07/08/2026
Quando perdonare significa anche riconoscere il bene ricevuto.
Il perdono verso un genitore o una figura affettiva fondamentale è un processo complesso. Perché dentro quelle relazioni possono convivere ferite profonde, mancanze, amore, cura e ciò che di buono abbiamo ricevuto.
In una prospettiva psicoanalitica, elaborare il dolore è fondamentale. Ma il percorso può aprire anche a un altro movimento interiore: riuscire a riconoscere il bene ricevuto senza, per questo, negare il male subito.
Melanie Klein individua nella gratitudine una delle espressioni più profonde della capacità di amare.
Essere grati non significa idealizzare l’altro, cancellare le ferite o giustificare ciò che ci ha fatto soffrire.
Significa riuscire, quando è possibile, a tenere insieme entrambe le dimensioni: ciò che ci ha ferito e ciò che ci è stato donato.
Forse è proprio qui che può aprirsi una forma più matura di perdono: guardare profondamente ciò che è stato, comprendere l’altro nella sua complessità e arrivare, accanto al dolore, a riconoscere anche ciò per cui possiamo dire grazie.
📖 Scorri il carosello per approfondire il legame tra perdono, gratitudine e capacità di amare.
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05/08/2026
Report | Stage intensivo "Perdono e Libertà"
📍 Lago Laceno | 3–5 luglio 2026
Il perdono può iniziare da una domanda.
Oppure da una parte di noi che, finalmente, smette di portare pesi che non le appartengono.
Nel suo report, Giovanna T., psicologa e allieva della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, racconta come questo stage abbia trasformato il suo modo di guardare il perdono: non più come sopportazione, ma come un autentico gesto di liberazione.
➡️ Scorri il carosello per leggere il suo racconto.
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03/08/2026
Per cosa ci arrabbiamo davvero?
Dietro molti conflitti non c’è soltanto un disaccordo. Spesso c’è una lotta più profonda: quella per il controllo della relazione, per il bisogno di essere riconosciuti, ascoltati, considerati.
Possiamo confermare l’altro, possiamo rifiutare ciò che dice continuando a riconoscerlo come interlocutore, oppure possiamo disconfermarlo, negando implicitamente il suo stesso diritto ad avere una voce nella relazione.
Ed è proprio quando ci sentiamo definiti, ignorati o danneggiati che la rabbia può trasformarsi in un’escalation.
Come interromperla?
Attraverso la metacomunicazione: riuscire a spostare l’attenzione dal semplice motivo del litigio a ciò che sta realmente accadendo nella relazione. Parlare non solo di “cosa” ci divide, ma di come ci stiamo trattando, di cosa stiamo provando e di quale bisogno profondo stiamo cercando di difendere.
Perché dietro la rabbia, molto spesso, c’è una richiesta che non ha ancora trovato spazio:
essere ascoltati.
Riconoscere il danno che sentiamo, collegarlo alla nostra emozione e riuscire a comunicarlo può aprire uno spazio nuovo: quello dell’empatia, della negoziazione e di una soluzione del conflitto che tenga conto di entrambi.
Scorri il carosello per leggere il nuovo estratto di “Che rabbia!”, capitolo della Dott.ssa Caterina Ventura contenuto nel volume “La rabbia e l’energia aggressiva. Percorsi di rigenerazione umana”, a cura di Francesca Cannata.
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31/07/2026
Perdonare significa comprendere?
Perdonare non significa necessariamente dire: “Quello che hai fatto va bene.”
In una prospettiva psicoanalitica, il perdono può nascere da qualcosa di molto più complesso: la comprensione.
Comprendere l’altro significa riuscire a guardarlo nella sua interezza, superando la divisione tra “buono” e “cattivo”, riconoscendo fragilità, responsabilità, ferite e contraddizioni. Significa accettare che, come ci insegna Melanie Klein, bene e male possono convivere nella stessa persona.
Ma il perdono non può essere un obbligo.
Non tutte le ferite possono essere perdonate. Non tutti arrivano al perdono. E imporlo, anche a sé stessi, rischierebbe di trasformarlo nell’ennesima forma di giudizio.
Il lavoro interiore può condurre altrove: dalla ricerca di un colpevole alla ricerca di una comprensione.
Perché forse dire “ti perdono”, quando è davvero possibile farlo, significa anche poter dire:
“Ti comprendo. Vedo ciò che sei, ciò che hai fatto e ciò che ti ha portato fin qui. Ma scelgo liberamente fin dove posso arrivare.”
📖 Scorri il carosello per approfondire il perdono attraverso i contributi di Lacan, Ferenczi, Melanie Klein e Clara Mucci.
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29/07/2026
Report | Stage intensivo "Perdono e Libertà"
📍 Lago Laceno | 3–5 luglio 2026
A volte il perdono è il dono più difficile da fare.
Soprattutto quando è rivolto a sé stessi.
Nel suo report, Stefania T., psicologa e allieva della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, racconta il percorso vissuto durante lo stage: un viaggio tra ferite antiche, consapevolezze nuove e la possibilità di tornare ad essere autentici.
Una testimonianza intensa che mostra come il cambiamento inizi quando troviamo il coraggio di lasciare andare ciò che non può più definire la nostra vita.
➡️ Scorri il carosello per leggere il report completo.
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27/07/2026
Quando la rabbia non può essere espressa, dove va?
Ci hanno insegnato che essere “bravi” significa non arrabbiarsi, non alzare la voce, non creare conflitti.
Ma trattenere la rabbia non significa farla scomparire.
Quando non possiamo esprimere apertamente ciò che sentiamo, l’aggressività può trovare altre strade: silenzi, ostruzionismo, procrastinazione, somatizzazioni, compiacenza, ostilità nascosta o comportamenti apparentemente passivi.
È ciò che definiamo aggressività passiva: una rabbia che non riesce a dire apertamente “sono arrabbiato”, ma continua comunque a comunicare.
Nel nuovo estratto di “Che rabbia!”, la Dott.ssa Caterina Ventura approfondisce anche le esperienze familiari che possono favorire queste modalità: educazione severa e contraddittoria, controllo eccessivo, iperprotezione e il modello della “brava famiglia”, dove il conflitto viene evitato per preservare un’apparente armonia.
Perché imparare a vivere la rabbia in modo sano significa anche scoprire che arrabbiarsi non equivale a distruggere.
La rabbia può essere riconosciuta, espressa e trasformata in una forza capace di definire confini, affermare bisogni e costruire relazioni più autentiche.
📖 Scorri il carosello per leggere l’estratto.
Estratto di “Che rabbia!”, capitolo della Dott.ssa Caterina Ventura contenuto nel volume “La rabbia e l’energia aggressiva. Percorsi di rigenerazione umana”, a cura di Francesca Cannata.
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24/07/2026
Dalla colpa alla riparazione.
Non tutta la colpa ci distrugge.
Esiste una colpa che punisce, perseguita e rivolge l’aggressività contro sé stessi.
Ma esiste anche una colpa capace di aprire alla consapevolezza: nasce quando riconosciamo di aver ferito qualcuno e sentiamo il desiderio autentico di riparare.
Melanie Klein distingueva tra colpa persecutoria e colpa depressiva.
È proprio nella seconda che può nascere qualcosa di profondamente trasformativo: il passaggio dalla rabbia al dolore, dal riconoscimento della ferita alla responsabilità verso l’altro.
Ma riparare non significa cancellare rapidamente ciò che è accaduto.
Non bastano gesti eclatanti.
Non basta chiedere perdono per liberarsi dal proprio senso di colpa.
La riparazione autentica richiede tempo.
Richiede una trasformazione interiore.
Richiede di imparare a stare accanto all’altro in modo diverso.
Perché a volte il percorso verso il perdono comincia proprio da qui:
riconoscere ciò che abbiamo ferito e scegliere cosa farne.
📖 Scorri il carosello per approfondire il rapporto tra colpa, riparazione e perdono.
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22/07/2026
Report | Stage intensivo "Perdono e Libertà"
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Ci sono esperienze che non si raccontano soltanto con le parole.
Si portano dentro.
Nel suo report, Maria R., psicologa e allieva della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, restituisce il valore degli incontri, degli abbracci, dei silenzi e delle emozioni condivise durante lo stage.
Un racconto delicato che parla di accoglienza, perdono e della possibilità di ritrovare sé stessi attraverso la relazione con l'altro.
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20/07/2026
CHE RABBIA!
Gli scritti della Dott.ssa Caterina Ventura
La rabbia non si manifesta sempre allo stesso modo.
Può esplodere in una crisi incontrollabile.
Può rivolgersi contro gli altri o contro sé stessi.
Può nascondersi dietro il ritiro, la passività, il silenzio, la difficoltà a tollerare una frustrazione.
Dietro comportamenti apparentemente molto diversi può esserci una domanda comune: che spazio ha trovato l’aggressività nella storia della persona e all’interno della sua famiglia?
Nel nuovo estratto di "Che rabbia!”, la Dott.ssa Caterina Ventura ci invita a recuperare il significato originario dell’aggressività come “adgredi”: andare verso, affrontare, esprimere energia vitale, affermare i propri bisogni e differenziarsi dall’altro.
Una funzione fondamentale dell’Io che, quando può essere vissuta in modo sano, sostiene creatività, autonomia, relazione e autorealizzazione.
La domanda, allora, non è soltanto: “Come possiamo eliminare la rabbia?”
Ma anche: “Come possiamo imparare a riconoscerla, contenerla e trasformarla in una forza capace di andare verso la vita?”
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Estratto dal capitolo "Che rabbia!”della Dott.ssa Caterina Ventura, contenuto nel volume “La rabbia e l’energia aggressiva. Percorsi di rigenerazione umana”, a cura di Francesca Cannata.
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19/07/2026
Una riflessione sul perdono come processo di cura.
Il perdono è una delle esperienze più profonde e, allo stesso tempo, più fraintese.
Non significa dimenticare ciò che è accaduto.
Non significa giustificare chi ci ha feriti.
E non significa negare il dolore.
Perdonare è un percorso interiore.
È la possibilità di trasformare una ferita in una nuova consapevolezza, liberando l'energia che resta imprigionata nella rabbia, nel risentimento e nel desiderio di rivalsa.
Quando il passato smette di governare il presente, torna ad aprirsi uno spazio di libertà.
È lì che il perdono diventa cura.
Non per l'altro, ma per sé stessi.
In questo nuovo appuntamento della rubrica "Perdono e Libertà", vi proponiamo una riflessione dedicata al valore trasformativo del perdono nel percorso di crescita personale e psicologica.
📖 Scorri il carosello e lasciati accompagnare in questo viaggio: dalla ferita alla libertà.
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