21/11/2025
Validità delle certificazioni informatiche rilasciate dagli enti accreditati al MIM: facciamo chiarezza
L’11 novembre Orizzonte Scuola ha pubblicato una notizia basata su una bozza non ufficiale, nella quale si ipotizzerebbe una revisione del punteggio e degli enti autorizzati a rilasciare certificazioni informatiche.
A prescindere dalla legittimità del pubblicare una semplice ipotesi di lavoro — pratica che riteniamo scorretta, perché crea allarme senza alcun fondamento — il risultato è stato immediato: migliaia di utenti si sono spaventati, credendo che i corsi e le certificazioni acquistati negli ultimi anni potessero diventare improvvisamente “carta straccia”.
La notizia contiene un errore grave: “enti accreditati da Accredia” non significa ciò che si vuole far credere
È stato affermato che solo gli “enti accreditati Accredia” potrebbero rilasciare certificazioni informatiche.
Questo è falso.
Accredia non accredita gli enti, ma accredita i processi secondo norme ISO/IEC.
Per esempio accredita:
i sistemi di gestione qualità (ISO 9001),
i laboratori di taratura,
i processi di valutazione delle persone secondo ISO 17024.
Nel caso delle certificazioni delle persone, Accredia accredita lo schema di certificazione, non la società
Tradotto in parole semplici:
un’azienda propone uno schema di certificazione basato su un framework e su ISO/IEC 17024;
Accredia verifica che il processo di valutazione adottato rispetti i requisiti normativi;
se tutto è conforme, Accredia accredita quello specifico schema, non tutte le certificazioni dell’ente e nemmeno l’ente nel suo complesso.
Dunque è scorretto, per non dire fuorviante, far credere che un ente “accreditato” (tra virgolette, perché Accredia non accredita gli enti) possa dichiarare automaticamente accreditate tutte le proprie certificazioni.
Se lo schema accreditato è “PINCOPALLO”, la certificazione “PIRIPICCHIO” non può essere venduta come accreditata.
Pubblicità poco trasparente? Purtroppo sì
A rendere il quadro ancora più confuso, la notizia è stata accompagnata da una pubblicità che mette in evidenza una sola certificazione accreditata, mentre sul sito dell’ente in questione si afferma che tutte le certificazioni del pacchetto sarebbero accreditate “per estensione”.
Questo è esattamente il tipo di comunicazione che genera confusione nel mercato e disorienta gli utenti.
Le conseguenze: un mercato paralizzato e persone in difficoltà
Dal giorno della pubblicazione della notizia:
il mercato dei corsi si è bloccato;
decine di migliaia di persone pensano di aver perso soldi e punteggio;
gli enti seri, che fino all’11 novembre operavano legittimamente in base alle normative vigenti, subiscono ora proteste che non dipendono da loro.
Il tutto per una bozza non ufficiale, non confermata, non pubblicata dal Ministero.
Conclusione
Se quanto riportato nella bozza fosse vero, ci troveremmo di fronte all’ennesima dimostrazione che il sistema ignora completamente gli utenti finali: non si cambia una regola così impattante senza preavviso, e soprattutto non a corsa in corso.
E rimane un dubbio legittimo:
queste “anticipazioni” e queste decisioni improvvise sono davvero casuali, o rispondono a interessi economici di pochi?
Noi continuiamo a lavorare con trasparenza, rispettando le norme e tutelando chi si affida a noi.
Come sempre, informeremo gli utenti con comunicazioni ufficiali e non con voci di corridoio.