09/08/2021
Sulla chiusura del Liceo Linguistico paritario Maria Immacolata sono state spese tante parole, ora ci sembra doveroso dire la nostra.
Paritario perché svolge un servizio pubblico, inserito nel sistema nazionale di istruzione e gestito da un soggetto privato, in questo caso una Cooperativa di produzione lavoro che, raccolto il testimone delle Figlie di Maria Ausiliatrice che hanno fondato la scuola nel 1991, ha affrontato i costi di gestione dai proventi di rette di frequenza e di tante piccole attività di autofinanziamento, tutto senza “sottrarre” risorse alla scuola pubblica.
Ma, cosa ancor più importante, la scuola è Cattolica: così come ha voluto chi l’ha fondata e come condiviso, da chi, da laico, ha deciso con forza di volerne garantire l’esistenza dal 2014 sino ad oggi.
A suo tempo, lo sgomento della paventata chiusura ha subito lasciato il posto alla voglia di tenere in vita l’esperienza di una scuola cattolica e salesiana, una sfida intrapresa, con la consapevolezza che non sarebbe stato facile, ma che tanti come noi avrebbero condiviso questo grande progetto.
Tanti ci hanno creduto: padri, madri e ragazzi che sono diventati grandi tra quelle mura e che si sono fatti onore nel mondo partendo da una piccola scuola di una piccola città.
Abbiamo lavorato in silenzio, umilmente, cercando di fare il massimo per i nostri ragazzi e la più grande soddisfazione è che molti di loro conservano nel cuore le persone che li hanno formati e accompagnati nel loro percorso.
Non avremmo mai voluto chiudere, ci siamo visti costretti a farlo, logorati da difficoltà economiche, dalla difficoltà di fare scuola nel nostro territorio e dal fatto di aver iniziato questa impresa non da imprenditori ma solo perché lo ritenevamo giusto e necessario.
Nonostante i sacrifici personali profusi da chi ha sposato il progetto avremmo voluto trovare una soluzione diversa, avremmo voluto sentire qualche voce coraggiosa disposta a mantenere in vita una esperienza formativa cattolica e salesiana.
Molte porte sono rimaste chiuse, altre socchiuse e altri hanno semplicemente aspettato alla finestra: si perché, non serve osteggiare apertamente un progetto per farlo naufragare, a volte è sufficiente aspettare.
Pur con tutte le sue fragilità ed errori, la cooperativa ha garantito, e non negato, il diritto allo studio di decine di ragazzi che sono arrivati a completare il loro percorso di studi e lo ha fatto cercando di farli crescere come cristiani e onesti cittadini.
Oggi vi chiedo, pensate davvero che ciò che questa scuola aveva di diverso dalle altre erano solo le quattro lingue studiate? Ciò che l’ha distinta è stato il clima che in tanti anni si è promosso, quello fatto dalle persone che, credenti e non, hanno dato tutto per costruire un modello scolastico diverso, che avesse al centro il ragazzo e la sua crescita, ma forse, come per tante altre cose, tra qualche settimana questa città si sarà dimenticata e avrà fatto serenamente pace con la propria coscienza.
Ecco, forse davvero l’unico rimpianto è il pensiero rivolto a chi non potrà fare esperienza di questa scuola.
Vi salutiamo ringraziando tutti coloro che hanno fatto parte di questa famiglia e vi chiediamo, se avete piacere, di lasciarci un ricordo della scuola.
Grazie.