GiocaYoga con Ale

GiocaYoga con Ale

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Insegnante di yoga per bambini AIYB specializzata con il metodo GiocaYoga

09/04/2026

Un promemoria sincero e ben illustrato.

Le emozioni si districano quando gli viene data voce. Parlare è spesso il modo in cui i colori trovano la loro chiarezza. 💚🌟

🎨 Dall'illustratrice e terapista newyorkese Sarah alias De-stressed. @

20/03/2026

🌸

28/12/2025

Buona fine....
e Buon 2026🌟

21/12/2025

Le 12 Notti di Yule

Prima notte di Yule - Mōdraniht
La notte delle Madri, Sacra a Fr**ga, Fraya e la Desir

Il solstizio d’inverno apre le porte ad un tempo carico di magia. Le 12 NOTTI SACRE DI YULE, notti magiche, notti che ci ricollegano ai riti, ai misteri e alle tradizioni che gli antichi hanno osservato e onorato per secoli.
Le Dodici Notti di Yule sono simboli per le Dodici forze dell’anima che vivono in noi. E’ proprio in queste notti, le più buie dell’anno, che siamo più vicini allo Spirito del Sole.
Le 12 Notti di Yule che iniziano il 20 dicembre e terminano il 31, rappresentano dunque un periodo spiritualmente importante. Un momento dedicato all’introspezione più profonda, al fine di ricevere intuizioni che possano guidarci attraverso l’anno nuovo che sta per cominciare.
Le tradizioni legate a questo speciale momento dell’anno sono diverse, oggi le abbiamo dimenticate e sono rimaste sepolte dalla modernità frenetica e dall’atmosfera di sfrenata baldoria che caratterizza le feste di fine anno.
Nell’antichità invece, i momenti di passaggio, tipo il Solstizio d’Inverno erano vissuti in modo diverso rispetto a oggi, erano infatti considerati periodi magici, e in quanto tali, celebrati in maniera intensa e solenne.
Nella mitologia norrena, nonché in quella celtica, le 12 notti di Yule sono le tappe che rispecchiano i dodici mesi a ve**re. Ogni notte è dedicata a una o più divinità, alle quali si ritualizzano offerte, danze e banchetti, Ognuna di esse fissa e solennizza la chiusura dell’anno, in funzione del nuovo che sta per iniziare, dunque il loro significato è funzionale e propiziatorio.

Prima Notte di Yule:

Mōdranith, la notte delle Madri,
Sacra di Fr**ga, Freya e la Desir

Seconda delle Dodici Notti:
Notte della Caccia Selvaggia, Sacra a Odino e Ullr

Terza delle Dodici Notti:
Inizio dell' Anno Runico, Sacro a Thor e Freyr
Quarta delle Dodici Notti: Sacra ad Aegir, Niord
e Freya

Quinta delle Dodici Notti:
Notte Sacra della Comunità

Sesta delle Dodici Notti:
Notte di Eir e della Guarigione

Settima delle Dodici Notti:
Sacra a Thor

Ottava delle Dodici Notti:
Sacra a Skadhi e Ullr

Nona delle Dodici Notti:
Sacra a Odino

Decima delle Dodici Notti:
Sacra a Sunna e ai nostri antenati

Undicesima delle Dodici Notti:
Sacra alle Dee e alle Valchirie

Dodicesima Notte di Yule:

Notte del Giuramento - Snowmoon (æfter-Giuli, Thorri) - Capodanno. Notte sacra a tutti i Dei e le Dee, nonché all'Asir e al Disir

Un’altra delle attività maggiormente svolta in questo periodo dell’anno era la filatura, a voler simboleggiare l’atto di prendere in mano i fili della propria vita, rivolgerli e filarne di nuovi.

Prima notte di Yule - Mōdraniht
La notte delle Madri, Sacra a Fr**ga, Fraya e la Desir

"Per nostra madre Nerthus, sulla quale viviamo e per nostra madre Fr**ga, che mantiene la nostra famiglia unita e al sicuro, per nostra madre Freyja, grande Dis e Valiant Van.
Per i nostri antenati, grandi madri e grandi tutto. La linea della donna torna indietro fino a Elmbla e si trasmette fino a Leifthansa. Forza e coraggio donano loro e possa sempre essere così.
Per le nostre Desir, vi salutiamo tutte, posseditrici orgogliose della fortuna della famiglia. Benediciamo il prossimo anno!

Fonte
Le 12 notti di Yule

21/12/2025

🌟

13/12/2025

Santa Lucia, la notte più lunga prima delle luci che celebrano il Natale ✨

02/10/2025

https://www.facebook.com/share/1CVr9XUKrp/ 🐒❣️

She walked softly through the forest, yet her voice carried across continents.

Jane Goodall was not merely a scientist; she was a soul entwined with nature’s breath.

With patience as her compass and compassion as her creed, she listened to the whispers of chimpanzees and taught humanity to hear.

Her legacy is etched not in stone, but in the living pulse of every creature she defended.

She stood against extinction, against indifference, against despair; undaunted, unyielding.

Her eyes saw not just animals, but kin.

Her hands planted hope where others saw ruin.

And now, though she walks in flesh no more among the trees, her spirit rustles in every leaf, echoes in every call of the wild.

Let us carry her torch; not as mourners, but as stewards.

For Jane Goodall did not vanish.

She became the forest.

~ unknown author
Photo: Twin Cities Public Television

Apr 3, 1934
Hampstead, London
Oct 1, 2025
Los Angeles, CA

02/09/2025

Ci sono cose da dire ai nostri figli.
Come ad esempio che il fallimento
è una grande possibilità.
Si ricade e ci si rialza.
Da questo s’impara.
Non da altro.

Dovremmo dire ai figli maschi che se piangono,
non sono femminucce.
Alle femmine che possono giocare alla lotta
o fare le boccacce senza essere dei maschiacci.

Dovremmo dire che la noia è tempo buono per sé. Che esistono pensieri spaventosi,
e di non preoccuparsi.

Dovremo dire che si può morire,
ma che esiste la magia.

Ai nostri figli dovremmo dire che il giorno del matrimonio non è il più bello della vita.
Che ci sono giorni sì, e giorni no.
E hanno tutti lo stesso valore.

Che bisogna saper stare, e basta.
E che il dolore si supera.

Ai nostri figli maschi dovremmo dire che non sono Principi azzurri e non devono salvare nessuno.
Alle femmine che nessuno le salva,
se non loro stesse.
Altrimenti le donne continueranno a morire
e gli uomini a uccidere.

Ai nostri figli dovremmo dire
che c’è tempo fino a quando non finisce,
e ce ne accorgiamo sempre troppo tardi.

Dovremmo dire che non ci sono né vinti né sconfitti, e la vita non è una lotta.

Dovremmo dire che la cattiveria esiste
ed è dentro ognuno di noi.
Dobbiamo conoscerla per gestirla.

Dovremmo dire ai figli che non sempre un padre e una madre sono un porto sicuro.
Alcuni fari non riescono a fare luce.

Che senza gli altri non siamo niente.
Proprio niente.

Che possono stare male.
La sofferenza ci spinge in avanti.
E prima o poi passa.

Dovremmo dire ai nostri figli che possono
non avere successo e vivere felici lo stesso.
Anzi, forse, lo saranno di più.

Che non importa se i desideri non si realizzano,
ma l’importante è desiderare.
Fino alla fine.

Bisogna dir loro che se nella vita
non si sposeranno o non faranno figli,
possono essere felici lo stesso.

Che il mondo ha bisogno del loro impegno per diventare un luogo bello in cui sostare.

Che la povertà esiste e dobbiamo farcene carico.

Che possono essere quello che vogliono.
Ma non a tutti i costi.

Che esiste il perdono.
E si può cedere ogni tanto, per procedere insieme.

Ai figli dovremmo dire che possono andare lontano. Molto lontano.
Dove non li vediamo più.

E che noi saremo qui.
Quando vogliono tornare.

✍️Cinzia Pennati

01/07/2025

🌈

21/06/2025

YoGaDaY🙏

23/12/2024

HAPPY CHRISTMAS🌲
HAPPY LIGHT✨️
HAPPY LOVE♥️

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