Rete della Conoscenza Campania

Rete della Conoscenza Campania

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Siamo studenti medi, universitari, dottorandi, accademici. Aderiamo all'Unione degli Studenti Campania e a Link Coordinamento Universitario.

Perchè una Rete della Conoscenza? Ci mettiamo in rete, ci poniamo l'obiettivo di costruire insieme un grande spazio di rappresentanza sociale per i soggetti in formazione. Uno spazio che sappia mettere a valore le esperienze di analisi, vertenzialità, rappresentanza, conflitto e mutualismo che ogni settore della formazione è riuscito a mettere in campo in questi anni, e a realizzare le condizioni

27/04/2018

Scendiamo in piazza contro l'aumento delle tasse per una università gratuita e di qualità, che sia di tutte e tutti e che restituisca ad ognuno la possibilità di autodeterminarsi ed emanciparsi attraverso la conoscenza.

-6 al atraco, piazza San Domenico ore 9,00

06/03/2018

La continua ad essere inquinata dal veleno della criminalità.

07/01/2018

Rete della Conoscenza

In questi giorni alcune nostre rivendicazioni storiche vengono assunte dai candidati alle elezioni politiche, in particolare quelle che sosteniamo con la campagna Freeducation. Il Partito Democratico propone l’abolizione del , mentre Liberi e Uguali sostiene l’abolizione delle universitarie. Le nostre mobilitazioni degli ultimi anni stanno portando risultati, finalmente nella campagna elettorale emergono le proposte delle studentesse e degli studenti oltre alle solite beghe di partito. Non possiamo accontentarci di spot elettorali, vogliamo una radicale riforma delle scuole e delle università, a partire dalle piattaforme scritte negli ultimi anni con la partecipazione di migliaia di studenti. Il numero chiuso va abolito, ma devono immediatamente essere stanziate le risorse finanziarie per sostenere l’aumento degli immatricolati: non ci soddisfa poter frequentare il corso di Medicina se alla facoltà non vengono garantite le risorse per darci una formazione di qualità. Così come pensiamo che le tasse universitarie vadano abolite, ma tramite un finanziamento pubblico dello Stato che aumenti le risorse disponibili agli atenei rispetto agli ultimi anni, con una tassazione progressiva dei patrimoni dei ricchi e degli utili delle grandi imprese. Si deve garantire che l’istruzione sia davvero un servizio pubblico, non una merce, perciò bisogna togliere ogni prezzo per affrontare gli studi. Le stesse proposte sono state portate avanti dagli studenti in Cile, Francia, Canada, Inghilterra. Vogliamo inoltre l’istruzione gratuita a tutti i livelli, dall’asilo fino all’università, ma allo stesso tempo servono maggiori investimenti in istruzione per aumentare la qualità della nostra formazione e finanziamenti sul diritto allo studio per gli studenti meno abbienti in forma di reddito diretto e di servizi come richiediamo nella nostra proposta di legge All in! Le risorse per finanziare queste riforme devono provenire da una tassazione più giusta, che aumenti le tasse sui patrimoni per i ricchi e per le multinazionali, riducendo i costi per le famiglie e i giovani (https://goo.gl/1ABMKC). Togliere ai ricchi per dare ai poveri e garantite a tutti i servizi pubblici!
La campagna elettorale sta iniziando e si moltiplicano le proposte, ma vogliamo essere chiari. Non bastano le promesse elettorali, vogliamo i fatti. Per questo dal 4 marzo saremo pronti alla mobilitazione in tutta Italia se il prossimo Governo non approverà le misure rivendicate dalle studentesse e dagli studenti!

01/12/2017

Non siamo più disposti ad accettare che si guadagni sulla nostra pelle e non si decida di investire in politiche estensive, in termini di diritti, per tutti e tutte: è l’ora del riscatto!

STUDENTI E STUDENTESSE IN PIAZZA IL 2 DICEMBRE - LEGGE DI BILANCIO, ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO, TIROCINI, DIRITTO ALLO STUDIO: RISCATTO, E’ ORA!

Domani, 2 dicembre, scenderemo in piazza, a Bari, al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici in occasione della manifestazione nazionale lanciata dalla CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro per bloccare l’innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione, garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani, superare la disparità di genere e riconoscere il lavoro di cura, garantire una maggiore libertà di scelta ai lavoratori e alle lavoratrici su quando andare in pensione.

La battaglia per un futuro dignitoso e per un presente libero dalla precarietà è una battaglia che unisce tutti e tutte, studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici. Non saranno le promesse spot per i giovani che ancora una volta vogliono dividerci e alimentare la guerra tra poveri - e perfino tra generazioni -, ad ingannarci e a spegnere le nostre richieste.
Siamo scesi in piazza - il 13 ottobre, il 17 e il 24 novembre - per rivendicare il nostro diritto ad un’istruzione gratuita e di qualità, contro lo sfruttamento sui luoghi di alternanza, tirocinio o sui posti di lavoro. Un sistema di diritto allo studio efficiente, la lotta alla precarietà generazionale e lavorativa rappresentano gli unici strumenti capaci di garantire, ad una larghissima fetta della popolazione, il diritto all’autodeterminazione.

Siamo stanchi di assistere a Leggi di Bilancio presentate dal Governo che, ancora una volta, sono distanti dalle esigenze reali del Paese e si configurano come l’ennesima mossa elettorale dietro la quale si nascondono regali a imprese e privati.

Siamo stanchi di vedere come si garantisca il 100% di sgravi fiscali alle imprese che assumono studenti in alternanza scuola-lavoro (della durata di 36 mesi a fronte di una clausola anti licenziamento di soli 6 mesi) ma si decida di tagliare 3mln e mezzo in 2 anni sui percorsi di alternanza, non garantendo minimamente - fra le tante cose - la gratuità dei percorsi stessi che si sono dimostrati l’ennesimo onere a carico degli studenti e delle studentesse. Non vogliamo più assistere a manovre per cui si regalino 340mln alle scuole private e non si investa un euro in più in diritto allo studio. Per l’istruzione le solite briciole dimostratesi insufficienti considerati gli altissimi tassi di dispersione scolastica, con picchi del 31% in alcune città del meridione.

A fronte di un crollo delle immatricolazioni (-62mila in 8 anni) e del tasso di passaggio dalle scuole superiori all’università (dal 63,6% del 2008 al 50,3% del 2015), i finanziamenti al Fis previsti dalla manovra sono stati incrementati di 30 mln, grazie alle nostre mobilitazioni, con l’accoglimento dell’emendamento meno dispendioso tra quelli presentati sul diritto allo studio. Tuttavia le risorse sono ancora insufficienti e a farne le spese sono ancora una volta gli studenti.

Le assunzioni di 1600 ricercatori rappresentano una misura prettamente propagandistica, laddove mancano ancora stabilizzazioni per i precari degli enti di ricerca e servirebbe attivare un piano di reclutamento di 20mila ricercatori per i prossimi 6 anni.

Ancora una volta si decide di non far fronte alla reale emergenza del nostro Paese - la povertà educativa - e si decide di proseguire con la fallimentare mossa del Bonus Cultura ai neodiciottenni senza immaginare un piano di accesso libero a musei, cinema, teatro per tutti e tutte, senza distinzione anagrafica e analogamente proponendo misure irrisorie e propagandistiche come il Rei che non è risolutore delle condizioni di povertà relativa in cui versa il 62% della popolazione del Paese, piuttosto che immaginare la realizzazione di un sistema di welfare che sappia garantire protezione e inclusione sociale.

Non siamo più disposti ad accettare che si guadagni sulla nostra pelle e non si decida di investire in politiche estensive, in termini di diritti, per tutti e tutte: è l’ora del riscatto!

Unione degli Studenti Puglia
Unione degli Studenti Campania
Rete della Conoscenza Puglia
Rete della Conoscenza Campania

19/11/2017

Stasera su speciale .

27/10/2017

20 comuni diffidati tra le province di e per non aver rispettato le leggi in materia ambientale: è arrivato il momento di far rispettare il nostro diritto a vivere in un ambiente salubre!

26/10/2017

CHI È SFRUTTATO PRENDE PAROLA!

APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE IL 24 NOVEMBRE: CHI E' SFRUTTATO PRENDE PAROLA!

Dopo lo sciopero dell’alternanza gli studenti scrivono ai lavoratori ed agli sfruttati: mobilitiamoci insieme, costruiamo gli “stati generali dello sfruttamento”.

Siamo le studentesse e gli studenti che il 13 ottobre sono scesi in piazza con le tute-blu per lo sciopero dell’alternanza, siamo gli studenti che sono stati sfruttati durante il tirocinio universitario e quelli che devono lavorare per pagarsi gli studi.
Il 13 ottobre abbiamo detto a gran voce che tra essere formati ed essere sfruttati c’è una grossa differenza. Stiamo costruendo un’opposizione a questa alternanza scuola per scuola, attraverso comitati e con l’approvazione degli statuti delle studentesse e degli studenti in alternanza, ma questo non ci basta!
Dopo lo sciopero dell’alternanza, qualcuno ci ha etichettati come snob, viziati o bamboccioni, come gli studenti che non vogliono lavorare, provando a contrapporci alle lavoratrici e ai lavoratori.
Questa contrapposizione non esiste, ma è utile a chi specula e guadagna sui ricatti e sulle diseguaglianze: come studentesse e studenti siamo un anello della stessa catena dello sfruttamento che coinvolge tutti, lavoratori, disoccupati, pensionati.
Crediamo che sia arrivato il momento di riconoscere il fatto che non esiste una visione di futuro in questo Paese e lo stiamo subendo tutti ogni giorno: noi studenti in alternanza, gli studenti tirocinanti, chi lavora gratis o con stipendi da fame sperando di essere assunto, i licenziati, le persone in cassa integrazione, quelle che lavorano dalla mattina alla sera pur di fare sacrifici per la famiglia, i pensionati. Abbiamo visto, infatti, che non siamo gli unici a mobilitarsi, ma lo hanno fatto anche lavoratrici, lavoratori e sindacati dell’Ilva, gli Scontrinisti della biblioteca nazionale di Roma, quelli di Alitalia e Almaviva, quelli della logistica, quelli degli Enti Pubblici di Ricerca, quelli contro i voucher e che tanti altri stanno riflettendo su possibili mobilitazioni future sulla legge di stabilità. Nella legge di stabilità continua il paradosso degli sgravi fiscali, cioè incentivi alle imprese per assumere i giovani dopo l’alternanza o l’apprendistato, senza alcuna garanzia di restare impiegati anche dopo che l’azienda ha incassato il bonus. Ma per lavorare in quale mondo del lavoro? Quello che addestra al lavoro povero e sfruttato? Nel Paese con il minor numero di laureati in Europa e con livelli altissimi di disoccupazione giovanile non si investe realmente sui giovani ma al contrario si alza l’età pensionabile e si incentiva il lavoro gratuito, mascherandolo da alternanza scuola-lavoro, non si stanziano fondi sul diritto allo studio, si sostituiscono lavoratori con studenti tirocinanti per ridurre i costi del lavoro, si sottraggono centinaia di ore alla formazione per regalarle allo sfruttamento.
Siamo consapevoli che bisogna invertire la rotta ma per farlo occorre una battaglia comune a partire da chi ogni giorno viene sfruttato: per questo crediamo sia arrivato il momento di incontrarci, raccontarci le nostre storie, far intersecare le lotte e le vertenze aperte sui territori.
Il 17 novembre riuniamoci tutti in assemblea nelle piazze delle nostre città, studenti, lavoratori, disoccupati, per costruire degli “Stati Generali dello Sfruttamento” a partire dai quali ribellarci insieme al modello che ci stanno imponendo fatto di ricatti, lavoro gratuito, dequalificato e senza diritti.
A chi ci vuole divisi, a chi incoraggia la guerra fra poveri e intanto basa il proprio profitto sullo sfruttamento, rispondiamo con la messa in rete delle diverse esperienze e con la solidarietà. Solo mobilitandoci assieme possiamo spezzare la catena di sfruttamento della quale tutte e tutti siamo parte!
Organizziamoci per lanciare un’attivazione collettiva nei nostri luoghi di vita, di studio, di lavoro, che ci porti a costruire per il 24 novembre una grande giornata di mobilitazione, su tutti i territori, in cui rimettere al centro i nostri bisogni e un’idea di paese e di futuro per tutte e tutti!

12/10/2017

Domani 13 Ottobre lo sciopero delle studentesse e degli studenti in alternanza scuola-lavoro inonderà tutta la Campania!
Rompiamo le catene dello sfruttamento per ribaltare la scuola e la società!

Ecco le piazze in Campania (elenco in aggiornamento):
-NAPOLI, corteo da PIAZZA GARIBALDI ore 9 -> https://goo.gl/xNF9GW
-SALERNO, corteo da PIAZZA VITTORIO VENETO (STAZIONE F.S.) ore 9.30 -> https://goo.gl/zEegdz
-AVELLINO, corteo da via Pescatori, Liceo Imbriani, ore 9 -> https://goo.gl/LvhWY9
Corteo dell'Area Vesuviana - Coordinamento Studenti -> https://goo.gl/8MFysa
con concentramento a:
-POMPEI, alla stazione circumvesuviana santuario ore 9
-SCAFATI, alla stazione circumvesuviana ore 9
-SARNO, corteo ore 9 -> https://goo.gl/vs1kYC
-CASTELLAMMARE, concentramento a Piazza Tavernola, davanti al Bar Italia ore 9
-NOCERA, concentramento Teatro Diana ore 9
-PALMA CAMPANIA, concentramento Piazza De Martino ore 9
-SALA CONSILINA, concentramento al Palazzetto dello Sport ore 9

11/10/2017

Scendi in piazza in Campania! Cerca la piazza più vicina a te e contattaci!
-NAPOLI, corteo da PIAZZA GARIBALDI ore 9 -> https://goo.gl/xNF9GW
-SALERNO, corteo da PIAZZA VITTORIO VENETO (STAZIONE F.S.) ore 9.30 -> https://goo.gl/zEegdz
-AVELLINO, corteo da via Pescatori, Liceo Imbriani, ore 9 -> https://goo.gl/LvhWY9
Corteo dell'Area Vesuviana - Coordinamento Studenti -> https://goo.gl/8MFysa
con concentramento a:
-POMPEI, alla stazione circumvesuviana santuario ore 9
-SCAFATI, alla stazione circumvesuviana ore 9
-SARNO, corteo ore 9 -> https://goo.gl/vs1kYC
-CASTELLAMMARE, concentramento a Piazza Tavernola, davanti al Bar Italia ore 9
[elenco in aggiornamento]

Liceali a lavare piatti e zappare la terra: quando l'alternanza scuola-lavoro è un bluff 11/10/2017

E' uscita su Fanpage.it l'inchiesta regionale che ha svolto l'Unione degli Studenti Campania (per leggerla -> goo.gl/irFXNr). "La maggior parte dei casi di alternanza si è rivelata lavoro gratuito e sfruttamento della manodopera gratuita delle studentesse e degli studenti, oppure per niente inerente al percorso di studi. Per questo il 13 Ottobre abbiamo lanciato lo sciopero dell'alternanza! Ci asterremo dalle nostre attività e, al loro trattarci da lavoratori, noi indosseremo le tute blu, incroceremo le braccia e stando insieme ci faremo giustizia!"

Liceali a lavare piatti e zappare la terra: quando l'alternanza scuola-lavoro è un bluff L'alternanza scuola - lavoro è stata introdotta dalla legge sulla “buona scuola”. Si tratta di un periodo formativo non retribuito, attinente al percorso di studi, che gli studenti svolgono presso le aziende. Fanpage.it ha raccolto una serie di testimonianze di studenti e studentesse delle scuole me...

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