: dalla partenza alla riattivazione del cannolicchio.
Coltivatori del mare:
Genenvet
Laboratorio di #Genetica Veterinaria e #Biotecnologie applicate alle Produzioni Animali - Federico II
Verso un piano di gestione
Sembrava impossibile, e invece anche questa operazione è stata portata a termine.
La dei consiste nel prelevare esemplari da aree in cui la specie è ancora abbondante per reintrodurli in zone dove è progressivamente scomparsa, favorendone il ripopolamento e contribuendo al recupero dell'equilibrio dell'ecosistema marino.
Un risultato che rappresenta un ulteriore traguardo del progetto , impegnato nella tutela, nella valorizzazione e nel recupero di questa preziosa risorsa del nostro mare.
Feampa Campania
21/07/2026
Lo studio della biodiversità, attraverso progetti come , è fondamentale per la tutela degli ecosistemi marini. Queste iniziative permettono di monitorare lo stato delle specie, come il , proteggere gli habitat costieri e promuovere una gestione sostenibile della risorsa.
Feampa Campania
18/07/2026
Filiera Ardesia, tradizione e innovazione in un incrocio unico: ,
✅️ Partener della filiera:
👉 Giuseppe Azienda Agricola Santopaolo
👉 Macello Fratelli Guida
👉 Perol / Genenvet
👉 Salumificio "I Sapori del Sannio"
nasce come dicitura commerciale dell'incrocio di prima generazione con il pregiato Suino di razza Casertana, unendo rusticità, adattabilità e qualità delle carni.
Questo incrocio F1 rappresenta un interessante equilibrio tra genetica tradizionale e miglioramento produttivo, mantenendo caratteristiche di resistenza e valorizzazione dei sistemi di allevamento locali.
18/07/2026
Caratterizzazione della ***a di Napoli e della Campania: analisi scientifiche e tecniche volte a definire l'identità genetica e le caratteristiche organolettiche e sensoriali della c***a. Sviluppo dei contenuti scientifici a supporto e aggiornamento del disciplinare di produzione IGP.
Aree di campionamento: Santa Lucia, Nisida, area flegrea, area Casertana.
Mirko Mutalipassi Emanuele D'Anza
06/07/2026
: pratiche per autorizzazioni
05/07/2026
Accadde oggi: il 5 luglio 1996 ricorre l’anniversario della nascita della pecora Dolly in Scozia, presso il Roslin Institute, un animale destinato a entrare per sempre nella storia della scienza come il primo mammifero clonato con successo a partire da una cellula somatica adulta. Fino a quel momento, la comunità scientifica era convinta che il differenziamento cellulare fosse un processo irreversibile, ossia che una cellula, una volta diventata adulta e specializzata, non potesse più tornare indietro per dare vita a un nuovo organismo completo. L'esperimento condotto su Dolly dimostrò l'esatto contrario, confermando che il nucleo di una cellula adulta conserva intatto tutto il patrimonio genetico originario ed è in grado di riprogrammarsi se inserito nel giusto ambiente.
Per raggiungere questo straordinario risultato, i ricercatori prelevarono il nucleo contenente il DNA da una cellula della ghiandola mammaria di una pecora di razza Finn Dorset e lo inserirono all'interno di una cellula uovo precedentemente privata del proprio nucleo, appartenente a una pecora di razza Scottish Blackface. La scelta di utilizzare due razze dall'aspetto spiccatamente differente fu intenzionale, servendo a dimostrare in modo inequivocabile che il nascituro sarebbe stato il clone genetico perfetto dell'animale donatore del nucleo e non di quello che aveva fornito l'ovulo. Dopo lo sviluppo iniziale in vitro, l'embrione venne impiantato nell'utero di una terza pecora surrogata che, al termine della gravidanza, diede alla luce Dolly. Sebbene in passato fossero già stati clonati altri animali più semplici come le rane, la nascita di Dolly richiese ben duecentosettantasette tentativi prima di avere successo, evidenziando la straordinaria complessità tecnica dell'operazione.
La portata di questa scoperta fu rivoluzionaria, poiché aprì la strada a immense possibilità in molteplici campi della scienza e della medicina. L'eredità scientifica di Dolly ha permesso lo sviluppo di tecnologie biomediche innovative, portando alla capacità di generare cellule staminali riprogrammate in molti altri mammiferi, compresi gli esseri umani. Queste applicazioni avanzate offrono oggi prospettive fondamentali nella terapia cellulare, nello studio e nella cura di malattie genetiche complesse e nella rigenerazione dei tessuti biologici. Inoltre, nel settore della biologia ambientale, le tecniche derivate da quel primo esperimento degli anni Novanta vengono attualmente studiate ed impiegate nel tentativo di preservare e proteggere dall'estinzione le specie animali più a rischio del nostro pianeta.
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