01/06/2026
Guide Alpine e Guide Escursionistiche: una contrapposizione che non ha più senso
Periodicamente si riaccende il dibattito, talvolta anche vibrante, tra Guide Alpine e Guide Escursionistiche. Una discussione che sembra non trovare mai una conclusione definitiva e che spesso sfocia in ricorsi, sentenze e interpretazioni giuridiche affidate a chi, inevitabilmente, non vive quotidianamente la montagna e il turismo outdoor.
La domanda che dovremmo porci è forse un'altra: perché continuare a contrapporre due figure professionali che, nella realtà operativa, avrebbero tutto da guadagnare dalla collaborazione?
Per comprendere il problema è necessario partire dall'analisi delle rispettive professionalità.
La Guida Alpina è, prima di tutto, uno specialista della sicurezza in arrampicata e in ambiente montano complesso. È il professionista formato per affrontare e gestire attività su roccia, ghiaccio e terreni che richiedono l'impiego di tecniche alpinistiche e dispositivi di sicurezza specifici. La sua preparazione deriva da un percorso altamente specialistico che la rende il punto di riferimento assoluto per tutte quelle attività in cui la sicurezza tecnica rappresenta il fattore determinante.
Accanto a questa figura troviamo la Guida Escursionistica, declinata nelle varie realtà associative e professionali presenti sul territorio nazionale. È importante chiarire subito un aspetto: la Guida Escursionistica non è una Guida Alpina e non pretende di esserlo. Non opera normalmente su terreni che richiedono tecniche alpinistiche di arrampicata, né svolge attività che prevedano l'utilizzo di corde, protezioni o altre attrezzature proprie dell'alpinismo.
La sua professionalità si sviluppa però in una direzione diversa e complementare.
La Guida Escursionistica è innanzitutto un professionista dell'accompagnamento turistico outdoor. È una figura che conosce il territorio, anche montano, il patrimonio ambientale, storico, culturale ed enogastronomico di una destinazione. È colui che trasforma un semplice percorso in un'esperienza, interpretando il territorio e rendendolo comprensibile e coinvolgente per il visitatore.
Non si limita a condurre persone lungo un sentiero: racconta luoghi, gestisce dinamiche di gruppo, interpreta esigenze dei partecipanti e contribuisce in maniera determinante alla riuscita complessiva dell'esperienza turistica.
Per questo motivo la Guida Escursionistica assume spesso il ruolo che nel turismo organizzato viene definito "Tour Leader". È la figura che rappresenta il collegamento tra il cliente, il tour operator, le strutture ricettive, i fornitori di servizi e, quando necessario, gli specialisti della sicurezza in ambiente alpino.
In una moderna organizzazione di trekking o di viaggi attivi, il Tour Operator costruisce il prodotto turistico insieme alla Guida Escursionistica, che ne diventa il referente operativo sul campo. Qualora il programma preveda il superamento di tratti che richiedano competenze tecniche specifiche su roccia o ghiaccio, sarà naturale coinvolgere la Guida Alpina, chiamata a garantire la sicurezza tecnica dell'attività.
In questo contesto le due figure non si sovrappongono ma si integrano.
La Guida Alpina porta competenze tecniche insostituibili. La Guida Escursionistica porta competenze turistiche, organizzative, relazionali e di interpretazione del territorio altrettanto indispensabili.
Del resto, il successo di un viaggio o di un'escursione non dipende esclusivamente dalla sicurezza fisica dei partecipanti, elemento certamente fondamentale, ma anche dalla qualità dell'accoglienza, dall'organizzazione, dalla capacità di gestione del gruppo e dall'esperienza emotiva che il cliente porterà con sé al termine dell'attività.
Sono competenze diverse, entrambe professionali, entrambe necessarie.
Per questo motivo appare sempre più anacronistico assistere a continui conflitti tra categorie che operano nello stesso settore. La montagna contemporanea, così come il turismo outdoor moderno, richiede collaborazione multidisciplinare e non rivendicazioni esclusive.
Forse il futuro dovrebbe essere proprio questo: riconoscere che ogni professionista possiede competenze specifiche e che nessuna figura, da sola, è in grado di coprire l'intera complessità dell'esperienza turistica in ambiente naturale.
Più che stabilire chi possa fare cosa contro qualcun altro, sarebbe opportuno che le istituzioni promuovessero modelli di cooperazione tra professionisti, valorizzando le rispettive competenze e favorendo una filiera dell'outdoor nella quale Guide Alpine e Guide Escursionistiche possano lavorare insieme nell'interesse comune dei territori, delle imprese turistiche e soprattutto degli utenti finali.
Perché la vera sfida non è stabilire chi prevale, ma costruire un'offerta outdoor più sicura, più qualificata e più professionale.
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