24/07/2015
“Gli arabi, nell’immaginario popolare, sono tutti musulmani e potenziali fanatici religiosi. La realtà è molto più complessa. L’Islam è tutt’altro che monolitico e ha molte correnti: sunniti, sciiti, salafiti, wahhabiti, zaiditi, sufi, alawiti, ibaditi, ismailiti e altri. E gli arabi non sono necessariamente tutti musulmani. Esistono milioni di arabi cristiani, più altri piccoli gruppi di drusi o ebrei.
Oltre a questo mix c’è un numero crescente di arabi – soprattutto giovani – che si dichiarano apertamente atei, agnostici o scettici. I non credenti sono probabilmente sempre esistiti in Medio Oriente, perlopiù nascosti alla vista, ma ora hanno cominciato a trovare voce. I social media hanno fornito loro gli strumenti per esprimersi e le rivolte che hanno rovesciato i dittatori arabi li hanno incoraggiati a parlare.
Nei paesi in cui la religione permea la maggior parte degli aspetti della vita quotidiana, sfidare pubblicamente la fede vuol dire sconvolgere famiglie, società e stati. Molti sono stati incarcerati soltanto per aver espresso i loro pensieri, altri sono stati costretti all’esilio e altri ancora minacciati con la pena di morte. Ma i più si tengono quello che pensano per se stessi, per paura della reazione di familiari, amici e datori di lavoro.”
Estratto di: Vintaloro, Giordano. “Arabi senza Dio (Rivoluzionaria) (Italian Edition).”