18/08/2026
PRIMA IO ! E L’ALTRO? Molti comportamenti che gli adulti interpretano come egoismo sono, in realtà, una normale espressione dello sviluppo.
Il “prima io” appartiene alle prime fasi dell’infanzia ed è il riflesso di una mente ancora impegnata a costruire la propria identità, a distinguere sé stessa dagli altri e a comprendere il significato delle relazioni.
Le neuroscienze dello sviluppo mostrano che la capacità di considerare il punto di vista altrui, condividere, attendere il proprio turno e cooperare emerge progressivamente grazie alla maturazione delle funzioni cognitive, emotive e sociali. Non è una conquista automatica: richiede tempo, esperienza e una guida educativa adeguata.
Il problema non è il bambino che attraversa questa fase, ma l’adulto che la considera un punto di arrivo anziché una tappa evolutiva.
Quando il naturale egocentrismo infantile viene accompagnato dall’educazione, si trasforma gradualmente in empatia, reciprocità e senso di appartenenza. Quando invece rimane esasperato e non trova limiti, può compromettere la qualità delle relazioni, la capacità di cooperare e il riconoscimento dei bisogni dell’altro.
Educare significa proprio questo: accompagnare il passaggio dal “prima io” al “anche l’altro esiste”.
17/08/2026
Una nuova opportunità formativa per gli studenti OIDA della Sicilia.
Il Centro OIDA ha attivato una convenzione con l’Ospedale A. Rizza di Siracusa, offrendo agli iscritti al Master in Pedagogia Clinica la possibilità di svolgere un’esperienza di tirocinio all’interno del contesto sanitario.
Un’importante occasione per avvicinare la formazione alla pratica professionale, osservando sul campo le dinamiche educative, relazionali e di apprendimento coerenti con gli obiettivi del percorso.
L’attivazione del tirocinio sarà definita attraverso uno specifico progetto formativo e concordata con la struttura ospitante, secondo disponibilità e procedure previste.
Per informazioni sul Master in Pedagogia Clinica e sulle opportunità di tirocinio in Sicilia è possibile contattare la Segreteria OIDA.
16/08/2026
Quando Albert Camus scriveva che un pensiero può cambiare il mondo solo dopo aver cambiato la vita di chi lo esprime, richiamava una verità che oggi le neuroscienze confermano: non esiste apprendimento autentico senza trasformazione personale.
Le idee non incidono sulla realtà per la loro forza teorica, ma perché diventano esperienza vissuta, comportamento, relazione, scelta quotidiana. Il cervello apprende e si modifica attraverso ciò che fa, non soltanto attraverso ciò che conosce.
Per questo l’educazione non consiste nel trasmettere concetti, ma nel favorire processi di cambiamento che coinvolgano la persona nella sua interezza: mente, corpo, emozioni e relazioni.
Ogni autentico percorso formativo inizia sempre dallo stesso punto: da noi stessi.
15/08/2026
L’estate rallenta il tempo, alleggerisce i ritmi e restituisce al corpo e alla mente uno spazio spesso dimenticato.
La luce, il movimento all’aperto, il contatto con la natura e la sospensione delle abitudini favoriscono il benessere, riducono lo stress e aiutano il nostro organismo a ritrovare un equilibrio.
Ma il dono più prezioso della vacanza è forse il suo vuoto: un tempo apparentemente improduttivo, nel quale il pensiero può finalmente allontanarsi dall’urgenza del fare. È proprio in questo spazio che le esperienze sedimentano, le emozioni trovano parole e possono emergere domande nuove.
Il vuoto non è assenza. È una pausa fertile, capace di generare riflessione, consapevolezza e nuove direzioni.
Buon Ferragosto 2026.
12/08/2026
Prima di organizzare concetti, pianificare azioni e controllare una risposta, il bambino conosce il mondo attraverso il movimento: afferra, manipola, gattona, esplora lo spazio e sperimenta le conseguenze delle proprie azioni.
Gli schemi motori non rappresentano, dunque, una fase secondaria dello sviluppo, ma contribuiscono alla progressiva organizzazione delle funzioni cognitive superiori, della memoria di lavoro e del controllo inibitorio.
Comprendere la continuità tra azione e pensiero significa osservare il bambino nella sua globalità e riconoscere nel corpo una delle prime vie attraverso cui il cervello apprende, si organizza e costruisce conoscenza.
Nell’articolo approfondiamo il contributo della neuropedagogia alla lettura dei profili cognitivi e alla progettazione degli interventi educativi e clinici.
👉 Dallo schema motorio al pensiero: la Neuropedagogia
https://centrooida.it/news/schema-motorio-pensiero-neuropedagogia/
10/08/2026
«𝗛𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗹𝘂𝗶!»
Quante volte lo sentiamo dire ai bambini durante un litigio?
Spesso lo interpretiamo come un semplice tentativo di sottrarsi alla responsabilità. In realtà, soprattutto nei più piccoli, questa frase racconta qualcosa di più profondo: il bisogno di spiegare la propria reazione a partire da ciò che è stato percepito come provocazione, ingiustizia o invasione.
Per il bambino, infatti, chi ha iniziato conta. Conta perché la capacità di ricostruire un conflitto distinguendo ciò che è accaduto, le intenzioni dell’altro, le proprie emozioni, la propria risposta e le rispettive responsabilità è ancora in evoluzione.
Dire «lui ha fatto questo, ma io ho risposto così» richiede competenze complesse: regolazione emotiva, controllo inibitorio, funzioni esecutive e capacità di assumere il punto di vista dell’altro.
Per questo, davanti a «Ha cominciato lui!», rispondere semplicemente «Non importa chi ha cominciato» rischia di sminuire la percezione dell’accaduto e chiudere proprio il passaggio educativo più importante.
Possiamo invece partire da ciò che il bambino sta cercando di comunicarci:
«Capisco. Lui ha fatto qualcosa che ti ha fatto arrabbiare. E tu cosa hai fatto dopo?»
È da qui che può nascere una competenza fondamentale: comprendere che possiamo non essere responsabili di ciò che l’altro fa, ma possiamo diventare progressivamente responsabili del modo in cui scegliamo di rispondere.
Educare al conflitto non significa stabilire soltanto chi ha ragione o chi ha torto. Significa aiutare il bambino a riconoscere ciò che è accaduto, ciò che ha provato e, poco alla volta, anche il proprio ruolo nella relazione.
09/08/2026
𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼. 𝗟𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼.
Il Corso di Perfezionamento “Educare attraverso il Teatro” è rivolto a docenti, pedagogisti, educatori e professionisti della relazione educativa che desiderano integrare il linguaggio teatrale nella propria pratica professionale. Un percorso che offre strumenti concreti per favorire comunicazione, creatività, inclusione, cooperazione e sviluppo delle competenze relazionali attraverso metodologie attive.
Il corso è condotto da Massimo Maraviglia, regista, autore teatrale e membro del Comitato Scientifico del Centro OIDA, che da anni integra la ricerca drammaturgica con la pedagogia, trasformando il teatro in una risorsa per la comunicazione, l’inclusione e il dialogo educativo.
Scopri il programma 👉
https://centrooida.it/formazione/perfezionamenti-professionali/educare-attraverso-il-teatro/
📅 Inizio: 7 novembre 2026
💻 Modalità: Online in diretta
🎓 Centro OIDA – Ente accreditato dal MIM
📚 Corso acquistabile con la Carta del Docente.
Perché il teatro non insegna soltanto a interpretare un ruolo: educa all’ascolto, alla consapevolezza e alla costruzione della relazione.
Educare attraverso il Teatro: Corso 60 CFU Centro OIDA
Master per docenti ed educatori su teatro e pedagogia. Ottieni 60 CFU con Massimo Maraviglia. Iscrizioni aperte con Carta del Docente.
08/08/2026
Un piccolo libro, un grande aiuto per orientarsi nel mondo dei DSA.
𝗢𝗹𝘁𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗗𝗦𝗔 è una guida pratica pensata per genitori e insegnanti che desiderano comprendere meglio i Disturbi Specifici dell’Apprendimento e affrontare con maggiore consapevolezza le sfide educative quotidiane.
Con un linguaggio semplice e accessibile, offre indicazioni utili, suggerimenti operativi e spunti di riflessione per sostenere bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita, ricordando che ogni difficoltà può essere affrontata con gli strumenti giusti e uno sguardo attento alle potenzialità di ciascuno.
📚 Perché comprendere è il primo passo per educare con efficacia.
Scopri di più 👉
https://centrooida.it/libro/oltre-un-dsa-strategie-apprendimento/
07/08/2026
“È mio!”
Quante volte sentiamo un bambino pronunciare queste parole e siamo tentati di correggerlo immediatamente?
In realtà, prima ancora di essere un gesto di egoismo, “è mio” è un’affermazione di identità.
Nei primi anni di vita il bambino costruisce il senso di sé attraverso il corpo, gli oggetti, gli spazi e le relazioni. Possedere significa riconoscersi, distinguersi dall’altro e iniziare a comprendere i confini tra io e tu.
Solo quando questo senso di appartenenza diventa sufficientemente stabile, il bambino può imparare a condividere in modo autentico. La condivisione non nasce dalla rinuncia forzata, ma dalla sicurezza di non perdere se stessi.
Educare non significa chiedere al bambino di smettere di dire “è mio”, ma accompagnarlo, passo dopo passo, a scoprire che ciò che ci appartiene può diventare, liberamente, anche occasione di relazione.
La condivisione è un traguardo evolutivo, non un punto di partenza.
www.centrooida.it
06/08/2026
🌱Emozioni Sentimento e Coscienza
Per lungo tempo si è pensato che conoscere significasse soprattutto ragionare. Le neuroscienze ci hanno mostrato che la strada è diversa: prima sentiamo, poi comprendiamo.
Le emozioni non sono un’interferenza del pensiero, ma il terreno sul quale prendono forma la coscienza, l’apprendimento, le decisioni e le relazioni.
È da questa prospettiva che il Centro OIDA promuove le Neuroscienze Educative Applicate, riconoscendo nella regolazione emotiva uno dei fondamenti dell’azione educativa.
Di questi temi parleremo anche nel Convegno Nazionale “𝗜𝗹 𝗖𝗲𝗿𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗘𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗼 – 𝗘𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗘𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲”, 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝟯𝟬 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝗮 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶, insieme a studiosi che hanno contribuito a ridefinire il dialogo tra neuroscienze, educazione e sviluppo umano.
Perché comprendere il cervello significa, prima di tutto, comprendere ciò che sentiamo.