20/10/2020
Da mercoledì un nuovo appuntamento per parlare di sport con esperti del settore alle 21! Sintonizzatevi!
Un percorso formativo fatto su misura e accessibile a chiunque desideri crescere e conquistare obiettivi elevati nella vita, nello sport e nel lavoro.
20/10/2020
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Fase 2: consigli per l'uso
Il periodo di quarantena sembra volgere al termine e siamo alle porte della tanto attesa Fase 2.
Molte persone si interrogano su cosa sia lecito aspettarsi da questo nuovo sviluppo, si sente tanto parlare di “ritorno alla normalità”.
Il punto è che la normalità, così come la conoscevamo, non tornerà!
Questa epidemia sta cambiando in modo molto profondo il nostro modo di vivere e sta avendo un impatto molto significativo a livello sociale, culturale ed economico. Le conseguenze di questo impatto avranno risonanza per mesi, quindi è bene abituarsi all’idea di entrare in una “nuova normalità”.
Difficile dire da cosa sarà caratterizzata e in che modo esattamente andrà ad influenzarci, ma è certo che molte cose cambieranno e noi dobbiamo essere in grado di gestire questo cambiamento al meglio per poter riprendere a vivere in questa nuova fase.
Come gestire dunque questi cambiamenti?
Anzitutto è importantissimo riuscire ad essere attenti e consapevoli di ciò che succederà intorno a noi: nuove dinamiche interpersonali, nuove esigenze lavorative, nuovi modi di vivere il tempo libero (ristoranti, palestre, parrucchieri). La capacità di essere flessibili e di adattarsi al cambiamento sarà altrettanto fondamentale, ma potrebbe non essere così semplice da coltivare.
Dove sta la difficoltà? Nel fatto che il nostro cervello tende a lavorare per schemi, siamo abitudinari! Abituarsi a nuove routine può quindi essere faticoso e stancante a livello mentale… se poi rimaniamo ancorati all’idea di “normalità” che avevamo prima il tutto si complica.
E’ dunque indispensabile iniziare a risintonizzare il nostro cervello, le nostre dinamiche di pensiero, sganciandoci da ciò che era e focalizzandoci verso ciò che ci aspetta.
Chiaramente le incognite sono tante e la tendenza a fare il paragone su “come era prima” è più che naturale: è un semplice meccanismo della nostra mente, uno schema che applichiamo in maniera inconsapevole ed automatica.
Per riuscire a rimanere focalizzati sul Qui ed Ora può essere necessaria una certa ginnastica mentale; soprattutto in una fase iniziale cambiare un processo di ragionamento che normalmente agisce in maniera automatiche richiede delle frequenti ricalibrazioni dei nostri pensieri.
E’ un po’ come decidere di iniziare ad andare in palestra: inizialmente sarà necessario organizzarsi e ritagliarsi il tempo (e trovare la voglia) per allenarsi con costanza, ma col tempo l’allenamento inizierà a far parte dei nostri schemi mentali ed entrerà nella nostra routine.
Si può dunque dire che nel momento il cui la “rottura di schema” diventa un’abitudine, siamo riusciti a cambiare il nostro modo di pensare.
Allo stesso modo, abituarci a restare focalizzati sul Qui ed Ora in vista della fase di “nuova normalità” che stiamo per affrontare può essere molto utile per riuscire a gestire le situazioni e i contesti a cui non saremo abituati.
Lo strumento molto utile che possiamo iniziare ad applicare per abituarci è farci una semplice domanda!
Nel momento in cui staremo sperimentando una sensazione di smarrimento o di disagio per una situazione diversa rispetto a quanto siamo abituati, anziché perderci nel pensiero “prima era così”, facciamoci questa semplice domanda: “come posso fare per gestire questa situazione? Che opzioni ho?”
Questo ci permette di focalizzare i nostri pensieri in una direzione molto precisa: quella delle soluzioni!
Inizialmente non sarà semplice, come dicevo ci vuole una certa ginnastica mentale.
Ma, nel momento in cui il nostro cervello sarà abituato a focalizzarsi sul Qui ed Ora e sulla ricerca di soluzioni, vedrete che tutte le situazioni saranno molto più facili da gestire.
Provare per credere!
"Sono un coach, scelgo il mio terreno di gioco e faccio la mia parte"
Buongiorno a tutti cari quarantenati.
Questa situazione sta impattando tanto e in diversi modi su molte persone e non è sempre facile gestire le situazioni, le emozioni e gli stati d'animo che ne conseguono: paura, aspettative, incertezza, desideri, speranze e tanto altro.
Nei giorni scorsi ho pubblicato alcuni post dove riflettevo su cosa ci avrebbe riservato il futuro e sui cambiamenti che ci sarebbero stati. Spesso ho detto "io comincio da me, poi vedremo se questo potrà aiutare anche gli altri".
Si parla tanto di fare la nostra parte: stando a casa, aiutando gli altri, rispettando le regole.
Io ho deciso che posso fare la mia parte offrendo il mio tempo e le mie competenze, mettendomi a disposizione.
Sono un coach professionista: so ascoltare, so sostenere le persone nell'affrontare situazioni e momenti impegnativi, so affiancarle ed aiutarle nel gestire difficoltà e sfide.
Quindi ho deciso di mettermi a disposizione per chiunque volesse parlare, condividere, essere ascoltato.
Ci si dedica del tempo: oggi la tecnologia ci aiuta anche se siamo distanti... una chiamata, skype... i mezzi ci sono!
Per voi che leggete, per le persone che avete vicino, per qualcuno che sentite in difficoltà: sono qui!
Volentieri 😃
Contattatemi, fate girare, ditelo a chi volete.
Io sono qui!
23/02/2020
"Come posso migliorare ancora?"
Capita spesso, arrivati ad un certo livello di competenza, di stabilizzarsi, quasi di cristallizzarsi a quel livello. Questo succede quando abbiamo acquisito e consolidato schemi funzionali che ci garantiscono un livello di performance soddisfacente. A quel punto la parabola di apprendimento tende a rallentare la sua crescita e ci "mettiamo comodi" nella nostra zona di comfort.
Ci limitiamo a mantenere quello che abbiamo conquistato.
Arrivati a quel punto la vera sfida è trovare un nuovo stimolo per andare oltre. Lo stimolo può giungere dall'esterno (una persona che ci fa riflettere o mette a nostra disposizione l'opportunità di acquisire nuove competenze) o dall'interno (lavorando su di sé e facendosi le giuste domande si può arrivare alla consapevolezza della situazione di stallo e mettersi in moto verso nuovi obiettivi).
Quindi, a prescindere dal livello a cui siamo arrivati, possiamo sempre chiederci: "ok, fin qui ci siamo.... cos'altro posso fare adesso per migliorarmi ancora?" 😉
17/02/2020
Perchè la costanza è fondamentale?
Per ottenere risultati, in qualsiasi ambito, è necessario agire. Dopo aver fatto tante azioni, di cui molte saranno state anche sbagliate, riuscirai a trovare la giusta chiave di lettura, il giusto percorso, il giusto metodo.
Ma questo non basta!
Una volta trovato il metodo, bisogna allenarsi con costanza, affinchè il metodo diventi uno schema abituale e funzionale, quasi fisiologico!
A quel punto i risultati cominciano ad arrivare.... ma ancora non basta!
E' qui che si fa la svolta: il metodo va mantenuto, perfezionato costantemente, evoluto!
Questo mette in moto un meccanismo mentale vincente, orientato sempre alla migliore delle soluzioni, sempre al passo in avanti verso un nuovo traguardo.
Allena la tua mente a vincere! 😉💪
12/02/2020
Il nostro atteggiamento influenza tantissimo il nostro stato d'animo e, di conseguenza, le nostre performance.
Tuttavia possiamo cercare di "pilotare" il nostro atteggiamento in modo da orientarci verso uno stato d'animo positivo. In particolar modo tre fattori possono influire in maniera significativa:
La nostra postura: il modo in cui occupiamo fisicamente lo spazio. Avere una postura forte, solida (sguardo alto, spalle aperte, busto eretto, sorridere) ci porta ad avere un atteggiamento corrispondente!
Il linguaggio: le parole che scegliamo di utilizzare. Abituarsi ad utilizzare termini positivi e potenzianti (obiettivo, risultato, possibile, soluzione, ok, figo, positivo, piace) allo stesso modo sintonizza le nostre dinamiche di pensiero in quella direzione.
Il focus: ciò su cui decidiamo di concentrarci e su cui investiamo le nostre energie. L'esempio più semplice ed immediato è quando, di fronte ad una situazione complessa, scegliamo se concentrarci sul "problema" (tra virgolette perchè la situazione è semplicemente una situazione, siamo noi a trasformarla in un problema focalizzandoci sulle criticità) o sulle possibili opzioni e soluzioni.
La capacità di gestire queste tre componenti può richiedere un certo impegno, soprattutto inizialmente. Ma con un po' di consapevolezza, di costanza e di "ginnastica mentale", è possibile sintonizzarsi verso un atteggiamento positivo, che può permetterci di ottenere un sensibile miglioramento delle nostre performance e, perchè no, anche della nostra qualità di vita.
Dopo tutto si vive meglio sereni e positivi che sempre incazzati no? 😉
03/02/2020
Oggi propongo un estratto della "metafora della carrozza" di Gurdjieff
E' la rappresentazione ideale dell’essere dormiente, ovvero di colui che non decide la direzione della propria vita, ma ne è succube, condizionato dalle forze esterne che influenzano il proprio percorso. La metafora paragona l’essere umano ad una carrozza che rappresenta il corpo fisico, trainato da cavalli che sono le emozioni, guidato dal cocchiere che è la mente, mentre il passeggero è l’anima (o coscienza).
Quando il cocchiere (la mente) è confuso e non sa dove andare, la carrozza (il corpo) viene guidata dai cavalli (le emozioni) che automaticamente la trainano, senza direzione alcuna, mentre il passeggero (l’anima coscienza) dorme. E se la coscienza dorme, quanta consapevolezza possiamo avere di quello che facciamo, diciamo e decidiamo? Come può il cocchiere dare le opportune istruzioni ai cavalli se non sa dove dirigersi?!? E per sapere dove andare ha bisogno di ascoltare la voce del passeggero (consapevolezza), così da prendere in mano le redini e guidare i cavalli nella direzione desiderata.
Quindi, se siamo consapevoli possiamo dare istruzioni alla nostra mente, che può così gestire le emozioni e guidare le nostre azioni in maniera corretta ed efficace!