INSEF-Insegnanti senza frontiere

INSEF-Insegnanti senza frontiere

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Associazione di insegnanti e mediatori napoletani per l'emancipazione linguistica,culturale e sociale dei cittadini migranti.

Nata nel luglio 2009 per iniziativa di un gruppo di docenti, l’Associazione “Insegnanti senza frontiere” (Insef) si adopera per promuovere la diffusione dell’educazione interculturale e l’emancipazione linguistica, culturale e sociale dei cittadini migranti. A tale scopo è riuscita in breve tempo a costruire forme di partenariato con varie Istituzioni scolastiche, con il Comune di Napoli, con la R

Photos 04/10/2015

Insef per chi oltre ad avere a cuore i diritti dei migranti, certifica come Ong le ore di lezione di Italiano L2 per chi ne avese bisogno per esami Ditals, concorsi, ecc.
La chiesa purtroppo per chi non abita nelle strette vicinanze è raggiungibile solo con la macchina.
Per uteriori info scriveteci sullla pag fb di INSEF, grazie

Photos from INSEF-Insegnanti senza frontiere's post 12/09/2015

La " Marcia Scalza" per i diritti dei profughi

Marcia delle donne e degli uomini scalzi a Napoli 11/09/2015

Venerdì INSEF aderisce e partecipa alla "Marcia scalza" perchè tutta la Napoli dell'accoglienza e della solidariatà sia unita sul fronte dell'immigrazione.

Marcia delle donne e degli uomini scalzi a Napoli Venerdì 11 settembre 2015 alle 17.00 si terrà anche a Napoli “La marcia delle donne e degli uomini scalzi” in sostegno dei migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo. La “marcia” è un’iniziativa di molte associazioni, tra cui Amnesty International Italia, per manifestare in tutt’Italia la solid…

11/09/2015

RIPARTONO I CORSI DI ITALIANO AI PROFUGHI CERCHIAMO VOLONTARI!!!

Stiamo cercando VOLONTARI
per i nostri corsi di insegnamento di Italiano L2 - lingua seconda
che inizieranno verso l'inizio di Ottobre a Napoli,
almeno una mattina a scelta dal lun al ven dalle 10 alle 11:30 circa,
in sede ancora da definire.
Sarà sicuramente in una zona centrale e ben collegata di Napoli, probabilmente vicino i nostri allievi che sono profughi richiedenti asilo ospitati in un albergo vicino piazza Garibaldi.
Si tratta di ragazzi africani poco o per nulla scolarizzati, circa una 60ina dovrebbero seguire le lezioni divisi in 3 classi (probabilmente),
ogni lezione verrà svolta da 2 3 volontari insieme per permettere un buon svolgimento della lezione.
Se raggiungeremo un numero minimo, varrà creata una classe femminile, poichè per motivi religiosi la partecipazione delle donne in classi miste è stata molto esile l'annoi scorso.

Dovremo insegnare agli analfabeti a leggere e scrivere in italiano e alle persone scolarizzate a comunicare in un italiano semplice e di uso quotidiano, secondo le loro esigenze.
L'obiettivo sarà a fine anno scolastico portare il maggior numero di allievi a superare il test di Italiano CILs di livello A2, necessario per il diritto di soggiorno.
Ma teniamo a ricordare che essendo per ora quello di INSEF l'unico servizio
(a parte la Croce Rossa) di cui dispongono i ragazzi e che ne accoglie le richieste e bisogni, è molto importante per noi il coinvolgimento umano e personale in quest'esperienza che proprio per questo diventa un percorso ricco ed emozionante.

Si tratta di un lavoro di gruppo per cui non richiediamo lauree o titoli, ma una buona conoscenza della lingua italiana e la capacità di insegnarne le basi della grammatica. L'argomento delle lezioni viene concordato prima per cui si ha il tempo di 'ripassare' regole e argomenti che molti di noi non hanno mai riletto dalle elementari pur adoperando perfettamente la grammatica italiana, abbiamo poi un manuale come punto di riferimento.
Accettiamo anche persone che non hanno esperienza che potremo affiancare in classe con persone più esperte.

Non è previsto pagamento per le lezioni ma esclusivamente un rimborso per il materiale didattico necessario (lavagne, quaderni, fotocopie, ecc.).

Per chi fosse interessato INSEF rilascia attestati delle ore di insegnamento di Italiano L2 svolte, validi per l'esame Ditals....ma non venite esclusivamente per ottenere attestati di ore di lezione!
Abbiamo bisogno di persone piene di umanità, capacità comunicativa e inventiva! Insegnanti disposti a mettersi in gioco e a operare in situazioni non sempre facili.
Se interessati, potete contattarci su questa pagina.

RIPARTIRA' a breve anche il nostro corso a CASTEL VOLTURNO,
presso una chiesa che ospita una grande comunità di ghanesi con cui abbiamo una bellissima esperieza da vari anni.
Dovremo creare un gruppo di 6-9 persone che possano andare il sabato pomeriggio lì. Purtroppo per raggiungere la chiesa è necessaria la macchina a meno che non si abiti nei pressi di Castel Volturno e ci si arrivi con autobus.
Ma se siete interessati e non potete raggiungere la Chiesa, scriveteci comunque, perchè si possono organizzare dei passaggi con chi prende la macchina.

CONTINUATE A SEGUIRE LA PAGINA PER AVERE ULTERIORI INFORMAZIONI!

Grazie e a presto!

Lutto in città, Napoli piange Paolo Arciprete 16/06/2015

LE DONAZIONI A INSEF PER PAOLO ARCIPRETE

Paolo, padre di una nostra collaboratrice e carissimo amico di alcune insegnanti di INSEF, era uno di noi.

Seguiva con grande interesse le nostre attività e, proprio pochi giorni prima di andarsene, aveva in mente di partecipare attivamente ad un nostro futuro progetto per ottenere un edificio confiscato alla camorra a Castelvolturno e trasformarlo in un centro polifunzionale a cui avrebbe dato il suo contributo professionale di medico.

Alla sua morte, il 9 Maggio 2015, i familiari hanno voluto onorare la sua memoria chiedendo a chi lo desiderasse di fare una donazione ad INSEF
per dare un proseguimento al suo impegno umanitario.
Ringraziamo perciò chi già ci ha donato denaro che ci sarà indispensabile per le nostre prossime attività.
Per chi ancora non lo ha fatto e desidera fare una donazione i dati sono:

IBAN

IT58Q0335901600100000063130

BANCA PROSSIMA
Intestato a Insegnanti senza frontiere ONLUS


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^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^GRAZIE ANCORA PAOLO^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^





INSEF

Lutto in città, Napoli piange Paolo Arciprete Il cardiochirurgo aveva partecipato a numerose missioni di Emergency in Africa ed era stato nella Striscia di Gaza in rappresentanza della città partenopea. Il cordoglio del sindaco

ESAMI CILS!!!! 16/06/2015

SIAMO TUTTI MOLTO FELICI!!!!!

15/06/2015

RESOCONTO ANNUALE DEL CORSO AI RICHIEDENTI ASILO
presso l'albergo San Giorgio in Via Alessandro Poerio, NA

Ottobre 2014: un gruppo di circa 135 richiedenti asilo sbarcati a Napoli viene affidato dalla Prefettura di Napoli al Comitato Provinciale Croce Rossa Italiana di Napoli.

Inizio Novembre 2014: la nostra associazione sigla un protocollo d’intesa con il Comitato provinciale della C.R.I di Napoli per attività di supporto ai migranti, a titolo gratuito, attraverso l’insegnamento dell’italiano.
In questa attività sono stati impegnati alcune insegnanti della nostra associazione , una volontaria della CRI, circa venti giovani laureati o laureandi, disponibili a dedicare le ore di tirocinio all’ insegnamento a questi loro coetanei
meno fortunati.

È iniziata così questa avventura che ci ha portato ad incontrare più di 100 tra uomini e donne, ma soprattutto uomini, provenienti dall’Asia (Pakistan, dall'Africa (Gambia, Ghana, Guinea Bissau, Mali, Nigeria, Senegal, Somalia) e ospitati presso due alberghi del centro, il San Giorgio Hotel, in via Alessandro Poerio, e l’Hotel de La ville, in vico Ferrovia, entrambi a due passi dalla stazione centrale di Napoli.

Tra loro vi erano anche tre minori, di nazionalità egiziana, subito
individuati e dopo qualche tempo trasferiti presso la Comunità alloggio per minori C.ED.RO dei padri Rogazionisti in viale dei Pini ai Colli Aminei.

Le lezioni si sono svolte nella sala riunioni dell’Hotel San Giorgio, che ha accolto, ma solo per un giorno a settimana, anche il gruppo degli asilanti ospitati presso l’ Hotel de La Ville, non disponendo quest’ultimo di un locale idoneo allo svolgimento delle lezioni.
Non che la sala riunioni dell’Hotel San Giorgio fosse più idonea: un lungo tavolo e una trentina di sedie disposte in fila, senza alcun appoggio per scrivere. La lavagna, i quaderni, le penne (dopo una prima fornitura da parte della CRI, presto esaurita) e, naturalmente, tutto il materiale didattico sono
stati forniti da INSEF.

Lingue diverse, provenienze sociali le più disparate, livelli diversi di conoscenze e di scolarizzazione hanno reso il primo approccio certamente caloroso sul piano umano , ma non certo semplice sul piano didattico.

La prima attività è consistita pertanto in una divisione dei destinatari del
corso in due gruppi, individuati attraverso un semplicissimo test, strutturati
come segue :
1. studenti alfabetizzati e magari in possesso di una lingua veicolare, inglese o
francese(classe verde);
2. studenti analfabeti, non scolarizzati e parlanti solo lingue locali (classe
azzurra).

Per motivi organizzativi dell’albergo ospitante che non ha potuto concedere per più di un giorno a settimana l’uso dei propri locali, gli studenti residenti presso l’ Hotel de La Ville hanno costituito un unico gruppo, senza la possibilità di diversificazioni al suo interno e quindi con una programmazione molto più limitata rispetto agli altri gruppi, per i quali, invece il calendario delle lezioni ha previsto:
• 2 lezioni settimanali di due ore per la classe azzurra (martedì e
giovedì pomeriggio);
• 3 lezioni settimanali di un’ora e mezza per la classe verde (martedì,
mercoledì e giovedì mattina).
Gli obiettivi per il primo gruppo (classe azzurra) sono stati identificati in quelli relativi a un primo impatto con la lingua, e cioè la conoscenza e l’uso di segni e suoni dell’alfabeto latino e dei numeri arabi, l’abilità relativa alla comprensione e all’utilizzo di parole di uso quotidiano, di espressioni e formule elementari per soddisfare bisogni di tipo concreto, e anche la capacità di presentare se stesso/a e gli altri.
Per il secondo gruppo (classe verde) si è puntato sulla capacità di interagire in modo semplice, sulla comprensione e l’uso di espressioni di uso frequente relative ad ambiti di immediata rilevanza, sulla capacità di comunicare in attività semplici e di routine su argomenti familiari e abituali.

I minori trasferiti presso la comunità C.ED.RO, che peraltro hanno anche frequentato la scuola del CTP, hanno potuto continuare il nostro programma di lezioni per due ore alla settimana.

Nella scelta del metodo si è privilegiato l’aspetto della comunicazione, riproducendo situazioni quanto più possibile reali, attingendo il materiale a situazioni di vita quotidiana, e tenendo conto del contesto, del linguaggio comune, dei riferimenti all’italiano standard. In questo modo il corso si
proponeva di dare una risposta ai bisogni comunicativi più immediati ma anche di mettere in contatto i discenti con la cultura e la società italiana.

Ad ogni gruppo classe sono stati assegnati almeno due docenti, per favorire degli interventi personalizzati sugli allievi che presentassero maggiori difficoltà.
Su di un medesimo gruppo di discenti operavano, in giorni diversi, più docenti; questa situazione, potenzialmente negativa, è stata affrontata e superata in modo soddisfacente attraverso un uso intenso dei social network che hanno permesso di condividere in modo produttivo , tra tutti i partecipanti allo scambio educativo, obiettivi, attività e informazioni.
In questo modo l'attività dei formatori è stata, in qualche modo alleggerita e velocizzata, e la partecipazione dei discenti é stata molto buona.

Lo svolgimento delle lezioni è stato abbastanza regolare fino a gennaio, ma ha subito una serie di interruzioni da febbraio in poi a causa della mancata corresponsione agli asilanti della diaria giornaliera di € 2,50 a cui hanno diritto.
Il malcontento e l’insofferenza di questi uomini e donne, che già
provengono da situazioni difficili e da paesi in guerra, sono sfociati in numerose proteste e, accanto a queste, si è cominciato a registrare anche un clima di disaffezione nei confronti anche della scuola di italiano. Questa, in una maniera ovviamente errata, ma tuttavia comprensibile, è stata vista dagli
asilanti come facente parte delle strutture con cui si trovano in relazione, nella loro attuale situazione quotidiana di esistenza.
Ingiustamente è stata quindi talvolta ritenuta corresponsabile delle carenze strutturali e del disagio che vivevano, e nonostante più e più volte venisse chiaramente spiegato il ruolo svolto dalla nostra associazione che si basa sul volontariato e che si occupa soltanto dell’insegnamento della lingua italiana e a
titolo assolutamente gratuito, tale ruolo è stato spesso genericamente confuso col generale rapporto di contenzioso che legava asilanti a Prefettura e a C.R.I.

Così da febbraio a tutto aprile le lezioni sono talvolta saltate e si è andato sempre più riducendo il numero dei partecipanti ai corsi con frequenze sempre più saltuarie e disaffezione crescente.
Ciò nonostante abbiamo continuato a svolgere il nostro lavoro con quegli allievi che hanno continuato a frequentare.

Dall’inizio del mese di Maggio, con la ripresa dell’erogazione delle diarie agli asilanti, le lezioni sono riprese con una certa regolarità e cinque di loro potranno anche sostenere le prove CILS per il livello A2.
Per tutti gli altri si svolgerà un'esame di fine corso per rilasciare loro un attestato di Insef che certifichi il livello di conoscenza raggiunto.

04/06/2015

TUTTI PRONTI PER L' ESAME DI ITALIANO A2!!

A DISTANZA DI UN ANNO DI LEZIONI I RAGAZZI ORA POSSONO SCRIVERCI LE LORO IMPRESSIONI
SUL LORO " PRIMO GIORNO DI SCUOLA"

Anche questo “anno scolastico” – per quanto sui generis – è agli sgoccioli… manca davvero poco ormai al giorno in cui alcuni dei nostri ragazzi sosterranno l’esame di italiano di livello A2.
Nonostante le difficoltà immense che abbiamo vissuto tutti noi, insegnanti e ragazzi, tra una settimana riusciremo a strappare questo piccolo traguardo.
Mi chiedo cosa accadrà ora, ora che il caldo, il mare e le vacanze romperanno quella routine di lezioni senza la quale, lo so, ci sentiremo tutti un po’ smarriti: proprio questo smarrimento che ci ha accompagnati tutti, nel bene e nel male, in questi mesi, fa sì che le parole non bastino a dire ciò che si ha dentro…
Le parole dei ragazzi, quelle sì che sono sempre state necessarie, per me…

“Il primo giorno che io sono andato a scuola ho scritto il mio nome e cognome. Dopo io ho letto l’alfabeto italiano. Mi piace la scuola d’italiano. Io ho detto ai miei amici: ‘Andiamo a scuola perché l’italiano è importante.’ La prima volta che io sono andato a scuola era giovedì.”
C., Mali

“La prima volta che io sono arrivato a scuola Monica mi ha detto: ‘Come ti chiami?’. Io non sapevo come rispondere. Poi noi abbiamo fatto la lezione di italiano. In camera il mio amico mi ha chiesto come era stata la lezione di italiano. Io gli ho detto che io non avevo capito niente perché non conoscevo l’alfabeto italiano, ma mi è piaciuto imparare la lingua italiana.”
A., Senegal

“La prima volta che io ho fatto lezione di italiano non è andata molto bene perché non sapevo niente di italiano. Ma ho imparato l’italiano con un po’ di tempo. La prima volta che io ho visto la lezione ho pensato che era difficile ma invece è stato bello perché ho sentito che io volevo imparare una lingua nuova. Ora ho imparato l’italiano bene.”
S., Egitto

(tratto da una delle ultime esercitazioni scritte fatta dai ragazzi: “descrivi la tua prima lezione di italiano”)

Monica, Insegnante Senza Frontiere presso l’Hotel San Giorgio di Napoli

01/04/2015

AIUTATECI A TROVARE NUOVI VOLONTARI!

INSEGNARE ITALIANO A CASTEL VOLTURNO E' UN'ESPERIENZA CHE ARRICCHISCE
Castel Volturno: Ricordo come se fosse ieri il primo incontro con la comunità Ghanese Avventista di Castel Volturno. La prima volta che ne sentii parlare è stato quando Mariella Masucci (direttrice di Insef, Insegnanti senza frontiere) mi contattò anzi ci contattò, in questo meraviglioso viaggio non sono mai stata sola ho avuto la fortuna e il privilegio di lavorare e collaborare con altri insegnanti/volontari, proponendoci una nuova avventura in quella che noi stessi pensavamo fosse una gran bella sfida, insegnare italiano ai "fratelli" e alle "sorelle" della chiesa Avventista. La prima volta che mi recai alla sede, ricordo ancora il giorno l'11 gennaio, fui subito catapultata in un mondo completamente diverso. Lo ammetto avevo delle riserve, non sapevo come sarebbe andata, se fossi stata in grado di farli sentire a proprio agio cercando in tutti i modi di non far erigere quel muro che molto difficilmente sarebbe caduto successivamente e se li avessi offesi? Quando arrivammo la maggior parte dei nostri studenti stava parlando nel parcheggio della chiesa, scesi con estremo imbarazzo e non sapendo cosa fare segui gli altri e mi diressi verso l'ingresso e fu lì che mi venne incontro un omino minuto dallo sguardo penetrante che afferrandomi la mano mi abbracciò e con un immenso sorriso rassicurante mi disse: "Io Zackaria, grazie per essere qui". Dopo esserci presentati alla communità, li sottoponemmo ad un test d'ingresso per verificare le loro conoscenze linguistiche. Successivamente dividemmo i partecipanti in 4 gruppi secondo il Quadro comune europeo: A0 = livello principiante (alfabetizzazione),
A1= livello base (comprende e usa espressioni di uso quotidiano, interagendo in modo semplice purchè l'altra persona parli lentamente e chiaramente), A1+= livello soglia elementare (comprende e usa frasi ed espressioni di uso quotidiano è in grado di rispondere e formulare domande, presentare se stesso e gli altri), A2= livello elementare ( è in grado di comunicare e fornire semplici informazioni, sa esprimere in termini semplici aspetti della sua vita e dei suoi bisogni immediati). Dopo aver trascorso del tempo con loro e avendoli conosciuti meglio ho capito che la mia figura non doveva basarsi solo su quella del professore che insegna una lingua ma bensì dovevo creare una figura multitasking in grado di poter esser d'aiuto in mille modi diversi, anche se stanchi dopo una lunga settimana di lavoro erano euforici di affrontare nuovi argomenti durante le nostre lezioni. La loro voglia di sapere e di avvicinarsi sempre di più alla nostra cultura li ha portati ad essere ingordi di perché cercando ad ogni risposta le differenze tra i nostri due bei paesi. Ho capito attraverso le loro domande la voglia e la necessità di capire come funziona la mente a dell'Oburoni ( o Obroni),
letteralmente uomo bianco o persona che giunge da dietro l'orizzonte in Twi, questa parola veniva associata anche alle bambole che i figli dei colonizzatori donavano ai figli delle donne dei villaggi, poiché bambole bianche.), come devono comportarsi, cosa devono fare e soprattutto come non farsi raggirare da chi promette e alla fine non mantiene quella promessa alla quale loro si aggrappano pensando alle famiglie rimaste in Ghana che hanno bisogno del loro aiuto e senza il quale non avrebbero di che vivere. Molto spesso ci dimentichiamo che abbiamo a che fare con persone che hanno lasciato il loro paese e la propria famiglia solo per potergli garantire un futuro meno angoscioso e difficile. Non riesco neanche ad immaginare cosa significhi lasciare tutto e tutti, arrivare in un paese dove non si conosce la lingua e cercare di vivere alla giornata, arrancando quando per mesi non si lavora e non si può fare nient'altro che aspettare giorni migliori e nel frattempo aggrapparsi alla comunità che in questo senso è di forte aiuto dando coraggio e supporto sempre e comunque. Il nostro confrontarci ci ha permesso di avvicinarci e capirci, mi sono resa conto che al di là della posizione geografica siamo uguali in tutto e per tutto, soprattutto dovremmo imparare a soffermarci e conversare con quelli che chiamiamo "immigrati" e solo dopo saremo in grado di poter effettivamente esprimere un giudizio ma non prima. Ho capito la profonda ed estrema diversità che
vivono a causa del loro colore di pelle, da quell'isolamento nel quale vivono e dal quale molto difficilmente riescono ad uscire. E poi è giunto l'ultimo incontro, e spero che non sia davvero l'ultimo, la fatidica giornata dedicata alla consegna dei diplomi che tutti aspettavano da settimane per sentirsi come mi hanno detto alcuni di loro un po' più italiani e un po' meno stranieri, i miei cari fratelli e sorelle si sono esibiti in un meraviglioso canto tipico Ghanese che ha portato armonia e gioia in tutta la stanza, è stata come sempre una giornata fuori dal comune dopo i ringraziamenti e aver consegnato i diplomi c'è stata la foto di gruppo che terrà senza ombra di dubbio vivo il ricordo di questi mesi passati assieme.
In quest'ultimo incontro, lo posso dire orgogliosamente, ho imparato a suonare il clips, due bastoncini di legno che devono essere battuti l'uno contro l'altro a ritmo, operazione ardua mi ci sono voluti ben 5 minuti per prendere il ritmo suscitando l'ilarità dei presenti, ma alla fine ci sono riuscita ed ho ottenuto anche un fragoroso applauso. Sono tante le cose che vorrei dire ma sfortunatamente le parole non trasmettono il vissuto e soprattutto non voglio scadere in quei discorsi costruiti a tavolini e melensi però ve lo assicuro e lo ripeterò all'infinito è stata l'esperienza più importante e bella della mia vita. Tutto questo è stato possibile grazie al Pastore Davide Malaguarnera che con l'aiuto del Professore Valerio Petrarca e alle altre associazioni che hanno resto tutto ciò possibile.

Grazie di cuore
Simona Olga della Volpe

Lezione sul razzismo 26/03/2015

Giovedì 19 marzo 2015

20/03/2015

MONICA CI RACCONTA LA LEZIONE SUL RAZZISMO CON I RIFUGIATI IN OCCASIONE DELLA PROSSIMA GIORNATA INTERNAZIONALE ANTIRAZZISTA

Ciao a tutti/e,
vorrei condividere con voi la lezione di oggi, anche se fuoriesce dagli schemi delle lezioni che abbiamo fatto finora.
Grazie innanzitutto a Miriam che mi ha affiancata anche se non era il suo giorno: il suo supporto è stato prezioso, soprattutto in un momento in cui si andava a toccare un argomento non facile come il razzismo.
Oggi è stata una bellissima giornata.
Abbiamo iniziato con un gioco, "indovina chi?", utilizzando però personaggi provenienti da paesi diversi del mondo. Abbiamo formato due squadre, e i ragazzi sono stati tutti partecipi, utilizzando i termini relativi all'abbigliamento e al corpo umano che avevamo appena ripassato. Ci siamo e si sono divertiti molto.
Il gioco ha preso come previsto gran parte del tempo, anche perché poi abbiamo lasciato che i ragazzi indovinassero da dove provenivano i vari personaggi, con l'utilizzo di una mappa.
Dopo il gioco, abbiamo spiegato il perché di una lezione un po' diversa dal solito, e abbiamo introdotto il tema del razzismo, lasciando innanzitutto che fossero loro a prendere la parola, cosa che è successa in molti casi.
Abbiamo stimolato il dibattito con riflessioni, domande, provocazioni, un piccolo testo da leggere, e i ragazzi sono stati davvero molto coinvolti, tra ilarità e momenti di commozione, anche.
Kingsley e Goodluck mi hanno semplicemente sconvolta per la partecipazione e le osservazioni; Abdjouf ha fatto riflessioni molto intelligenti, ed era chiaro che l'argomento lo toccasse molto da vicino; Bandiang ha raccontato di un episodio razzista del quale è stato recentemente protagonista; e alla domanda di Miriam se avessero paura dello "straniero", Faburama e Modou Coly hanno risposto con molta onestà e dolcezza di sì, tentando anche di spiegare nel caso di Modou il motivo... Anche un ragazzo per il quale era la prima lezione ha detto la sua sull'argomento.
Insomma, è stata una giornata da ricordare, molto intensa, partecipata e coinvolgente da ognuna delle parti. Peccato solo sia durata poco, noi come i ragazzi (Bandiang e Goodluck in primis) non volevamo affatto andar via...

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