Fondazione GIC

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La Fondazione "Genere Identità Cultura" promuove e sostiene la cultura delle differenze attraverso ricerca, formazione ed intervento psicologico-clinico

La Fondazione "Genere Identità Cultura" nasce con lo scopo di promuovere e sostenere la cultura delle differenze attraverso attività di ricerca, formazione ed interventi in ambito psicologico-clinico. I suoi obiettivi sono quelli di: 1) Sviluppare e sostenere una rete di ricerche interessate ad affrontare le questioni legate a genere, identità e cultura; 2) Prevenire le diverse forme di violenza,

05/08/2026

Foemina Vitruviana — Scheda descrittiva dell’opera

Titolo

Foemina Vitruviana

Artista

Paolo Valerio — artista ecosostenibile q***r

Materiali

• Tronco di legno marino, levigato dal tempo e dalle intemperie
• Corde di plastica recuperate dal mare (bianca, verde, altre varianti cromatiche)
• Tondo di ferro ossidato
• Funi di plastica bianca avvolte attorno al tondo
• Plastiche marine intrecciate e nodi insolubili
• Bambola Barbie bionda in posa vitruviana

Descrizione formale

L’opera nasce dall’incontro tra un tronco di legno segnato dalla permanenza in mare e una serie di corde di plastica recuperate, avvolte e intrecciate con cura rituale. Due funi di plastica bianca, insieme a una corda verde, costruiscono una struttura radiale che si espande dal tronco come una ruota simbolica, una sorta di mandala marino.

Al centro della ruota, sospesa e trattenuta da corde che diventano linee di forza, si trova una Barbie bionda collocata nella posa dell’Uomo Vitruviano di Leonardo: braccia e gambe aperte, inscritta in un cerchio di funi e ferro. Il tondo di ferro, attorno al quale si avviluppano le corde bianche, funge da perno simbolico e da dispositivo di contenimento, trasformando la figura femminile in un punto di equilibrio tra natura, artificio e memoria del mare.

Significato e lettura simbolica

L’opera reinterpreta la celebre figura vitruviana — paradigma di proporzione, armonia e misura — attraverso una soggettività femminile e q***r. La Barbie, icona pop del femminile normativo, viene reinscritta in un dispositivo circolare che la sottrae alla sua funzione stereotipata e la colloca in una dimensione archetipica, quasi sacrale.

Il tronco e le corde marine, recuperati come scarti del Mediterraneo, diventano materia viva di una riflessione ecologica: ciò che è stato abbandonato ritorna come forma, come gesto di cura, come riappropriazione poetica. La ruota di corde, con i suoi raggi imperfetti, suggerisce un movimento ciclico, un ritorno, una rinascita.

La Foemina Vitruviana è dunque una figura di equilibrio instabile: un corpo femminile inscritto in un cerchio non perfetto, fatto di nodi, di residui, di materiali che portano con sé la storia del mare. Una riscrittura q***r della proporzione, dove l’armonia non è data dalla perfezione geometrica, ma dalla capacità di tenere insieme frammenti, scarti, identità plurali.

Temi

• Ecologia e riuso dei materiali
• Q***rness come riscrittura dei simboli classici
• Corpo femminile e rappresentazione
• Archetipi e proporzioni rivisitate
• Dialogo tra natura, artificio e cultura pop
• Memoria del mare e dei suoi scarti

Collocazione nella poetica dell’artista

L’opera si inserisce pienamente nella ricerca ecosostenibile q***r di Paolo Valerio: recupero dei materiali marini, trasformazione degli scarti in figure simboliche, uso della Barbie come dispositivo critico e poetico, riscrittura dei miti e delle immagini fondative della cultura occidentale.

Photos from Fondazione GIC's post 10/07/2026

Condivido la triste notizia

Con l'animo affranto partecipiamo della morte di Michael Aspinall, che si è spento a Napoli oggi, dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale.
Nato nel 1939 a Stockport (vicino Manchester), in Inghilterra, Michael Aspinall è stato una figura di assoluto rilievo internazionale nel panorama musicale, capace di fondere una cultura enciclopedica e una rigorosa attività di ricerca con una sensibilità artistica e un'ironia fuori dal comune.
Musicologo raffinato, cantante, attore, giornalista e scrittore, Aspinall aveva iniziato i suoi studi di canto a Londra.
Inizialmente impostato come baritono, aveva compreso ben presto che la sua vera, straordinaria vocazione risiedeva nel teatro comico e nella parodia lirica. Ha così calcato i palcoscenici di tutto il mondo con spettacoli cult e performance irresistibili, diventando celebre e amato dal pubblico e dagli appassionati per le sue esilaranti parodie d'opera — celebri le sue imitazioni virtuosistiche delle grandi dive del Belcanto — vissute sempre con profondo rispetto filologico e mai con mera caricatura. Accanto alla travolgente carriera da performer, Aspinall è stato uno stimatissimo esperto di vocalità storica. Ha tenuto conferenze, scritto saggi fondamentali per riviste sia italiane sia inglesi, e firmato i testi critici per innumerevoli ristampe di registrazioni storiche.
Tra le sue collaborazioni più prestigiose spicca quella per un'importante biografia su Enrico Caruso pubblicata nel 1999 (scritta con Gianni Cesar e Pietro Gargano), all'interno della quale curò l'approfondita analisi tecnica dello stile del leggendario tenore.
Dopo aver girato il mondo, l'artista britannico aveva scelto proprio Napoli come sua dimora elettiva, stregato dalla cultura e dall'anima della città. Un legame viscerale e indissolubile, suggellato anche dal riconoscimento ufficiale delle istituzioni: nell'aprile del 2026, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi gli aveva conferito solennemente la Medaglia della Città a Palazzo San Giacomo, celebrandolo come un vero e proprio "Maestro del Belcanto" adottato dal capoluogo campano.
Con la sua scomparsa, il mondo della musica perde un intellettuale arguto, un artista insostituibile e un uomo di rara generosità e ironia.

*Il cordoglio del Sindaco Gaetano Manfredi per la scomparsa del Maestro Michael Aspinall:*

« _Esprimo il più profondo cordoglio, a nome mio e di tutta la città di Napoli, per la scomparsa del Maestro Michael Aspinall. Solo pochi mesi fa, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, ho avuto l’onore e il privilegio di consegnargli la Medaglia della Città. In quell'occasione avevamo celebrato non solo la sua straordinaria carriera di musicologo, cantante e attore di fama mondiale, ma soprattutto il suo immenso atto d'amore verso la nostra terra, che aveva scelto come casa. Con la sua scomparsa perdiamo un artista unico, capace di unire il rigore filologico all'ironia e al talento, ma soprattutto perdiamo uno dei più autorevoli e appassionati custodi della tradizione musicale napoletana nel mondo. Oggi ci stringiamo attorno ai suoi cari, consapevoli che il legame tra il Maestro Aspinall e Napoli resterà indissolubile_ .»

Photos from Fondazione GIC's post 27/06/2026

Questa è la ecoscultura dedicata al Napoli Pride 2026

“Archeologie del Futuro Q***r: i Guardiani
dell’Accesso Negato”

C’è un tronco d’albero che si erge come un antico custode, un frammento di mondo che ha attraversato stagioni, piogge, incendi, silenzi. È un corpo ligneo che porta ancora addosso la memoria della foresta, un corpo che non ha dimenticato il proprio passato. Su questo tronco, Paolo Valerio — artista ecosostenibile ed esponente dell’arte q***r — innesta una scena che sembra provenire da un tempo impossibile, un tempo che non è mai esistito e che pure ci riguarda da vicino.

Due figure abitano questo altare di legno: un personaggio preistorico, con la sua forza arcaica, e un cyborg, con la sua presenza futuribile. Non sono due estremi, non sono due epoche che si guardano con sospetto. Sono due forme di umanità che si riconoscono, due modi di essere corpo che si incontrano senza paura. Il preistorico porta con sé la nudità del mito, la fragilità delle origini, la memoria di un mondo in cui l’identità era un canto collettivo. Il cyborg porta la promessa di un corpo che si reinventa, che si ricostruisce, che non accetta i limiti imposti dalla norma.

Eppure, in questa ecoscultura, nessuno dei due è protagonista. Il vero centro dell’opera è il loro incontro: un dialogo silenzioso che attraversa millenni, un gesto di riconoscimento che dice che le identità LGBTQIA+ non sono un fenomeno recente, non sono un’invenzione della modernità, non sono un prodotto della tecnologia. Sono una presenza originaria, una costellazione che ha accompagnato l’umanità fin dalle sue prime narrazioni.

Le bandiere LGBTQIA+ che circondano la scena non sono semplici simboli: sono presenze vive, come piume rituali, come venti che attraversano epoche diverse. Vibrano attorno alle due figure come un coro che non ha mai smesso di cantare. Sono il segno che la q***rità è parte della storia umana, una radice che non può essere estirpata, una possibilità che non può essere negata.

Il tronco d’albero, avvolto da plastiche rosse e bianche — quelle che segnano il “vietato accesso” — diventa un corpo ferito, un corpo che porta addosso le tracce delle proibizioni, delle barriere, delle norme che hanno tentato di contenere la diversità. Ma Paolo Valerio, con la sua pratica ecosostenibile, trasforma queste plastiche in linguaggio: ciò che era scarto diventa significato, ciò che era rifiuto diventa rito. Le plastiche nere e arancioni, eco dei colori dell’arcobaleno, avvolgono il tronco come cicatrici luminose, come segni di una guarigione possibile.

In questa opera, la materia non è mai neutra. Il legno, le plastiche, le bandiere, le figure: tutto parla. Tutto racconta una storia di resistenza e di cura. Paolo Valerio non costruisce un oggetto: costruisce un organismo. Un organismo che respira, che ricorda, che accoglie. Un organismo che dice che la q***rità non è un errore, non è una deviazione, non è una malattia.

Le linee guida dei SOC 8 del WPATH lo affermano con chiarezza: le identità LGBTQIA+ non devono essere patologizzate. Ma Paolo lo dice da molto prima, lo dice da sempre, con la sua arte. La sua pratica è un atto di decolonizzazione dello sguardo, una forma di cura collettiva, un modo di restituire dignità alle soggettività q***r che la storia ha tentato di nascondere.

Il preistorico e il cyborg, insieme, diventano una genealogia q***r che attraversa il tempo. Il passato non è più un luogo di ignoranza, il futuro non è più un luogo di paura. Entrambi diventano spazi di possibilità. Entrambi diventano luoghi in cui l’identità può fiorire senza vergogna.

Il tronco d’albero, con le sue plastiche avvolte come serpenti rituali, diventa un altare profano. Le bandiere, un vento che attraversa i secoli. Il preistorico, un antenato che riconosce la diversità come parte della comunità. Il cyborg, un discendente che porta avanti la stessa eredità.

L’opera non chiede di essere interpretata: chiede di essere sentita.
Chiede di essere attraversata come si attraversa un rito.
Chiede di essere ascoltata come si ascolta una voce che viene da lontano.

È un guardiano dell’accesso negato che, paradossalmente, apre.
Apre alla storia.
Apre alla complessità.
Apre alla possibilità di un mondo in cui nessuna identità viene patologizzata, in cui ogni corpo può essere narrato senza vergogna, in cui la q***rità non è un’eccezione ma una forma di vita.

Paolo Valerio, con questa ecoscultura, costruisce un ponte:
tra passato e futuro,
tra natura e tecnologia,
tra identità e libertà.

Un ponte che non collega due rive, ma due tempi.
Un ponte che non unisce due figure, ma due modi di esistere.
Un ponte che non chiede di essere attraversato, ma di essere abitato.

E così l’opera diventa un canto.
Un canto che non si spegne.
Un canto che dice:
la q***rità è antica,
la q***rità è futura,
la q***rità è adesso.



***r



Photos from Fondazione GIC's post 27/06/2026

Il coraggio della memoria Q***r. Orgoglio in rinascita

Mostra di Paolo Valerio – Artista ecosostenibile e q***r

Professore Onorario di Psicologia Clinica – Università Federico II

Presidente Onorario del Centro SInAPSi

📍 Real Albergo dei Poveri – Napoli Pride Park 2026
📅 18–28 giugno 2026

La mostra presenta le ecosculture di Paolo Valerio, realizzate con materiali recuperati dalle spiagge flegree e assemblate con Barbie, Ken e pupazzi provenienti dalla Feira da Ladra di Lisbona. Opere che trasformano lo scarto in memoria, presenza e rigenerazione, affrontando i temi della memoria q***r, della visibilità e della dignità delle soggettività LGBTQIA+.

Un progetto che unisce ecologia, identità e cura, all’interno del programma culturale del Napoli Pride Park 2026.

***r


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Campagna "Non sono solo scritte" 07/05/2026

NON SONO SOLO SCRITTE

Campagna "Non sono solo scritte" Campagna informativa per denunciare il clima di odio omolesbobitransafobico che colpisce quotidianamente le soggettività LGBTQIA+ nel territorio emiliano-romagnolo.

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