Centro io studio per l'apprendimento/ Bisogni speciali

Centro io studio per l'apprendimento/ Bisogni speciali Pedagogia delle disabilità. Dsa, ADHD, disturbi del neurosviluppo. Approccio SENSO-PRASSICO MOTORIO. VALUTAZIONE FUNZIONALE E TRATTAMENTO. Mediazione sociale

Formazione per educatori e insegnanti; Relazione d'aiuto e famiglia.

21/09/2024
    Per donare un libro alla biblioteca della tua scuola scegli la libreria di paese  Via Papa Giovanni XXIII al n 11 Mo...
04/11/2023


Per donare un libro alla biblioteca della tua scuola scegli la libreria di paese

Via Papa Giovanni XXIII al n 11 Mosciano Sant'Angelo.

 👉Si ricomincia con la scuola e le difficoltà dei compiti👉Ti chiedi se questo tempo debba per forza essere così critico ...
09/01/2023



👉Si ricomincia con la scuola e le difficoltà dei compiti
👉Ti chiedi se questo tempo debba per forza essere così critico ogni giorno
👉Vedi i tuoi figli innervosirsi ogni volta e tu con loro
👉Vorresti solo che le cose funzionassero un po'

🥊Non occorrono i guantoni da box
🥊Non occorre salire su un ring
🥊Non occorre lottare

⭐Studiare può tornare a essere una esperienza gioiosa, per apprendere serenamente e con curiosità.
Assecondando l'indole dello studente gratificando le sue attitudini e aiutarlo a migliorare le sue prestazioni e soddisfazioni personali
⭐ centro educativo per l'apprendimento mediato e le difficoltà di apprendimento DSA ADHD AUTISMO
⭐Solo per appuntamento
☎️3318812492
Dott.ssa Pasqualina Monaco
Via Papa Giovanni XXIII al n 11 di Mosciano Sant'Angelo

❤️sempre dalla parte dei bambini ❤️
29/11/2022

❤️sempre dalla parte dei bambini ❤️

È il 1990 a Baltimora, Maryland. Un giorno la maestra d'asilo convoca d'urgenza mamma Deborah, per tutti Debbie.
"Michael non riesce a stare seduto, non sta mai tranquillo, non riesce a focalizzare" dice la maestra.
"Forse è solo annoiato" risponde Debbie.
"Impossibile. Si rassegni, semplicemente suo figlio non è dotato, non sarà mai in grado di focalizzarsi su nulla" sentenzia la donna senz'appello.

Il bambino in questione, quel Michael, di cognome fa Phelps, ha 5 anni, è cresciuto senza padre in una famiglia interamente femminile, insieme alla madre e alle due sorelle, e fino a quel momento non ha quasi mai messo piede in una piscina. Quando lo fa per la prima volta, è talmente terrorizzato all'idea di ba****si la faccia, che l'istruttore è costretto a insegnargli il dorso. Michael ha un talento innato, ma discontinuo. A scuola non va meglio. Tutte le sue insegnanti ripetono a Debbie sempre le stesse cose: "Non riesce a concentrarsi in nessun compito", "non è portato per questa o quella materia", "infastidisce il compagno di banco". Debbie allora decide di sottoporlo a una visita specialistica. La diagnosi è chiara: ADHD o DDAI, meglio noto come Disturbo da deficit di attenzione/iperattività.

Ma Debbie, oltre ad essere una mamma, è anche insegnante e preside. E si mette in testa di dimostrare a tutti che sbagliano. "Sapevo che, se avessi lavorato duro con Micheal, lui avrebbe potuto raggiungere tutti gli obiettivi che si fosse prefissato.” Lavora a stretto contatto con le insegnanti di Michael e, ogni volta che una di loro le dice "non riesce a fare questo", lei risponde: "Bene, cosa possiamo fare per aiutarlo?" Di fronte alle sue difficoltà con la matematica, gli trova un tutor e un metodo che susciti l'interesse di Michael, con problemi di questo tipo: “Quanto tempo impieghi a nuotare per 500 metri se nuoti ad una velocità di 3 metri al secondo?”.

Trasforma i limiti di suo figlio in opportunità. Ogni volta che lui ha uno scatto di rabbia o di frustrazione in piscina, lei dagli spalti gli fa un segnale convenzionale a forma di C che, nel loro linguaggio privato, significa "Ricomponiti".

Michael migliora a scuola, mentre in vasca è già un piccolo squalo: a 11 anni, è più forte e veloce di qualsiasi altro suo coetaneo che abbia mai nuotato negli Stati Uniti. Debbie viene, allora, convocata per il secondo colloquio più importante della vita di Michael. Questa volta non è una maestra d'asilo ma il suo allenatore, Bob Bowman. È il maggio del 1996.

"Signora, ora le dico cosa succederà" esordì. "Nel 2000 Michael parteciperà ai Trials olimpici. Non so se conquisterà la convocazione, ma sicuramente farà parlare di sé. E nel 2004 sarà senza dubbio un atleta che vincerà delle medaglie olimpiche. E saremo solo all’inizio”.

Bob sbagliava. Nel 2000, a Sydney, non solo Michael si qualificherà nei 200 metri farfalla, ma raggiungerà la finale, classificandosi al quinto posto, sfiorando il podio e una medaglia. Aveva 15 anni appena compiuti. Da quel giorno, per i successivi 16 anni, Phelps conquisterà 83 medaglie, di cui 66 d'oro, 28 olimpiche, 33 iridate, in otto diverse discipline, diventando, nel 2008 a Pechino, l'atleta con più ori (otto) in una sola edizione della storia dei Giochi e, per distacco, il nuotatore più vincente di ogni tempo, oltre a uno degli sportivi più forti di ogni sport o epoca.

Quel campione inarrivabile e icona planetaria è stato un bambino con deficit dell'attenzione diagnosticato, come decine di milioni di altri bambini come lui in tutto il mondo. Con la sola fortuna di avere avuto al suo fianco una donna e una professionista che non lo ha mai giudicato, né giustificato, ma lo ha spinto a ti**re fuori il proprio talento dove altri vedevano solo disturbi, disattenzione e iperattività. Avrebbe potuto rassegnarsi, come le aveva consigliato la sua prima maestra d'asilo. Invece Debbie ha deciso di fare qualcosa di molto più lungo e faticoso: credere in suo figlio.

Forse nessuno di quei milioni di bambini diventerà mai Michael Phelps - che importa? - ma dietro lo stigma di una diagnosi e di un giudizio senz'appello, ci sono persone con talenti e capacità fuori dal comune in qualunque ambito o professione. A volte quello che manca è solo qualcuno disposto a vederli e a riconoscerli. Una come Debbie Phelps, per esempio.

È il 1990 a Baltimora, Maryland. Un giorno la maestra d'asilo convoca d'urgenza mamma Deborah, per tutti Debbie."Michael...
29/11/2022

È il 1990 a Baltimora, Maryland. Un giorno la maestra d'asilo convoca d'urgenza mamma Deborah, per tutti Debbie.
"Michael non riesce a stare seduto, non sta mai tranquillo, non riesce a focalizzare" dice la maestra.
"Forse è solo annoiato" risponde Debbie.
"Impossibile. Si rassegni, semplicemente suo figlio non è dotato, non sarà mai in grado di focalizzarsi su nulla" sentenzia la donna senz'appello.

Il bambino in questione, quel Michael, di cognome fa Phelps, ha 5 anni, è cresciuto senza padre in una famiglia interamente femminile, insieme alla madre e alle due sorelle, e fino a quel momento non ha quasi mai messo piede in una piscina. Quando lo fa per la prima volta, è talmente terrorizzato all'idea di ba****si la faccia, che l'istruttore è costretto a insegnargli il dorso. Michael ha un talento innato, ma discontinuo. A scuola non va meglio. Tutte le sue insegnanti ripetono a Debbie sempre le stesse cose: "Non riesce a concentrarsi in nessun compito", "non è portato per questa o quella materia", "infastidisce il compagno di banco". Debbie allora decide di sottoporlo a una visita specialistica. La diagnosi è chiara: ADHD o DDAI, meglio noto come Disturbo da deficit di attenzione/iperattività.

Ma Debbie, oltre ad essere una mamma, è anche insegnante e preside. E si mette in testa di dimostrare a tutti che sbagliano. "Sapevo che, se avessi lavorato duro con Micheal, lui avrebbe potuto raggiungere tutti gli obiettivi che si fosse prefissato.” Lavora a stretto contatto con le insegnanti di Michael e, ogni volta che una di loro le dice "non riesce a fare questo", lei risponde: "Bene, cosa possiamo fare per aiutarlo?" Di fronte alle sue difficoltà con la matematica, gli trova un tutor e un metodo che susciti l'interesse di Michael, con problemi di questo tipo: “Quanto tempo impieghi a nuotare per 500 metri se nuoti ad una velocità di 3 metri al secondo?”.

Trasforma i limiti di suo figlio in opportunità. Ogni volta che lui ha uno scatto di rabbia o di frustrazione in piscina, lei dagli spalti gli fa un segnale convenzionale a forma di C che, nel loro linguaggio privato, significa "Ricomponiti".

Michael migliora a scuola, mentre in vasca è già un piccolo squalo: a 11 anni, è più forte e veloce di qualsiasi altro suo coetaneo che abbia mai nuotato negli Stati Uniti. Debbie viene, allora, convocata per il secondo colloquio più importante della vita di Michael. Questa volta non è una maestra d'asilo ma il suo allenatore, Bob Bowman. È il maggio del 1996.

"Signora, ora le dico cosa succederà" esordì. "Nel 2000 Michael parteciperà ai Trials olimpici. Non so se conquisterà la convocazione, ma sicuramente farà parlare di sé. E nel 2004 sarà senza dubbio un atleta che vincerà delle medaglie olimpiche. E saremo solo all’inizio”.

Bob sbagliava. Nel 2000, a Sydney, non solo Michael si qualificherà nei 200 metri farfalla, ma raggiungerà la finale, classificandosi al quinto posto, sfiorando il podio e una medaglia. Aveva 15 anni appena compiuti. Da quel giorno, per i successivi 16 anni, Phelps conquisterà 83 medaglie, di cui 66 d'oro, 28 olimpiche, 33 iridate, in otto diverse discipline, diventando, nel 2008 a Pechino, l'atleta con più ori (otto) in una sola edizione della storia dei Giochi e, per distacco, il nuotatore più vincente di ogni tempo, oltre a uno degli sportivi più forti di ogni sport o epoca.

Quel campione inarrivabile e icona planetaria è stato un bambino con deficit dell'attenzione diagnosticato, come decine di milioni di altri bambini come lui in tutto il mondo. Con la sola fortuna di avere avuto al suo fianco una donna e una professionista che non lo ha mai giudicato, né giustificato, ma lo ha spinto a ti**re fuori il proprio talento dove altri vedevano solo disturbi, disattenzione e iperattività. Avrebbe potuto rassegnarsi, come le aveva consigliato la sua prima maestra d'asilo. Invece Debbie ha deciso di fare qualcosa di molto più lungo e faticoso: credere in suo figlio.

Forse nessuno di quei milioni di bambini diventerà mai Michael Phelps - che importa? - ma dietro lo stigma di una diagnosi e di un giudizio senz'appello, ci sono persone con talenti e capacità fuori dal comune in qualunque ambito o professione. A volte quello che manca è solo qualcuno disposto a vederli e a riconoscerli. Una come Debbie Phelps, per esempio.

Si chiamano   e servono per 🍄 😉👉Come le neuroscienze ci insegnano,  emozione e cognizione camminano insieme, mano nella ...
22/11/2022

Si chiamano e servono per 🍄 😉

👉Come le neuroscienze ci insegnano, emozione e cognizione camminano insieme, mano nella mano. Per questo è necessario, già dalla scuola dell’infanzia, allenare le funzioni esecutive dei bambini e delle bambine.

👉Nonostante i lobi pre-frontali siano ancora molto immaturi in questa fascia d’età, si può cominciare ad allenare competenze che sono cruciali per l’adattamento dei bambini/e nel loro contesto di vita. Infatti, le funzioni esecutive sono funzioni d’ordine superiore che raggruppano un’ampia varietà di capacità fondamentali per “farcela” nella vita.

👉Nello specifico ci permettono di imparare come auto-regolare le nostre emozioni in modo efficace; come lavorare sui nostri pensieri (meta-cognizione); come essere flessibili e creativi, adattandoci a situazioni diverse. Le FE riguardano anche le capacità inibitorie, la memoria operativa e l’attenzione sostenuta.

Ad esempio, lavorare sulla memoria operativa pone i bambini nelle condizioni di poter selezionare e combinare le informazioni per comprenderle, per raggiungere obiettivi e prendere decisioni.

🍄Le FE sono utili nella gestione del conflitto perché ci consentono di trovare prospettive diverse per affrontarlo.

🍄Ripensare le nostre routine con uno sguardo alle funzioni esecutive può permetterci di guidare i bambini nel comprendere i segnali che arrivano dal mondo circostante, le regole inter- e intra personali e acquisire una maggiore auto-consapevolezza.

🍄Le FE sono una risorsa preziosa per il loro Essere e BenEssere.
Approfondiamo insieme queste funzioni, la loro importanza e le attività che possono accompagnare il loro sviluppo alla Scuola dell’Infanzia.

centro per
👉Difficoltà di apprendimento
👉Deficit Attenzione e Iperattività
👉Disprassia Severa e

Dott.ssa Lina Monaco
Specialista ITARD

Via Papa Giovanni XXIII al n 11 di Mosciano Sant'Angelo
☎️3318812492

🐱Difficoltà di apprendimento?🐱Bisogno di un supporto professionale per i compiti?🐱   -Centro pedagogico per l'apprendime...
13/09/2022

🐱Difficoltà di apprendimento?
🐱Bisogno di un supporto professionale per i compiti?
🐱
-Centro pedagogico per l'apprendimento mediato

☎️ Francesca 32822533883 (progetto tutor)
☎️ Patrizia 3245669161 (terapista Itard)
☎️Dott.ssa Pasqualina Monaco 3318812492 (Responsabile )

Indirizzo

Via Papa Giovanni XXIII N. 28, Mosciano Sant'Angelo , , Via Michelangelo 9, Roseto Degli
Mosciano Sant'angelo
64023

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
14:30 - 18:30
Martedì 02:30 - 18:30
21:00 - 12:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
14:30 - 18:30
Giovedì 02:30 - 18:30
21:00 - 12:00
Venerdì 09:00 - 12:00
14:30 - 18:30
Sabato 09:00 - 13:00

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