15/08/2026
GIOCHI DI FANCIULLI - 1560
Peter Bruegel - Il Vecchio
Nell'opera di Peter Bruegel ritroviamo un pensiero rappresentativo e una peculiare meditazione sull'umanità descritta capillarmente nella sua natura più goffa e concreta, privata anche di tutti i tipici elementi protettivi della società. L'uomo -fuori di metafora- è ritratto nella sua bassezza morale, preda dei suoi vizi e delle sue deformazioni psichiche e fisiche che, tuttavia, non vengono giudicate dal pittore, ma osservate con meticolosa arguzia e realismo, senza espressione di dissenso o compiacenza.
L’uomo che appare nelle tele è sopraffatto dalla Natura e non consegnato ad un principio regolatore e spirituale che lo può accompagnare e far crescere....privato -con la caricaturalità con cui è ritratto- della possibilità di entrare in un universo idilliaco e di riscatto. Tuttavia dietro all'alterazione immaginifica e all'ironia con cui le umane fattezze emergono -passando da gigantografie a miniaturizzazioni- possiamo scorgere un desiderio articolato di indagine del magma delle passioni umane, tanto care e oggetto del nostro lavoro psicodinamico.
Vi è nell'immaginario visivo di Bruegel una sorta di anticipazione del modello pulsionale freudiano secondo cui l'inconscio e le pulsioni primordiali operano sotto la superficie della coscienza, sfidando il controllo della ragione e anche della costruzione della civiltà. Il mondo è rappresentato grottescamente a rovescio, attraversato dal caos di una forza vitale che può rasentare e incarnare anche la follia, nella sua più disorganizzata forma. Il ricorso alla simbologia e allegoria che coinvolge i dettagli delle scene e la vita disarmonica dei paesani richiama i meccanismi difensivi di mascheramento e condensazione ben enucleati da Freud ne L'interpretazione dei sogni.
La critica d'arte, non a caso, ha associato spesso queste atmosfere alla "via regia" freudiana verso l'inconscio, anticipando la logica visiva del sogno e del rimosso.
L'opera 'Giochi di fanciulli' del 1560 si presta straordinariamente ad una lettura psicoanalitica: il quadro non è solo una catalogazione di giochi infantili (ben 80), ma una vera e propria 'radiografia della mente umana'. Freud associa il gioco infantile alla necessità di elaborare gli elementi emozionali sollecitati dalla realtà e i traumi interiorizzati: i bambini di Bruegel ripetono gesti in modo quasi ossessivo e compulsivo (coazione a ripetere); offrono una rappresentazione di una fase dello sviluppo in cui il Super-Io non si è ancora strutturato, dando libero sfogo all'Es: urinano, lottano, si rotolano nel fango; occupano lo spazio pubblico, saturandolo con l'espressione del principio del piacere e ignorano la logica adulta, pur perdendo il valore ludico dell'esperienza per essere ritratti come assenti e anedonici.
Uscendo dagli echi luttuosi Bruegeliani e dalla visione di ineluttabilità del destino consegnato al dolore e alla rassegnazione possiamo ampliare la riflessione intellettuale dell'artista, scegliendo 'un personaggio per volta' per estrarlo da caos brulicante in cui è inserito e riscrivere la sua storia nella più peculiare singolarità. Gli scorci naturali caratterizzati da luci illuminanti possono essere intesi anche come auree che avvolgono a cui ispirarsi per risvegliare la speranza di una diversa ricomposizione.
Vi è un tono dominante (colori caldi e terrosi, postura narrativa, clima fiammingo) che contiene tutto e tutti. La terra appare mescolata all'oro: solo dissodando e cercando con ardore nel fango si può trovare la preziosità e il senso profondo e originario dell'esistenza, nobilitando la materia più umile del mondo e legando indissolubilmente il divino alla carne e al suolo.
Il richiamo di Bruegel è al principio Creatore del Dio Scultore Plastico (inteso nel senso filosofico e teologico dell'Umanesimo Nordico) che ha modellato il corpo umano proprio a partire dal Fango.
Bruegel -con i suoi impasti- e noi -nel nostro lavoro- siamo sempre immersi in un nuovo atto di Creazione, per ricreare la vita sulla tela o nell'esistenza incarnata della mente.
Buon Ferragosto a tutti.