16/08/2026
"𝐔𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐭𝐞 𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐦𝐞, 𝐦𝐚 𝐥'𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞̀ 𝐢𝐧 𝐦𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐥'𝐮𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐦𝐚𝐢"
Il 𝟏𝟔 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟏𝟗𝟐𝟒 fu ritrovato nei pressi di Riano, a pochi chilometri da Roma, il ca****re di 𝐆𝐢𝐚𝐜𝐨𝐦𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐨𝐭𝐭𝐢.
Il deputato socialista era stato rapito e ucciso da una squadraccia fascista su mandato di Benito Mussolini il 10 giugno 1924.
𝐕𝐞𝐥𝐢𝐚 𝐓𝐢𝐭𝐭𝐚, moglie del deputato socialista, fu risoluta e ferma sul funerale, non voleva vedere fascisti, le sue parole:
«Chiedo che nessuna rappresentanza della milizia fascista sia di scorta al treno, nessun milite fascista di qualunque grado o carica, comparisca, nemmeno sotto forma di funzionario in servizio. Chiedo che nessuna camicia nera si mostri davanti al feretro e ai miei occhi durante tutto il viaggio e a Fratta Polesine fino a tanto che la salma sarà sepolta. Voglio viaggiare come semplice cittadina italiana che compie i suoi doveri, per potere esigere i suoi diritti, quindi nessuna vettura salone, nessuno scompartimento riservato, nessuna agevolazione o privilegio, ma nessuna disposizione per modificare il percorso del treno, quale risulta dall’orario di dominio pubblico. Se ragioni di ordine pubblico impongono un servizio d’ordine, detto servizio sia affidato solamente ai soldati italiani»
Velia Titta, aveva commissionato a Adolfo Porry Pastorel, noto fotoreporter italiano del tempo, un ampio servizio fotografico sul luogo del rapimento e del delitto, sul ritrovamento della salma e sul funerale. Una selezioni degli scatti si può vedere sul sito della Casa Museo Giacomo Matteotti di Fratta Polesine. Sulla grafica di oggi uno di questi scatti.
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