26/09/2026
🌊 Ma davvero ci voleva l’America’s Cup per capire quanto vale il mare di Napoli?
Oggi ci meravigliamo delle piattaforme per assistere alle regate. Ci accorgiamo che accogliere barche e yacht significa turismo, servizi e lavoro. E io mi domando: ma in tutti questi anni, dove siamo stati?
Napoli è una città di mare, eppure per troppo tempo ha vissuto voltandogli le spalle. In molti tratti i cittadini non possono nemmeno fare il bagno. Tra gli scogli si accumulano bottiglie, lattine e rifiuti. Vedere sporcizia e topi in luoghi che potrebbero essere bellissimi dovrebbe indignarci ogni giorno.
Abbiamo chilometri di costa, ma ancora pochi spazi davvero accessibili, curati e attrezzati. Il mare finisce così per essere vissuto come un problema, quando potrebbe migliorare la vita della città.
⚓ Dietro una barca che arriva ci sono opportunità per ormeggiatori, manutentori, artigiani, ristoratori, commercianti, guide turistiche e operatori dei trasporti. Ci sono competenze da formare e possibilità di lavoro per i nostri ragazzi.
Quante occasioni abbiamo perso? Quanti giovani avrebbero potuto costruire qui il proprio futuro, invece di dover partire?
La mia critica riguarda le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi cinquant’anni, con responsabilità diverse. È mancata la capacità di trasformare il rapporto con il mare in uno sviluppo duraturo e diffuso. L’attuale amministrazione va valutata per ciò che realizza e per quello che lascerà alla città.
Ma le domande vanno rivolte anche ai circoli nautici e velici, ai loro presidenti e ai loro soci.
Voi conoscete bene le opportunità del mare. In tutti questi anni, quali proposte avete avanzato? Quali risultati avete ottenuto per Napoli? Quanto avete fatto per avvicinare alla vela anche i ragazzi delle famiglie che non possono permettersela?
Chi beneficia di spazi in concessione sul nostro litorale dovrebbe far conoscere anche ciò che restituisce alla collettività. Oltre alle attività per i soci, quale contributo arriva alla città? Quali iniziative avete costruito per far nascere e crescere qui eventi di richiamo internazionale?
🏗️ E poi c’è Bagnoli. Dopo oltre trent’anni, siamo ancora a parlare del recupero di un territorio che potrebbe ospitare attività, servizi, sport, ricerca e turismo.
Controlli, bonifiche serie e trasparenza sono indispensabili. Ma a chi contesta le scelte chiedo anche: quali alternative concrete proponete? Con quali tempi? Perché l’abbandono ha un costo ambientale, sociale ed economico che i cittadini pagano da troppo tempo.
Vogliamo un mare pulito, una costa accessibile, spiagge fruibili e una nautica capace di creare lavoro rispettando il territorio. Sono esigenze che devono trovare posto nello stesso progetto di città.
E noi napoletani? Perché ci siamo abituati a tutto questo? Perché non abbiamo preteso con più forza pulizia, manutenzione e continuità negli interventi?
🎶 Poi penso alla musica e vedo una contraddizione simile.
Siamo conosciuti nel mondo per la nostra musica, ma quanto riusciamo a trasformare questo patrimonio in opportunità stabili? I grandi artisti trovano spazio. Per i giovani talenti, per chi insegna, per chi organizza e per chi custodisce la nostra tradizione, costruire un percorso resta spesso una fatica affidata all’iniziativa personale.
Da operatore turistico e organizzatore della Crociera della Musica, Arte e Cultura Napoletana, so quanto impegno serva per tenere vivo un progetto e farlo crescere.
💎 Il mare e la musica sono per Napoli quello che i diamanti rappresentano per il Sudafrica e il petrolio per i Paesi che ne sono ricchi. Sono il nostro patrimonio, la nostra possibilità di creare prosperità.
Abbiamo la possibilità di generare una ricchezza fondata sulla cultura, sulla bellezza e sulla cura dell’ambiente. Una ricchezza che può rinnovarsi, se proteggiamo il mare e trasmettiamo la musica alle nuove generazioni. Servono scelte responsabili, servizi e investimenti capaci di rispettare queste risorse.
Utilizzarle bene significa creare lavoro e benessere per tutta la città. Significa dare ai nostri ragazzi la libertà di partire per scelta, senza essere costretti a farlo per trovare un’occupazione.
Ben vengano l’America’s Cup e i grandi concerti. Ma dopo l’ultima regata e l’ultimo applauso devono restare spazi, formazione, servizi e opportunità.
E allora chiudo con le parole di Raffaele Viviani:
«Talento ne tenimmo, avimmo ingegno:
nu poco sulo ca ce sustenimmo,
cunquistarrammo chillo posto degno
ca, pe’ mullezza nosta, nun tenimmo.» Francesco Emilio Borrelli Tg1 Scoop Travel