04/08/2026
Voglio raccntarvi una storia..
Circa un anno fa, Anita e Mango Boss sono arrivati a lavorare con me.
Un binomio proveniente dalla nostra stessa scuola pony, che aveva ancora parecchie cose da sistemare.
Mango Boss era un pony che lavorava molto sul treno anteriore, abituato a trascinarsi in avanti invece di costruire il movimento dal posteriore. Il salto, di conseguenza, non era ancora quello che oggi possiamo vedere in queste fotografie.
E qualcuno, prima di noi, aveva già espresso il proprio verdetto:
“Questo pony non è da salto.”
Io, invece, ho sempre avuto un'altra convinzione.
Che prima di giudicare un cavallo bisogna provare a costruirlo.
Così è iniziato un percorso.
Un lavoro fatto di pazienza, ripetizioni, errori, piccoli passi avanti e qualche inevitabile passo indietro.
Perché costruire un cavallo non significa semplicemente insegnargli a superare un ostacolo.
Significa insegnargli a usare il proprio corpo, a trovare equilibrio, a spingere dal posteriore, a fidarsi del proprio cavaliere. E contemporaneamente bisogna costruire anche l'amazzone: darle equilibrio, sicurezza, tecnica e soprattutto la capacità di comprendere quello che sta succedendo sotto di lei.
E qui entra la mia filosofia.
Nessuno resta indietro.
E soprattutto, si rispettano i tempi di entrambi.
Per mesi magari lavori e ti chiedi se stai davvero andando nella direzione giusta. I risultati non arrivano immediatamente. A volte sembra quasi di non aver fatto passi avanti.
Poi arriva una giornata come questa.
E guardi Anita e Mango Boss affrontare un salto e capisci che tutto quel lavoro, alla fine, era lì.
Non è magia.
Non è fortuna
E non è un pony diventato improvvisamente "da salto".
È semplicemente un cavallo che ha avuto il tempo di essere costruito, e una ragazza che ha avuto il tempo di crescere insieme a lui.
E forse è proprio qui che sta la differenza tra giudicare un cavallo e insegnargli qualcosa.
Perché è molto facile dire:
"Non è da salto."
Molto più difficile è chiedersi:
“E se invece fosse semplicemente un cavallo che non ha ancora trovato il modo giusto per saltare?”
Questa frase, tra l'altro, non mi è nuova.
Nel libro Diario di un istruttore di equitazione c'è scritto proprio di questo: un istruttore non dovrebbe limitarsi a vedere ciò che un cavallo non sa fare, ma dovrebbe riuscire a vedere ciò che potrebbe arrivare a fare.
E Mango Boss, insieme ad Anita, oggi ci sta dando una risposta bellissima.
Un anno di lavoro.
Un passo alla volta.
Senza scorciatoie.
Senza lasciare indietro nessuno.
E mentre qualcuno vedeva un pony “non da salto”, noi abbiamo preferito vedere un progetto ancora da costruire.
Le fotografie, oggi, raccontano il resto.