23/11/2019
Su Redattore Sociale, l'articolo di Serena Termini sul nostro spettacolo e le sue protagoniste. La ringraziamo per il suo attento ascolto.
Dipartimento Pari Opportunità - Presidenza del Consiglio dei Ministri Per Esempio Onlus Associazione Handala SEND
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Con "Insulae Poetiche" le donne dello Zen si raccontano
Sul palcoscenico di Palermo hanno recitato ieri i pensieri di Alda Merini, Frida Kahlo, Rosa Balistreri e Abuela Margarita, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza
PALERMO - Donne forti che con sensibilità e coraggio, nel loro percorso di vita travagliato, sono riuscite a rompere gli schemi per ritrovare la loro libertà di essere. Sono le figure storiche di Alda Merini, Frida Kahlo, Rosa Balistreri e Abuela Margarita che ieri sera sono state rappresentate da quattro donne residenti allo Zen nell'opera Insulae poetiche al Teatro Garibaldi. Insieme a loro ha recitato Melissa una ragazza di 13 anni che frequenta la scuola media Sciascia dello Zen.
Insulae Poetiche è la rappresentazione teatrale delle allieve del corso realizzato con l'associazione Handala nello Spazio Donna Zen, nell'ambito del progetto sulle differenze di genere Di Pari Passo. Questo è portato avanti da Per Esempio Onlus, associazione Handala e Send ed è finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità - Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Con musica e poesia, le giovani attrici alle prime armi, hanno guidato il pubblico alla scoperta di queste figure femminili di grande spessore umano attraverso un racconto di vita, dimostrando che, ieri come oggi, rompere gli stereotipi è ancora possibile. Ad accompagnarle, le musiche della Kumpania Folk Band. "Io ho rappresentato Alda Merini - racconta Concetta Cannizzaro che è stata una donna forte che ha sofferto tanto - . Nella mia vita non ho mai accettato gli stereotipi e in questo caso Alda l'ho sentita come una mia sorella maggiore perché, anche se in minima parte, potrebbe rappresentare quella che è stata la mia vita. Sono stata la prima figlia di una famiglia numerosa in cui ho dovuto faticare perché ero scomoda e hanno cercato sempre come un 'genietto' di infilarmi dentro una lampada nel momento in cui volevo uscire per essere me stessa. Crescendo questa scomodità è diventata insofferenza e ribellione. Oggi è davvero bello potere interpretare Alda Merini in tutta la forza dettata dalla sua sofferenza e fragilità".
"Io faccio un personaggio che è ancora in vita, Abuela Margarita - dice Lina Chiarenza di 47 anni - , che vive a stretto contatto con la natura, che si accontenta di poco per vivere, mettendosi nelle mani della terra. In lei c'è la ricerca dell'amore cioè del volersi bene e rispettarsi tutti. Per me che ho quattro figli maschi è stata una bellissima esperienza perché mi ha fatto uscire dalla solita routine dell'essere moglie, madre e casalinga. Tutto è nato per gioco e oggi ci stiamo divertendo, dedicandoci anche un pochino a noi stesse".
"Tutto quello che sta avvenendo non avremmo mai sognato di farlo - aggiunge Nadia Bahria italo-tunisina e mamma di tre figli, di 34 anni -. Ho iniziato con la sartoria sociale perché volevo imparare ad usare la macchina da cucire. Sono molto emozionata oggi perché questa è una esperienza meravigliosa da cui sto imparando tantissime cose. Con le altre donne siamo diventate delle buone amiche. Io rappresento Rosa Balistreri, una donna siciliana forte da cui emerge l'amore e l'odio per una Sicilia così complicata. La sofferenza e la profondità che emergono dalle sue canzoni sono uniche. Sono veramente felice di avere fatto tutto questo percorso".
"Ho avuto l'onore di impersonare Frida Kahlo - continua Antonella Fontana -. Questo laboratorio mi sta lasciando parecchio perché mi ha fatto prendere consapevolezza della vita straordinaria di queste donne che sono diventate importanti per quello che hanno fatto e i valori che ancora riescono a trasmetterci. Tutto questo ci dà una prospettiva di vita diversa, aiutandoci a ridimensionare molto la nostra vita di ogni giorno e rendendoci più forti e coraggiose. Gli schemi si possono rompere e la donna si deve riappropriare di quella che è la sua forza naturale senza rimanere incastrata in ruoli che rischiano di portare via tutta la sua bellezza. Vivo allo Zen 1 da 35 anni e grazie a questo corso per la prima volta sono entrata allo Zen 2 dove, diventando amica delle altre donne, ho allontanato tutte le mie paure e diffidenze iniziali".
"Tutto è nato dal doppio percorso di sartoria sociale e di teatro insieme - spiega Lara Salomone dell'associazione Handala -. Alcuni anni fa è nato prima il laboratorio di sartoria sociale rivolto all'autonomia delle donne. Con loro abbiamo cercato delle figure di donne che nella storia hanno fatto la differenza. Dal laboratorio sono state create le bambole di pezza di questi personaggi grazie al progetto sulle differenze di genere Di Pari Passo. Da quest'attività è nato in maniera forte poi il desiderio di interpretarle attivando un laboratorio teatrale. Le nostre partecipanti al progetto sono donne che hanno potenzialità e risorse che concretamente hanno messo in atto. Hanno studiato e letto chi dovevano rappresentare dando anche quel valore in più dettato dalla loro storia di vita. Sicuramente l'intenzione è quella di proseguire. Da gennaio, , daremo la possibilità ad altre donne di iscriversi alla sartoria sperando che questa possa a poco a poco diventare per loro anche un lavoro. Non escludiamo, naturalmente nello stesso tempo di realizzare altre esperienze di tipo teatrale".
"Non abbiamo lavorato strettamente su un impianto attoriale - sottolinea infine Antonio Puccia, operatore del laboratorio teatrale - come può avvenire nel teatro classico. E' stato un lavoro di gruppo basato sul sapersi ascoltare e sul sapere creare quella empatia tra di loro che ha permesso di realizzare un opera artistica corale. E' stato quindi un teatro di vita emozionante, un percorso introspettivo che le ha fatto mettere in gioco e che per il futuro continueremo a fare con loro e anche con altre donne".
Al progetto hanno collaborato anche Vivian Celestino e Anna Costantino. Prima della rappresentazione teatrale è stata proiettata anche la miniserie web su ruoli e stereotipi “Di Pari Ciak”, realizzata insieme alle allieve e agli allievi dell'ICS Leonardo Sciascia allo Zen e selezionata tra i finalisti del Sottodiciotto Film Festival di Torino. La serata è stata anche l'occasione per conoscere le PupazZen, le bambole di pezza realizzate dal laboratorio di sartoria.
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Sul palcoscenico le donne dello Zen di Palermo hanno recitato ieri pensieri di Alda Merini, Frida Kahlo, Rosa Balistreri e Abuela Margarita, in vista della Giornata internazionale contro la violenza