L’inizio del nuovo millennio è stato caratterizzato da gravi avvenimenti dovuti alle problematiche economiche, culturali, sociali ed etiche non risolte durante il secolo appena trascorso. L’instabilità e la crisi della società occidentale sono generate dai fondamentalismi e dalla mancata comprensione della complessità dei processi emergenti a livello globale. A tutto ciò si aggiunge una nuova pert
urbazione, che investe tutte le società moderne sia occidentali che orientali, dovuta all’evoluzione tecnologica che avviene con ritmi e tempi molto distanti da quelli dei sistemi cognitivi facenti capo all’uomo. Alle conseguenti emergenze, tipiche dell’attuale società “liquida”, al crescente digital e social divide e al più grave e incolmabile gap tra povertà e ricchezza, si stanno aggiungendo le migrazioni di enormi masse umane alla ricerca di un futuro con condizioni di vita migliori. La mancanza di conoscenza, di consapevolezza e di adeguata inclusione e integrazione genera instabilità a volte deflagranti e con esiti spesso incontrollati. L’ampia diffusione delle nuove tecnologie per la comunicazione e la loro rapida evoluzione mettono a disposizione nuove risorse e strumenti di conoscenza di grande portata e potenza, facilmente usufruibili, ma, contemporaneamente, in grado di modificare profondamente gli stili di vita e i comportamenti, alterando la percezione prossemica spazio-temporale e gli assetti cognitivi e affettivi. L’irresponsabile scomparsa di valori e la colpevole e crescente mercificazione, non solo di cose ma anche di persone con i loro sentimenti e le loro emozioni, richiedono un adeguato intervento formativo sistemico e multidisciplinare, al di fuori dai consueti e canonici ordinamenti didattici, volto a conoscere e a governare realtà complesse e a identificare efficaci ed innovativi modelli descrittivi.