10/12/2021
L'APPARENZA INGANNA
Come tutti i mercoledì e venerdì mattina anche oggi mi sono svegliata alle 6;15 per uscire di casa alle 7:15 e arrivare a scuola alle 8:15 poco prima dell'inizio del corso di Italiano che tengo in uno dei tanti e giganteschi Istituti Tecnici di Milano. Due ore di viaggio tra andata e ritorno per un'ora in tutto di lezione: perché?
Me lo chiedo spesso e le risposte sono sempre le stesse: perché mi pagano e perché amo il mio lavoro.
Questa mattina però, nel tratto che percorro a piedi dalla metro a scuola, ha iniziato a nevischiare e a trovare le risposte ho fatto davvero fatica.
Allora ho pensato ai 7 ragazzi che tutti i mercoledì e venerdì mattina entrano a scuola con me, un'ora prima rispetto all'inizio delle loro lezioni. Io ho un contratto di lavoro ma loro non sono per niente obbligati a farlo o meglio, la scuola fino a 16 anni è obbligatoria ma il corso d'Italiano L2 no... potrebbero non ve**re.
E così mi sono chiesta: da dove vengono?
Dalla Cina, El Salvador, dall'Egitto, dal Bangladesh ok... ma qui a Milano, dove vivono? Quanto ci mettono per arrivare a scuola? A che ora si svegliano per frequentare un corso che alla fine dell'anno non gli darà nessun voto in pagella, né un più né un meno, niente... al massimo un "bravo" e una pacca sulla spalla?
In effetti ho scoperto che vengono tutti da molto o abbastanza vicino: 10, 20, 30 minuti al massimo tranne Amir.
"Io prof ci metto un'ora e mezza"
"In che senso Amir?"
"Nel senso che vivo a Baggio e per arrivare a scuola devo prendere un autobus poi la metro rossa poi la gialla e alla fine il bus navetta e tra tutto ci metto un'ora e mezza. Quando piove ci metto di più perché l'autobus è più lento."
Amir ha 14 anni, quasi 15. E' quello che si siede all'ultimo banco (in fondo a sinistra) si veste da "bulletto" e che tra tutti avrei detto, anzi giurato, il meno interessato ma per fortuna... ha nevischiato.