14/09/2026
Buon anno scolastico!🌹🌹🌹
Ci siamo.
Le porte si aprono, i corridoi si riempiono di voci, qualcuno corre perché è in ritardo, qualcuno cerca un’aula, qualcuno entra per la prima volta e ancora non sa bene dove andare.
È proprio in questi momenti che, ogni anno, ricordiamo perché facciamo questo lavoro.
È il momento in cui sentiamo con particolare forza la responsabilità più importante: non perdere di vista il senso della scuola.
Senso come direzione: sapere dove vogliamo accompagnare i nostri ragazzi, anche quando il percorso non è lineare, anche quando non abbiamo sempre una mappa pronta.
Senso come attenzione: accorgerci di chi parla poco, di chi si nasconde dietro un comportamento difficile, di chi sta facendo fatica senza riuscire a dirlo, di chi ha semplicemente bisogno che qualcuno si fermi un momento.
E senso come senso critico, che consideriamo una delle responsabilità più grandi della scuola.
In un tempo in cui le informazioni sono infinite e le risposte sono sempre a portata di mano, aiutare i nostri studenti a distinguere, comprendere, dubitare, argomentare e scegliere è forse uno dei doni più importanti che possiamo fare loro.
Possiamo preparare con cura, costruire progetti, fissare obiettivi, immaginare percorsi.
Poi arrivano le persone, con le loro storie, le loro fragilità, i loro talenti, i loro imprevisti. E ci chiedono di essere presenti.
È questa, forse, la parte più bella e più difficile di questo lavoro.
Per questo l’augurio e la promessa sono di riuscire custodire alcune cose semplici: il tempo per ascoltare, la pazienza di spiegare ancora, la libertà di sbagliare, il coraggio di cambiare idea, l’attenzione per chi rischia di rimanere indietro.
E vorrei che ricordassimo che una scuola è davvero una comunità quando nessuno sente che ciò che accade all’altro non lo riguarda.
L’augurio e la promessa sono di non perdere di vista l’essenziale.
Non sempre riusciremo a fare tutto ciò che vorremmo. Non tutte le scelte saranno semplici, né tutte saranno condivise.
Ma proprio dentro questa complessità siamo chiamati a ricordare ciò che ci unisce e dà significato al nostro lavoro.
Alle alunne e agli alunni auguro di trovare a scuola persone che sappiano vedere in loro non soltanto ciò che sono oggi, ma anche ciò che possono diventare.
Ai docenti auguro entusiasmo, pazienza e la soddisfazione, qualche volta, di vedere germogliare qualcosa che hanno seminato senza nemmeno sapere quando sarebbe successo.
Al personale della scuola auguro di non sentirsi mai soltanto parte di una macchina organizzativa, perché ogni giorno contribuisce a rendere possibile ciò che accade nelle aule.
Alle famiglie auguro di sentirsi parte di una comunità con cui dialogare, anche nelle difficoltà.
E a tutti noi auguro di non smarrire, dentro la complessità del quotidiano, il motivo per cui abbiamo scelto di esserci.
Perché, alla fine, un anno scolastico non si misura soltanto da ciò che avremo realizzato, dai progetti conclusi o dagli obiettivi raggiunti.
Si misura anche dalle persone che avremo aiutato a crescere, dalle difficoltà che avremo saputo attraversare insieme, dalle occasioni in cui avremo scelto di fermarci invece di passare oltre.
Si misura da ciò che avremo lasciato negli altri e, forse, anche da ciò che gli altri avranno lasciato in noi.
Buon anno scolastico a tutti noi.
Che sia un anno di lavoro, ma anche di domande, di cura, di coraggio e di senso.
E che, quando a giugno ci volteremo indietro, possiamo riconoscere non soltanto ciò che abbiamo fatto, ma soprattutto ciò che abbiamo contribuito a far accadere.
Perché è questo, in fondo, il senso più profondo della scuola: non soltanto accompagnare qualcuno verso ciò che sa già di poter diventare, ma aiutarlo a scoprire ciò che ancora non sa di poter essere.