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Digital Transformatione & Formazione Digitale
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18/05/2026
La generative AI può sembrare “magica”, ma spesso la qualità del risultato dipende da una cosa molto concreta: come viene scritto il prompt.
Un prompt generico porta quasi sempre a una risposta generica.
Un prompt chiaro, invece, aiuta l’AI a capire meglio:
cosa deve fare,
per chi deve farlo,
con quale tono,
in quale formato,
con quali limiti o obiettivi.
Per questo il prompt non è solo una domanda: è una vera istruzione di lavoro.
Nel marketing, nella formazione, nella comunicazione e nella creazione di contenuti, saper scrivere prompt efficaci può fare la differenza tra un risultato da correggere completamente e un output già utile, strutturato e coerente.
La competenza non sta solo nell’usare l’AI, ma nel saperla guidare.
Tu come scrivi i tuoi prompt? Li lasci generici o dai indicazioni precise?
17/05/2026
Usare l’intelligenza artificiale può essere utilissimo, ma c’è un punto che spesso viene sottovalutato: quali dati stiamo condividendo?
Quando carichiamo documenti, testi, email, fatture o informazioni aziendali dentro strumenti AI, il rischio è esporre dati personali, dati sensibili o informazioni riservate.
La buona notizia è che esistono strategie semplici per ridurre il rischio:
Anonimizzare i documenti prima di caricarli, eliminando nomi, email, codici fiscali, indirizzi e riferimenti riconoscibili.
Usare strumenti AI in locale, cioè direttamente sul proprio computer o smartphone, senza inviare i dati al cloud.
Controllare sempre le impostazioni privacy delle piattaforme utilizzate, soprattutto quando si lavora con dati aziendali o dei clienti.
Per professionisti, studenti e PMI non si tratta di smettere di usare l’AI, ma di imparare a usarla con più consapevolezza.
L’intelligenza artificiale può velocizzare il lavoro, aiutare nell’analisi e semplificare molte attività, ma la sicurezza dei dati deve restare una priorità.
Fonte: Wired Italia
16/05/2026
L’intelligenza artificiale non sta cambiando solo il modo in cui lavoriamo online, ma anche il modo in cui vengono progettati oggetti complessi come le automobili.
Nel settore automotive, l’AI viene già utilizzata per accelerare le simulazioni aerodinamiche: analisi che prima richiedevano molto tempo possono essere elaborate in tempi estremamente ridotti, aiutando designer e ingegneri a valutare più rapidamente forme, superfici e prestazioni.
Il vantaggio non è solo la velocità.
Grazie alla simulazione digitale, le aziende possono testare più varianti, ridurre i costi di sviluppo e migliorare l’efficienza dei veicoli prima ancora di costruire un prototipo fisico.
Questo dimostra quanto l’AI stia diventando uno strumento concreto nei processi industriali: non sostituisce il lavoro umano, ma permette ai team tecnici di prendere decisioni più rapide e basate sui dati.
La progettazione del futuro sarà sempre più digitale, predittiva e integrata con l’intelligenza artificiale.
Tu sapevi che l’AI può aiutare a progettare un’auto in pochi minuti?
15/05/2026
Aperte le iscrizioni: impari a usare LinkedIn in modo serio per l’azienda (pagina, format e KPI) e costruiamo insieme un piano contenuti di 30 giorni per pubblicare con costanza e migliorare posizionamento e autorevolezza.
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15/05/2026
Google Foto potrebbe diventare molto più di una semplice galleria.
Con una nuova funzione basata sull’intelligenza artificiale, l’app sarà in grado di riconoscere i vestiti presenti nelle immagini salvate e trasformarli in una sorta di guardaroba digitale.
L’obiettivo è aiutare gli utenti a ritrovare capi, accessori e possibili combinazioni, fino a suggerire outfit partendo da ciò che è già presente nelle foto.
Questa novità mostra una tendenza sempre più evidente: l’AI non entra solo nel lavoro o nella produttività, ma anche nelle azioni quotidiane più semplici, come scegliere cosa indossare.
Il punto non è solo la moda. È il modo in cui gli strumenti digitali stanno diventando sempre più personalizzati, capaci di analizzare dati, immagini e abitudini per offrire suggerimenti pratici.
Tu useresti un’intelligenza artificiale per scegliere il tuo outfit?
14/05/2026
Una parte crescente dei nuovi feed podcast online è ormai prodotta o supportata dall’AI: voci sintetiche, testi generati automaticamente, format costruiti in poco tempo e contenuti pubblicati in massa.
Questo cambiamento apre nuove possibilità per creator, aziende e media: produrre contenuti audio può diventare più veloce, accessibile e scalabile.
Allo stesso tempo, però, nasce un tema importante: la trasparenza. Chi ascolta dovrebbe poter sapere se dietro a un podcast ci sono persone reali, strumenti di AI usati come supporto o contenuti completamente generati da algoritmi.
L’intelligenza artificiale può essere uno strumento potente, ma la qualità editoriale, il controllo umano e la chiarezza verso il pubblico restano fondamentali.
Tu cosa ne pensi?
13/05/2026
OpenAI potrebbe voler portare l’intelligenza artificiale direttamente nello smartphone.
L’azienda starebbe accelerando sullo sviluppo di un dispositivo con AI integrata, con possibile produzione di massa già nella prima metà del 2027.
L’obiettivo non sarebbe creare un telefono tradizionale con qualche funzione intelligente in più, ma un vero AI agent phone: uno smartphone progettato per far lavorare gli agenti AI al centro dell’esperienza d’uso.
Questo significa passare da un modello basato sulle app a un modello basato sui compiti: meno “apro un’app e faccio tutto da solo”, più “chiedo all’AI e lei mi aiuta a completare l’azione”.
Il dispositivo potrebbe integrare funzioni avanzate per voce, immagini, sicurezza e automazione, trasformando il telefono in un assistente operativo sempre disponibile.
La sfida sarà capire se questo tipo di hardware riuscirà davvero a essere utile nella vita quotidiana. Altri prodotti AI-first hanno mostrato quanto sia difficile trasformare una grande promessa tecnologica in un oggetto pratico e desiderabile.
Se il progetto dovesse funzionare, il 2027 potrebbe segnare un passaggio importante: lo smartphone non sarebbe più solo uno schermo pieno di app, ma un punto di accesso diretto all’intelligenza artificiale.
Tu useresti uno smartphone capace di completare azioni al posto tuo?
12/05/2026
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