UN PO' DI NOI E DELLA NOSTRA STORIA
MODICA è una città di circa 55.000 abitanti la cui economia è basata sull’agricoltura e sul terziario, in particolare sul turismo. Conosciuta anche per le sue 100 chiese e per il ricco patrimonio architettonico dell’arte barocca, è inclusa nella lista dei beni riconosciuti dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità”. Questo riconoscimento ha ulteriormente proiettato l
a città nei circuiti del turismo mondiale e dei finanziamenti comunitari offrendole una grande opportunità di sviluppo. L’IIS “Archimede”, consapevole di queste trasformazioni, ha sempre cercato di adeguare la sua offerta formativa alle condizioni economiche e culturali del suo territorio , istituendo nel corso del tempo nuovi indirizzi (ITER, IGEA, ERICA, MERCURIO e SIRIO). Con la Riforma degli Istituti Tecnici, a.s. 2010/2011, prendono forma per l’Istituto Archimede due indirizzi relativi il settore economico: AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING (A.F.M.) Nell'a.s. 2015/2016, vede l'introduzione dell’ambito tecnologico con l’indirizzo di GRAFICA E COMUNICAZIONE. Dall’a.s. 2016/2017 il corso COSTRUZIONI, AMBIENTE E TERRITORIO (ex Geometra) viene riannesso all’istituto nell’articolazione diurna e serale (IDA). Nell’anno 2019/20 l’istruzione per adulti si arricchisce dell’indirizzo A.F.M. Infine, nell’anno scolastico 2021/22 vede arricchirsi il settore tecnologico con l'articolazione Informatica dell'indirizzo INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI, . Nella storia di Modica l'istruzione pubblica costituisce un capitolo notevole, perché Modica è stata uno dei centri più illustri e prestigiosi d'istruzione fino a vantare scuole col diritto di rilasciare titoli di valore universitario. Pietro Scrofani, membro del Governo provvisorio della Sicilia con la carica di sottosegretario di Stato alla Giustizia, ottenne che il Collegio inferiore dei Padri Gesuiti (oggi Palazzo degli Studi) fosse destinato all'uso della pubblica istruzione e vi si collocassero il Ginnasio, la Scuola Tecnica ed un Liceo. Il Ginnasio e la Scuola Tecnica furono istituiti nel 1862 per disposizione di Carlo Papa, ispettore degli studi del Circondario di Modica, investito di poteri speciali dall'allora Ministro della pubblica Istruzione, Francesco De Sanctis. La fondazione del Liceo non incontrò, il favore del Consiglio municipale dell'epoca, il quale preferì orientarsi verso la fondazione di una scuola secondaria superiore che fosse ordinata principalmente all'approfondimento delle discipline tecniche e scientifiche. Il Consiglio municipale ritenne, infatti, più utile, per il rilancio dell’economia della Sicilia sud-orientale, la fondazione di un istituto tecnico orientato a preparare professionisti capaci di presiedere alla gestione delle attività commerciali ed agrarie. Nel 1863 il Consiglio comunale deliberò che il promesso Liceo, ancora da istituire, fosse convertito in Istituto Tecnico e chiese al Governo nazionale, sia attraverso le vie ufficiali, sia interponendo i buoni uffici del deputato locale, Michele Tedeschi, l’auspicata conversione. La richiesta del Consiglio ebbe un primo risultato positivo nel Regio decreto del 28 Gennaio 1864, n. 1718, con il quale fu stabilito di fondare in Modica un Istituto Tecnico al posto di un Liceo e di destinargli i beni già assegnati al Liceo. La fondazione del nuovo “stabilimento educativo” è definitivamente sancita dal Decreto n° 3291 del 24 ottobre 1866. Il Liceo sarà istituito nel 1875 ad opera dell'Ente morale Liceo-Convitto come istituto privato, e con esso Modica consoliderà la sua fama di “antica e vasta sede di studi”, ma suo principale vanto rimarrà l'Istituto Tecnico Archimede. L’Istituto entrò in attività nel 1866 ma fu formalmente aperto nel 1867. La sua storia s’intreccia con quella della Città di Modica dall’Unità. Nell’Istituto insegnarono docenti di fama europea, che collaborarono al concretizzarsi della cultura scientifica italiana del secondo Ottocento e del primo Novecento. Meritano di essere ricordati: Carlo Stoppani, Giacomo Albo, Pietro Lancetta, Serafino Amabile Guastella, Luigi della Fonte, Armando Perini, Paolo Revelli, Antonio Raineri, Giovanpietro Grimaldi, Clemente Grimaldi.