vuoti, rivestiti, in rame, caucciù, corda.
Cultura ed incultura, esaltazione e demonizzazione, collezionismo, cult e business.
Oggi le imboccature rappresentano tutto questo (e molto di più) per un cavaliere che, nel giro di pochi anni, si ritrova in scuderia una vera e propria collezione, imboccature acquistate per “quel” cavallo e poi usate a fasi alterne.
Per esperienza e per lavoro mi capita di spiegare che tante imboccature sono inutili, create come se fossero una invenzione che risolvi tutti i problemi possibili. Gente che reinventa le imboccature battezzandole con il loro nome, come se fosse sinonimo di garanzia.
È innegabile che materiale, dimensioni del cannone e lunghezza della leva siano elementi oggettivi di un’imboccatura.
Ma troppo spesso nella valutazione si trascurano quelli soggettivi:
Ovvero:
1. La competenza del cavaliere
2. L’addestramento del cavallo.
L’argomento è vastissimo ma vale la pena almeno ricordare che le imboccature in realtà sono solo due, (a parte quelle composte come il tandem che è un abominio) e sono morso e filetto, e che un bravo cavaliere sa usare l'imboccatura più semplice, senza causare al cavallo dolore, perché senza una ottima mano, l'imboccatura, qualunque essa sia, è un rasoio in mano a una scimmia.
Le imboccature vanno sapute usare e scegliere, ma è la mano che è quella che fa il giusto, preciso lavoro mirato alla corretta comunicazione tra cavallo e cavaliere.
La mano.
Senza quella non c'è imboccatura.

Raffaella Scelsi istruttore Capo dell'Accademia Equestre San Paolo

A tutti voi…A tutti voi "alternativi" dell'equitazione che siete costretti a sopportare giorno dopo giorno chi vi parla ...
06/09/2026

A tutti voi…
A tutti voi "alternativi" dell'equitazione che siete costretti a sopportare giorno dopo giorno chi vi parla dietro, dicendo che siete pazzi perchè avete deciso di mo***re senza imboccatura, che ritenete giustamente che chiudere tutto il giorno un cavallo in un box da solo sia maltrattamento, perchè non vi passa nemmeno per l'anticamera del cervello di vendere il vostro compagno per "salire di livello", perché non vi interessa indossare i calzoni bianchi e andare a fare la gara per la coppetta, (e l’unica coppetta che vi piace è quella della Samm***ana), perchè siete ben coscienti che non esistono i cavalli mediocri, ma solo mediocri cavalieri.
Voi che siete messi in disparte nei circoli ippici in cui state.
Voi che costantemente venite derisi per la vostra integrità morale e la vostra voglia di imparare, gabellati per i fondelli da chi a cavallo ci va solo per darsi un'aria, per uno status sociale, per vincere una gara non avendo altro modo di tacitare le istanze di un patologico narcisismo.
Voi che siete messi ai margini perchè ragionate con la vostra testa sulle cose che fate, voi che siete davvero diversi in un mondo equestre marcio, di chi vuole credersi speciale omologandosi alla massa, seguendo a testa bassa le mode del momento, delle redini di ritorno, dei chambon, delle martingale, dei chiudibocca, dello straccetto firmato, di questo o di quell’altro guru dell’equitazione che insegnano il tutto e il contrario del tutto.
Voi che testardi e pieni di ideali resistete.
Voi che colmi di amarezza non sapete più come incollarvi le braccia cadute troppe volte per quello che avete visto e sentito.
Voi che subite, sopportate e tirate avanti per la vostra strada, aprendola a fatica in un immenso campo di cavalieri-cavalcanti-cavallari ammazza cavalli di vario genere, nonostante tutte le difficoltà e gli sguardi torvi.
Siate orgogliosi.
Ponetevi come roccia e speranza di ogni cavallo e dell'Equitazione.
Per questo continuate così, non demordete, non abbattetevi, non lasciatevi abbattere da chi non ha nemmeno la metà della vostra coscienza morale, della vostra sensibilità, della vostra lungimiranza e della vostra voglia di migliorare...E quando vi capiterà per l'ennesima volta di essere derisi per le vostre "strane idee", ricordate che i molti si omologano alla massa, perché non sanno camminare alla luce delle loro consapevolezze e autonomia di scelta.
La massa belante resterà sempre lì, ad aspettare di essere condotta dai pochi, ad imitare il campione di turno, ad adottare a testa bassa l'ennesimo finimento, imboccatura coercitiva o pratica sbagliata.
Ed essere usata dai pochi.
A voi che vi ponete dei dubbi, delle domande e volete risposte e volete miglioravi, soprattutto per i vostri cavalli e praticare una Equitazione cosciente, consapevole, leggera e in nome del benessere del cavallo.
A voi che amate il cavallo.

Raffaella Scelsi Istruttore Capo dell'Accademia Equestre San Paolo

Un semplice test:Pochi sanno che il cavallo scosso, ossia libero del cavaliere, si approccia - sempre - in modo corretto...
06/09/2026

Un semplice test:
Pochi sanno che il cavallo scosso, ossia libero del cavaliere, si approccia - sempre - in modo corretto arrivando giusto all'ostacolo saltando in modo non solo generoso, ma in totale libertà nella sua azione, usando tutti i mezzi a sua disposizione in modo spontaneo senza mostrare vizi, cattive posizioni di incollatura, errate posture o nervosismi. Cosa ne dobbiamo dedurre, che le problematiche espresse dal cavallo dipendono sempre: 1) dalla cattiva mano del cavaliere 2) dal pessimo assetto del cavaliere 3) dai strumenti inutili che il cavaliere insiste ad usare 4) dalle lacune tecniche del cavaliere. E' quindi evidente che non si deve porre l'attenzione sul cavallo attraverso la sua ossessiva rieducazione posturale oppure applicando moderne metodologie addestrative sportive, semmai si dovrebbe partire dal presupposto che l’origine di ogni problema è il cavaliere. Chiaramente si incolpa il cavallo di ogni problema, perché non esso parla, e se lo fa, esprimendosi attraverso rifiuti e difese, pochi lo ascoltano.

Raffaella Scelsi Istruttore Capo dell'Accademia Equestre San Paolo

I problemi dei cavalli, che siano a livello tecnico o comportamentale riesco, diciamo nel 95% dei casi a risolverli, sem...
05/09/2026

I problemi dei cavalli, che siano a livello tecnico o comportamentale riesco, diciamo nel 95% dei casi a risolverli, sempre se però accanto ho quello che m***a il cavallo che ha volontà di risolvere i problemi, perché come ho sempre detto e che ripeto, il 99% dei problemi dei cavalli ha come causa chi li m***a.
Perché se c'è un problema, bisogna dapprima interve**re sul cavaliere che a sua volta interviene dietro direttive dell'Istruttore sul cavallo.
Però mi diviene difficile e anche molte volte devastante a livello emotivo, avere a che fare con dei soggetti che hanno un problema molto più serio dei loro cavalli, ovvero sono dei narcisisti patologici.
Sono rari, ma quando capitano, sono un disastro.
Il narcisismo patologico è un disturbo della personalità caratterizzato da un senso esagerato di grandiosità, bisogno costante di ammirazione e totale mancanza di empatia.
Significa che a queste persone non interessa risolvere o migliorarsi, vogliono solo ed esclusivamente essere incensati dall'istruttore a cui si rivolgono dicendo dei loro problemi, che vogliono risolvere, lamentandosi degli istruttori passati o parlando malissimo del circolo ippico dove si trovano.
Il problema nasce, che appena messi in sella, le magagne escono fuori e c'è poco da lodare. Sono persone che hanno un senso esagerato di superiorità (e quindi non accettano l'autorità dell'Istruttore) e tendono a sentirsi importanti e al di sopra. Sono persone a cui non interessano assolutamente i bisogni dell'altro, anzi pretendono di essere esauditi in ogni richiesta, anzi per loro esiste solo lo sfruttamento delle persone, nel tal caso l'Istruttore che deve essere ai loro comandi e per raggiungere i loro scopi si servono della manipolazione.
L'esempio più emblematico è che fanno di tutto per creare problemi, oppure fanno modo e maniera di far ingenerare una reazione e usare quella reazione per colpevolizzare.
Altro esempio è colpevolizzare l'istruttore di aver speso dei soldi per essere andato da lui, come se l'Istruttore l'avesse costretto o tirato per la manica.
Questi soggetti hanno autostima fragile avendo bisogno di continue lodi oltre ad avere una forte reazione alle critiche anche a quelle costruttive.
Gli altri, in questo caso lo sfigato istruttore che ha la sfortuna di avere a che fare con questi casi umani, sono visti solo come oggetti da usare e poi scartare, se vengono deluse le loro patologiche istanze.
Sono anche molto bravi a recitare amicizia e sanno raccontare molto bene bugie su bugie.
Vivono il rapporto con le persone con passaggi rapidi da una forte idealizzazione iniziale, complimenti sperticati, alla freddezza e feroce svalutazione che poi passa alla vendetta, perché non sono state soddisfatte le loro istanze o andate deluse le loro patologiche aspettative.
La vendetta può essere di varia natura, dal parlare male alle spalle dell'Istruttore che un giorno prima per loro era un dio, fino a non voler pagare le spettanze con ridicole scuse, cercando di far passare alla parte del torto l'istruttore con una dialettica, una manipolazione verbale e una serie di argomentazioni totalmente deliranti contravvenendo ad accordi scritti e regole.
Capirete che avere a che fare con questo genere di persone non è solo difficile ma è anche devastante sia a livello emotivo, professionale e economico.
E allora perché questo genere di casi umani ha a che fare con i cavalli? Perché il cavallo non è un essere umano, ma i cavalli in mano a queste persone o hanno problemi comportamentali oppure seri problemi di conduzione, tipo il non lavorare più a mano sinistra se non frustati e tirati in bocca.
E' normale che l'istruttore chiamato a risolvere i problemi tecnici si accorge subito che il cavaliere ha le mani durissime e la cosa grave è che in sede di lezione e quindi di correzione queste persone non accettano direttive, correzioni e men che meno critiche.
Fanno come gli pare.
E cosa peggiore nonostante sono dei cani in sella, contraddicono le direttive dell'Istruttore mettendole in discussione.
ll cavallo per questi soggetti è solo un mezzo che loro rovinano per ignoranza e cattiveria, anche se dicono di volergli bene e lo coprono di mille attenzioni, ma è solo un mezzo per farsi ammirare, per darsi un'importanza, un qualcosa che allevia i loro vuoti affettivi e non solo, ma nella realtà dei fatti i cavalli in mano a gente del genere sono solo dei poveri disgraziati.
Cosa fare?
Lasciare andare questi soggetti se se ne vogliono andare adducendo a scuse che non si reggono in piedi, tipo urgenze ospedaliere, fare finta di non averli mai incontrati, perché trattasi di persone molto cattive e soprattutto indegne di qualsiasi rapporto umano, gente umanamente fallita, frustrata e problematica, incapace di una vita normale e serena.

Quando dico che i problemi principali dei cavalli sono chi li m***a, non scherzo.

(Foto presa dal web per non usare quella della diretta interessata)

Raffaella Scelsi Istruttore Capo dell'Accademia Equestre San Paolo

"pronto? E' il maneggio??"- "no, signore è l'Accademia Equestre""ah, mi scusi, senta, io ho una bambina di 10 anni e vor...
05/09/2026

"pronto? E' il maneggio??"
- "no, signore è l'Accademia Equestre"
"ah, mi scusi, senta, io ho una bambina di 10 anni e vorremmo ve**re per fare una passeggiata a cavallo"
- "mi dispiace ma noi non facciamo passeggiate a cavallo"
"...ma le fanno tutti"
- "noi no, perché siamo una Accademia Equestre che fa formazione"
"che significa?"
- "facciamo formazione equestre, scuola"
"ah, no, non mi interessa..."

Di queste telefonate con alcune varianti, io ne ricevo parecchie l'anno.
Ci sono state persone che mi hanno mandato pure a quel paese perché ho detto esplicitamente che nella mia struttura non si fanno passeggiate.
Perché non le faccio?
Perché chi sa andare a cavallo, o ha il suo di cavallo e se le fa per conto proprio o va con quelli del circolo dove sta, ma la maggior parte è gente che ha poca o nulla dimestichezza tecnica e di cavallo e vuole fare la passeggiata a cavallo pensando che sia una cosa semplice, divertente, per fare - come va di moda oggi - "una esperienza".
Manco per sogno.
La passeggiata a cavallo è quanto di più pericoloso fare se non si hanno le competenze adatte e soprattutto competenze tecniche.
Qualche giorno fa c'è stata la sentenza a Milano per un fatto occorso nell'aprile del 2016 dove nel nord Italia è successo l'ennesimo incidente che si poteva evitare, ovvero genitore principiante con figlia minore di 14 anni, che non m***ava da qualche anno.
Chiedono di fare una passeggiata nel bosco.
Il cavallo della ragazzina si spaventa, scappa al galoppo, lei cade.
Risultato: trauma al viso e perdita dell'udito da un orecchio.
Per sempre.
Tre errori gravissimi:
1. La guida si trovava al centro del gruppo, non davanti.
Davanti è l'unico posto dove puoi CONTROLLARE e FERMARE.
2. Minore di 14 anni in esterno su suolo non privato. Vietato dalla legge italiana. Sotto i 14 anni solo attività in campo.
3. La ragazzina era senza casco e paraschiena. Obbligatori per legge sotto i 18 anni.
Ci sarà un MAXI risarcimento di 600.000 euro.
E poteva essere evitabile.

Ecco.
Quando mi si chiede la passeggiata per il figlio di 10 anni e io rispondo che nella mia struttura si fa solo SCUOLA, ci rimanete male.
C'è anche chi mi ha risposto in malo modo e ripeto mi dite: "ma gli altri lo fanno".
Sì. Il 90% lo fa. Fino al giorno in cui succede l'irreparabile.
Vengo criticata per essere troppo rigida, perché faccio formazione, perché non faccio passeggiate che tra l'altro mi decurtano un discreto guadagno, ma io non scendo a compromessi sulla sicurezza o sulla missione della mia struttura.
Prima si impara a mo***re degnamente, poi si va in passeggiata.
Poi.

Raffaella Scelsi Istruttore Capo dell'Accademia Equestre San Paolo

Una semplice puntualizzazioneNella mia struttura non si fa m***a western, ma ho avuto allievi che non avendo trovato un ...
05/09/2026

Una semplice puntualizzazione

Nella mia struttura non si fa m***a western, ma ho avuto allievi che non avendo trovato un valido istruttore (pensate che accada solo nella m***a inglese?), sono venuti o sono andata a insegnargli le basi, perché la m***a western ha gli stessi principi tecnici della m***a accademica europea, ne più ne meno, ma dirlo da fastidio.
Io non ho nessuna e dico nessuna simpatia per la m***a americana, perché è una m***a che non mi piace, non mi piacciono i suoi linguaggi, non mi piacciono le sue estetiche, non mi piace punto e basta, sebbene per un periodo l'ho praticata e quello che con piacere ricordo è di aver fatto volare la mia sella americana nel corridoio della selleria dove l'avevo acquistata perché non la volevo più avere davanti, tanto il disgusto che mi dava al solo guadarla.
Siccome, grazie alle mode di importazione, come quella della m***a americana, le nostre tradizioni, saperi stanno andando persi, il mio impegno è quello di salvaguardare, tramandare, insegnare, ricordare, ciò che è nostro.
In questa pagina si parla di Equitazione Caprilliana, Equitazione classica, cultura equestre, tecnica, si divulgano le attività di questa struttura, si parla anche di rispetto per il cavallo, di amore per il cavallo, ma c'è poca simpatia per la m***a americana che ha letteralmente invaso il panorama equestre italiano, portandolo al detrimento tecnico, scalzando ciò che era l'Equitazione con i suoi saperi, estetiche, tradizioni, linguaggi. Ciò non di meno, non è che i praticanti della m***a inglese non abbiano contribuito anch'essi a ciò, difatti lo sfascio è partito da chi pratica esclusivamente agonismo, facendolo percepire come unica attività equestre, che però ha estromesso per tanti fattori una buona fetta di praticanti che hanno rivolto il loro interesse alla m***a americana, risultata molto meno elitaria.
Ma resta il fatto che a me non piace.
Lo posso dire o infrango il politicamente corretto?

Raffaella Scelsi Istruttore Capo dell'Accademia Equestre San Paolo

Purtroppo la conoscenza superficiale di una materia è spesso più nociva dell'ignoranza assoluta.Miyamoto Musashi (1584-1...
04/09/2026

Purtroppo la conoscenza
superficiale di una materia
è spesso più nociva
dell'ignoranza assoluta.
Miyamoto Musashi (1584-1645)

Caprilli.Il suo metodo.Cavallo che non si ferma, amazzone che tira le redini, alle redini vi è un filetto semplice, il c...
04/09/2026

Caprilli.
Il suo metodo.
Cavallo che non si ferma, amazzone che tira le redini, alle redini vi è un filetto semplice, il cavallo alza la testa. Secondo l'amazzone il cavallo è pericoloso e irrecuperabile e chiede a me come poter "risolvere"...le chiedo di farmi vedere. Posizione della mano errata, braccia distese, in basso e mani ferme, bloccate.
Spiego la "cessione all'incollatura", lei mi riprende dicendo che fa sempre distendere il collo al cavallo, ma io le spiego che non centra nulla la cessione con l'estensione e la distensione dell'incollatura.
Le spiego la cessione, le imposto la posizione di mano, è naturale che non ci si ritrova, prova e riprova, prova e riprova, "no le braccia si distendono" l'allieva si concentra, si corregge, incomincia a seguire il basculare del collo del cavallo a passo...
La mano segue, appoggio e cessione, appoggio e cessione, la mano dialoga con il bacino.
"ferma la mano". La mano si ferma. Il cavallo accenna ancora due-tre tempi di passo.
Si rimanda il cavallo a passo, due, tre tentativi, e alla fine un cavallo che non si fermava manco con un'ancora, si ferma appena si blocca la mano.
Caprilli è semplicità, non è coercizione o uso di finimenti coercitivi, è il cavaliere che si adatta al movimento naturale del cavallo.

Raffaella Scelsi - istruttore capo dell'Accademia Equestre San Paolo

La fantasia malata degli inventori di imboccature è sempre fervida...senza sapere che le imboccature sono di due tipi, m...
04/09/2026

La fantasia malata degli inventori di imboccature è sempre fervida...senza sapere che le imboccature sono di due tipi, morso e filetto.
Può cambiare il cannone ma quelle sono.
Ebbene un tizio di cui mi vergogno di fare il nome anche perché non serve farlo, sennò gli si farebbe bella pubblicità gratuita, dicevo, questo ennesimo saltimbanco dell'Equitazione, raccomanda l'uso del "filetto escargot" che nella realtà tutto è tranne che un filetto, visto che è un morso vero e proprio, ossia dell'ennesima invenzione pacchiana che serve solo a ingrassare chi si inventa ste porcate e ai buffoni che con tanto di video ne raccomandano l'uso.
Attenti, che ste robe non sono degne ne del cavallo ne di chi lo m***a, ma solo dei buffoni, di quei buffoni che non sanno un'acca di tecnica, di imboccature, di attributi di mano, di effetti di redine e di effetti di imboccature.
Più la gente è ignorante, più si inventa ste robe.
Povera Equitazione in mano ai buffoni e ai fessi che li ascoltano...

Raffaella Scelsi Istruttore Capo dell'Accademia Equestre San Paolo

Indirizzo

Contrada Cetto
Olevano Romano
00035

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 15:00 - 20:00
Mercoledì 15:00 - 20:00
Giovedì 15:00 - 20:00
Venerdì 15:00 - 20:00
Sabato 15:00 - 20:00
Domenica 15:00 - 20:00

Telefono

+393472581898

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