Maestra Rossana

Maestra Rossana Sito relativo al settore dell'istruzione! La durata della scuola dell'infanzia è di 3 anni, come già nei precedenti ordinamenti.

La denominazione "Scuola dell'infanzia" è stata introdotta dagli Orientamenti del 1991 in sostituzione della dicitura "scuola materna", inserendola, in questo modo, a pieno titolo, nel sistema educativo. Questa fase di scuola è generalmente caratterizzata da gioco e convivenza con i compagni, in preparazione alla scuola primaria. La scuola dell'infanzia è un ambiente educativo di esperienze concrete e apprendimento riflessivo nei diversi ambiti della vita dei bambini. Le attività che vengono proposte vengono strutturate in relazione ai campi d'esperienza, ossia obiettivi di apprendimento da conseguire durante tutti i tre anni di scuola. Le Indicazioni nazionali per la scuola dell'infanzia del 2007 li definiscono in questo modo:
il sé e l'altro (le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme);
il corpo in movimento (identità, autonomia, salute);
linguaggi, creatività, espressione (gestualità, arte, musica, multimedialità);
i discorsi e le parole (comunicazione, lingua, cultura);
la conoscenza del mondo (ordine, misura, spazio, tempo, natura). Generalmente, la scuola dell'infanzia si divide in tre sezioni per fasce d'età: "piccoli" (primo anno), "medi" o "mezzani" (secondo anno) e infine "grandi" (terzo anno). Le sezioni possono anche essere eterogenee, ossia accogliere bambini di 3, 4 e 5 anni, proponendo un modello di insegnamento diverso, che fa leva sullo stimolo e le sollecitazioni degli alunni più grandicelli che facciano da tutor per i più piccoli.

Buongiorno !Dopo un bel po’ di tempo lontana da qui, eccomi di nuovo. E torno facendo una delle cose che mi è sempre pia...
13/08/2026

Buongiorno !
Dopo un bel po’ di tempo lontana da qui, eccomi di nuovo. E torno facendo una delle cose che mi è sempre piaciuta di più: creare materiali per i miei bambini della scuola dell’infanzia.
Chi mi conosce sa che mi è sempre piaciuto inventare, sperimentare e preparare qualcosa di nuovo per loro. Oggi abbiamo anche un aiuto in più: l’Intelligenza Artificiale. Sicuramente rende tante cose più semplici e veloci, ma credo che la parte più bella resti sempre la nostra: metterci le idee, la fantasia e quel tocco personale che rende ogni lavoro davvero nostro.
Una cosa a cui tengo particolarmente, e che utilizzo ormai da anni, è la lettura attraverso le immagini. Mi piace accompagnare i bambini, un passo alla volta, dall’osservazione al riconoscimento, dall’associazione tra immagine e parola fino ad arrivare, attraverso la lettura di simboli, alla costruzione di vere e proprie frasi di senso compiuto. È bellissimo vedere come, partendo da un’immagine, riescano pian piano ad avvicinarsi alla lettura, comprendendo e raccontando ciò che “leggono”.
Piano piano vi farò vedere anche tante altre cose che creo e utilizzo con loro già da anni, raccontandovi magari anche come le propongo nelle nostre attività quotidiane.
E così, complice questo caldo e queste lunghe notti d’estate in cui dormire è diventata un’impresa 😅☀️, mi sono rimessa a creare!
Oggi sono davvero felice di condividere con voi uno dei miei lavori: ho preparato i materiali in due versioni, già colorati e da colorare, così potrete scegliere quella che preferite o utilizzarle entrambe con i vostri bambini.
I file sono scaricabili, quindi sentitevi libere di prenderli e utilizzarli. Li condivido con piacere, sperando che possano essere utili anche a voi e, soprattutto, che piacciano ai vostri piccoli. ❤️
Se li scaricate e li utilizzate, fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti. Mi farà davvero piacere sapere che un pezzettino del mio lavoro è arrivato anche nelle vostre classi o sezioni. 🥰
E questo è solo l’inizio… pian piano condividerò con voi tutto quello che sto creando.

27/08/2021
Canale youtube maestra Alle  Panunzio
04/04/2021

Canale youtube maestra Alle Panunzio

Lavori Didattici

11/11/2020
30/03/2020

*La lettera aperta di due maestre di Napoli al ministro Azzolina:*

"Cara Ministra, Come maestra e cittadina ho ascoltato con attenzione il suo discorso di due giorni fa, però mancavano tantissime cose.

Mancava Gennaro, del pallonetto di Santa Lucia con il padre in carcere e la madre che preferisce fare i selfie sul telefonino, piuttosto che seguirlo; Gennaro che è stato reso un elemento indispensabile in classe, attraverso gli incarichi, il gioco, le risate, le iniezioni di fiducia che tutte le docenti si sono impegnate ad attivare nel quotidiano. Dove sta Gennaro, cara ministra? Non riesco a raggiungerlo con nessuno dei canali informatici fondanti della Didattica a distanza ( e solo il nome mi fa rabbrividire in quanto la didattica o è in presenza o è altro…)

Mancava Fabrizia, che ha forma di autismo gravissima e che con i video inviati per la didattica a distanza non fa altro che piangere, e alla sua mamma che non riesce a calmarla, né a spiegarle il perché della sua forzata reclusione che per lei è incomprensibile…

Mancava Giovanni, con cui, vincendo le resistenze della famiglia per l’ accettazione delle sue difficoltà di apprendimento, avevamo avviato inclusione, infuso autostima e voglia di imparare e migliorare…

Le mie colleghe, stanno facendo sforzi enormi per tenersi al passo e non lasciare indietro nessuno tra mille difficoltà. Si disperano perché capiscono le enormi difficoltà, anche future della scuola, con cui ogni giorno ci si incoraggia, tentando di escogitare metodi per raggiungere tutti i Gennaro, tutte le Fabrizia, tutti i Giovanni, sempre sulla buona volontà. Perché la scuola, come l’ avete resa oggi, si basa solo sulla volontà dei singoli che ne fanno parte.

Mancavano le difficoltà quotidiane di una scuola che avete distrutto, dove anche avere il sapone e lo Scottex è considerato, per gli addetti ai lavori, un vero e proprio lusso…una scuola che si regge sulla buona volontà dei docenti, sul loro impegno e senso di responsabilità, dove mancano le lavagne in ardesia e figuriamoci le LIM!

Mi ha colpito anche l’indagine sul grande numero di alunni che è stato raggiunto dalla didattica a distanza: in quel numero però Gennaro, Fabrizia con la sua mamma, Giovanni…mancavano!

Parliamo poi degli strumenti necessari per interagire con i docenti. Quante famiglie hanno un pc o un tablet?

Hanno il cellulare, è vero, ma quanto può essere fruibile questo strumento da un bambino della scuola primaria senza l’aiuto di un adulto?

Tutti ormai hanno la bocca piena di parole come download, upload, allegato, bacheca e dati condivisi, ma questo necessariamente richiede l’assistenza di un adulto.

E dimentichiamo che molti adulti da casa stanno lavorando e devono barcamenarsi tra l’audiolettura di un figlio alla primaria, la videolezione di inglese del figlio alle medie su Zoom e quella di latino del maggiore su Skype. Quanti pc, tablet, cellulari occorrono?

Ancora una volta ad essere penalizzate saranno le famiglie più svantaggiate dal punto di vista socioeconomico.

Si parlava poi di valutazione. Come si potrebbe mai dare un voto in una simile situazione?

Valutiamo il numero di ore di connessione? O la velocità con cui si scaricano e si caricano i compiti? Sul documento di valutazione di Gennaro, Fabrizia, Giovanni scriveremo allora che l’alunno si è mostrato poco partecipe collegandosi raramente alla classe virtuale ed interagendo in modo saltuario con i docenti e con i pari.

Questa emergenza sta semplicemente dimostrando che la tanto vituperata classe docente ha contato, conta e conterà sempre e soltanto sulla propria voglia di “fare la scuola” attraverso il RAPPORTO UMANO che nessun software potrà mai sostituire.

L’unica cosa sulla quale possiamo essere d’accordo è che quest’anno ormai è andato e segnerà per sempre la scuola oltre che le vite di tutti, ma deve servirci per fare una profonda e accurata revisione del sistema educativo, che di inclusivo ha poco o nulla".

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Naples

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