05/09/2026
I problemi dei cavalli, che siano a livello tecnico o comportamentale riesco, diciamo nel 95% dei casi a risolverli, sempre se però accanto ho quello che m***a il cavallo che ha volontà di risolvere i problemi, perché come ho sempre detto e che ripeto, il 99% dei problemi dei cavalli ha come causa chi li m***a.
Perché se c'è un problema, bisogna dapprima interve**re sul cavaliere che a sua volta interviene dietro direttive dell'Istruttore sul cavallo.
Però mi diviene difficile e anche molte volte devastante a livello emotivo, avere a che fare con dei soggetti che hanno un problema molto più serio dei loro cavalli, ovvero sono dei narcisisti patologici.
Sono rari, ma quando capitano, sono un disastro.
Il narcisismo patologico è un disturbo della personalità caratterizzato da un senso esagerato di grandiosità, bisogno costante di ammirazione e totale mancanza di empatia.
Significa che a queste persone non interessa risolvere o migliorarsi, vogliono solo ed esclusivamente essere incensati dall'istruttore a cui si rivolgono dicendo dei loro problemi, che vogliono risolvere, lamentandosi degli istruttori passati o parlando malissimo del circolo ippico dove si trovano.
Il problema nasce, che appena messi in sella, le magagne escono fuori e c'è poco da lodare. Sono persone che hanno un senso esagerato di superiorità (e quindi non accettano l'autorità dell'Istruttore) e tendono a sentirsi importanti e al di sopra. Sono persone a cui non interessano assolutamente i bisogni dell'altro, anzi pretendono di essere esauditi in ogni richiesta, anzi per loro esiste solo lo sfruttamento delle persone, nel tal caso l'Istruttore che deve essere ai loro comandi e per raggiungere i loro scopi si servono della manipolazione.
L'esempio più emblematico è che fanno di tutto per creare problemi, oppure fanno modo e maniera di far ingenerare una reazione e usare quella reazione per colpevolizzare.
Altro esempio è colpevolizzare l'istruttore di aver speso dei soldi per essere andato da lui, come se l'Istruttore l'avesse costretto o tirato per la manica.
Questi soggetti hanno autostima fragile avendo bisogno di continue lodi oltre ad avere una forte reazione alle critiche anche a quelle costruttive.
Gli altri, in questo caso lo sfigato istruttore che ha la sfortuna di avere a che fare con questi casi umani, sono visti solo come oggetti da usare e poi scartare, se vengono deluse le loro patologiche istanze.
Sono anche molto bravi a recitare amicizia e sanno raccontare molto bene bugie su bugie.
Vivono il rapporto con le persone con passaggi rapidi da una forte idealizzazione iniziale, complimenti sperticati, alla freddezza e feroce svalutazione che poi passa alla vendetta, perché non sono state soddisfatte le loro istanze o andate deluse le loro patologiche aspettative.
La vendetta può essere di varia natura, dal parlare male alle spalle dell'Istruttore che un giorno prima per loro era un dio, fino a non voler pagare le spettanze con ridicole scuse, cercando di far passare alla parte del torto l'istruttore con una dialettica, una manipolazione verbale e una serie di argomentazioni totalmente deliranti contravvenendo ad accordi scritti e regole.
Capirete che avere a che fare con questo genere di persone non è solo difficile ma è anche devastante sia a livello emotivo, professionale e economico.
E allora perché questo genere di casi umani ha a che fare con i cavalli? Perché il cavallo non è un essere umano, ma i cavalli in mano a queste persone o hanno problemi comportamentali oppure seri problemi di conduzione, tipo il non lavorare più a mano sinistra se non frustati e tirati in bocca.
E' normale che l'istruttore chiamato a risolvere i problemi tecnici si accorge subito che il cavaliere ha le mani durissime e la cosa grave è che in sede di lezione e quindi di correzione queste persone non accettano direttive, correzioni e men che meno critiche.
Fanno come gli pare.
E cosa peggiore nonostante sono dei cani in sella, contraddicono le direttive dell'Istruttore mettendole in discussione.
ll cavallo per questi soggetti è solo un mezzo che loro rovinano per ignoranza e cattiveria, anche se dicono di volergli bene e lo coprono di mille attenzioni, ma è solo un mezzo per farsi ammirare, per darsi un'importanza, un qualcosa che allevia i loro vuoti affettivi e non solo, ma nella realtà dei fatti i cavalli in mano a gente del genere sono solo dei poveri disgraziati.
Cosa fare?
Lasciare andare questi soggetti se se ne vogliono andare adducendo a scuse che non si reggono in piedi, tipo urgenze ospedaliere, fare finta di non averli mai incontrati, perché trattasi di persone molto cattive e soprattutto indegne di qualsiasi rapporto umano, gente umanamente fallita, frustrata e problematica, incapace di una vita normale e serena.
Quando dico che i problemi principali dei cavalli sono chi li m***a, non scherzo.
(Foto presa dal web per non usare quella della diretta interessata)
Raffaella Scelsi Istruttore Capo dell'Accademia Equestre San Paolo