06/05/2025
Margherita Suragna - Massaggio Infantile AIMI
🌸 Insegnante certificata AIMI
💙 Corsi massaggio infantile per genitori con bambini 0/12 mesi
🪷 Doula in formazione con mondodoula
06/05/2025
02/04/2025
“Dopo un’esperienza di lavoro in un orfanotrofio in India, durante la quale ha condiviso le tradizioni locali e appreso il massaggio del bambino della tradizione indiana, Vimala McClure decise di studiare ed approfondire i benefici di tale pratica.
Nella sequenza, che Vimala McClure studiò partendo dall’osservazione diretta delle reazioni dei bambini al massaggio stesso, il massaggio tradizionale indiano viene integrato con alcuni movimenti del massaggio svedese, elementi estrapolati dallo studio della riflessologia e dalla pratica dello Yoga.
Mise a punto anche una sequenza di massaggi specifica per alleviare i dolori delle coliche del neonato, che, grazie alla stimolazione tattile e al rilassamento indotto dal tocco, può riuscire a superare i momenti di crisi.”
28/03/2025
È importante poterne parlare senza paura!
A Torino in piazza Bodoni il 6 aprile dalle 11 alle 17
Saremo presenti anche come AIMI - Associazione Italiana Massaggio Infantile
25/03/2025
6 e 7 aprile Giornate nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso 6 e 7 aprile Giornate nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso, bambini 2 settimane e 6 mesi, maltrattamento infantile, segnali dei bambini
19/03/2025
Oggi è la festa del papà!
Una giornata importante per celebrare, ringraziare o ricordare i nostri cari e preziosi papà!
AIMI sostiene e supporta il loro ruolo nella genitorialità…sapevate che ci sono delle pillole specifiche per i soci dedicate a loro? Le trovate nel nostro sito aimionline.it🥰
”Le lacrime e le paure di un padre sono invisibili, il suo amore è silenzioso, ma la sua cura e protezione rimangono come un sostegno forte per tutta la vita” -Ama Vanniarachchy
Auguriamo di cuore una buona festa a tutti i papà!💛
16/03/2025
Domande:
Ma perché capita che una mamma innamorata del suo bambino tanto desiderato, felicissima di averlo avuto, si ritrovi invece depressa, arrabbiata, triste, sopraffatta, avvilita?
Perché capita che la notte, invece di dormire, si ritrovi a scrivere ad un dottore lontano che “chissà se mi risponderà” come un messaggio buttato in mare, dentro ad una bottiglia?
Cosa è che non funziona?
Una mamma innamorata si ritrova stanca e triste perché è sola!
Perché finita la festa per la novità della nuova nascita torna la necessità del lavoro, degli impegni, del quotidiano che corrode tutto, il peso delle responsabilità… La stanchezza.
Torna la casa sporca, i panni da lavare, la spesa, l'impossibilità di lavorare, di dedicarsi anche un po' a sé stesse…
Arriva il tempo in cui la bellezza di un abbraccio diventa un "Sono bloccata e non posso far niente!"
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No. La natura non l'aveva pensata così.
Aveva pensato la presenza di nonni, nonne, zii e zie, fratelli, amici, vicini di casa, comari...
Aveva pensato a meno esigenze, a più tempo disponibile...
Ora invece le mamme sono sole, ma anche stracariche di “compiti in classe” e traguardi da raggiungere, tra stereotipi che rendono tutti ciechi della serie “le mamme lo hanno hanno sempre fatto! E' tutto normale.”
Tanti “devi saper fare!” anche prescritti da noi pediatri (anche!).
I nonni pensionati non troppo anziani e disponibili sono un lusso...
Le case non si trovano e spesso costringono ad abitare lontano...
Il lavoro è una lotteria vinta, ma spesso è distante e assorbe tutto…
La fatica quotidiana in solitudine diventa insostenibile.
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E allora, mamme, che facciamo?
Facciamo quello che possiamo, ma secondo una scala di priorità.
Casa sporca, disordine e bisogni di tutti gli altri li affrontiamo con ironia e amen!
Non sono una priorità.
La casa si sporcherà di nuovo e ci sarà tempo per restaurarla. Gli altri sopravviveranno!
La priorità è il cuore.
La priorità è il piacere condiviso, il rilassamento su un lettone ad ascoltare musica!
E' il benessere reciproco, la tenerezza, il sorriso… La felicità!
E’ priorità perché nei primi sei mesi (e fino ai due anni) è costruire cervelli sereni, felici, sicuri!
E poi chiediamo tutti gli aiuti possibili! A chiunque.
Chiediamo!!!!
Spesso non è cattiveria, ma anche le persone che ci amano non si rendono conto di cosa vive una mamma.
Sembra tutto ovvio e normale, e vecchi stereotipi sbagliati della serie "non fargli prendere il vizio delle braccia!" o "deve abituarsi a stare da solo!" riaffiorano nei "consigli" di chi ci vorrebbe aiutare.
Sono consigli in buona fede, ma sono sbagliati e non sono aiuti.
E allora chiediamo! Senza vergogna. Chiediamo aiuto.
Parliamo poi con i compagni-mariti!
Anche loro spesso in buona fede non si rendono conto di cosa sia la vita di una mamma, ma la loro presenza è importante!
Non è necessario che sia per forza fisica.
Il lavoro purtroppo è cattivo e ci rapisce. Ma un messaggino tenero, un “come sta-i con un cuoricino (non “come sta!!!”), un fiorellino, una tenerezza qualsiasi e il portare a casa un sorriso, piuttosto che solo un volto stanco, infonde energia e forza!
La mamma ha bisogno di sentire che papà c'è, è innamorato di lei, e comprende quello che lei sta vivendo!
Anche il papà sappia dare una mano concreta in casa e con il bambino!
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E poi?
E poi serve un tempo in cui mamma si dia il permesso di stare stesa ad occhi chiusi!
Per allattare? No!!
Per godere della tenerezza di un corpicino liscio caldo e dolcissimo abbandonato sul suo seno morbido!
Per pensare a quando dirà “mamma” per la prima volta, o di che colore saranno i suoi occhi, o chissà quando farà il primo passetto...
Ma anche un tempo per tenere gli occhi chiusi e non pensare proprio a niente!
Fare la mamma non è fare "una prestazione" più o meno buona.
È semplicemente "esserci"! Sicura, affidabile, e.... felice!
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