26/10/2020
‼️NON È GIUSTO!
Dopo avere speso quantità ingenti di denaro per mettersi in regola con tutte le norme in vigore, dopo sette lunghi mesi di chiusura, le scuole di danza, ancora una volta equiparate alle palestre, sono costrette a chiudere un’altra volta.
E questa volta non sappiamo quante strutture sopravviveranno a questa nuova chiusura.
Nonostante la rigorosa disciplina con la quale è stato gestito tutto questo periodo, nonostante la scarsissima presenza di contagiati all’interno delle stesse, nonostante il loro unico contributo di benessere psicofisico che danno ai giovani ballerini, che ammontano a circa due milioni, il ha deciso di chiudere le scuole di danza.
Considerando che il primo spettacolo dopo il lockdown è andato in scena il 15 giugno e l’ultimo il 10 ottobre e che in questo periodo sono stati rappresentati 2.782 spettacoli con 347.262 presenze di spettatori, sapete qual è il totale dei contagiati?
1. Si, uno soltanto.
Reputiamo sia uno scandalo penalizzare così tanto tutto il settore artistico, non equiparandolo ai musei, bensì alle palestre e le sale da bingo.
Non rendendo giustizia e dignità agli artisti e al mondo dell’arte e della cultura.
In questo modo, lo Stato italiano contribuisce ad alimentare l’impoverimento culturale del suo stesso popolo.
Le ragioni di tali decisioni rimangono a tutti noi tanto oscure quanto assurde. Non possiamo che continuare a chiederci il perché di tanto accanimento nei confronti di un settore che eccelle per disciplina e correttezza.
Certi di non meritare questa decisione così avventata e ingiusta, chiediamo spiegazioni e un’ulteriore possibilità di rivedere la posizione di tale decisione che mette in ginocchio centinaia di migliaia di lavoratori del mondo dello spettacolo:
Ballerini, coreografi, musicisti, attori, fotografi, scultori, tecnici, macchinisti, costumisti, scenografi, registi, sarte, trucco e parrucco, direttori di palco, di scena, direttori artistici, sovrintendenti, agenti.
Tutta questa gente vive di arte.
Sostenta le proprie famiglie, i propri figli.
E non sono mestieri superflui che possono essere sacrificati perché meno importanti di altri.
Tutto questo offende una vita di sacrifici personali e delle famiglie intere che hanno provveduto agli studi professionali dei propri figli per permettere loro di diventare dei professionisti del settore.
Abbiamo rispettato alla lettera ogni vostra richiesta.
Non siamo dei fantasmi. Non abbiamo bisogno della vostra elemosina che ci offrite con quegli euro promessi che forse non arriveranno nemmeno.
Noi chiediamo soltanto di vivere la nostra vita, il nostro mestiere con onestà e rispetto, come abbiamo sempre fatto, anche prima del Coronavirus.
NON VI PERMETTEREMO DI UCCIDERE L’ARTE‼️
Giuseppe Conte Vincenzo Spadafora
Don’t Stop Dancing©️