Antonio Contarino - Piano Tutorial

Antonio Contarino - Piano Tutorial - Lezioni di pianoforte moderno
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25/08/2026

Il tempo al pianoforte: Studio reale vs. "Scroll" infinito 🎹

Spesso ci si siede al pianoforte armato delle migliori intenzioni.
Si apre il coperchio della tastiera, ci si collega a YouTube o Instagram e si inizia a passare in rassegna video tutorial dai titoli accattivanti.
Si inizia a guardare un video su un accordo jazz, poi si passa a “come suonare” un determinato brano pop, poi si apre un altro tutorial perché il primo sembrava troppo difficile... e alla fine quella che doveva essere una sessione di studio si trasforma in un semplice intrattenimento passivo.

La trappola dell'autodidatta
Il web è pieno di risorse straordinarie che possono essere utilissime se si possiede già una tecnica di studio, ma i video tutorial non possono sostituire un programma di studi strutturato.
Senza una guida, si rischia di accumulare informazioni frammentate:
• Manca la gradualità: si affrontano pezzi troppo complessi o troppo semplici.
• Manca il feedback immediato: piccoli vizi tecnici, posturali o tensioni muscolari si trasformano in abitudini scorrette e potenzialmente dannose.
• Manca la direzione: ci si ritrova, dopo 6 mesi o un anno di tentativi solitari, con la frustrazione di essere quasi al punto di partenza.

Il valore di una guida esperta
Avere un insegnante al proprio fianco non significa solo ricevere correzioni estetiche, ma affidarsi a un professionista capace di:
1. Creare un percorso su misura per i tuoi obiettivi e tempi reali.
2. Ottimizzare ogni minuto di pratica, eliminando le perdite di tempo.
3. Gestire la frustrazione, trasformando le difficoltà tecniche in tappe di crescita entusiasmanti.

Quando si intraprende un percorso di studi, bisognerebbe avere la capacità di immaginare che livello si può raggiungere dopo 6 o 12 mesi con una bussola chiara e un metodo collaudato, anziché procedere a tentoni.
Posso garantire che molte persone rimangono esse stesse stupefatte dai risultati raggiunti e non è raro sentirmi dire "Non mi aspettavo di riuscire a fare questo" oppure "Pensavo che per imparare a fare questa cosa ci volesse molto più tempo"

💡 Un buon insegnante non ti insegna solo a suonare un brano: ti insegna a studiare in autonomia.

👇 Raccontaci la tua esperienza: qual è la sfida più grande che incontri quando ti siedi al pianoforte senza un programma preciso? Scrivilo nei commenti

Ti sei mai chiesto quali note usare su ogni accordo durante un'improvvisazione jazz? Spesso il dilemma è proprio questo:...
24/08/2026

Ti sei mai chiesto quali note usare su ogni accordo durante un'improvvisazione jazz?
Spesso il dilemma è proprio questo: la paura di sbagliare nota.
La tecnica della Mappatura degli Accordi è il punto di partenza fondamentale per costruire le tue abilità improvvisative mattone dopo mattone, semplificando la complessità del linguaggio jazzistico.
In questo video, esploreremo come sintetizzare gli standard jazz in poche progressioni ricorrenti, permettendoti di focalizzarti su poche scale anziché impazzire con una scala diversa per ogni singolo accordo.
In questo tutorial imparerai:
Cosa significa mappare gli accordi e perché è la chiave per la fluidità improvvisativa.
L'identificazione delle 4 progressioni base fondamentali:II V I (il pilastro del jazz) II V non resolving II-7(b5) V7 Im6 (la progressione minore) I VI7 II V (gestione della dominante secondaria)
Approcci teorici per semplificare lo studio di Autumn Leaves e Satin Doll.
Le anomalie armoniche più comuni

GUARDA IL PRIMO VIDEO: 👇
https://www.youtube.com/watch?v=JMvQZX4M8V4

⚠️NON PERDETE I NUOVI VIDEO⚠️Dal giorno 24 al giorno 28 agosto saranno online i nuovi video: "Approccio all'improvvisazi...
21/08/2026

⚠️NON PERDETE I NUOVI VIDEO⚠️

Dal giorno 24 al giorno 28 agosto saranno online i nuovi video: "Approccio all'improvvisazione jazz - Primo livello"
5 video, uno al giorno, per iniziare ad entrare nel circuito dell'improvvisazione.
In questo primo livello lavoreremo sulla MAPPATURA DEGLI ACCORDI, ossia il sistema che ci permette di sintetizzare in poche progressioni base l'intero brano e, di conseguenza, di lavorare su poche scale.
Mapperemo alcuni brani tra i più noti, e vedremo come comportarci di fronte alle ANOMALIE ARMONICHE più diffuse.
In attesa dei prossimi 3 livelli, buona visione con "APPROCCIO ALL'IMPROVVISAZIONE JAZZ - La mappatura degli accordi" in uscita il 24 agosto

19/08/2026

Come riprendere a studiare pianoforte dopo l'estate senza frustrazione 🎹

Hai trascorso settimane lontano dalla tastiera per goderti le vacanze estive? Il rientro alla routine rappresenta un momento cruciale per chi suona uno strumento musicale.

Al momento di risedersi al pianoforte, è normale avvertire una certa rigidità:

Dita rigide e minore agilità meccanica.

Lettura degli spartiti temporaneamente rallentata.

Tentazione di rimandare lo studio a "domani".

Superare questo blocco iniziale definisce l'approccio allo strumento:

1. Chi abbandona alla prima difficoltà: usa l'estate come alibi definitivo, cercando scuse come "non ho tempo" o "sono troppo arrugginito", finendo per accantonare un percorso di crescita musicale gratificante.

2. Chi trasforma la sfida in carburante: sa che i primi giorni richiedono pazienza. Accetta la frustrazione iniziale, gestisce il tempo con metodo e trasforma lo studio pianistico quotidiano in un'efficace pratica di benessere mentale e riduzione dello stress.

3 consigli pratici per il rientro al pianoforte:
Sessioni brevi ma costanti: Inizia con soli 15-20 minuti al giorno per riattivare la memoria muscolare senza sovraccaricare i muscoli.

Focus sul riscaldamento: Dedica i primi minuti a scale e arpeggi lenti anziché a brani complessi.

Accetta l'imperfezione: La plasticità cerebrale necessita di costanza, non di risultati perfetti immediati.

Qual è la sfida più grande che incontri quando riprendi a studiare dopo una lunga pausa? Scrivilo nei commenti e affrontiamolo insieme! 👇

🎵 Sogni di imparare a suonare il pianoforte o vuoi perfezionare la tua tecnica musicale?Che tu sia un principiante assol...
08/08/2026

🎵 Sogni di imparare a suonare il pianoforte o vuoi perfezionare la tua tecnica musicale?

Che tu sia un principiante assoluto o un musicista con esperienza, i miei corsi di pianoforte a Montafia (AT) e on-line sono pensati su misura per valorizzare il tuo talento e portarti a raggiungere i tuoi obiettivi musicali.

Dalle basi dello strumento fino all'improvvisazione avanzata, il percorso didattico unisce teoria e pratica con un metodo moderno ed efficace.

🎹 Cosa affrontiamo nei corsi:

Pianoforte Moderno, Pop, Jazz e Blues: per suonare i brani che ami e capire le dinamiche della musica contemporanea.

Teoria e Armonia Musicale: per comprendere la struttura dei brani ed esprimere al meglio la tua creatività.

Percorsi personalizzati: percorsi didattici strutturati per tutti i livelli e tutte le età.

📍 Dove trovarmi:

In sede: a Montafia (Provincia di Asti, Piemonte).

On-line: lezioni interattive a distanza per studenti da qualsiasi città.

📩 Come iniziare:
Contattami subito per una prima consulenza o per informazioni sui posti disponibili:
👉 Email: [email protected]

Metti un "Mi piace" alla pagina e condividi il post con chi ha la passione per la musica!

-Suonare

04/08/2026

La pazienza ed il rifiuto della mediocrità.

Quante volte ti sei ritrovato a guardare su youtube un pianista desiderando di suonare esattamente come lui, subito?
La verità è che la fretta è la più grande nemica del progresso al pianoforte: si vuole tutto e subito.
Ma la musica ha i suoi tempi biologici e mentali, e pretendere di correre significa solo accumulare tensioni e frustrazioni inutili.
La vera chiave di svolta non sta nel suonare tanto, ma nel pretendere l'eccellenza da ogni singolo esercizio. Il primo e più severo critico di te stesso devi essere tu. Non accontentarti mai di un passaggio fatto "più o meno bene" o mediocremente solo per dire di averlo finito, perché stai solo mentendo a te stesso.
È la ricerca ostinata della perfezione in quel piccolo frammento, in quella singola battuta, che costruisce il musicista solido. I risultati arrivano quando smetti di guardare la cima della montagna e inizi a goderti e a curare ogni singolo passo della scalata.

E tu? Riesci a essere severo con te stesso quando studi, o tendi ad accontentarti pur di andare avanti? Fammelo sapere nei commenti! 👇

31/07/2026

Lezioni settimanali o "Random"? 🎹
Ecco come la costanza batte la procrastinazione.

Spesso mi capita di parlare con aspiranti allievi, i quali mi dicono: "Preferirei prendere una lezione ogni tanto, quando ho tempo, così gestisco meglio gli impegni e posso studiare di più e più comodamente” Oppure: “Preferisco fare lezione ogni due settimane, così mi puoi dare più esercizi da svolgere”
Per quanto possano sembrare scelte di buonsenso, vi spiego perché invece rappresentano il punto di partenza per l’abbandono dello studio di uno strumento musicale.
E’ infatti confermato dalla neuroscienza che la plasticità cerebrale e la creazione di abitudini solide richiedono frequenza e continuità.
Affidarsi a lezioni bimestrali o, peggio ancora, casuali significa rimanere “fermi al palo”, ottenendo scarsi risultati con la conseguente perdita di motivazione.
Infatti avere a disposizione “più tempo” per studiare spesso diventa un boomerang che non produce gli effetti desiderati. Anzi, spesso si ottengono risultati negativi.

I numeri non mentono 📊
Dopo aver svolto un’analisi interna sul percorso dei miei allievi, ho evidenziato dati che non lasciano spazio ad equivoci:
• La velocità di apprendimento è superiore del 60/70% per chi mantiene una cadenza settimanale rispetto a chi fa lezioni sporadiche.
• La memorizzazione dei concetti tecnici scende al 20/25% dopo sole due settimane senza una guida o un feedback mirato da parte dell’insegnante.
• Azzeramento della frustrazione: avere piccoli obiettivi settimanali trasforma lo studio in una scala di gradini comodi e raggiungibili.
• L’abbandono dello studio è dell’80% per chi non svolge regolarmente lezione ogni settimana.

Pensate che io, quando ero ancora un allievo, ho avuto lunghi periodi in cui svolgevo 3 lezioni settimanali con altrettanti insegnanti diversi. Per ca**tà, vero è che i miei obiettivi erano differenti, ma è solo per far capire quanto lo studio della musica necessiti un impegno costante e continuativo.

Il vero valore del feedback costante
La crescita di un percorso musicale non la si ottiene solo suonando a casa, ma ricevendo il feedback correttivo dell'insegnante nel momento giusto.
Un errore corretto dopo sette giorni diventa una nuova abitudine corretta. Lo stesso errore corretto settimane o mesi è radicato profondamente nella memoria muscolare ed è difficilissimo da sradicare.
Avere un appuntamento fisso ogni settimana non è un impegno pesante: è il tuo spazio sicuro per staccare la spina, rigenerare la mente dallo stress quotidiano e vedere progressi tangibili.
Tu con quale frequenza svolgi le lezioni? Settimanalmente o tendi a procrastinare tra una sessione e l'altra? Fammelo sapere nei commenti qui sotto! 👇

28/07/2026

🎹 Il segreto dei pianisti professionisti: cosa sono i ROOTLESS VOICING e come usarli (Jazz & Pop)

Hai mai notato perché i grandi pianisti suonano accordi così ricchi, larghi e "moderni", ma allo stesso tempo puliti e mai confusi?

Spesso il segreto sta in una tecnica apparentemente controintuitiva: **eliminare la fondamentale (la nota che dà il nome all'accordo)**.

Si chiamano **Rootless Voicings** (accordi senza fondamentale) e rappresentano un vero e proprio punto di svolta nello studio del pianoforte moderno.

Perchè togliere la nota principale? 🤔

Nel jazz e nel pop evoluto, quando suoni in gruppo c'è già il bassista (o la mano sinistra) che suona la fondamentale.

Se anche il pianista la ribadisce nel registro basso, il suono diventa fangoso e pesante (*muddiness*).

Togliendo la tonica, liberi spazio nello spettro sonoro e puoi concentrarti sulle **guide tones** (terza e settima) e sulle **estensioni colorate** (come la nona, l'undicesima e la tredicesima).

Come funzionano in pratica (Forma A e Forma B) 🛠️

Solitamente, questi accordi a 4 voci vengono suonati con la mano sinistra nella zona centrale della tastiera:

Forma A:** Parte dalla 3ª in basso, sale verso la 7ª, la 9ª e un'estensione.
Forma B:** Inverte l'ordine, partendo dalla 7ª in basso e posizionando la 3ª sopra.

Alternando la Forma A e la Forma B in una progressione classica (come la celebre cadenza $ii - V - I$), la mano compie movimenti minimi (*voice leading* fluidissimo), passando da un accordo all'altro con una naturalezza incredibile.

Dai giganti del Jazz alle ballad Pop 🎷🎹

Questa tecnica non è solo roba da puristi del bebop.

**Nel Jazz**
È stata resa celebre dal leggendario **Bill Evans** (ascolta i suoi capolavori in trio con Scott LaFaro) e poi sviluppata da maestri come **Herbie Hancock** e **Chick Corea**. Ha permesso al piano di diventare uno strumento liquido, capace di fluttuare sopra il contrabbasso.

* **Nel Pop:**
Pensa ai tappeti armonici di brani soul-pop raffinati (come quelli di Stevie Wonder, o nelle ballad di Adele e Alicia Keys). I voicings senza fondamentale creano quel sound sofisticato, sospeso, tipico del piano elettrico Wurlitzer o Rhodes e del pianoforte a coda nelle produzioni moderne.

👇 **A te la parola:** Conoscevi già i rootless voicings o tendi ancora a suonare gli accordi "pieni" con la fondamentale nella mano sinistra? Scrivimelo nei commenti qui sotto e fatemi sapere se vi piacerebbe un tutorial video pratico passo-passo su questo argomento!

Perché memorizzare una  per una le scale modali e le sue alterazioni, quando è sufficiente imparare le scale maggiori e ...
24/07/2026

Perché memorizzare una per una le scale modali e le sue alterazioni, quando è sufficiente imparare le scale maggiori e minori?
Le scale modali non sono altro che la scala maggiore (o minore) suonata partendo da un grado differente.

Invece di imparare a memoria le alterazioni di ogni modo, memorizza la loro relazione con la scala di riferimento.

Ecco tre esempi pratici:

Do Maggiore: C - D - E - F - G - A - B - C

Re Dorico: Prendi la scala di Do Maggiore e suonala partendo da Re (D - E - F - G - A - B - C - D). È il secondo grado di Do!

Sol Misolidio: Prendi sempre la scala di Do Maggiore, ma parti dal Sol (G - A - B - C - D - E - F - G). È il quinto grado di Do!

Il segreto non è memorizzare le singole note alterate, ma capire su quale grado della scala maggiore (o minore armonica) quel modo viene costruito. Semplice, logico e immediato. ✨

Questo schema renderà più chiara ogni cosa.

19/07/2026

La psicologia dell’esperto "da tastiera". La competenza ha ancora un valore?

La musica è una disciplina che richiede umiltà, ore di pratica solitaria e una costante apertura all’apprendimento. Eppure, accade sempre più spesso di incontrare chi, pur avendo una preparazione approssimativa o addirittura inesistente, sente il bisogno di ergersi a maestro, sminuendo il lavoro altrui.

In psicologia, questo fenomeno ha un nome ben preciso, è noto come Effetto Dunning-Kruger: più si è incompetenti in un campo, più si tende a sovrastimare le proprie capacità. Chi non ha mai affrontato la frustrazione di un passaggio tecnico difficile o il peso della critica costruttiva, non può comprendere la profondità di ciò che c’è dietro una performance o, nel caso di chi si occupa di didattica, dietro un video tutorial.

Tuttavia, invece di rispondere con rabbia, ricordiamo a noi stessi che il nostro valore non dipende dal giudizio di chi non possiede gli strumenti per valutare. anzi molto spesso si è accondiscendenti verso queste persone, evitando la discussione e lasciando le loro esternazioni cadere nel vuoto. Il vero musicista non è colui che ostenta sicurezza, ma colui che accetta di non sapere mai abbastanza.

Quindi ricorda: il tuo percorso, la tua tecnica e la tua passione sono il tuo unico vero metro di giudizio. Continua a studiare, continua a creare. La competenza, alla lunga, è l'unica cosa che resta.

E a te è mai capitato di leggere critiche prive di fondamento sul tuo lavoro? Come rispondi solitamente: lasci correre o provi a spiegare il tuo punto di vista? Fammelo sapere nei commenti. 👇

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