Nella prima metà dell’800, Novara era forse l’unica tra le città di provincia che poteva gareggiare con la capitale nel possedere “Stabilimenti di Educazione e Istruzione”, nel vantare orfanatrofi, asilo, Istituto d’Arte e Mestieri, scuole tecniche, scuole serali di agricoltura, la Biblioteca del Municipio e la Pinacoteca. Fino alla metà dell’800, l’attività musicale era limitata agli interventi d
elle Cappelle di San Gaudenzio, della Cattedrale, alle attività dei monasteri, alle congregazioni religiose e alle esibizioni della banda militare: l’esigenza dei tempi richiedeva di più e altro. Alcuni dei suoi amanti pensarono di colmare questo vuoto fondando una scuola gratuita di musica a vantaggio di chi non aveva sufficienti mezzi per dedicarsi allo studio. Il Civico Istituto Musicale di Novara nasce ufficialmente l’11 giugno 1858 con delibera comunale per iniziativa del Municipio, di vari enti benefici e di 116 sottoscrittori, con lo scopo di dare impulso alle attività del Teatro Cittadino e della Guardia Nazionale (così si chiamava allora la banda cittadina). La prima sede fu la “Ca di rat”, ex fornaci Bottacchi, ubicata un via dell’Arbogna 6 , nel quartiere Molini (oggi Via Giulietti, Asilo Negroni). Poté però contare, per iniziare la sua attività, sul contributo del Municipio, del Collegio Caccia, dell’Ospedale che riservava posti per i suoi orfanelli, del Teatro Antico, dello Stabilimento Bellini, dell’Orfanatrofio Dominioni e sull’importantissimo contributo di privati. L’iniziativa culturale stava compiendo i primi passi con il massimo appoggio dato dalla città. In un elenco manoscritto compaiono 100 nomi di benefattori, tra i più in vista in campo culturale, religioso, militare, aristocratico ed imprenditoriale della città. Carlo Coccia fu nominato Primo Censore (oggi diremmo Direttore). Lo sviluppo della scuola fu molto rapido se, 5 anni dopo nel 1863, contavano già 207 allievi di cui 14 musicanti della Banda cittadina e 28 nell’orchestra. Il 1866 è l’anno della morte del Maggiore di Cavalleria Fedele Brera, che, veneziano di nascita, fu costretto da eventi bellici ad emigrare in Piemonte. Fedele Brera nel suo testamento, nomina erede universale l’Istituto Musicale di Novara, a condizione che porti il suo nome. Per poter accettare l’eredità era necessaria l’esistenza giuridica dell’Istituto come corpo morale. Così, con un Decreto reale, il 6 ottobre 1866, l’Istituto Musicale di Novara, divenne Istituto Musicale Brera, al fine di “…incoraggiare lo studio della musica, di darne insegnamento gratuito ai giovani meno agiati e mantenere la Banda Musicale a servizio del Municipio”. Si dovette faticare non poco per trovare una sede adatta agli scopi dei fondatori: prima si cercò di ottenere la disponibilità di alcune sale del Palazzo del Mercato, poi si attese l’ultimazione delle caserme per spostare la sede dell’Istituto Brera nel quartiere attiguo. Infine, il 3 giugno 1904, il Consiglio Comunale approvò il progetto dell’Ufficio Tecnico Municipale per la costruzione della nuova sede nella zona dove si trova tuttora, circondato dal verde di un proprio parco. La sua sede attuale fu progettata dall’ingegnere Alessi di Canosio nel 1902-1906. Nella sua lunga storia, l’Istituto Musicale ha conosciuto, è vero, momenti di fervore musicale e momenti avversi, ma ha potuto sempre contare sulla presenza di grandi insegnanti e personalità del mondo musicale, quali Carlo Coccia, Carlo Fassò, Vito Fedeli, e, in un passato più recente Rinaldo Tosatti, Mario Moretti e Franco Titani. Questi maestri hanno segnato, non solo la storia della scuola, ma anche quella della cultura musicale cittadina. Attorno all’Istituto hanno gravitato personalità di rilievo internazionale tra i quali Marco Enrico Bossi che il 28 marzo 1910 inaugurò con un concerto l’Organo dell’Istituto e, in seguito, fu più volte chiamato in qualità di Commissario d’esame. E così, la Scuola è giunta fino ai giorni nostri, potendo contare al suo attivo su una folta schiera di alunni che si sono diplomati, (uno per tutti, Simone Pedroni, pianista di fama internazionale), e su una ancor più numerosa schiera di alunni che hanno posto le basi per la loro cultura musicale, divenendo fruitori intelligenti e consapevoli e talora critici, del vasto mondo della musica e della danza.