30/09/2026
IL PUBBLICO CHE PAGA PER UMILIARE
Una persona prova a dormire mentre dagli altoparlanti arrivano insulti inviati da sconosciuti. Qualcuno commenta il suo corpo, qualcun altro la voce, i vestiti, il modo di muoversi. Sai di essere ripreso, ma non vedi chi sta parlando. È una scena abituale di Fishtank Live, il reality statunitense trasmesso senza interruzione per settimane da una casa piena di telecamere e microfoni.
I concorrenti, quasi sempre giovani e poco abituati all’esposizione pubblica, vivono con pochissima privacy, senza telefono e affrontano prove progressivamente più degradanti. Il pubblico non si limita a guardare. Pagando può inviare messaggi diffusi nella casa, votare, concedere vantaggi, provocare situazioni e orientare ciò che accade.
La televisione ha sempre costruito conflitti e trasformato l’imbarazzo in ascolti; qui la distanza tra spettatore e autore si riduce ancora di più. Chi guarda può intervenire nella vita di una persona e osservare subito l’effetto prodotto. L’insulto diventa un servizio acquistabile, la pressione psicologica una funzione della piattaforma.
La psicologia sociale parla di disimpegno morale quando riusciamo a sostenere azioni che normalmente giudicheremmo inaccettabili perché la responsabilità appare distribuita, la vittima diventa soltanto un personaggio e il gruppo approva. Nel Fishtank ogni spettatore può pensare di avere inviato una sola frase, chi sta nella casa, però,le riceve tutte insieme.
Il consenso dei concorrenti esiste davvero e hanno scelto di entrare, conoscono il formato e possono andarsene. Quel consenso iniziale non cancella la vulnerabilità che emerge durante settimane di isolamento, umiliazioni, stanchezza e bisogno di restare visibili e soprattutto non assolve chi paga per aumentare quella sofferenza.
Fishtank, da un lato racconta quanto siamo disposti a mostrare pur di ottenere denaro e attenzione, ma rivela anche ciò che possiamo arrivare a fare agli altri quando interveniamo da lontano, senza essere visti e circondati da persone che chiamano tutto questo "spettacolo".E' la nuova disinibizione online, e mentre l'Ai ci studia, fa ancora più paura.
RESTIAMO LUCIDI!