Maestro Davide Tamagnini

Maestro Davide Tamagnini Maestro, scrittore... eterno studente

Per insegnare non c'è solo da prendere una posizione, bisogna anche non dire nulla e imparare ad ascoltare.Da una poesia...
12/08/2026

Per insegnare non c'è solo da prendere una posizione, bisogna anche non dire nulla e imparare ad ascoltare.

Da una poesia di Erich Fried (grazie .gionta)

Molti pronti a dire cosa avrebbe detto o fatto De André in quel caso, se è giusto che una sottospecie (per l'unicità dei...
12/08/2026

Molti pronti a dire cosa avrebbe detto o fatto De André in quel caso, se è giusto che una sottospecie (per l'unicità dei suoi tratti) di ministro prenda parte a un evento dedicato alla sua memoria, se una persona possa avere il diritto di censurare l'ascolto della musica, o se essere di sinistra voglia dire prendere le distanze, anche prossemiche, dalla destra, oppure sedercisi acconto perché non si teme il dialogo. Se bisogna prendere una posizione o assistere a tutto come spettatori.
Tutti sanno sempre cosa fare anche se non c'erano, io non lo so, ma lascerei parlare le canzoni di Faber.

"Di respirare la stessa aria
d’un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà" (Nella mia ora di libertà)

"Recitando un rosario di ambizioni meschine
di millenarie paure, di inesauribili astuzie
coltivando tranquilla l'orribile varietà
delle proprie superbie, la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine" (Smisurata preghiera)

"Convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti" (Canzone del maggio)

"Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d’obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così co****ni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni" (Nella mia ora di libertà)

Chi è al potere se ne faccia una ragione, lui andava in direzione ostinata e contraria.
Insomma, tra il pubblico ci potete pure stare, ma i posti d'onore li avrebbe riservati a chi la società esclude ed emargina. Anche a causa della vostra cultura e delle vostre leggi meschine.
Di questo ci dovremmo indignare.

35 anni fa il mio primo concerto, nella mia città. Se lui era venuto fin lì, io potevo  andare in quel di via Paolo Fabb...
07/08/2026

35 anni fa il mio primo concerto, nella mia città. Se lui era venuto fin lì, io potevo andare in quel di via Paolo Fabbri; una bottiglia di vino in mano e l’altra pronta a suonare al n°43. Non so se fosse stato o meno in casa, ma avrei semplicemente voluto dire: “Grazie!”. Perché le sue canzoni non erano solo “nebbia, ricordo, pena, profumo”, per me era colui che continuava a regalarmi parole e musica per raccontare quello che vivevo. Lui era entrato nella mia vita, ma io non avevo alcun motivo per entrare nella sua. Me ne andai.
"Vorrei vederti ora perché il ricordo mi diventa fioco e provo a immaginare in un momento per ridere di stare qui con te". Prendo in prestito ancora una volta le tue parole per immaginare cosa ci saremmo detti se quella porta si fosse aperta:

«Non andare... vai.
Non restare...stai.
Non parlare... parlami di noi.»

“Si discute
delle rivoluzioni mai vissute…”
«...però non ho mai detto che a canzoni
si fan rivoluzioni, si possa far poesia.»

“Ma guarda quante stelle su nel cielo
sparse in incalcolabile cammino:
tu credi che disegnino la traccia
del destino?”
«E tutto è invece la dimostrazione
di quel poco che a vivere ci è dato.»

“Ma guarda quante stelle incastonate:
che senso avranno mai, che senso abbiamo?”
«Siamo gli attori ingenui su una scena
d'un palcoscenico misterioso e immenso.
Fingo d'aver capito che vivere è incontrarsi [...]
aver sonno, appetito, far dei figli,
mangiare, bere, leggere, amare... grattarsi.»

“Ora dove sei e che gente
vede il tuo viso e ascolta
le tue parole leggere,
le tue sciocchezze leggere,
le tue lacrime leggere,
come una volta?”
«Se solo affrontassi la mia vita come la morte,
avrei clown, giannizzeri, nani a stupir la tua corte [...]
Forse sto morendo e non lo so capire,
e l'ho capito e non lo voglio dire,
rimangono le cose senza falso o vero,
e la rinuncia triste a quello che io ero [...]
Sarò utile da morto come da vivo.»

“Voglio però ricordarti com'eri,
pensare che ancora vivi”
«Come chi non ha più paura del domani.»

“Addio amico venuto dal passato
addio giorni andati in un soffio.”
«Addio a tutte le vostre cazzate infinite.»

"Mi piaccion le fiabe,
raccontane altre..."

Addio Francesco Guccini

C. W. Washburne, The World's Good (1954)Sembra scritto ieri... Finché rimaniamo in vita..."Noi che siamo responsabili de...
23/07/2026

C. W. Washburne, The World's Good (1954)
Sembra scritto ieri...
Finché rimaniamo in vita...
"Noi che siamo responsabili dell'educazione dei giovani abbiamo la responsabilità di far sì che la generazione che costituirà il mondo di domani senta e conosca l'interdipendenza umana." (pp. 103; 112)

📆Quando? Sabato 9 maggio, dalle 9.00 alle 17📍Dove? .se Scuola primaria “Piero Angela” di Bellinzago Novarese, Via Vescov...
24/04/2026

📆Quando? Sabato 9 maggio, dalle 9.00 alle 17
📍Dove? .se Scuola primaria “Piero Angela” di Bellinzago Novarese, Via Vescovo Bovio 9

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Una delle ultime volte che ho incontrato Grazia mi disse: "Non restare solo, Davide." La sua idea era che l’istituzione ...
03/04/2026

Una delle ultime volte che ho incontrato Grazia mi disse: "Non restare solo, Davide."

La sua idea era che l’istituzione scolastica fosse in grado di spegnere un solo fuoco. Da allora continuo a cercare di costruire una scuola più giusta, insieme a molte altre persone.
Due parole ha cucito insieme Grazia: infanzia e nonviolenza. Per un mondo di pace c'è bisogno di ripartire da ciò che i bambini ci insegnano e organizzare diversamente la scuola e la società. Ma ci vogliono adulti capaci di sostenere la loro forza vitale senza soffocarla.
Ci vediamo a Bari.

Tutte le volte lo stesso siparietto. 😢
25/03/2026

Tutte le volte lo stesso siparietto. 😢

INCLUSIONE, forse è una delle parole più bistrattate a scuola. Le pratiche valutative condizionano i percorsi di apprend...
20/03/2026

INCLUSIONE, forse è una delle parole più bistrattate a scuola.
Le pratiche valutative condizionano i percorsi di apprendimento di ogni studente, forse anche i percorsi di vita. La scuola deve abbandonare la sua abitudine a standardizzare e smettere di fare “parti uguali fra disuguali”.

Per una svolta inclusiva è necessario un cambiamento delle pratiche: dobbiamo differenziare e individualizzare la didattica per riconoscere a ognuno il suo percorso.
Per questo la valutazione non dovrebbe che essere formativa, solo così si darebbe valore alle fatiche e ai risultati di ciascuno, anche degli insegnanti.

Ne parliamo insieme.

I sentieri, i linguaggi, le voci dell'inclusione

Insegnanti e genitori condividono una bellissima responsabilità: EDUCARE.
21/02/2026

Insegnanti e genitori condividono una bellissima responsabilità: EDUCARE.

Stesso format della volta scorsa, ma il centro della riflessione si sposta sui processi di lettura, non come mera decifr...
21/02/2026

Stesso format della volta scorsa, ma il centro della riflessione si sposta sui processi di lettura, non come mera decifrazione, ma in quanto processo di comprensione.

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