23/11/2023
23 novembre 1980, Terremoto dell'Irpinia
Il 23 novembre di 43 anni fa si ebbe uno dei terremoti più forti registrati strumentalmente in Italia, con una magnitudo momento di 6.9.
La particolarità di questo evento consiste nel fatto che fu composto da almeno 3 sub-eventi, 2 dei quali causarono delle rotture superficiali per una lunghezza di circa 40 km.
Il primo sub-evento si ebbe sui segmenti della faglia dell'Irpinia che, partendo dal monte Marzano - monte Carpineta (dove si localizza l'epicentro), si propagano verso il monte Cervialto a Nord, facendo registrare una magnitudo momento di 6.7-6.8 ed un ipocentro a circa 13 km di profondità.
A distanza di soli 20 secondi si verifica il secondo sub-evento, con una rottura nel pantano di San Gregorio Magno che fa registrare una magnitudo momento di circa 6.3-6.4.
Infine, dopo 40 secondi dal mainshock, si verifica il terzo sub-evento sulla faglia antitetica della faglia dell'Irpinia, che però non genera rotture superficiali ma fa comunque registrare una magnitudo momento di 6.2-6.3.
Il terremoto dell'Irpinia risulta quindi il frutto di un cluster di almeno tre grandi terremoti avvenuti a distanza di pochi secondi tra loro.
Ad oggi, le tracce delle rotture superficiali sono ancora ben visibili solo sul monte Carpineta, mentre in zona Piano di Pecore sono visibili le radici spezzate a causa della dislocazione del suolo.
Immagine 1: Sismogramma dell'evento
Immagine 2: Deformazione areale (in metri) e traccia delle faglie
Immagine 3: Profondità degli ipocentri
Immagine 4: Rottura superficiale sul monte Carpineta come appare oggi (foto Alberto Bacchiani )
Immagine 5: Foto delle radici rotte a seguito della dislocazione del suolo in zona Piano di Pecore, monte Carpineta (foto di Alberto Bscchiani)