Dipartimento di Criminologia - Dir. Avv. Felice Forgione

Dipartimento di Criminologia - Dir. Avv. Felice Forgione Università e Ricerca

30/09/2026

I vertici di Nvidia, OpenAI e Anthropic hanno firmato martedì un impegno con la Casa Bianca per tenere a bada la loro IA, senza valore legale. Nell’UE le stesse aziende rischiano multe fino al 3% del fatturato globale se violano le norme.

30/09/2026

Luciano Garofano, ex capo del Ris di Parma, non ricorda quel 19 settembre del 2007, quando il profilo genetico di Chiara Poggi, uccisa poco più di un mese prima a Garlasco, fu rilevato sui...

IL PUBBLICO CHE PAGA PER UMILIAREUna persona prova a dormire mentre dagli altoparlanti arrivano insulti inviati da scono...
30/09/2026

IL PUBBLICO CHE PAGA PER UMILIARE

Una persona prova a dormire mentre dagli altoparlanti arrivano insulti inviati da sconosciuti. Qualcuno commenta il suo corpo, qualcun altro la voce, i vestiti, il modo di muoversi. Sai di essere ripreso, ma non vedi chi sta parlando. È una scena abituale di Fishtank Live, il reality statunitense trasmesso senza interruzione per settimane da una casa piena di telecamere e microfoni.
I concorrenti, quasi sempre giovani e poco abituati all’esposizione pubblica, vivono con pochissima privacy, senza telefono e affrontano prove progressivamente più degradanti. Il pubblico non si limita a guardare. Pagando può inviare messaggi diffusi nella casa, votare, concedere vantaggi, provocare situazioni e orientare ciò che accade.
La televisione ha sempre costruito conflitti e trasformato l’imbarazzo in ascolti; qui la distanza tra spettatore e autore si riduce ancora di più. Chi guarda può intervenire nella vita di una persona e osservare subito l’effetto prodotto. L’insulto diventa un servizio acquistabile, la pressione psicologica una funzione della piattaforma.
La psicologia sociale parla di disimpegno morale quando riusciamo a sostenere azioni che normalmente giudicheremmo inaccettabili perché la responsabilità appare distribuita, la vittima diventa soltanto un personaggio e il gruppo approva. Nel Fishtank ogni spettatore può pensare di avere inviato una sola frase, chi sta nella casa, però,le riceve tutte insieme.
Il consenso dei concorrenti esiste davvero e hanno scelto di entrare, conoscono il formato e possono andarsene. Quel consenso iniziale non cancella la vulnerabilità che emerge durante settimane di isolamento, umiliazioni, stanchezza e bisogno di restare visibili e soprattutto non assolve chi paga per aumentare quella sofferenza.
Fishtank, da un lato racconta quanto siamo disposti a mostrare pur di ottenere denaro e attenzione, ma rivela anche ciò che possiamo arrivare a fare agli altri quando interveniamo da lontano, senza essere visti e circondati da persone che chiamano tutto questo "spettacolo".E' la nuova disinibizione online, e mentre l'Ai ci studia, fa ancora più paura.

RESTIAMO LUCIDI!

29/09/2026
GARLASCO, LA SECONDA CHIUSURAOggi, 28 settembre, la Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di c...
28/09/2026

GARLASCO, LA SECONDA CHIUSURA

Oggi, 28 settembre, la Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi. L’accusa resta quella di omicidio aggravato. Sempio al momento è ancora indagato, non è stato rinviato a giudizio.
Le nuove consulenze però rafforzano la ricostruzione della Procura. La scarpa numero 42 viene ritenuta compatibile con il piede di Sempio; le osservazioni difensive sull’impronta 33 non avrebbero modificato le conclusioni precedenti; le contestazioni sul DNA sarebbero state confutate dai consulenti dell’accusa. “Compatibile”, però, non significa “identificato”; esclude un’incompatibilità fisica, senza dimostrare da sola chi abbia lasciato quella traccia
Cambia anche la ricostruzione dell’aggressione. Le analisi indicano che Chiara potrebbe essere sopravvissuta almeno quindici o trenta minuti dopo alcune lesioni, forse fino a un’ora. I consulenti parlano di un’azione protratta e di gesti di difesa. È un dato rilevante per tempi e dinamica, ma non indica l’autore.
Poi c’è Alberto Stasi, già condannato in via definitiva. Nei dati grezzi del 2007 sono comparse due controanalisi negative sul campione prelevato dai pedali della bicicletta, successive all’esame che aveva attribuito quella traccia a Chiara. La Procura conferma quei risultati e osserva che la discordanza avrebbe richiesto un approfondimento, del quale non risulta traccia nel vecchio fascicolo processuale.
Nello stesso procedimento, si consolida l’accusa verso Sempio e riemerge un dato capace di incidere sulla valutazione della condanna di Stasi. Naturalmente, non basta per assolvere l’uno o condannare l’altro, impone però di resistere alla tentazione di trasformare ogni risultato tecnico nella prova definitiva che chiude il caso. Dopo diciannove anni continuano a emergere documenti ed elementi che nel vecchio processo non erano entrati o on erano stati rilevati. Sembra incredibile, ma dopo tanti anni e una sentenza di condanna passata in giudicato, Stasi e Sempio convivono nello stesso fascicolo.

RESTIAMO LUCIDI!
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GARLASCO NEWS Nel caso Garlasco sono state depositate tre nuove consulenze: quella di Carlo Previderè sul DNA rinvenuto ...
25/09/2026

GARLASCO NEWS

Nel caso Garlasco sono state depositate tre nuove consulenze: quella di Carlo Previderè sul DNA rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi, quella di Cristina Cattaneo sulle misure del piede di Andrea Sempio e quella di Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli sull’impronta di calzatura a pallini. La prima è arrivata ai pubblici ministeri il 7 settembre, le altre due il 23. Manca ancora la relazione psichiatrico-forense affidata a Roberto Catanesi; il termine indicato per la chiusura delle indagini è il 28 settembre. Sono dati processuali importanti che descrivono però solo l’ingresso di alcuni elaborati nel fascicolo, non il significato probatorio delle loro conclusioni. Quando una consulenza viene depositata, nell'immaginario pubblico, sembra che la prova sia già formata, interpretata e persino capace di indicare un colpevole. Non funziona così. Bisogna conoscere i quesiti, il materiale esaminato, il metodo seguito, i limiti dichiarati dagli esperti e le possibili letture alternative. Bisogna inoltre consentire alla difesa di studiare gli atti e formulare le proprie osservazioni e questo vale soprattutto per tracce complesse. Una compatibilità genetica non equivale automaticamente a un’identificazione individuale, né chiarisce da sola quando e come il materiale biologico sia stato trasferito. Una corrispondenza antropometrica non trasforma la misura di un piede nell’attribuzione certa di un’impronta. Una traccia di calzatura deve essere valutata per qualità, completezza e capacità realmente individualizzante. Il deposito segna un passaggio dell’indagine. Quando gli elaborati saranno accessibili alle parti, potranno rafforzare un’ipotesi, ridimensionarla oppure lasciare aperti margini d’incertezza. Nel processo la prova scientifica non vale in base al nome dell’esperto che la firma o per il clamore dell’annuncio, ma per ciò che dimostra, per ciò che non riesce a dimostrare e per la sua resistenza al contraddittorio. La vicenda Garlasco comunque ha ancora tanto da dire, comprese indagini su possibili altri delitti collegati e nuovi ingressi nella posizione di indagati.
Restiamo lucidi!

24/09/2026

Vedete, in Europa i servizi segreti hanno sempre avuto le mani lega...

SOTTOTRACCIA — TIZIANA, DIECI ANNI DOPOIl 13 settembre 2016 moriva Tiziana Cantone. Aveva 31 anni. Alcuni suoi video int...
13/09/2026

SOTTOTRACCIA — TIZIANA, DIECI ANNI DOPO
Il 13 settembre 2016 moriva Tiziana Cantone. Aveva 31 anni. Alcuni suoi video intimi erano usciti dalla dimensione privata ed erano diventati materiale da condividere, commentare, trasformare in meme. Tiziana provò a fermarne la diffusione, chiese la rimozione dei contenuti e arrivò a ottenere dal Tribunale anche l’autorizzazione a cambiare cognome. Non bastò. La rete, certa "stampa" e una giustizia lenta contribuirono a crocifiggerla, finanche dopo la sua morte. Oggi la ricordiamo soprattutto come vittima di quella che chiamiamo revenge p**n: la diffusione non consensuale di immagini sessualmente esplicite. Non dimentichiamo mai che il consenso alla realizzazione di un video o al suo invio a qualcuno non significa consenso alla sua diffusione e pubblicazione. Quando accadde tutto questo, in Italia il reato specifico non esisteva. Nella vicenda Signorini il video è stato rimosso in 48 ore, Tiziana provo' in tutti i modi, ma invano. La sua storia pero' è diventata il simbolo di un vuoto che non poteva più essere ignorato. Sua madre, Teresa Giglio, nel frattempo non aveva smesso di chiedere verità sulla morte della figlia e di battersi perché ciò che era accaduto non venisse dimenticato. Quella battaglia continua ancora oggi, nonostante l’ultimo procedimento aperto per verificare anche l’ipotesi di omicidio, sia stato archiviato nel 2024. La vittimologia ci insegna che una vittima può subire una seconda vittimizzazione quando il danno viene riprodotto dagli altri, e questo nel mondo digitale può accadere migliaia di volte. Ogni condivisione rimette in circolazione il dolore, insieme alla propria intimità, violata per sempre. Anche grazie a lei abbiamo una legge che punisce queste condotte, ma la storia di Tiziana continua a riguardare anche noi, perché dietro ogni contenuto intimo che diventa virale ci sono persone che lo cercano, lo guardano e decidono di inoltrarlo. Poi i bastardi da tastiera con i loro commenti offensivi fanno il resto.
Tiziana aveva un nome prima di diventare un meme.
Sua madre continua a ricordarcelo.
RESTIAMO LUCIDI!

09/09/2026

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Naples

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