23/04/2020
I Dsa e i Disturbi Emotivi
“Chiedere ad un bambino con dislessia di leggere spedito e correttamente, chiedere ad un bambino con disgrafia di scrivere in corsivo, chiedere ad un bambino con discalculia di fare bene i calcoli, è come chiedere ad un bambino con disabilità motoria di camminare come gli altri!!!” bambino studia e non apprende, andando incontro ad un forte senso di frustrazione, dato che il suo impegno non è ricompensato da un buon rendimento. Tale frustrazione lo scoraggia a tal punto da allontanarlo dagli interessi scolastici, fino a un vero e proprio rifiuto. Inoltre, il bambino, inizia a percepirsi come non capace con un inevitabile abbassamento dell’autostima.Frustrazione e bassa autostima non fanno altro che consolidare il problema. Tutto questo può implicare la determinazione di DISTURBI EMOTIVI ASSOCIATI, e cioè di:
ansia (infatti compaiono risposte di evitamento e fuga di fronte all’oggetto ansiogeno con connotazioni fisiologiche, attivazione del sistema neurovegetativo, livelli elevati di ansia influenzano negativamente la prestazione);
depressione (vi è marcata depressione del tono dell’umore, eccessiva tristezza, perdita di interesse per le normali attività, auto-accusa, disperazione);
bassa autostima;
minore adattamento sociale ed emotivo;
difficoltà interpersonali;
altri disturbi psicopatologici (cioè disturbi della condotta: comportamenti persistentemente aggressivi, antisociali e provocatori, disturbi dell’attività e dell’attenzione);
Il disagio emotivo esperito da questi bambini è enorme a causa di:
richieste scolastiche
coetanei che presentano abilità migliori delle loro
aspettative dei genitori
Le conseguenti reazioni psicologiche riguardano:
Area fisica: nausee, cefalee ed altri disturbi psicosomatici
Area comportamentale: irritabilità, instabilità attentiva, instabilità motoria, aggressività verso i compagni, scarso interesse per le attività didattiche
Area psichica: atteggiamento rinunciatario, scarso investimento sugli apprendimenti, livello di funzionamento inferiore rispetto alle reali potenzialità.
Circa l’80% dei bambini con DSA presenta anche disturbi di ordine psico-sociale, infatti, a volte:
sono bambini meno benvoluti e più facilmente respinti rispetto agli altri compagni
hanno un minor adattamento sociale ed emotivo
hanno maggiore ansia
presentano ritiro in se stessi
manifestano depressione
hanno bassa autostima
vi è mancata realizzazione professionale
il 75% dei bambini con DSA ha problemi con la giustizia
il 50% dei suicidi in età adolescenziale riguarda soggetti con DSA e nel 65% di questi casi l’insuccesso scolastico è causa del suicidio
questi soggetti che presentano storie di insuccesso nella scuola dell’obbligo, spesso finiscono per compromettere non solo la carriera scolastica, ma anche lo sviluppo della personalità e un adattamento sociale equilibrato
Conoscere queste statistiche è importante per effettuare una adeguata prevenzione che si può raggiungere tramite:
• programmi di potenziamento dei prerequisiti dell’apprendimento in età
• screening volti all’identificazione di bambini a rischio di apprendimento della letto-scrittura in età scolare (Stella)
• diagnosi precoci e trattamenti tempestivi nelle prime fasi dell’apprendimento di letto-scrittura. Inoltre è importante che i clinici conoscano queste statistiche:
• per intervenire con responsabilità su questo tipo di disturbi ed aggiornarsi rispetto alle tecniche riabilitative
• per porre attenzione anche agli aspetti psicologici implicati in questo tipo di difficoltà
• per coinvolgere le figure di riferimento presenti nei diversi ambienti di vita del soggetto. Cosa dobbiamo aspettarci dai bambini DSA?NON improvvisa scomparsa della difficoltà
MA un lento e progressivo percorso di miglioramento che in molti casi non porta alla remissione totale del disturbo. L'obiettivo del trattamentoL'obiettivo del trattamento include diversi aspetti quali: • favorire la migliore evoluzione delle competenze in esame, nonostante la presenza di uno specifico deficit • fornire strumenti e strategie per poter apprendere attraverso “strade alternative a quella deficitaria” • gestire nel modo migliore la situazione di difficoltà • evitare che si sviluppino altre forme di disagio.
Dott.ssa Gloria Manca
Specialista Dsa,Adhd,
Patologie Evolutive