15/07/2026
Maschile e femminile
I termini “maschile” e “femminile” si riferiscono all’esperienza dello Yin e Yang dell’essere umano.
Essi sono una dualità fondamentale che riflette due lati della stessa medaglia spirituale ed a prescindere dal genere, tutti noi abbiamo accesso sia ai principi femminili che maschili; tutti noi siamo espressione di questi caratteri, solo in gradi diversi. Svegliare, impersonare e promulgare il principio maschile e femminile è un sentiero di pratica. Un sentiero che porterà ad un migliore equilibrio, integrazione ed armonia.
L’Aikidō, proprio grazie alla sua natura non competitiva, permette un’esperienza condivisa che diventa formativa sul piano relazionale, corporeo e psicologico. Quando si sale sul tatami, ciò che conta è trovare uno spazio in cui l’interazione tra due persone, che entrano materialmente in contatto, non è vincolata dalla loro struttura fisica. È un luogo dove le caratteristiche fisiche non impongono definizioni rigide, dove non esiste un Aikidō “maschile” o “femminile” modellato sulla forma del corpo, e questo è fondamentale per offrire nuove possibilità. Uno spazio in cui cooperazione e aiuto costituiscono la base della pratica, scardinando la logica competitiva e asfissiante che molti sportivi, anche amatoriali, si trovano a subire. Questo rende la differenza di genere un valore aggiunto, qualcosa che porta beneficio a entrambe le parti e che, se venisse a mancare, rappresenterebbe una perdita.
l’Aikidō può contribuire a:
• ridurre stereotipi legati alla forza, alla fragilità o ai ruoli tradizionali;
• promuovere un equilibrio tra assertività e cura, qualità spesso culturalmente attribuite a generi diversi;
• favorire un dialogo corporeo paritario, in cui ciascuno impara a modulare energia, distanza e intenzione;
• offrire modelli relazionali non aggressivi, utili anche fuori dal tatami.
L’Aikidō offre un contesto privilegiato per riflettere sul rapporto di genere, perché si fonda su principi che superano la logica della forza fisica e valorizzano l’ascolto, la relazione e l’integrazione delle differenze.
La pratica fisica riflette questi paradossi e permette una partecipazione più equilibrata tra uomini e donne rispetto ad altre discipline. Le polarità “maschile” e “femminile” non coincidono con i generi biologici ma sono qualità energetiche:
• il maschile come direzione, penetrazione, struttura;
• il femminile come accoglienza, circolarità, trasformazione.
Ogni tecnica è una danza tra queste due forze. Un irimi è più “maschile”, un tenkan più “femminile”. L’Aikidō come spazio di neutralizzazione delle gerarchie di genere, queste gerarchie vengono continuamente sciolte:
• uke e tori si scambiano di ruolo;
• chi attacca dipende da chi riceve;
• chi riceve dipende da chi attacca.
È un sistema di reciprocità, non di dominio. Questo crea un ambiente dove le dinamiche di genere possono essere rilette, rinegoziate, trasformate