28/09/2016
Il Centro Studi nasce dalla necessità di analizzare in modo critico le trasformazioni che stanno investendo la sanità nel nostro paese, sia a livello locale che nazionale, partendo dalla conoscenza delle direttive che vengono elaborate a livello europeo. Il lavoro che si intende mettere in atto pone il suo fuoco sui processi e sulle pratiche che sono alla base di queste trasformazioni, per comprendere come è organizzato il “sistema salute”, quali sono gli interessi che lo determinano, le logiche che lo guidano e fornendo degli strumenti che mettano in grado di comprenderne il funzionamento ed eventualmente consentano di agire per cambiarlo.
L’orizzonte che guida la proposta del Centro Studi è quella di lavorare per una sanità e una medicina al servizio dei bisogni degli uomini e delle donne che stanno attraversando questa fase storica e di immaginare una scienza nuova per il sociale e costruita dal sociale.
Molti sono i comitati di lotta sorti in diverse zone del paese che si stanno ribellando alla concentrazione dell’offerta di cura nei cosiddetti “centri di eccellenza”, mentre i piccoli e i grandi ospedali vengono chiusi e una parte della popolazione, quella più povera, viene progressivamente esclusa dalla possibilità di assistenza anche per i bisogni primari di cura.
Al loro posto nascono nuove strutture come gli Os.Co., Ospedali di Comunità e le Case della Salute.
Il Centro Studi, nel breve periodo, intende indagare la funzione di queste innovazioni, ponendosi come interlocutore rivolto direttamente alla popolazione, ai tecnici e agli amministratori locali.
L’idea è che la consapevolezza diffusa nelle classi sociali meno abbienti, oltre a costituire uno strumento di lotta per la salute e di emancipazione sociale, sia l’unica garanzia di una sanità vicina ai bisogni reali della popolazione e di ostacolo a quanti, anche nella salute pubblica, vedono unicamente una fonte di guadagno e di potere per potenti gruppi di pressione o singoli soggetti.