Mariarosaria Russo - Coach

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Mariarosaria Russo - Coach, Allenatore personale, Naples.

Coach Professionista certificata dalla Society of NLP e dall’European Professional Coaching Association, Educatrice extrascolastico, Applicatore Metodo Feuerstein - PAS Standard I , Practitioner Points of you®

31/05/2026

"Molto prima di accompagnare le mamme nella paura di non fare abbastanza, l'ho vista negli occhi di mia madre."

Ricordo il suo sguardo quando qualcosa riguardava noi figli.

Le sue preoccupazioni arrivavano prima delle sue parole.

E anche quando cercava di essere forte, c'era qualcosa che non riusciva a nascondere.

Per tanti anni c'é stata una domanda che l'ha accompagnata in silenzio.

Una domanda che non pronunciava sempre ad alta voce.

Ma che abitava nei suoi pensieri.

Le sue preoccupazioni.

I suoi silenzi.

👉 “Dove ho sbagliato?”

La vita non era andata come aveva immaginato.

Aveva perso un figlio di appena tre anni.

Un altro aveva contratto la poliomielite.

Io sono nata con alcune difficoltà che coinvolgevano il braccio e la gamba sinistra.

E come accade a tante mamme, davanti alla sofferenza dei propri figli, aveva iniziato a cercare una spiegazione dentro di sé.

Come se dovesse esserci una colpa.

Come se dovesse esserci un errore.

Come se una madre dovesse sempre trovare una risposta.

Ricordo che da bambina non comprendevo fino in fondo quel peso.

Oggi sì.

Perché negli anni ho incontrato tante mamme.

E, in forme diverse, ho ritrovato spesso lo stesso sguardo.

Non la stessa storia.

Non le stesse difficoltà.

Ma la stessa ferita.

👉 “Sto facendo abbastanza?”
👉 “Sto aiutando davvero mio figlio?”
👉 “E se stessi sbagliando qualcosa di importante?”

È una domanda che cambia parole.

Ma raramente cambia dolore.

Perché quando ami profondamente tuo figlio, il dubbio trova sempre il modo di farsi spazio.

E più ami...

più hai paura di non riuscire ad aiutarlo come vorresti.

Per molto tempo ho pensato che mia madre portasse dentro di sé un senso di colpa.

Oggi credo che portasse soprattutto amore.

Un amore così grande da spingerla continuamente a cercare risposte.

A interrogarsi.

A preoccuparsi.

A chiedersi se stesse facendo abbastanza.

Ed é stato proprio osservando lei che ho imparato una cosa.

Le mamme spesso guardano ciò che manca.

Ciò che preoccupa.

Ciò che non funziona.

Ciò che avrebbe voluto fare meglio.

Molto più raramente riescono a vedere tutto ciò che stanno già facendo.

Tutto ciò che stanno già costruendo.

Tutte le volte in cui continuano ad esserci, ad ascoltare, a cercare di capire e a ricominciare, anche nei giorni più difficili.

✨ È anche da lì che nasce la mia missione.

Dal desiderio di aiutare una mamma a guardarsi con occhi diversi.

Perché ho visto quanto può essere pesante vivere per anni con la sensazione di non fare abbastanza.

E ho visto quanta sofferenza può nascere quando una madre misura il proprio valore soltanto attraverso le difficoltà.

Così oggi, se c'è una cosa che vorrei dire a una mamma che sta attraversando un momento difficile, è questa.

Ci saranno giorni in cui avrai dubbi.

Giorni in cui ti sentirai stanca.

Giorni in cui ti chiederai se stai facendo la cosa giusta.

Ma prima di cercare tutto ciò che manca fermati un istante.

E prova a chiederti:

👉 “Cosa sto già donando a mio figlio che forse oggi non riesco a vedere?”

Perché a volte una mamma non ha bisogno di fare di più.

Ha bisogno di vedere ciò che sta già facendo. 💚

Con Amore.

🎂 Oggi sarebbe stato il compleanno della mia mamma.

Buon compleanno mamma.💚

Una parte della mia missione è nata osservando il tuo amore.

30/05/2026
29/05/2026

"Tuo figlio sta finalmente bene per qualche minuto...e la tua mente é già alla difficoltà successiva."

Magari sorride.

Si diverte.

È tranquillo.

Oppure succede qualcosa che fino a qualche tempo fa sembrava difficile.

Una piccola conquista.

Un momento sereno.

Qualcosa che ti fa pensare:

👉 “Che bello vederlo così.”

Eppure a volte quel momento dura pochissimo.

Non perché non lo vedi.
Non perché non sia importante.

Ma perché una parte di te é già altrove.

Sta già pensando a domani.

Alla prossima difficoltà.

Alla prossima cosa da organizzare.

Alla prossima preoccupazione.

Quando tuo figlio ha bisogno di tanto supporto è facile che accada.

Le preoccupazioni occupano spazio.

Le urgenze occupano spazio.

Le difficoltà occupano spazio.

E speso lo ottengono molto più facilmente delle cose belle.

Non perché siano più importanti.

Ma perché sembrano richiedere attenzione immediata.

Le cose belle funzionano in modo diverso.

Non urlano.

Non pretendono attenzione.

Arrivano piano.

Come quel sorriso che compare all'improvviso.

Come quella cosa che tuo figlio ama fare e che potrebbe ripetere per ore.

Come quel momento in cui cerca una coccola.

Come quella piccola conquista che qualche anno fa sembrava impossibile.

Quelle cose ci sono.

Le vedi.

Le conosci.

Eppure a volte le preoccupazioni occupano così tanto spazio che anche quando succede qualcosa di bello fai fatica a restarci dentro davvero.

Perché una parte di te è già alla difficoltà successiva.

Alla prossima preoccupazione.

Alla prossima cosa da gestire.

E così quel momento passa.

Lo vedi.

Lo apprezzi.

Ma non sempre riesci a fermarti abbastanza per lasciarti raggiungere davvero da ciò che ti sta regalando.

Perché la tua mente è già altrove.

E così rischi di perdere non il bello ma il beneficio che quel bello potrebbe portare anche a te.

Forse ogni tanto vale la pena concedersi qualche istante in più.

Non per ignorare le difficoltà.

Non per fingere che non esistano.

Ma per restare un po' più a lungo in quei momenti che fanno bene.

Perché tuo figlio non è fatto solo delle sue fatiche.

È fatto anche delle cose che ama.

Di ciò che lo fa stare bene.

Di ciò che lo fa ridere.

Di ciò che lo entusiasma.

E forse una delle domande più preziose che puoi farti ogni tanto non è:

👉 “Cosa devo sistemare?”

Ma:

👉 “Quale momento bello mi ha regalato oggi mio figlio?”

Perché a volte la trasformazione più importante non è avere meno preoccupazioni.

È permettere anche alle cose belle di occupare un po' più spazio dentro di te 💚

Con Amore.

Mariarosaria Russo

27/05/2026

"Ci sono bambini che più provi a calmarli...più sembrano agitarsi."

La parte che mette più in difficoltà una mamma é proprio questa: più prova ad aiutarlo...più sembra peggiorare quel momento.

Allora inizia subito:
👉 a parlare
👉 a fare domande
👉 ad anticipare
👉 a cercare di calmare
👉 a trovare immediatamente una soluzione.

È automatico.

Succede soprattutto quando tuo figlio cambia all'improvviso e senti che sta per "esplodere".

Anche la mamma di Domenico (nome di fantasia) faceva così.

Riempiva quel momento di:
💔 di parole
💔 di richieste
💔 di tentativi per fermare quell'agitazione prima che peggiorasse.

Ma succedeva una cosa.

Più quel momento si riempiva...più Domenico sembrava agitarsi ancora di più.

E allora lentamente ha iniziato a fare qualcosa di diverso.

Non perfetto.
Non immediato.

Ha iniziato:
🌱 ad abbassare la voce
🌱 a rallentare
🌱 a fare meno domande
🌱 a stargli vicino senza cercare subito di sistemare quel momento.

E sai una cosa?

Non é cambiato solo Domenico.

È cambiato anche il clima tra loro.

Perché ci sono bambini che nei momenti in cui sono già troppo pieni non hanno bisogno di:
❌ altre richieste
❌ altre parole
❌ altro controllo.

Hanno bisogno di sentire accanto un adulto che non si agiti subito insieme a loro.

Che riesca a trasmettere calma:
💚 nel tono della voce
💚 nel modo di guardarlo
💚 nel modo d restare lì accanto a lui.

E spesso la trasformazione più grande non arriva quando una mamma trova finalmente “la tecnica giusta”.

Arriva quando smette lentamente di sentirsi costretta a dover sistemare tutto immediatamente.

Quando inizia a sentirsi:
✨ più tranquilla
✨ più sicura
✨ meno persa nei momenti difficili.

Perché a volte un bambino non ha bisogno di una mamma che sappia subito come fermare quel momento.

Ha bisogno di una mamma che non si sente sola dentro quel momento insieme a lui 💚

Con Amore.

Mariarosaria Russo

25/05/2026

"Ci sono mamme che anche nei momenti tranquilli non riescono davvero a stare tranquille.
Perché una parte di loro continua sempre ad aspettare che qualcosa esploda".

Forse é proprio questo che le stanca così tanto.

Perché quando vivi giornate in cui basta pochissimo per far crollare tutto a un certo punto inizi lentamente a vivere sempre in allerta.

Cerchi di anticipare.
Di prevenire.
Di controllare tutto prima che succeda qualcosa.

Allora inizi a pensare continuamente:
👉 “Come reagirà?”
👉 “E se si agita?”
👉 “E se urla?”
👉 “E se non riesce a gestire questo cambiamento?”
👉 “E se fuori casa succede di nuovo?”

E piano piano anche le cose più semplici diventano pesanti.

Uscire di casa.
Spegnere la televisione.
Passare da un'attività all'altra.
Entrare in un posto nuovo.
Aspettare.
Cambiare programma.

Per molte famiglie questi non sono “capricci”.

Sono momenti che possono diventare davvero difficili da sostenere.
Per il bambino ma anche per la madre.

Perché quando tuo figlio vive difficoltà emotive, nella comunicazione o fatica a gestire alcuni momenti della quotidianità…
ci sono volte in cui anche un piccolo cambiamento o qualcosa di inaspettato possono diventare improvvisamente troppo da sostenere per lui.

E allora si agita.
Si irrigidisce.
Esplode.
Oppure si chiude completamente…
perché non riesce ancora a far capire davvero quello che sta vivendo dentro.

E una mamma che vive tutto questo ogni giorno a un certo punto non riesce più davvero a rilassarsi.

Resta sempre un po’ in allerta.

Anche quando fuori sembra calma.

Perché una parte di lei continua continuamente a chiedersi:
👉 “E se succede di nuovo?”

Maria Montessori parlava moltissimo dell'osservazione.

Non di un’osservazione fatta per controllare il bambino.
Ma di uno sguardo capace di rallentare abbastanza da riuscire a comprendere cosa il bambino sta vivendo davvero.

Perché quando inizi a guardare tuo figlio non solo attraverso ciò che fa ma anche attraverso la fatica che potrebbe stare vivendo allora cambia anche il modo in cui gli stai accanto nei momenti difficili.

Cambia il modo in cui lo guardi.
Il modo in cui gli parli.
Il modo in cui reagisci quando si agita.

E piano piano la relazione smette di sembrare una continua lotta da gestire.

Per questo oggi credo che tante mamme non abbiano bisogno solo di:
più strategie,
più regole,
più controllo.

Hanno bisogno prima di tutto di:
🌱 sentirsi comprese
🌱 sentirsi meno sole
🌱 ritrovare calma
🌱 imparare a osservare il proprio bambino con occhi meno spaventati e più consapevoli.

Perché spesso la trasformazione più grande non nasce quando tutto smette di essere difficile.

Nasce quando una mamma smette lentamente di vivere solo cercando di evitare la prossima crisi e inizia finalmente a sentirsi più presente, più lucida e meno sola dentro la quotidianità 💚

Con Amore.

Mariarosaria Russo

22/05/2026

Alcune mamme diventano così brave a reggere tutto che a un certo punto nessuno si accorge più di quanto siano stanche.

Ci sono mamme che passano le giornate:
🌱 organizzando tutto
🌱 cercando di prevenire ogni difficoltà
🌱 facendo il possibile per non crollare davanti ai figli.

E fuori sembrano anche forti.

Presenti.
Attente.
Sempre in piedi.

Ma dentro spesso si sentono così:
❌ con il corpo in tensione
❌ la mente che non si ferma mai davvero
❌ la sensazione continua di dover controllare tutto per evitare che qualcosa esploda
❌e il pensiero costante di non sapere mai davvero se stanno facendo la cosa giusta.

La parte più difficile é che tante volte nessuno se ne accorge.

Perché imparano a funzionare anche nella fatica.

Imparano a sorridere anche quando dentro si sentono sopraffatte.

Imparano ad andare avanti anche quando si sentono:
💔 sole
💔 confuse
💔 senza spazio per respirare davvero.

Piano piano succede una cosa.

La mamma inizia lentamente a sparire.

Resta la gestione.
Resta l’organizzazione.
Resta il cercare di tenere insieme tutto.

Ma lei...sempre meno.

Ed è anche per questo che oggi credo che tante mamme non abbiano bisogno di sentirsi dire:
👉 “devi essere più forte.”

Hanno bisogno di qualcosa di molto più profondo.

Di sentirsi finalmente:
🌱 viste
🌱 comprese
🌱 accolte senza sentirsi sbagliate perché sono stanche,
confuse o non riescono più a sostenere tutto come prima.

Perché una mamma che da troppo tempo vive solo per "reggere tutto",
a un certo punto non sa più nemmeno come ci si sente a vivere una relazione senza tutta quella tensione addosso.

E forse la vera trasformazione non inizia quando tutto diventa facile.

Inizia quando una mamma smette di sentirsi sola.
Costantemente in tensione.
Obbligata a portare tutto da sola ogni giorno 💚

Con Amore.

Mariarosaria Russo

20/05/2026

“Una ragazza che non parla mi ha insegnato che a volte un bambino non ha bisogno di essere corretto.

Ha bisogno prima di sentirsi visto davvero.”

Tre volte a settimana lavoro accanto a Francesca (nome di fantasia), una ragazza con una grave disabilità che non parla, non sente e vede pochissimo.

Eppure ogni giorno mi mostra quanto un bambino possa calmarsi, fidarsi e sentirsi al sicuro semplicemente attraverso la presenza.

Ci sono momenti in cui le basta sentire che rallento.
Che abbasso il tono di voce.
Che resto presente davvero.

E allora si calma.
Mi cerca.
Si avvicina per accarezzarmi o per essere accarezzata.

E ogni volta penso a quanti bambini, dietro momenti difficili che spesso noi adulti non sappiamo come leggere, avrebbero bisogno prima di tutto di sentirsi accolti così.

Non continuamente corretti.
Non continuamente "aggiustati".
Non sempre spinti ad andare oltre i propri tempi.

Ma visti davvero.

Maria Montessori vedeva il bambino come un autentico "maestro" per l’adulto e per la vita.

E più lavoro accanto a Francesca, più capisco quanto sia vero.

Perché a volte i bambini ci insegnano:
🌱a rallentare,
🌱ad ascoltare,
🌱a essere presenti,
🌱a guardare oltre ciò che manca e vedere ciò che esiste davvero.

Ma quando una mamma vive da tanto tempo nella fatica, nelle preoccupazioni e nella paura di sbagliare, diventa difficile riuscire a vedere anche questo.

Perché spesso è così impegnata:
💔a prevenire,
💔a controllare,
💔a cercare di fare tutto “nel modo giusto”,
da dimenticare quanto il proprio bambino abbia bisogno, prima di tutto, di sentirsi visto e accolto anche nei suoi momenti più difficili.

Eppure a volte proprio quei bambini che sembrano chiedere così tanto possono insegnarci un modo completamente nuovo di guardare la vita 💚

Con Amore.

Mariarosaria Russo

19/05/2026

"Dopo aver perso due figli, per anni ho pensato di essere una donna difettosa."

È difficile spiegare cosa succede dentro una donna quando perdi un figlio.

Non perdi solo una gravidanza.

Perdi anche l'immagine della vita che avevi immaginato, la donna che pensavi di diventare, il futuro che avevi già iniziato a sentire dentro di te.

Ricordo ancora quel giorno in cui guardavo lo schermo dell’ecografia cercando il battito.

Il silenzio.

E poi quella frase, detta in modo freddo:
"È morto… vede ? Qui non c’è più battito."

E qualcosa dentro di me si é spezzato.

E poi é successo di nuovo.

Un altro battito.
Un altro filo invisibile che iniziava a legarmi a quella vita.

E poi di nuovo il silenzio.

Per anni ho vissuto guardando le altre donne sentendomi:
❌ diversa,
❌ inadeguata,
❌ incompleta.

Come se ci fosse qualcosa di sbagliato in me.

E sai una cosa?

Nel tempo ho capito che tante mamme vivono un dolore simile quando scoprono che il proprio bambino sarà diverso da ciò che avevano immaginato.

Perché anche lì, all’improvviso, si rompe qualcosa dentro.

La vita che immaginavi cambia forma.

Arrivano:
💔 la paura,
💔 la confusione,
💔 il senso di colpa,
💔 la sensazione continua di non sapere cosa fare davvero.

E piano piano tante mamme iniziano a vivere:
sempre in allerta,
sempre a controllare,
sempre cercando di essere abbastanza forti da non crollare.

Per questo oggi il mio lavoro non nasce dal voler insegnare alle mamme a “gestire” i propri figli.

Nasce dal desiderio profondo di aiutare quelle mamme che,
tra crisi, dubbi e stanchezza quotidiana, si sentono sempre più sole, sbagliate e senza una direzione chiara.

Perché io so cosa significa convivere con una ferita silenziosa.

Ma so anche una cosa importante.

Una ferita, quando viene attraversata davvero, può trasformarsi nel modo in cui scegli di guardare gli altri.

Con più delicatezza.
Più ascolto.
Più amore.
Meno giudizio.

Ed è questo che oggi voglio lasciare alle mamme che incontro.

Non la sensazione di dover essere perfette.

Ma la possibilità di sentirsi finalmente:
🌱 viste,
🌱 comprese,
🌱 accolte
🌱 e meno sole nelle giornate in cui tutto sembra troppo pesante da sostenere 💚

Con Amore.

Mariarosaria Russo

15/05/2026

"Se passi la giornata a correggere continuamente tuo figlio...forse non è lui quello che si sente sbagliato."

Ci sono mamme che passano molto tempo a correggere.

"Non fare così."
"Guarda bene."
"Dai, prova."
"No, non é così."
"Calmati."
"Attento."

E la cosa più difficile è che spesso lo fai con amore.

Per aiutare.
Per insegnare.
Per paura che resti indietro.
Per paura di non fare abbastanza.

Ma c'é una cosa che vedo continuamente.

Più una mamma entra in ogni singolo momento cercando di correggere tutto…più la relazione si riempie di tensione.

A un certo punto tuo figlio non sente più:
👉 “La mia mamma è con me.”

Sente:
👉 “C’è sempre qualcosa che non va.”

E questa cosa pesa.

Anche quando non viene detta.

Soprattutto nei bambini che vivono già tanta fatica nelle emozioni, nel corpo o nella quotidianità.

Ci sono momenti in cui tuo figlio non ha bisogno di essere corretto.

Ha bisogno di:
🌱 sentirsi al sicuro
🌱 sentire meno pressione
🌱 avere spazio
🌱 poter esistere senza sentirsi continuamente "aggiustato".

E no. Questo non significa lasciarlo fare tutto.

Significa capire una cosa enorme:
👉 non tutto va corretto subito.

La relazione viene prima.

Prima della prestazione.
Prima dell'obiettivo.
Prima del "fare bene".

Quando un bambino si sente costantemente corretto...inizia a vivere quella relazione con tensione.

Invece quando si sente accolto anche nella fatica…inizia lentamente a fidarsi.

E sai qual è la parte difficile?

Che nessuno insegna davvero alle mamme:
👉 quando intervenire
👉 quando aspettare
👉 quando accompagnare
👉 e quando semplicemente restare presenti.

Ed é anche per questo che tante mamme si sentono esauste.

Perché vivono ogni momento come qualcosa da sistemare continuamente.

Ma tuo figlio non ha bisogno di sentirsi continuamente "sbagliato".

Ha bisogno di un adulto che riesca a vedere anche oltre il comportamento.

E spesso…la trasformazione inizia proprio lì.

Quando smetti di correggere tutto e inizi finalmente a entrare nella relazione in modo diverso 💚

Con Amore.
Mariarosaria Russo

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