05/01/2026
Il nostro Direttore Scientifico U Sciù Beppe de Arzén comunica con viva soddisfazione che, dopo anni di ricerca tra le fasce di zetto e le fasce di Van Allen, è stato finalmente completato il Radiotelescopio a Tralci (RaT-1): un’antenna interferometrica di nuova generazione costruita interamente con fil di ferro zincato, spago da balloni e tre pali di castagno “che vibrano meno del larice”.
Grazie alla tecnica del “Fasciamento di Fase con Metodo del Succhio” (brevettata: si succhia l’estremità del cavo per sentire se fa contatto), il RaT-1 è in grado di:
- rilevare gravitational waves tramite la classica sismica locale: “se cade il paiolo è passata l’onda”
- misurare l’effetto Doppler osservando il fischio del vento nel tubo del vino
- intercettare segnali radio di civiltà aliene (o del cugino che parla in vivavoce, dipende dall’umidità sul Chiappozzo)
I dati saranno distribuiti come da protocollo:
- su pagina Facebook (quando prende)
- in onde medie con l’alimentazione a dinamo della Graziella
- su floppy 5¼ consegnati a mano “perché il cloud l’è nebbia”
e, per i più raffinati, tramite fumo dal camino con checksum a salame.
Nota tecnica: il RaT-1 richiede alimentazione stabile. Per questo è stato collegato al contatore della stalla con il sistema certificato “prendo da lì che non se ne accorge nessuno”. Il comitato etico ha già protestato ma è stato invitato cordialmente a andare a zappare.
Restate sintonizzati: prossima settimana presentiamo il collettore di antimateria fatto con la nassa da anguille e un imbuto dell’olio (se non esplode prima).