02/10/2026
Quando un porto muove lo stesso numero di container dell'anno scorso, sembra che non sia successo niente. A Rotterdam è successo parecchio.
Lo racconta un report di ING del 22 settembre dedicato a trasporti e logistica nei Paesi Bassi. Il messaggio di fondo della banca è rassicurante: il settore tiene, nonostante costi in salita e tensioni sulle rotte globali. Ma per arrivare a quella conclusione ING mostra tre grafici che, presi uno per uno, insegnano una cosa che vale ben oltre l'Olanda: un numero aggregato va aperto prima di essere creduto.
UNA CRESCITA DELL'1% CHE NESSUNO FA
Il primo grafico mette in fila le previsioni di crescita dei volumi per il 2026, comparto per comparto. Il settore nel complesso è atteso a più 1%, con un'accelerazione a più 1,5% nel 2027 che ING lega alla ripresa dell'edilizia e a un graduale miglioramento dell'economia tedesca, il primo partner commerciale olandese.
Se si scende di un livello, però, l'1% sparisce. Il trasporto pubblico e la navigazione marittima sono attesi a più 3%. La logistica, intesa come gestione di magazzini e catene di fornitura per conto terzi, a più 2%. Aviazione e autotrasporto si fermano a più 1%. Posta e pacchi vanno in territorio negativo, a meno 2,5%, perché il boom delle consegne è alle spalle e la posta tradizionale continua il suo calo di lungo periodo.
Una media fra più 3% e meno 2,5% non descrive nessuna delle aziende che la compongono. Chi si ferma al dato di settore non vede né il comparto che sta accelerando né quello che si sta restringendo, ed è proprio lì che stanno le differenze che contano.
IL RECORD DEI MEZZI PUBBLICI
Il secondo grafico segue i passaggi registrati ogni mese sui mezzi pubblici olandesi, con il 2019 messo uguale a 100. La linea crolla nella primavera del 2020, risale a fatica per anni, oscilla fra 85 e 100 nel 2024 e nel 2025 e quest'estate arriva a 107. È la prima volta che il traffico supera il livello di prima della pandemia.
Detto così è un record. ING però lo accompagna con due avvertenze, e sono la parte più utile del grafico.
La prima sta già nel titolo che la banca gli ha dato: il ritorno sopra il 2019 è definito temporaneo. Il picco è arrivato insieme all'abbonamento estivo agevolato promosso dal governo, e ING si aspetta che dopo l'estate i numeri possano calare un po'.
La seconda riguarda la base del confronto. Dal 2019 a oggi la popolazione dei Paesi Bassi è cresciuta del 4,5%. Più abitanti producono più viaggi anche a parità di abitudini, e infatti ING scrive che, calcolati per persona, i passeggeri non sono ancora tornati ai livelli di allora. Nel frattempo i biglietti sono rincarati del 13% complessivo dall'inizio del 2025, un freno che il numero dei passaggi da solo non mostra.
Un dato in valore assoluto che tocca un massimo può quindi convivere con un recupero ancora incompleto. Dipende da cosa si mette al denominatore.
LO ZERO DI ROTTERDAM
Il terzo grafico è quello da cui siamo partiti. Rotterdam, il porto più grande d'Europa, ha chiuso il primo semestre del 2026 con un traffico di container sostanzialmente stabile. Nessuna crescita, nessun calo.
ING divide quel totale in due colonne: container pieni e container vuoti. Nel 2025 i vuoti erano cresciuti di oltre il 10% mentre i pieni restavano quasi fermi. Nel primo semestre di quest'anno i vuoti salgono ancora, intorno al 7%, mentre i pieni scendono leggermente sotto lo zero.
La spiegazione che dà ING è lo squilibrio commerciale fra Europa e Asia, e in particolare il surplus delle esportazioni cinesi: dall'Asia arrivano molte più merci di quante l'Europa ne rimandi indietro, e una parte crescente delle casse riparte senza carico. Per il porto questo vuol dire movimentazione, spazio occupato e congestione senza un aumento corrispondente della merce trasportata. Il commercio mondiale, ricorda il report, è cresciuto vicino al 5% nel primo semestre, in gran parte trainato dalla Cina, ma molto di quel flusso passa lontano dai porti europei.
Lo zero del totale, quindi, non è un dato neutro. È la somma di un pezzo che sale e di uno che scende, e quello che sale porta congestione invece di merce.
TRE DOMANDE DA PORTARSI DIETRO
Messi in fila, i tre grafici danno un piccolo metodo, utile ogni volta che un report, un telegiornale o un comunicato aziendale ci consegna un numero solo.
Prima domanda: di cosa è fatto? Un totale o una media possono tenere insieme componenti che vanno in direzioni opposte. Prima di commentarlo, conviene sapere quali sono e quanto pesano.
Seconda domanda: rispetto a cosa? Un confronto con il passato regge solo se la base è rimasta la stessa. Popolazione, prezzi e perimetro cambiano, e un massimo storico può essere soltanto l'effetto di un denominatore più grande.
Terza domanda: perché proprio adesso? Un picco che coincide con un incentivo, una promozione o un evento una tantum va trattato come tale, finché i mesi successivi non dicono il contrario.
Sono le stesse domande che servono davanti a un indice azionario che sale grazie a pochi titoli, a una trimestrale con ricavi in crescita o a un dato sull'occupazione che sembra solido.
COSA SEGUIRE
Nei prossimi mesi i punti da guardare sono due: se i passaggi sui mezzi pubblici tengono una volta finita la spinta estiva, e se i container vuoti continuano a crescere a Rotterdam mentre i pieni restano fermi. Riportiamo la lettura di ING, non la facciamo nostra, e niente di quello che abbiamo scritto è una raccomandazione.
Aprire un dato per guardarci dentro, invece di fermarsi al titolo, è il lavoro che facciamo ogni giorno sulla ricerca delle grandi banche ed è quello che alimenta la piattaforma SPFINANCE.
I tre grafici sono tratti dal report "Dutch transport and logistics proves resilient amid rising costs, global disruption" di ING THINK Economic and Financial Analysis (Rico Luman, Senior Sector Economist, Transport and Logistics), 22 settembre 2026.
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