Marco Lippiello Trader

Marco Lippiello Trader

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Laureato in Economia e specializzato in diversi corsi di formazione di " Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari".

Trader di professione e formatore autonomo, da circa 10 anni, dei mercati finanziari azionari, valutari e di materie prime. La formazione dei corsi che propongo verte su diverse materie relative ai mercati finanziari, come ad esempio: Analisi Tecnica - Analisi Intermarket - Analisi Fondamentale.

Inflazione vs Tassi Reali: Come Leggere il Mercato con IEF, RINF e TIP 14/04/2026

Molti investitori passano ore a monitorare l'andamento dei mercati azionari senza rendersi conto che la vera direzione viene decisa altrove. Esiste un linguaggio silenzioso che muove i capitali globali ed è scritto esclusivamente nella curva dei rendimenti obbligazionari.

Spesso ci si chiede perché i mercati crollino nonostante l'inflazione sia in calo o perché i tassi d'interesse continuino a salire mentre le banche centrali restano ferme.

La risposta non si trova nelle notizie di cronaca ma nella scomposizione tecnica del tasso nominale.
Capire la dinamica tra tassi reali e aspettative di inflazione rappresenta il confine tra chi subisce il mercato e chi impara ad anticiparlo. Esistono indicatori precisi che permettono di osservare le intenzioni della Federal Reserve prima ancora che vengano annunciate ufficialmente.

Analizzare il ritardo temporale tra i movimenti dei titoli a breve scadenza e quelli a lungo termine offre una finestra di opportunità che la maggior parte dei trader ignora. Non è una questione di previsioni ma di corretta lettura dei dati grezzi che il mercato obbligazionario ci mette a disposizione ogni giorno.

Ho raccolto tutti gli strumenti operativi necessari per padroneggiare questi concetti in un nuovo contenuto video.

All'interno spiego come utilizzare ticker specifici e tre ETF strategici per costruire una bussola macroeconomica affidabile.

Potete approfondire l’argomento qui sotto:

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Perché l'ORO sta crollando? La Verità su Kevin Warsh e i Tassi Reali 12/04/2026

Il mercato dell'oro sta vivendo una fase di ridefinizione strutturale che sfida le logiche classiche del bene rifugio. Nonostante l'incertezza geopolitica globale, la dinamica del metallo giallo rimane condizionata da una variabile centrale per le strategie degli investitori istituzionali: l'andamento dei rendimenti reali americani.

La chiave di lettura attuale risiede nella velocità con cui i rendimenti nominali dei Treasury stanno sovraperformando le aspettative di inflazione. Questo scostamento spinge i tassi reali verso l'alto, aumentando drasticamente il costo opportunità di detenere un asset sterile come l'oro, che per sua natura non genera flussi di cassa.

In questo contesto, la potenziale nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve introduce un elemento di discontinuità fondamentale. Warsh è storicamente associato a una visione monetaria rigorosa, orientata alla tutela del valore del dollaro e alla gestione prudente della liquidità immessa nel sistema.

Dobbiamo distinguere tra l'inflazione derivante da eccesso di liquidità, tipica delle fasi di Quantitative Easing in cui l'oro beneficia della svalutazione della valuta di riferimento, e l'inflazione da shock di offerta che stiamo monitorando oggi. In quest'ultimo scenario, la restrizione della base monetaria e l'apprezzamento del biglietto verde creano una pressione ribassista sia sugli indici azionari, attraverso la meccanica del Discounted Cash Flow, sia sulle quotazioni del metallo prezioso.

Ho analizzato nel dettaglio queste dinamiche nel mio ultimo video, dove mostro come mappare correttamente i tassi reali su TradingView e quali indicatori monitorare per anticipare i movimenti dei grandi flussi di capitale durante la transizione verso l'era Warsh.

Trovate il link all'approfondimento completo nel primo commento:

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NVIDIA: L’Inflection Point che cambierà TUTTO (Il piano segreto di Huang) 22/03/2026

Jensen Huang ha recentemente parlato di un punto di svolta cruciale per NVIDIA, un concetto che va ben oltre la semplice leadership nel settore dei semiconduttori. Nonostante l'incredibile corsa degli ultimi anni, molti osservatori ritengono che il picco di crescita sia già stato raggiunto, ma un'analisi più profonda delle dinamiche industriali suggerisce uno scenario opposto.

Siamo di fronte a una transizione strutturale che vede NVIDIA trasformarsi da fornitore di componenti a pilastro insostituibile dell'intelligenza artificiale enterprise. Questa evoluzione non si gioca solo sulla potenza dell'hardware, ma sulla capacità di offrire una soluzione integrata a trecentosessanta gradi. Sebbene soluzioni concorrenti come le TPU possano apparire efficienti sotto il profilo del consumo energetico puro, il vero differenziale competitivo risiede nell'efficienza sistemica dell'architettura NVIDIA.

Il risparmio operativo reale per le aziende non deriva solo dal singolo chip, ma dalla sinergia tra l'efficienza del software attraverso CUDA e TensorRT e la capacità di scalare le infrastrutture grazie alle interconnessioni NVLink. È questa combinazione di ecosistema software e connettività ad alta velocità che permette a NVIDIA di mantenere un vantaggio incolmabile, garantendo prestazioni superiori nel mondo reale rispetto a qualsiasi alternativa custom.

Ritengo che questa superiorità architetturale sia il motore che porterà a una nuova e decisa accelerazione del fatturato nei prossimi mesi. Il mercato deve ancora scontare pienamente l'impatto di questa transizione, che a mio avviso porterà a un'ulteriore espansione dei multipli e a una conseguente crescita del valore in borsa.

Ho analizzato nel dettaglio questa visione e i dati tecnici che supportano l'ipotesi di questa nuova accelerazione nel mio ultimo video su YouTube:

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NVIDIA: L’Affare del Decennio che il Mercato sta Ignorando 14/03/2026

L’attuale capitalizzazione di NVIDIA sembra ignorare un dato fondamentale che emerge dall'analisi dei numeri: siamo di fronte a un punto di inflessione generazionale che il mercato non ha ancora pienamente prezzato. Nonostante il dominio incontrastato nell'infrastruttura per l'intelligenza artificiale, esiste oggi una discrepanza evidente tra il posizionamento strategico dell'azienda e la sua valutazione finanziaria.

Il vantaggio competitivo del gruppo si è ormai spostato oltre la semplice produzione di hardware ad alte prestazioni. Il vero elemento di differenziazione risiede nell'integrazione verticale garantita dall'ecosistema CUDA, diventato lo standard industriale de facto per il calcolo accelerato. Questa architettura software crea barriere all'entrata che rendono i costi di sostituzione quasi insostenibili per i grandi provider di servizi cloud, blindando la quota di mercato nel lungo periodo.

I risultati dell'anno fiscale 2026, chiuso con ricavi per 215,9 miliardi di dollari, confermano che il segmento Data Center non è soggetto alla ciclicità tipica dei semiconduttori, ma risponde a una trasformazione strutturale della domanda. L'espansione dei margini e la generazione di cassa libera dimostrano una resilienza finanziaria che contrasta nettamente con i timori di un rallentamento del settore nel breve termine.

Con il passaggio all'IA agentica, il calcolo computazionale cessa di essere una voce di spesa infrastrutturale per trasformarsi in un driver diretto di ricavi per le imprese. Questo cambio di paradigma assicura che la richiesta di potenza di calcolo resterà elevata ben oltre la fase di costruzione delle infrastrutture di base, ridefinendo i flussi di cassa del prossimo decennio.

Potete approfondire l'analisi completa, i dati sulle proiezioni finanziarie e la tesi di investimento dettagliata nel report disponibile al link sottostante:

NVIDIA: L’Affare del Decennio che il Mercato sta Ignorando Sappiamo che molti di voi ci seguono per le analisi esclusive riservate agli abbonati, ma oggi abbiamo deciso di fare uno strappo alla regola.

Guerra, energia e rotazione settoriale: cosa sta prezzando il mercato 08/03/2026

L'attuale fase di mercato è caratterizzata da una violenta rotazione settoriale che riflette il riprezzamento del rischio geopolitico e inflazionistico. Dopo un iniziale de-rating del comparto software, passato da valutazioni prossime a 39x a circa 21x gli utili a causa della compressione del terminal value, abbiamo assistito a un paradosso nei flussi di capitale. Con l'escalation delle tensioni e il greggio stabilmente sopra i $90, il mercato ha iniziato a privilegiare i modelli di business asset-light rispetto ai comparti industriali capital intensive.

Il confronto grafico tra l'ETF IGV e l'industriale XLI evidenzia una divergenza strutturale. Gli industriali subiscono la pressione dei costi energetici e l'esposizione al ciclo economico, mentre titoli come Microsoft e Oracle mostrano una dinamica speculare, beneficiando di una relativa resilienza agli input energetici.

Questo movimento è corroborato dai segnali provenienti dal mercato obbligazionario, dove l'appiattimento della curva dei rendimenti tra la scadenza a due e dieci anni segnala aspettative di politica monetaria restrittiva nel breve periodo senza un corrispondente miglioramento dell'outlook di crescita a lungo termine.

Tale conformazione della curva esercita una pressione specifica sul settore finanziario europeo, il cui modello di business basato sulla trasformazione delle scadenze vede ridursi i margini di redditività con la contrazione dello spread tra tassi a lungo e breve termine.

In questo scenario, le società ad alto beta e i comparti più sensibili ai costi di produzione continuano a mostrare segnali di debolezza, restando i segmenti più vulnerabili all'attuale shock inflazionistico trainato dal canale energetico.

Per consultare l'analisi completa e i grafici dettagliati sulla rotazione tra software e industriali, è possibile leggere l'articolo integrale su Equity Analysis:

Guerra, energia e rotazione settoriale: cosa sta prezzando il mercato Nel primo aggiornamento macro pubblicato sulla nostra pagina di Equity Analysis avevamo evidenziato un fenomeno piuttosto chiaro: una violenta rotazione negativa nel settore software.

Moncler & Stone Island: Record 2025, ma la Cina inganna? La Verità sui Numeri 01/03/2026

I dati dell'ultimo esercizio del Gruppo Moncler impongono una riflessione che va oltre la superficie dei comunicati stampa.

Dopo un secondo e un terzo trimestre deludenti, il Q4 ha segnato un’accelerazione del fatturato che ha coinvolto sia il brand Moncler che Stone Island. Tuttavia, nel valutare la solidità di questo recupero, non possiamo prescindere da un’analisi di natura tecnica sulla stagionalità intrinseca del business model di Remo Ruffini.

Sappiamo che il quarto e il primo trimestre rappresentano storicamente il picco di generazione di cassa e ricavi per il Gruppo, data la natura core del prodotto outerwear. Il vero interrogativo per gli analisti non è dunque la crescita nominale in questo periodo, ma la capacità di mantenere tale slancio in una fase di normalizzazione dei consumi globali. Sebbene la Greater China mostri segnali di ripartenza, esistono divergenze strutturali nell'area EMEA e nelle dinamiche dei flussi turistici che meritano attenzione.

Per capire se siamo di fronte a una reale inversione di trend o a un fisiologico rimbalzo stagionale, è necessario guardare a dettagli specifici:

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CROLLO SOFTWARE: È finita l'era del SaaS? 22/02/2026

Nelle ultime sessioni i mercati finanziari hanno assistito a una correzione violenta del comparto tecnologico, con il segmento SaaS che ha perso circa il 20% in poche sedute.

Se a prima vista questo movimento può sembrare l’inizio di una crisi sistemica, un’analisi dei fondamentali suggerisce uno scenario di brutale ma forse necessario ribilanciamento delle valutazioni. Il multiplo medio P/E del settore è passato da un livello di euforia a 39x a un più ragionevole 21x, riflettendo un cambio di narrazione profondo.

La volatilità ha trovato il suo primo innesco nelle dinamiche macroeconomiche statunitensi e nel cosiddetto Fattore Warsh. La percezione di una Federal Reserve più rigida ha spinto il Dollaro al rialzo, penalizzando le multinazionali tech americane e favorendo uno spostamento dei capitali verso settori difensivi come l’Immobiliare e il Sanitario.

Contemporaneamente, il settore software sta vivendo una crisi d’identità legata all’intelligenza artificiale. I casi di Microsoft e SAP dimostrano come il mercato stia passando dall'entusiasmo per i margini al timore della disintermediazione: se l’AI trasforma la scrittura del codice, il modello di licenze tradizionali resterà sostenibile?

Al centro della tempesta si trova OpenAI, con impegni di investimento che sfiorano l’astronomica cifra di 1,4 trilioni di dollari. L’incertezza sulla capacità di Nvidia di onorare i finanziamenti promessi ha colpito direttamente Oracle, il cui portafoglio ordini è fortemente legato alla startup. Nonostante questo pessimismo, la tesi che l’AI possa rimpiazzare interamente il software appare prematura. Le barriere all'entrata per società come Synopsys o Cadence restano enormi e la spesa in conto capitale degli hyperscaler continua a crescere, segno che i driver tecnologici sono ancora attivi.

Siamo probabilmente di fronte a una rotazione dettata da incertezza, piuttosto che da un collasso dei fondamentali.

Ho pubblicato un’analisi completa sul mio canale YouTube dove approfondisco questi dati e spiego perché questa correzione potrebbe rappresentare un’occasione d’acquisto.

Trovate qui sotto il link al video completo:

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SaaSpocalypse or Perfect Storm? The Great Software Rebalancing 17/02/2026

Il recente pessimismo che avvolge il settore software merita un’analisi che vada oltre la reazione emotiva del mercato. Molti osservatori interpretano l’attuale correzione come l’inizio di un declino strutturale, ma i dati suggeriscono una realtà differente. Siamo di fronte a una classica dislocazione tra i fondamentali solidi delle aziende e un sentiment estremamente negativo, alimentato dal timore che l’intelligenza artificiale possa azzerare il valore residuo del software tradizionale.

Il mercato sta attualmente scontando un Terminal Value quasi inesistente per molte di queste società, ipotizzando che l’avanzamento dell’AI renda obsoleti i modelli di business attuali nel lungo periodo. Questa visione ignora tuttavia la capacità di adattamento del settore e la resilienza dei flussi di cassa. Quella a cui stiamo assistendo non è la fine di un’era, bensì una violenta rotazione settoriale guidata da una percezione del rischio distorta.

Quando il divario tra il valore intrinseco e il prezzo di mercato diventa così ampio, si creano opportunità che solo una visione di lungo periodo può cogliere. È fondamentale distinguere tra la narrazione del momento e la realtà operativa delle aziende che continuano a generare valore.

Ho approfondito queste dinamiche nel mio ultimo articolo, dove analizzo perché la rotazione in corso rappresenti un momento di inefficienza del mercato piuttosto che un collasso definitivo.

Potete leggere l’analisi completa al link qui sotto:

SaaSpocalypse or Perfect Storm? The Great Software Rebalancing SaaS in Freefall: Unveiling the Real Drivers Behind the Software Correction

AMAZON CROLLA: Occasione d'oro o Trappola? Analisi Trimestrale Q4 2025 16/02/2026

Il mercato reagisce spesso in modo impulsivo ai numeri di breve termine, ignorando la visione industriale di lungo periodo. Il recente storno di Amazon dopo la pubblicazione della trimestrale ne è la prova evidente.

Molti analisti si sono concentrati esclusivamente sull'aumento delle CapEx a 200 miliardi di dollari per l'anno in corso e sull'impatto dei severance costs legati ai licenziamenti sugli utili per azione. Tuttavia, fermarsi a questi dati significa osservare solo la superficie di una ristrutturazione operativa molto più profonda.

Investire miliardi in infrastrutture mentre si snellisce la forza lavoro non è un segnale di crisi, ma una precisa scelta di allocazione del capitale verso l'efficienza e la scalabilità futura. Se isoliamo le componenti straordinarie e i costi di uscita, il quadro fondamentale che emerge racconta una storia molto diversa da quella descritta dai titoli dei giornali generalisti.

Esiste una discrepanza netta tra il valore intrinseco dell'azienda e il prezzo espresso oggi dai mercati. Ho analizzato nel dettaglio i numeri della trimestrale, i flussi di cassa e le proiezioni di spesa per capire se siamo di fronte a una reale perdita di slancio o a una delle più interessanti finestre di ingresso degli ultimi anni.

Trovate l'analisi completa dei dati e delle metriche finanziarie nel video che ho appena pubblicato sul mio canale:

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Microsoft Crolla del 10% dopo la Trimestrale: Analisi Transcript e Upside Nascosti. Strong Buy? 05/02/2026

Il mercato ha reagito negativamente alla trimestrale di Microsoft, spaventato dall'impennata delle CapEx e da un rallentamento della crescita di Azure. Molti analisti suggeriscono ora cautela o vendita, ma una lettura attenta dei dati contabili rivela una realtà opposta: il calo attuale nasconde upside strategici ignorati dai più.

Il rallentamento del Cloud non dipende da una mancanza di clienti, ma da un limite fisico dell'offerta. Microsoft sta gestendo una domanda così elevata da dover razionare la capacità di calcolo, dando priorità ai propri software ad alto margine come Copilot rispetto ai clienti esterni. Siamo di fronte a una scarsità indotta dal successo, non a una crisi di mercato.

I 37,5 miliardi spesi in questo trimestre non sono costi improduttivi, ma l'acquisto dei motori per sostenere un backlog contrattualizzato che ha raggiunto la cifra record di 625 miliardi di dollari. Chi vende oggi si concentra sulla spesa immediata, ma ignora la velocità con cui questa infrastruttura si trasformerà in flussi di cassa certi e ricorrenti.

Nel mio ultimo video analizzo nel dettaglio i numeri della call di Satya Nadella e spiego perché questa fase di investimenti massicci rappresenta il momento più interessante per valutare il posizionamento di lungo periodo della società.

Ecco il link al video:

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Come analizzare i Multipli: Crescita, Margini e il Segreto del Rerating 11/01/2026

Molti investitori commettono l'errore sistematico di giudicare un'azienda basandosi esclusivamente sul rapporto prezzo utile o su altri multipli statici. Si tende a pensare che un titolo con un multiplo elevato sia necessariamente caro e che uno con un multiplo basso sia un affare. Questa visione è parziale e spesso fuorviante perché i multipli non sono numeri isolati ma rappresentano la sintesi delle aspettative del mercato su tre pilastri fondamentali.

Il valore che il mercato attribuisce a una società incorpora i tassi di crescita attesi, la qualità dei margini operativi e la solidità dei flussi di cassa. Quando queste variabili migliorano in modo strutturale assistiamo al fenomeno del rerating. In questo scenario il mercato decide di pagare un premio maggiore per ogni euro di utile prodotto, non per irrazionalità, ma perché la qualità del business è salita di livello.

Al contrario, quando le prospettive si incrinano, avviene il downrating: il prezzo scende anche se gli utili sembrano stabili, semplicemente perché il mercato sta scontando un futuro meno brillante.
Comprendere la differenza tra un'azione costosa e un'azione che sta vivendo un rerating è ciò che separa un'analisi superficiale da una strategia di investimento consapevole.

Nel mio ultimo video ho analizzato tecnicamente questi concetti portando tre casi studio estremamente attuali per mostrare come la teoria si traduce in movimenti di prezzo reali. Ho esaminato le dinamiche di Siemens Energy ed Eli Lilly come esempi di rerating positivo e il caso di Novo Nordisk per spiegare come nasce una compressione dei multipli.

Potete approfondire l'analisi completa e la logica dietro queste valutazioni nel video che trovate qui sotto:

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