19/01/2026
REGNO delle DUE SICILIE
1846
⚜VILLA REALE⚜
alla Riviera di Chiaia di Napoli
In un rarissimo scatto fotografico dal Castel del Ovo, si vede Hotel des Etrangers al Chiatamone.
Sullo sfondo, una delle DUE casine del Vanvitelli all'ingresso del SITO REALE.
16/01/2026
REGNO delle DUE SICILIE
ONORI
ai Nostri EROICI LAZZARI PATRIOTI NAPOLETANI
Serra !
Serra !
Presso la Chiesa di Porto Salvo su via Marina, fu eretto un obelisco dove si fecero ammazzare a migliaia per serrare la strada agli invasiri francesi giacobini
ONORI ai Nostri MARTIRI
Chi può, si rechi presso l'obelisco di porto SALVO a Napoli ad ONORARE la memoria dei Nostri EROICI MARTIRI
A tutti l'invito ad elevare le proprie preghiere affinché
Iddio li abbia in Gloria
Un INVITO :
NON USIAMO PIÙ il nome del TRADITORE caracciolo con il quale la propaganda MASSONICA del risorgimento ha voluto capovolgere la VERITÀ osannando un TRADITORE e svilendo i Nostri EROICI MARTIRI LAZZARI PATRIOTI.
Hanno mutilato il SITO REALE dal suo sbocco naturale sul mare per imporvi sopra il nome di un TRADITORE.
Questo INFAME, spalancò i confini che avrebbe dovuto proteggere, esponendo tutti Noi alle orde barbariche degli invasori giacobini francesi.
Chiamiamolo Lungomare, chiamiamolo Parthenope , chiamiamolo come vi pare, ma TOGLIAMO i nomi dei TRADITORI ed aguzzini dalle Nostre città, ora e per sempre.
NOTA BENE :
tutti i TRADITORI napolitani e siciliani, come questo caracciolo, saranno sempre a testa in giù, per ora su questa pagina, presto OVUNQUE.
16/01/2026
REGNO delle DUE SICILIE
⚜Villa Reale⚜
alla Riviera di Chiaia di Napoli
Il ratto di proserpina .
Questo pensato padre e figlio, non è mai stato percepito nel suo pensiero originario: aveva una prospettiva a cannocchiale dalla collina di e una scenografia grandiosa di statue con un investimento botanico notevole.
Forse il smise di vivere quando tagliarono il mare e interrarono la a mare: quel mare che dava un'orizzonte unico al mondo che padre aveva decretato il più aristocratico ed elegante passeggio del mondo.
Vennero poi la Cassa Armonica, il Circolo della Stampa, il Galoppatoio, il Casino Pompeiano e la Promotrice dell'Arte, i monumenti a questo e quello...e mille cose ancora nascoste negli originari 10 ettari di verde. Ma questa confusione moderna di funzioni (ad eccezione dell'acquario Dohrn) mise in secondo piano le piante monumentali e fiori, e le statue meditative disposte lungo il cammino: gli che abitavano da sempre la Riviera e l'impianto coraggioso dei salici. Coi a si sfidò la natura, e solo a Napoli davanti al mare si potevano i salici: l'acqua dolce della falda li faceva vivere contro la salsedine. Insomma, travolti dalla insolita modernità di un eterno giorno di agosto repubblicano, non volemmo più il Real Passeggio.
All'inizio fu chiamato napoletanizzando parigine: ma il Real Passeggio conservava si l'assialità della lezione dei giardini francesi al pari delle idee che avevano animato i giardini di Caserta, ma l'11 luglio 1781 apriva al "pubblico" con una idea grandiosa mai tentata in Italia, nè Francia, nè altrove.
Ormai non cerco colpe di questa o quella amministrazione: sono secoli che abbiamo sfregiato l'idea iniziale paesaggistica del Real Passeggio, e francamente, l'idea di villa comunale ha svilito il Sito Reale, e nessuno lo ha ancora ammesso.
Le origini di questa idea grandiosa e unica sono nel lontano '600, quando il conte di regalò le prime fontane al popolo della , come si chiama la spiaggia da noi. E poi, il lungo viale confinante con la larga spiaggia, venne selciato di basoli dal Vicerè di solo nel novembre del 1696 fino a per ben due miglia, e due anni dopo (luglio 1698) 13 fontane sprillarono lungo il percorso vino al posto dell'acqua per l'onomastico della Regina di Spagna, con grande delirio di popolo: era il giorno di Sant'Anna.
Da qui, da pubblici servizi e pubbliche feste, origina l'idea monarchica illuminata, e se dovessi dire cosa è davvero l' nel Regno, io direi Real Passeggio.
Passeggiare in riva al mare, fra piante rare e sculture splendide provenienti dalla Reggia di Caserta o commissionate appositamente , fu gradualmente un diritto pubblico molto prima di una semplice villa comunale.
Misero il , la montagna di marmo più grande dell'Antichità, al centro del Real Passeggio, perchè la potessero ammirare tutti!!
E mentre scolpiva nel 1618-25 lo splendido gruppo del Ratto di Prosepina per il cardinal nella sua magnifica villa nel parco privato (che a Roma diventò pubblico dopo l'Unità), rifece il gruppo scultoreo nel 1773 in quella che nacque già come .
Pensate che grande cecità è il Real Passeggio, trattato come Villa Borghese, mentre fu pensato già in nuce per respirare tutti la grandiosità del paesaggio e dell'opera umana.
Arderei lo mondo di una tempesta da mare, perchè il Ratto di Proserpina, solo a avvenne pubblicamente e fin dall'inizio, davanti ai nobili palazzi della Riviera di Chiaia,
- "Ah, io p’ammore addevento tempesta, fuoco e fiamme int''a volta celeste" !
23/11/2025
REGNO delle DUE SICILIE
⚜Villa Reale⚜
alla Riviera di Chiaia di Napoli
15/10/2025
REGNO delle DUE SICILIE
⚜VILLA REALE⚜
alla Riviera di Chiaia di Napoli
14/10/2025
REGNO delle DUE SICILIE
Napoli
⚜VILLA REALE⚜
alla Riviera di Chiaia, tra Mergellina e Chiatamone, ai piedi della collina, sulla spiaggia di Chiaia.
Una vista che si potrebbe addirittura definire "curativa" per la sua bellezza imparagonabile.
Costruita sul modello dei giardini Reali del PALAZZO REALE del Louvre di Parigi, ha in comune , con essi, anche la maestosa Riviera di Chiaia che ricorda, con i suoi Palazzi, alcuni tratti di Rou de Rivoli
Al posto della Senna, qui troviamo il golfo più bello del mondo.
14/10/2025
REGNO delle DUE SICILIE
⚜Villa REALE⚜ alla Riviera di Chiaia di Napoli
Vista dal Chiatamone
Archivio Alinari - il casino del Chiatamone - 1860.
L'immagine, una stampa all'albumina da negativo su lastra di vetro al collodio, è attribuita al fotografo francese Alphonse Bernoud (1820-1889), attivo a Napoli in quel periodo, sebbene talvolta venga fatta un'attribuzione errata ad altri fotografi dell'epoca come Achille Mauri a causa della comune area di operatività; la datazione è riconducibile con certezza all'autunno del 1860, specificamente al periodo immediatamente successivo all'ingresso di Giuseppe Garibaldi a Napoli, avvenuto il 7 settembre.
La fotografia documenta un momento storico preciso e un edificio oggi scomparso, il Real Casino del Chiatamone, noto anche come Palazzina del Chiatamone, che sorgeva sull'omonima via affacciata sul mare, in un'area oggi profondamente trasformata dalla colmata che ha creato l'attuale via Nazario Sauro.
L'edificio, originariamente una residenza reale borbonica, divenne celebre per la sua associazione con lo scrittore francese Alexandre Dumas padre, come testimoniato dall'iscrizione in francese apposta a mano sul margine inferiore della foto: "Palais Chiatamone Donné par garibaldi" (Palazzo Chiatamone Donato da Garibaldi), seguita da una firma non chiaramente leggibile ma coerente con la documentazione dell'evento.
L'analisi storica conferma infatti che il massone garibaldi, assunto il titolo di Dittatore delle Due Sicilie, firmò un decreto il 25 settembre 1860 con il quale concedeva a Dumas l'uso vitalizio della palazzina come riconoscimento per il suo sostegno, anche finanziario, alla causa garibaldina e all'impresa dei mille.
Dumas, arrivato a Napoli al seguito di garibaldi, risiedette nell'edificio, che ribattezzò "Villa garibaldi", e vi fondò il suo giornale bilingue "L'Indipendente" / "L'Indépendant", le cui pubblicazioni iniziarono proprio nell'ottobre del 1860.
La fotografia cattura quindi la palazzina nel momento esatto della sua nuova destinazione d'uso, trasformata da casino reale a quartier generale intellettuale e politico di una delle figure più celebri della letteratura europea, immersa nel fervore rivoluzionario della Napoli post-borbonica.
La scena mostra la struttura neoclassica a due piani, con la sua caratteristica loggia, affacciata direttamente su una scogliera bassa, prima dei grandi lavori di urbanizzazione di fine Ottocento che avrebbero stravolto il litorale napoletano.
La qualità tecnica dell'immagine, con il cielo parzialmente solarizzato e il mare reso con un nero profondo, è tipica delle tecniche fotografiche dell'epoca, che richiedevano lunghi tempi di esposizione e presentavano limiti nella resa delle diverse luminosità.
L'opera costituisce pertanto un documento visivo di eccezionale valore, testimoniando non solo un pezzo di storia urbanistica perduta di Napoli, ma anche l'intreccio tra le vicende del risorgimento, la figura del massone garibaldi e il mondo culturale massonico internazionale rappresentato da Alexandre Dumas.
Fonti:
Fondazione Alinari per la Fotografia;
G. Ruggiero, "Napoli com'era nelle fotografie di una volta", Edizioni Kairós;
R. De Fusco, "Napoli nel Cinquecento e la veduta di Antonio Lafréry", Electa Napoli;
Decreto Dittatoriale n. 30 del 25 settembre 1860, in "Collezione delle leggi e de' decreti reali del regno delle Due Sicilie";
A. Dumas, "L'Indipendente", annate 1860-1861.
Altre immagini sulla mia pagina: https://www.facebook.com/profile.php?id=61572268875410
14/10/2025
REGNO delle DUE SICILIE
⚜Villa REALE⚜
alla Riviera di Chiaia di Napoli
Un'interessantissima veduta della Villa Reale.
A sinistra si vede un torrino del Giardino d'Inverno e in basso a destra una parte di uno dei due Padiglioni Vanvitelliani all'ingresso della Villa.
Si vede una parte della Riviera di Chiaia con a sinistra palazzo Ischitella e a destra Palazzo Caracciolo di San Teodoro.
In alto la Collina del Vomero con la Floridiana e il ponte di Villa Lucia.
Foto del 1865 ca. (N.B. Questa foto fu postata per la prima volta in un commento ad un post sulla vecchia pagina di "Napoli Retrò" dall'utente Ciccio Esposito).