Nella società odierna si registra una profonda distanza tra valori “esibiti” e “vissuti”: mentre dei primi si parla (e molto), i secondi sono quelli che, anche se non sempre consapevolmente, guidano le nostre azioni. Il cambiamento necessario per fare diventare “vissuti” i valori solamente “esibiti” è radicale, perché non si tratta di sostituire un concetto con un altro o di apprendere una tecnica, ma di modificare l’immagine implicita che si ha dell’ambiente, o meglio della cultura dell’ambiente. L’educazione ambientale o allo Sviluppo Sostenibile non è un contenuto: richiede di cambiare i modi non i temi. I modi devono essere coerenti con l’obiettivo di comunicare la complessità del mondo e invitare a prendersene cura e passano attraverso un nuovo modo di osservare e attraverso percorsi aperti all’ascolto dei bisogni, alla condivisione e alla partecipazione. l’Educazione alla Sostenibilità inserisce l’atto educativo in un contesto che vede l’ambiente come sistema entro cui l’uomo entra in relazione con gli altri esseri viventi e con l’ambiente stesso. L’attenzione delle proposte, oltre ad essere focalizzata sui contenuti disciplinari, da quelli scientifici a quelli letterari, è centrata sui legami, sulle connessioni, poiché sono questi elementi che, oggi, fanno la differenza. Il concetto più moderno di Educazione alla Sostenibilità si deve intendere come attivazione di quel processo educativo che viene effettuato non solo sull’ambiente o nell’ambiente ma soprattutto per l’ambiente.
“Il concetto di sostenibilità deriva dal verbo “sostenere” che vuol dire supportare, sopportare, mantenere, mantenere il peso di, dare forza a, ecc.. Si tratta di un concetto apparentemente molto chiaro: sembra infatti facile potere pensare al fatto che una nostra determinata azione o attività possa essere sostenuta dalle capacità presenti nel sistema in cui si opera, si agisce, si interviene e ad una prima considerazione, sembra facile poter conoscere o calcolare tale capacità. In realtà ciò che è difficilissimo chiarire, per mancanza di nostre conoscenze e per l’oggettiva complessità dei meccanismi di funzionamento dei sistemi naturali, è
proprio la certezza che una nostra attività, una nostra azione, un nostro intervento, possa essere adeguatamente sostenuto dal sistema naturale su cui si interviene. Non siamo in grado di avere alcuna certezza della sua sostenibilità, se non allo stato attuale delle nostre scarse conoscenze”. Si capisce quindi come diventi necessario agire sul piano educativo per favorire non solo comportamenti ispirati al principio di cautela ma, anche e soprattutto, mentalità adatte a tener conto di vari punti di vista, in grado di fare previsioni e di gestire situazioni di complessità.
“Il concetto di sostenibilità deriva dal verbo “sostenere” che vuol dire supportare, sopportare, mantenere, mantenere il peso di, dare forza a, ecc.. Si capisce quindi come diventi necessario agire sul piano educativo per favorire non solo comportamenti ispirati al principio di cautela ma, anche e soprattutto, mentalità adatte a tener conto di vari punti di vista, in grado di fare previsioni e di gestire situazioni di complessità. L’Educazione allo Sviluppo Sostenibile implica una forte partecipazione democratica è non può chiaramente essere vincolata solo all’ambito scolastico, è un sapere che supera il concetto di interdisciplinarità per arrivare ad essere concepito come sistema, le cui connessioni contribuiscono a renderlo complesso, ma governabile a patto che si accettino le diversità delle relazioni presenti e che si riconosca l’incertezza come valore su cui agire con il dubbio e la critica, per essere in grado di decidere nei momenti di crisi. In occasione della decade sull’Educazione allo Sviluppo Sostenibile lanciata nel 2002 dall’ONU, l’UNESCO , che ha curato un documento che ne sancisce valori e linee guida, propone di inserire l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile nei curricula scolastici di ogni ordine e grado, passando anche dai corsi per gli adulti alla formazione non formale.