Comunità di San Cristoforo

Comunità di San Cristoforo Una pagina per tenervi tutti aggiornati sulle attività della Comunità! Anche con loro siamo cresciuti. Le camere a disposizione sono tutte con servizi privati.

STORIA
L’idea della nostra comunità nasce nel dicembre 1972 da un gruppo di persone la maggioranza delle quali impegnata, a diverso titolo, all’interno della scuola. Muovendo dagli stimoli del pedagogista brasiliano Paulo Freire, cominciammo a delineare che la comunità sarebbe stata un’alternativa alla vita di scuola, proponendo una scuola di vita. Una vita di fraternità, di familiarità non poteva

che giocarsi su alcune opzioni: essere una comunità che vivesse una essenzialità e che fosse condividente, quindi accogliente ed in nulla discriminante. Ma quali ultimi accogliere come compagni di strada, per non cadere in qualunquismi frustranti per noi e deleteri per gli accolti? Tra le molte ultimità, sulla base delle attitudini emergenti e delle esperienze di ognuno, nel 1976 scegliemmo i giovani tossico – alcool dipendenti. Dal 1976 al 1980 – anno di inizio della comunità – si maturarono conoscenze e approfondimenti sulla vita delle comunità, intensi e proficui contatti con realtà in Italia e all’estero, che ci sembravano affini a noi e che ci permisero di bere al pozzo della loro conoscenza. Fu tuttavia nel 1980 che mettemmo a fuoco quello che sarebbe poi divenuto un elemento caratteristico: essere un piccolo segno, una comunità semplice, aperta al territorio e a basso indice istituzionale. Figli tutti della generosa terra veneta, sentivamo quale dovere morale il dover vivere la nuova esperienza nella nostra terra e cultura e al servizio dei nostri giovani. L’idealità di essenzialità (ma anche la realtà di fatto: non avevamo i mezzi finanziari!), di non proprietà e di opzione della campagna e dell’agricoltura quale preferibile ambiente per il genere di persone che ci accingevamo ad accogliere, ci costrinsero ad uscire dalla nostra area, allargando via via sempre più la circonferenza territoriale di ricerca di una cascina con terreno da lavorare in affitto, finché il 3 luglio 1980 lasciammo il Veneto per Bolgheri (Livorno) e cominciò l’avventura che dura tuttora. L’incantevole luogo, isolato, senza corrente elettrica, senza telefono e senz’acqua (c’era solo un serbatoio d’acqua piovana) che inizialmente ci ammaliò, presto si rivelò non adatto alle nostre finalità. Il 14 marzo 1981 ci trasferimmo definitivamente nelle Marche, ad Amandola (Fermo) perché qui trovammo una donna che credette alla nostra iniziativa e ci offrì, in affitto, il rudere e il podere che, in anni, abbiamo trasformato in scuola di vita. Garantire la libertà di tale scuola fu ciò che spinse alla scelta di non convenzionamento alle strutture pubbliche, finalizzata all’assicurarsi la retta giornaliera su ogni ragazzo accolto; il tempo ci ha dato ragione. Oggi, con i ragazzi accolti, il gruppo è composto da poco più di una decina di persone, ma la comunità è una, ognuno assumendo le responsabilità che le sue spalle gli consentono dando e ricevendo dagli altri ciò che ognuno è. Chi ha fatto di questa scelta una scelta di vita, sente ancora scorrere nelle vene quella carica iniziale, quell’entusiasmo di condividere e tutta la coscienza di una pochezza con cui, per sempre, fare i conti. Sono passati più di trentacinque anni; circa 280 ragazzi e ragazze di varie regioni italiane, ma in maggioranza veneti e del nostro specifico territorio marchigiano, hanno trovato accoglienza, calore, compagni di viaggio, amici per ricredere in se stessi, per scoprire le proprie capacità e potenzialità, per vivere l’esperienza esaltante – pur con tanti limiti e fragilità – del vivere insieme per crescere insieme. Molti di più, comunque, sono quelli che hanno trovato e continuano a trovare un punto di ascolto in cui potersi confrontare e trovare occasione di consiglio ed aiuto. Grazie ai giovani che, a vario titolo, hanno fatto esperienza di vita comunitaria nel corso di questi trent’anni, nel territorio limitrofo sono sorti una decina di nuclei famigliari impegnati chi nell’allevamento di bovini od ovini, con la relativa produzione di formaggi, chi nell’artigianato artistico (ceramica), chi nella scuola, chi nel sociale. Segni, anche questi, di una sempre miglior integrazione nel territorio.

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Parallelamente alla Comunità, è stata creata ventIdue anni orsono anche una cooperativa sociale, con l’obiettivo di dare lavoro ai giovani della comunità e dei paesi vicini. Questa realtà lavorativa oggi è così formata da una attività agrituristica con ospitalità e ristorazione, da un centro ippico, da un centro di salute naturale, da un appezzamento di terreno utilizzato per la coltivazione di prodotti orticoli destinati a fornire il ristorante, dalla possibilità di noleggiare mountain bike e di fare percorsi nei dintorni (ed un libro di itinerari di produzione propria) e, nel periodo estivo, dalla possibilità di noleggiare delle piccole imbarcazioni e canoe per conoscere meglio il lago di San Ruffino che lambisce il ristorante. Una metà di esse trova collocazione nei pressi del maneggio, sopra il centro di salute naturale; l’altra metà, sopra il ristorante, sui bordi del lago. www.dimensionenatura.org

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La comunità si è trovata di fronte alla necessità di costruire la nuova casa presso cui continuare questa esperienza di vita e consentire a quanti lo richiedano di fare assieme un tratto di strada. Un impegno, sia economico sia di energie, non indifferente e che durerà a lungo. La casa è sorta nel 2015 nella collina di fronte, adiacente al lago, in contrada S. Ruffino. Venite a trovarci! QUESTIONARIO LETTERA 2021/2022
SINTESI RISPOSTE

1. Nei contatti avuti con la nostra Comunità, quali aspetti ti hanno colpito? Ti sono rimasti impressi? Quali hai condiviso? Accoglienza (16 voti)
Condivisione (10 voti)
Gratuità (6 voti)
Riconoscimento reciproco nel profondo / dimensione affettiva / impegno e costanza / spiritualità (3 voti ciascuno)
Convivialità / sobrietà / autenticità / apertura / amore verso il prossimo / aiuto (2 voti ciascuno)
Ambiente naturale, rispetto della natura, spontaneità, spinta, crescita, preghiera, ascolto, raccoglimento, confronto, servizio, altruismo, amicizia, ideale, disponibilità, sacrificio (1 voto)
2. Quali aspetti invece non hai apprezzato o ne hai avuto impressione negativa o non hai condiviso? Relazioni interne e comunicazione tra comunitari (4 voti)
Difficoltà a mettersi in discussione e modificare le proprie idee (1 voto)
Ripetitività dei ruoli / isolamento (questi due aspetti sono stati visti sia come positivi che negativi)
3. Per quanto hai potuto cogliere della Comunità, quali sono i suoi principi ispiratori, i suoi obbiettivi, le sue caratteristiche essenziali? Accoglienza (10 voti)
Condivisione / lettura e tentativo di applicazione del messaggio evangelico (4 voti)
Spiritualità (3 voti)
Gratuità, condivisione, preghiera, cura, solidarietà, uguaglianza, attenzione agli altri, aiuto agli ultimi, presenza nel territorio (1 voto ciascuno)
4. Hai visto coerenza fra gli obbiettivi e la loro realizzazione pratica? Si (15 voti)
5. Ritieni ancora attuali quegli obbiettivi? Secondo te hanno ancora un valore sociale, etico, morale o spirituale? Si, moltissimo (15 voti)
Si, ma andrebbero perseguiti in modo diverso e nuovo (5 voti)
6. Secondo te la Comunità manca di modernità? Se sì, sotto quali aspetti? Hai delle proposte? Non manca di modernità (7 voti)
Deve farsi conoscere di più (news letter, social, convegni, ecc…) (2 voti)
7. Nella quotidianità la Comunità è vissuta da chi ne ha fatto una scelta di vita; tra questi -ora- il più giovane è Alberto che ha 52 anni. Non abbiamo giovani disposti a donarsi in questa tipologia di impegno; perché secondo te? Perché la Comunità non affascina i giovani? Perché è una vocazione ed un impegno di responsabilità e quindi una scelta difficile. Difficoltà di convivere con due scelte totalizzanti: famiglia e comunità. Difficoltà verso una autonomia economica. Per un eccesso di impegno, puntualità, fatica e per un vuoto culturale e valoriale. Per difficoltà a rinunciare a stabilità esclusive, affettive ed economiche. Perché la difficoltà di vivere in comunità va in controtendenza con l’imperante stile di vita odierno. Per mancanza di modelli di riferimento e necessità di trovare un lavoro e di condividere responsabilità di gestione della comunità. Difficoltà di progettare un cammino di coppia nell’ambito comunitario. Perché è una richiesta di dono totale della propria vita e di condivisione di qualsiasi momento. I giovani non si accorgono delle gioie che accompagnano gli impegni quotidiani e si spaventano per le rinunce ed i sacrifici da affrontare. Per mancanza di retribuzione di cui i giovani hanno bisogno. I giovani aderirebbero se il progetto offrisse loro la soddisfazione del bisogno di amare, essere amati, di riconoscimento, di appartenenza e di valorizzazione. Perché ci vuole spirito di sacrificio e di rinuncia. Perché silenzio, capacità di ascolto di sé e degli altri, solitudine e lentezza non sono attraenti per i giovani. Perché la società è condizionata verso i consumi. Perché una scelta a lunga scadenza e totalizzante è difficile da condividere se non con il partner. Perché necessita di una grande maturità umana e forte valenza spirituale. Il mondo adulto non vive e non trasmette ai giovani questi valori e scelte di vita. Perché lo stile di vita che si propone è troppo duro, contrato sull’accolto e poco sulla crescita personale di chi sceglie la comunità. La lentezza della comunità non collima con la velocità del mondo.
8. Vorresti fare un'esperienza più significativa e prolungata di permanenza in Comunità? In caso affermativo: cosa ti attrae, cosa ti respinge o ti fa paura? SI (mi attrae) – crescita spirituale; per capire come voglio vivere la seconda fase della mia vita; solo all’inizio, per sperimentare se si può vivere uno spazio di coppia all’interno della comunità; perché mi sento più matura oggi di vent’anni fa; si, per un paio di settimane, per analizzarmi e confrontarmi con la mia esperienza familiare; si, ma…; per la pace che si respira e per il confronto; si, se fosse cohousing; ci attrae lo spazio condiviso, il ritmo di vita e stare in relazione con l’altro;
NO (cosa mi respinge o fa paura) – il problema è l’età; difficoltà a vivere insieme, avere spazi personali e mettersi a nudo; per scarsità di tempo; per i tempi e perché le esigenze familiari non me lo consentono; perché non ho l’età, ma vorrei essere di supporto e di sostegno; perché l’impegno è sociale, personale e totalizzante; ci spaventa la lontananza dagli amici, rinunciare al superfluo guadagnato e non sapere come gestire il lavoro;
9. Quante volte sei venuta/o a trovarci? Ti sei fermata/o qualche ora o qualche giorno? Dove a San Cristoforo o qui a San Ruffino? Numerose volte (5 risposte)
Più di 2 volte (3)
Ci ho vissuto (2)

Questa settimana abbiamo avuto la gradita visita del gruppo scout di Druento (To). Ci hanno aiutato a fare la legna, nei...
16/08/2026

Questa settimana abbiamo avuto la gradita visita del gruppo scout di Druento (To).

Ci hanno aiutato a fare la legna, nei lavori e nelle pulizie esterne, nello sfalcio dell’erba e in tante altre cose, tipiche di una casa in collina, con stalla, pollaio ed orto.

Una settimana fatta anche di scambi, di approfondimenti e di partecipazione attiva alle riflessioni in cappellina con iniziative ideate da loro.

Abbiamo vissuto questi giorni di vita comunitaria con gioia ed allegria, con loro sempre sorridenti, gentili e disponibili.

Una esperienza reciprocamente arricchente, i cui semi ci auguriamo di diffondere con altri amici o in altri luoghi, guidati dallo Spirito che ci ha fin qui guidati.

Fortunale �s. m. e agg. – Perturbazione atmosferica di eccezionale intensità, caratterizzata da venti fortissimi che pro...
16/07/2026

Fortunale
�s. m. e agg. – Perturbazione atmosferica di eccezionale intensità, caratterizzata da venti fortissimi che producono devastazioni gravi a terra e sono causa di notevolissime difficoltà alla navigazione.

Incarna da sempre la metafora letteraria perfetta per il caos, la passione e il cambiamento. Attraverso le parole di grandi poeti, il fragore del vento e della pioggia si trasforma in un'espressione profonda dell'animo umano...

La comunità è stata ricovero di tante burrasche interiori ma oggi dovremo preoccuparci anche del ricovero delle amiche galline che ci forniscono puntualmente le loro nutrienti uova 😉 🐔🐣 🐓

Da queste parti accadono queste cose… 😉😊
11/07/2026

Da queste parti accadono queste cose… 😉😊

46 anni insieme!Accompagnati e sostenuti da Lui🙏!E da tutti voi!🤗Auguri a tutti coloro che amano la comunità: 46 anni di...
03/07/2026

46 anni insieme!
Accompagnati e sostenuti da Lui🙏!
E da tutti voi!
🤗

Auguri a tutti coloro che amano la comunità: 46 anni di cammino assieme, nel desiderio del bene da costruire insieme sotto il costante amoroso sguardo di Dio! 46 anni fa incominciava l'esaltante avventura a Bolgheri, oggi ricomincia con tutti voi anziani e giovani, ancora entusiasti di essere piccoli segni di gratuità, costruttori di unità. Achille

03/06/2026

Agli amici che ce lo chiedono: il nostro codice fiscale è 92042120441.

11/05/2026

Finché il Signore è il nostro pastore, non manchiamo di nulla! (Sal 23,1)
Tanti auguri, Achille!

04/05/2026

Cari amici,
stiamo attraversando un periodo gravido di tensioni: tre guerre in atto, desideri di spartizione di poteri camuffati da proposte di pace, riarmamenti frutto di paure e/o di necessità di assicurare difese da potenziali aggressori, sfingi sornione apparentemente estranee agli equilibri geopolitici ma in realtà manovratrici occulte grazie a poteri finanziari enormi, diplomazie non più mediatrici di dialogo ma giochi di forze, vantate democrazie alla deriva per spavaldi ed interessati autoritarismi e … i popoli che pagano gli scotti più pesanti per le mire dei potenti!
Molti si pongono la domanda “Dov’è Dio?”. Noi crediamo più corretto porci la domanda “Dov’è l’Uomo?”. Le brame infatti sono dell’uomo, il ricorrere alla forza bruta è dell’uomo, le menzogne delle informazioni sono dell’uomo, i desideri di primeggiare, di essere più importante, più potente, più forte, più cinico, più cattivo, sono dell’uomo.
Quanto è urgente la necessità di ripensare l’umano con il coraggio della consapevolezza che smascheri le ipocrisie e generi responsabilità dove la legge morale sia il faro che indichi la gioia vera, che apra alla speranza, che crei fraternità.
​L’occasione ci è gradita per scambiarci i sentimenti che escono spontanei di fronte alla realtà mondiale che stiamo vivendo. Non perdiamo la speranza; nel nostro piccolo operiamo il bene e… il frutto verrà!
​Un caro saluto ed un abbraccio.
Achille e amici comunitari

Come ogni anno, ringraziando quelli di voi che hanno contribuito ad aiutarci nei tanti modi possibili, ricordiamo a quanti desiderano destinare a noi il 5 x mille, di indicare nell’apposita casella della denuncia dei redditi il nostro Codice fiscale: 920 421 20 441.
Grazie

S.Cristoforo: vivere è vivere insieme” ODV
U.O. Comunità Agricola di Accoglienza
C.da S.Ruffino, 7 – 63857 Amandola (FM)
Tel. 329.1384923
e-mail:[email protected]

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Monte San Martino

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+393335014202

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