SI Cobas Napoli

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di SI Cobas Napoli, Via carriera grande 32, Naples.

13/08/2026

🔥🔥🔥 𝐋𝐀 𝐒𝐄𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐓𝐑𝐈𝐁𝐔𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐈 𝐍𝐀𝐏𝐎𝐋𝐈 𝐒𝐏𝐔𝐓𝐀 𝐈𝐍 𝐅𝐀𝐂𝐂𝐈𝐀 𝐀𝐈 𝐋𝐈𝐂𝐄𝐍𝐙𝐈𝐀𝐓𝐈 𝐆𝐋𝐒- 𝐓𝐄𝐌𝐈, 𝐀𝐙𝐙𝐎𝐏𝐏𝐀 𝐈𝐋 𝐃𝐈𝐑𝐈𝐓𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐒𝐂𝐈𝐎𝐏𝐄𝐑𝐎 𝐄 "𝐋𝐄𝐆𝐀𝐋𝐈𝐙𝐙𝐀" 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐏𝐎𝐑𝐀𝐋𝐀𝐓𝐎...

𝐕𝐄𝐑𝐆𝐎𝐆𝐍𝐀!!!

La scorsa settimana la giudice Maria Rosaria Palumbo ha depositato la sentenza con cui ha rigettato integralmente il ricorso dei lavoratori GLS- TEMI di Napoli, licenziati a ottobre 2024 a seguito di una serie di scioperi contro i salari da fame e gli innumerevoli soprusi subiti dall'azienda di proprietà di Francesco Tavassi.

La gravità di questa sentenza non sta tanto nel rigetto della richiesta di reintegro dei licenziati, quanto nei suoi contenuti e nelle sue motivazioni, connotate da una chiara, esplicita e totale sudditanza dell'organo giudicante agli interessi padronali e, di converso, da un misto di indifferenza e di disprezzo nei confronti dei lavoratori.

Come SI Cobas abbiamo prodotto una disamina dettagliata di questa "sentenza", dalla quale sarà possibile coglierne a pieno la portata ferocemente antioperaia.

In questa sede ci limitiamo ad elencarne gli aspetti salienti:
1- La giudice "convalida" i licenziamenti sostenendo che non vi siano prove che ad ottobre 2024 i lavoratori avessero effettivamente scioperato, e quindi avalla la tesi padronale secondo cui non si trattava di sciopero ma di ripetute assenze ingiustificate. In tal modo la Palumbo demolisce uno dei pilastri centrali del diritto di sciopero, vale a dire la legittimità dello sciopero senza preavviso.

2- La giudice nega senza alcun motivo il ricorso ai testimoni indicati dai lavoratori per provare il carattere sindacale, rivendicativo e collettivo dei suddetti scioperi. In pratica la Palumbo, pur di rendere in ogni caso "legittimi" i licenziamenti, concorre di fatto a un sostanziale occultamento delle prove!
Ciò che è ancor più grave, la Palumbo "mutila" l'intero processo della fase istruttoria di accertamento nel merito dei fatti, delle argomentazioni e delle prove documentali prodotte nel ricorso.
In pratica, la giudice ha utilizzato l'intera durata del processo (8 mesi e almeno 4 udienze) solo ed unicamente per convincere i licenziati ad accettare un accordo conciliativo con i padroni!!!

3- La giudice nega qualsiasi irregolarità nei contratti di appalto tra Nextlog e TEMI e tra quest'ultima e le agenzie di somministrazione (Generazione Vincente e Yes We Work), ignorando completamente la richiesta di istruttoria nel merito formulata dal legale dei licenziati sulla base di un'ampia ricostruzione delle ambiguità e delle opacità nei rapporti tra committenza e fornitori, e liquidando l'intera controversia solo sulla base di una semplice autocertificazione prodotta dai padroni in sede processuale.

4- La giudice nega ogni ipotesi di interposizione illecita di manodopera, con argomentazioni che stravolgono le norme del D.Lgs. 276/2003 (Riforma Biagi). Quest'ultima, pur riducendo notevolmente i casi di interposizione illecita, prevede infatti che i requisiti minimi di un appalto "genuino" siano l'autonomia organizzativa e il rischio di impresa in capo al fornitore.
Nonostante il giudice Palumbo ammetta la possibile mancanza di autonomia organizzativa in capo a Nextlog e una sua totale subordinazione a TEMI, riesce lo stesso a garantire ai padroni un "colpo di spugna", riducendo il concetto di "rischio di impresa" al semplice rischio del fornitore di non potersi aggiudicare l'appalto!!!

5- Come ciliegina sulla torta, la Palumbo pone a carico dei licenziati le intere spese di giudizio, ivi compresi gli onorari degli avvocati di parte padronale: si tratta di un atto politico con cui questa giudice conferma in maniera inequivocabile la propria ostilità e il proprio disprezzo per i lavoratori!

6- In 13 pagine di "motivazioni" la Palumbo non dedica una sola parola alle condizioni di sfruttamento imposte che TEMI ha imposto ai lavoratori sui magazzini GLS; al contrario, l'intero dispositivo è caratterizzato da un mix di cavilli e di giudizi politici funzionali ad avallare la tesi secondo cui gli unici interessi meritevoli di tutela giuridica sono il mercato, i profitti, la competitività e l'abbattimento dei costi; per la Palumbo i lavoratori, che contribuiscono a creare quella ricchezza di cui anche ella è beneficiaria in quanto stipendiata coi proventi delle loro tasse, sono mera carne da macello; nient'altro che dei numeri da sacrificare in nome dei profitti, non importa quanto essi siano giusti e leciti!

𝐈𝐧 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢: attraverso una serie interminabile di forzature nell'interpretazione delle norme e delle procedure che regolano il processo del lavoro, 𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐮𝐦𝐛𝐨 𝐫𝐚𝐝𝐞 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐮𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢, 𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐛𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐚 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐞 𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐦𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐜𝐫𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐨𝐠𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐝𝐢𝐜𝐚, 𝐩𝐢𝐞𝐠𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐬𝐩𝐫𝐮𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢: 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐞, 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐓𝐚𝐯𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐨𝐫𝐚𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐬𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭'𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐡𝐚 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐞𝐝𝐢 𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐞𝐧𝐧𝐢 𝐧𝐞𝐢 𝐦𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢𝐧𝐢 𝐆𝐋𝐒 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢.

Ciò che rende tutto ciò ancor più sconcertante è il fatto che la dottoressa Palumbo non è affatto nuova a "sentenze" di questo tipo: questa è al contrario solo l'ultima "perla" di un giudice che sembra aver assunto come sua "missione" la demolizione dei diritti dei lavoratori e l'asservimento della sezione-lavoro del Tribunale di Napoli agli interessi di padroni e caporali senza scrupoli...
Negli scorsi anni come SI Cobas abbiamo infatti già avuto modo di "sperimentare" più volte le modalità di conduzione dei processi sul lavoro di questo giudice, la sua faziosità e i suoi metri di giudizio sistematicamente sbilanciati a favore della parte datoriale: valgano su tutti i casi dei lavoratori del porto di Napoli (Conateco e Turi Trasport) i cui ricorsi contro i licenziamenti, per il riconoscimento di cospicue differenze retributive e per la corretta applicazione del CCNL sono stati sistematicamente rigettati dalla Palumbo con "motivazioni" analoghe a quelle addotte per licenziati GLS- TEMI...

Come SI Cobas sosteniamo da sempre che la battaglia contro i soprusi padronali non può essere certo delegata unicamente ai Tribunali borghesi, e non abbiamo mai coltivato illusioni sulla loro presunta "imparzialità": tale consapevolezza non può e non deve però esimerci dal denunciare con forza quelle sentenze che, come nel caso dei licenziati GLS -TEMI, svelano in maniera chiara ed esplicita la totale sudditanza del giudice agli interessi dei padroni.

𝐃𝐢 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐧𝐧𝐞𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐚𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐚 𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐞 𝐢𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐝𝐢!
𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐢 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞-𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐭𝐨𝐥𝐥𝐞𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞: 𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐚, 𝐬𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞!

Per quanto facciamo appello a tutte le realtà che in questo anno e mezzo hanno sostenuto i licenziati GLS-TEMI e a tutti coloro che hanno davvero a cuore gli interessi dei lavoratori, affinché questo esempio di insubordinazione alla dittatura del profitto e del malaffare continui a far sentire con forza la propria voce, sia dentro che fuori le aule del Tribunale.

A breve comunicheremo le prossime iniziative.

13.08.2026

Coordinamenti provinciali SI Cobas della Campania

👉👉👉 Il comunicato con l'analisi integrale della sentenza è consultabile al seguente link:
https://drive.google.com/file/d/1jQ4gSOGxzfA8Ni0GT_YwsL9ngvoMLblH/view?usp=drivesdk

28/07/2026

👉👉👉 LOGIPORT: I NODI VENGONO AL PETTINE!!!
L'ITL DI SALERNO CERTIFICA LE PRIME VIOLAZIONI DI LEGGE: ORA SI PROCEDA AL REINTEGRO IMMEDIATO DI CICCIO COLLINA!!!

Pochi giorni fa, durante il question-time in commissione lavoro alla Camera, a seguito dell'interrogazione a risposta immediata del deputato salernitano Francesco Mari (AVS) sul licenziamento di Ciccio Collina, la viceministro Maria Teresa Bellucci ha riferito che a seguito delle ispezioni svolte dall'ITL lo scorso febbraio, quest'ultima ha, tra l'altro, rilevato un netto sforamento dei limiti annuali di ore di straordinario per ben 17 operai Logiport (più di 300 ore), e che a breve si provvederà alle relative sanzioni.

Si tratta di una prima evidente riprova che le richieste di intervento ispettivo ad ITL ed ASL da noi formulate a seguito dei numerosi incidenti sul lavoro tra l'estate e l'autunno del 2025, erano più che fondate.
L'utilizzo sistematico dello straordinario, con turni anche di 12 ore al giorno in un settore ad alto rischio di incidenti e infortuni, non solo mette a repentaglio la salute fisica e psichica dei lavoratori, ma rappresenta un danno alla collettività, in quanto una tale quantità di monte-ore di lavoro in eccesso dovrebbe spingere a nuove assunzioni e non certo a spremere come limoni i lavoratori in nome dei profitti.

Anche in questa occasione il governo Meloni e i suoi ministri, limitandosi a far da semplici portavoci degli Ispettorati, dimostrano di non volersi assumere nessuna responsabilità politica rispetto ai licenziamenti antisindacali e ritorsive come quello di Ciccio Collina: ciò in perfetta continuità con la Prefettura di Salerno, che in occasione dello sciopero dello scorso 29 maggio si è persino rifiutata di aprire un tavolo di mediazione tra il SI Cobas e la Logiport.

🔥🔥🔥 Ma è solo l'inizio!!! Nelle prossime settimane daremo battaglia in tutte le sedi e con tutti i mezzi affinché il licenziamento di Ciccio non finisca nel dimencatoio.
Pretendiamo di conoscere nei dettagli l'esito dell'intera istruttoria dell'ITL e di quella dell'ASL (attualmente sottoposta a segreto istruttorio da parte della procura di Salerno) in ordine alle nostre segnalazioni relative alla fatiscenza dei luoghi di lavoro, del manto stradale, dei bagni e degli spogliatoi, sui quali (guarda caso) Logiport è intervenuta solo a seguito dei suddetti interventi, non senza prima colpire in maniera ritorsiva i delegati e i lavoratori del SI Cobas nel porto di Salerno.

E pretendiamo soprattutto il reintegro immediato di Ciccio, vittima di una montatura costruita ad arte dalla Logiport per vendicarsi del suo impegno a tutela dei diritti e della sicurezza dei lavoratoribe per spostare i riflettori dalle sue responsabilità.

Solo la lotta paga!

Coordinamenti provinciali SI Cobas della Campania

➡️➡️➡️ il video integrale dell'interrogazione di Francesco Mari in commissione lavoro è consultabile al seguente link:

https://webtv.camera.it/evento/31960

15/07/2026

🔥🔥🔥 URGENTE!!!
4 disoccupati -tirocinanti che per protesta avevano occupato il tetto della Prefettura di Napoli sono stati fermati.
Chi può accorta subito fuori alla Questura!!!

Photos from SI Cobas Napoli's post 04/07/2026

La giornata di mercoledì 1 luglio, doveva essere quella in cui si sarebbero concluse le verifiche per il rilascio dei circa 670 nullaosta mancanti sui 1220 tirocinanti del progetto D.L.D., che tra difficoltà di ogni tipo, prima e dopo il click day del 10 luglio 2025, sembrava finalmente essere partito. Tutte e tutti, alla fine di maggio scorso, avevano firmato i patti formativi con l'assegnazione di un tutor e di una data di inizio del proprio tirocinio, e quindi già allora tutta la documentazione era in possesso di Sviluppo Italia Lavoro.
Su 450 disoccupati le verifiche erano state condotte con l'esito del rilascio dei nullaosta da parte dell'agenzia.
Invece, nello stesso momento in cui arrivavano le convocazioni per le visite mediche di rito ai 670 che non avevano ancora ricevuto il nullaosta dal ministero, ci siamo trovati di fronte alla comunicazione di una sospensione in autotutela dell’intero progetto da parte di Sviluppo Italia Lavoro, che oggi invoca difformità e irregolarità nella documentazione trasmessa dal soggetto promotore.

Non faremo lunghi preamboli per glorificare la lotta portata avanti Dal Movimento 7 Novembre e dal Cantiere 167 Scampia, dei disoccupati e dalle disoccupate che lungo gli ultimi dieci anni hanno riempito le piazze, bloccato le strade, imposto la propria volontà di emancipazione e di conquista di un lavoro stabile e sicuro, attraverso una lotta che ha mostrato una schiena ben più dritta di qualunque controparte istituzionale.
Eravamo e siamo lì.
Abbiamo sostenuto questo percorso dal primo giorno, a 360 gradi e con ogni mezzo, convinti che la lotta per ottenere il lavoro e quella per i diritti dei lavoratori siano una sola. Adesso con ogni mezzo ci opporremo all’ennesimo gioco di potere sulla pelle dei proletari e delle proletarie di questa città, perchè di là dalla proliferazione di commenti, opinioni e sentenze emesse da tutte la parti, restano sospese di fatto le vite di 1220 famiglie che immaginiamo facciano gola tanto come bacino di sfruttamento tanto come massa di manovra elettorale.
Mercoledì primo luglio per quanto ci riguarda è andata in scena una farsa vergognosa, e la caccia al colpevole che ne è scaturita nelle ore immediatamente successive non è altro che ridicola.
Dal primo momento la strategia messa in atto da tutte le controparti è stata come sempre quella di dividere i proletari e le proletarie tra loro. Prima tra movimento e movimento. Poi tra numeri di protocollo bassi e alti. Poi tra posessori di nullaosta e non.
L’evidenza chiarissima è che lo scontro è uno: quello tra chi deve conquistare il diritto a guadagnarsi il pane, e chi ha bisogno di tenere ricattata la gente che non può mangiare per comprarne la fame ed il voto con quattro spicci. Tutto quello che c’è nel mezzo è pura distrazione. Come SI COBAS Napoli rimarremo fermamente al fianco dei Disoccupati, non soltanto nella battaglia per assicurarsi la ripresa del progetto, ma anche nella lotta che sarà necessario affrontare per uscire dalla precarietà di un tirocinio lavoro. a tempo determinato e insufficiente nella retribuzione, ed arrivare alla giusta stabilizzazione dell’intera platea degli aventi diritto!
Restiamo al fianco dei tirocinanti e delle tirocinanti, solidali, comolici e partecipi alla loro lotta!

Photos from SI Cobas Napoli's post 03/07/2026

☀️☀️☀️ CALDO INFERNALE SUI POSTI DI LAVORO: SI COBAS, CUB E SGB UNISCONO LE FORZE PER DARE PIENA TUTELA AI LAVORATORI, CONTRO GLI ABUSI PADRONALI E L'OPPORTUNISMO DELLA REGIONE CAMPANIA 🔥🔥🔥

Nei giorni scorsi il presidente della regione Campania Roberto Fico ha emesso un'ordinanza che sulla carta si propone il nobile obbiettivo di limitare i danni alla salute e all'incolumità dei lavoratori provocati dalle ondate di caldo estremo nei mesi estivi.
In realtà questa ordinanza, oltre a restare "lettera morta" nella stragrande maggioranza dei posti di lavoro, nei quali i padroni fanno come sempre quel che vogliono, limita le prescrizioni solo alla fascia oraria 12.30-16.00 a chi lavora all'aperto: come se le migliaia di operai costretti a buttare il sangue per almeno 8 ore in magazzini, fabbriche e capannoni privi di condizionatori o anche solo del libero accesso all'acqua potabile, fossero dei "privilegiati".

Anche in questo caso, solo i lavoratori, autorganizzandosi e pretendendo il rispetto delle leggi (su tutte il D.Lgs 81/08, che autorizza il lavoratore ad allontanarsi dalla postazione in caso di pericolo immediato alla propria incolumità), possono far valere i propri diritti e la propria dignità!!!

Per questo, come SI Cobas, assieme a Cub e SGB, chiediamo alla Regione Campania l'ampliamento immediato dei settori interessati dall'ordinanza, e abbiamo attivato contatti a cui lavoratori possono rivolgersi per segnalare deficienze, irregolarità e abusi da parte padronale, al fine di garantire una tutela reale a tutti, indipendentemente dalla categoria.

Solo la lotta paga!!!

19/06/2026

ANCORA REPRESSIONE CONTRO LE LOTTE PROLETARIE!

AL FIANCO DEI LAVORATORI E LAVORATRICI DELLA MANUTENZIONE STRADALE EX-BROS.

Ieri il Tribunale di Napoli ha emesso la sentenza in Corte d'Appello nei confronti dei 39 ex Precari Bros oggi lavoratori e lavoratrici della manutenzione stradale. Per alcuni, tra cui un nostro compagno, è stata confermata la pena al di sopra dei 12 mesi mentre ad altri è stata rimodulata pena sospesa oltre per tutti il pagamento delle spese processuali insieme al risarcimento dei danni a Trenitalia e ANM presso il Tribunale di Napoli.
La sentenza sarà impugnata in cassazione non appena saranno note le motivazioni.

Ci troviamo di fronte all'ennesima vendetta di stato ordita dai suoi apparati repressivi verso chi per oltre vent'anni ha lottato per il lavoro nella capitale della disoccupazione, dei ricatti, dello sfruttamento, del lavoro nero e sottopagato e all'ennesimo tentativo di radere al suolo le istanze di emancipazione degli oppressi: un tentativo inutile, se è vero che le lotte dei disoccupati organizzati rappresentano un patrimonio di classe che a Napoli procede ininterrottamente da oltre 50 anni, e che vive ancora oggi nelle mobilitazioni di quei movimenti che in queste settimane stanno invadendo le piazze per strappare l'accesso al lavoro stabile e sicuro attraverso i tirocini di inserimento.

Come SI Cobas denunciamo il carattere ferocemente di classe di questo attacco, che avviene in una fase di economia di guerra, impoverimento generale e di offensiva reazionaria, razzista e securitaria in corso, e non possiamo non ribadire la nostra complicità e solidarietà ai lavoratori colpiti.

Invitiamo a costruire, sulla base di questo ennesimo atto, subito momenti di condivisione, assemblee ed iniziative comuni anche in continuità con i percorsi già in piedi di fronte unito contro la repressione ed i decreti sicurezza.

NON UN PASSO INDIETRO: LE LOTTE SOCIALI NON SI ARRESTANO!

SI Cobas

Photos from SI Cobas Napoli's post 15/06/2026

Stamattina lavoratori Heartlife Croce Amica in presidio fuori agli uffici della direzione di ASL Napoli 1 per ottenere un incontro col direttore generale a seguito del bando-truffa col quale ASL intende passare gli autisti e gli infermieri dalla padella del CCNL Multiservizi alla brace delle organizzazioni di volontariato, col solo fine di aggirare le tutele previste dal codice degli appalti.

Assieme al SI Cobas anche i rappresentanti del sindacato Potere al lavoro, presente in Asl Napoli 1 centro.

Il servizio di emergenza territoriale non è volontariato: è lavoro e come tale va inquadrato.

Internalizzazione subito!!!

11/06/2026

🔥🔥🔥 LA MOBILITAZIONE NON SI FERMA.

Dopo lo sciopero di ieri al Porto, domani alle 17,00 a Salerno si terrà un'assemblea pubblica a piazza Portanova per proseguire la mobilitazione per il reintegro di Ciccio.

Uniti si vince!!!

11/06/2026

Breve video in cui Eddy del SI Cobas spiega le ragioni dello sciopero di ieri a Salerno e delle iniziative di solidarietà svolte in tutta Italia contro i licenziamenti nei porti.

Photos from SI Cobas Napoli's post 10/06/2026

🔥🔥🔥 UNA GIORNATA DI LOTTA E DI MOBILITAZIONE DIFFUSA PER ROMPERE IL MURO DI SILENZIO SUI LICENZIAMENTI ANTISINDACALI!

MA È SOLO L'INIZIO!!!

Dalle prime ore di stamattina i varchi del Porto di Salerno sono stati bloccati in occasione della giornata di sciopero e di mobilitazione lanciata dal SI Cobas contro il licenziamento di Ciccio alla Logiport e i due licenziamenti alla De Luca di Napoli.

Oltre ai lavoratori SI Cobas e ai disoccupati 7 novembre, al nostro fianco un ampio cartello di forze politiche, sociali e sindacali: dai compagni del FGC alla comunità palestinese di Salerno, dal centro sociale Jan Assen a BDS Salerno, dalla rete Libere/i di lottare al centro culturale Handala Ali di Napoli, dalle delegazioni dei sindacati Orsa, USB e Cobas agli studenti di Link-Uds, dalla TIR al PRC fino al consigliere comunale Giso Amendola.
Nei numerosi interventi dal microfono è stata ripercorsa l'ormai nota e indegna vicenda che ha portato al licenziamento di Ciccio Collina, il nesso tra quest'ultima e la piaga della mancata sicurezza nel porto di Salerno e non solo, le complicità istituzionali e il legame tra gli attacchi antisindacali, l'economia di guerra, lo stato di polizia che restringe sempre più il diritto di sciopero e l'utilizzo dei porti nostrani come punto di transito per le armi destinate allo stato genocida di Israele.

Particolarmente toccante l'intervento di una bimba gazawi, che ha letto la lettera, circolata già nelle scorse ore sui social, di solidarietà a Ciccio Collina e il ringraziamento per il suo impegno di questi mesi a sostegno del popolo palestinese.

Il blocco è durato fin quando non si è riusciti a strappare un'ampia delegazione alla Prefettura.
Come prevedevamo, si è trattato di poco più che un passaggio "di rito": il viceprefetto Stella Fracassi, infatti, pur accogliendo con attenzione le nostre istanze sulla drammatica situazione della sicurezza sul lavoro nel terminal salernitano, ha ritenuto che non vi fossero le condizioni per convocare un tavolo ufficiale tra le parti, trattandosi "di un licenziamento individuale" che esulterebbe dalle competenze della Prefettura. Una tesi che riteniamo del tutto formalistica e fuori contesto, in quanto (come abbiamo ribadito anche in assemblea) il licenziamento di un RSA nel vivo di una vertenza riguardante la sicurezza e le condotte antisindacali alla Logiport non può essere in alcun modo considerata una questione individuale.

D'altro canto, il viceprefetto ha anche evidenziato che nel 2023 è stato siglato dai sindacati confederali un apposito protocollo per la sicurezza nel porto di Salerno, il quale è rimasto lettera morta a tal punto che ad oggi a Salerno non sono neanche state costituite le RLS si sito produttivo, la cui presenza dovrebbe essere obbligatoria per legge...

Al termine dello sciopero, una nostra delegazione ha incontrato gli attivisti della Global Intifada Flottilla, giunti sulla costa salernitana nel primo pomeriggio per portare anch'essi la solidarietà a Ciccio e alle ragioni dello sciopero.

Alla luce della giornata di lotta odierna abbiamo due elementi su cui riflettere: da un lato il fatto incoraggiante della solidarietà diffusa e dell'attenzione dei solidali e di parte dell'opinione pubblica sul tema dei licenziamenti e della sicurezza nei porti; dall'altro la difficoltà ad imporre questo tema all'ordine del giorno di quelle stesse istituzioni che avrebbero competenza per monitorare le criticità ed imporre il rispetto delle leggi a tutela dei lavoratori.

Per noi non si tratta di una novità: nel mentre gli arbitri dei padroni sono sistematicamente tollerati, le lotte e le istanze dei lavoratori devono da sempre scontrarsi con una marea di ostacoli burocratici e col muro di gomma delle istituzioni: lo sanno bene i disoccupati 7 novembre, che dopo 12 anni di battaglia, oggi sono ancora in piazza per esigere il rispetto degli accordi e dei protocolli istituzionali siglati un anno fa...

Proprio per questo, la lotta per il reintegro di Ciccio non può e non deve fermarsi!!!

Il dato importante di oggi è rappresentato dalle numerose iniziative di solidarietà (presidio e volantinaggi) organizzati in molte città in occasione della mobilitazione nazionale: Milano, Torino, Venezia- Marghera, Firenze, Bologna, Parma, Roma, Viterbo, Catania... e la lista è in aggiornamento.

Già Venerdì 12 giugno ci sarà il prossimo passaggio di mobilitazione e controinformazione, con l'assemblea pubblica in piazza Portanova a Salerno, ore 17,00.

E nei prossimi giorni partirà anche la cassa di resistenza per Ciccio.
La storia insegna che per vincere bisogna resistere un minuto in più del padrone, e la solidarietà è il mezzo più importante per permettere agli operai di resistere.

Ora e sempre al fianco di Ciccio e di tutti i licenziati!
Unità di classe contro l'economia di guerra, le leggi antisciopero e lo stato di polizia del governo Meloni!

SI Cobas Napoli, Salerno, Caserta e Benevento

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81031

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00